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Intervista al poeta Antonio Spagnuolo
Antonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. Ha fondato e diretto negli anni ‘80 la rivista «Prospettive culturali», alla quale hanno collaborato firme autorevoli.
È stato redattore della rivista «Realtà» al tempo di Aldo Capasso e Lionello Fiumi.
Ha fondato e diretto la rivista «Iride», come anche la collana «L’assedio della poesia», dal 1991 al 2006, pubblicando autori di interesse nazionale come Gilberto Finzi, Gio Ferri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Pamio, Ettore Bonessio di Terzet, Giliano Manacorda, Alberto Cappi, Dante Maffia e altri.
È presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, inserito in molte antologie, collabora a periodici e riviste di varia cultura.
Attualmente dirige la collana «Frontiere della poesia contemporanea» per la casa editrice la Valle del Tempo e la rassegna «poetrydream» in internet.
Presiede il premio «L’assedio della poesia».
Puoi raccontare dai primi trascorsi letterari ad oggi?
La mia storia ormai è veramente duratura e inizia con l’inaspettata lettera di Umberto Saba di elogio per il mio primo volumetto di poesia Ore del tempo perduto del 1953. Una breve lettera che mi illuminò di gioia e dette inizio alla mia scalata verso le cime del Parnaso.
Già in quegli anni la mia ricerca era quotidiana e mi affondavo nella lettura dei poeti più noti come lo stesso Saba, Gabriele D’Annunzio, Ungaretti, Pessoa, Pablo Neruda.
Una lunga permanenza nell’agone letterario, ho attraversato con entusiasmo gli anni dello sperimentalismo negli anni ’60-80 dello scorso secolo, e ne fanno testimonianza i due miei volumetti Il tempo scalzato e Il gesto le camelie (Premio Spallicci, 1991).
Una tappa molto importante viene segnata dal volume Candida (1985) con prefazione dell’indimenticabile Mario Pomilio. Il libro attrasse l’attenzione di Asor Rosa il quale mi aprì le pagine della sua Storia della letteratura italiana (Einaudi).
Nell’arco di questi due secoli molti miei volumi hanno ricevuto premi, molti premi che ormai ho tesaurizzato nella mia memoria.
Dopo la dipartita della mia adorata compagna, moglie innamorata e donna di alti sentimenti, avvenuta improvvisamente nel 2012, quasi tutta la mia produzione poetica si affonda nella memoria di un amore che io chiamo «sublime», e ricama i versi tra i sentimenti più accesi e le ricerche filosofiche, tra il persistere del dubbio per un credo e l’indagine infuocata dell’eterno.
Quali autori hai stimato e quali apprezzato?
Ho letto centinaia di poeti storicizzati e contemporanei con una catena infinita di componimenti.
In realtà non posso elencare uno stretto numero di preferiti o di più analizzati. Tutti hanno lasciato una traccia indelebile nella mia scrittura, a partire sempre da Gabriele D’Annunzio, che influenzò notevolmente la mia prima raccolta.
Un elenco sarebbe difficile stilarlo da Montale a Raboni, da Celan a Yeats, da Ungaretti a Moravia, da Spaziani a Merini, da Zanzotto a Neruda, tutti con una loro incisiva parola poetica.
Napoli ti ha stimolato o no?
Napoli è la mia città!! Non avrei mai lasciato il paradiso della canzone, del sole, del mare, del brio, dell’inventiva quotidiana. Sono nato a Napoli e tra queste vie ha trascorso tutta la mia vita, ascoltando e partecipando agli eventi culturali che la distinguono.
Ti senti soddisfatto per la tua attività espressa?
Volendo tirare le somme di un tragitto posso dire che sono più che soddisfatto di tutta la mia attività, che in questi ultimi anni viene suggellata anche dal successo del mio blog «poetrydream» dedicato alla poesia contemporanea che con emozione e orgoglio viene visitato quotidianamente da migliaia di ingressi provenienti da tutto il mondo. Un eco che mi qualifica e mi stimola a continuare finché la sorte vorrà concedermi lucidità.
Quale futuro ti attrae ancora?
Cosa rispondere? Spero di continuare ancora per qualche anno a dirigere la collana «Frontiere della poesia contemporanea» per le edizioni la Valle del Tempo e scrivere per ogni volume una esaustiva prefazione.
Ogni giorno fortunatamente frulla tra le mie circonvoluzioni cerebrali il ritmo di qualche endecasillabo e io approfitto volentieri per appuntarlo.
A cura di Maurizio Vitiello
(n. 10, ottobre 2026, anno XVI)
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