Intervista al noto poeta, 94enne, Antonio Spagnuolo

Il critico Maurizio Vitiello ci propone un’intervista al noto poeta, novantaquattrenne, Antonio Spagnuolo, nato a Napoli il 21 luglio 1931. Ha fondato e diretto negli anni ’80 la rivista «Prospettive culturali», alla quale hanno collaborato firme autorevoli, ed è stato redattore della rivista «Realtà» al tempo di Aldo Capasso e Lionello Fiumi.
Ha fondato e diretto la rivista «Iride» e la rivista «Prospettive culturali» negli anni ’80; la collana «L’assedio della poesia», dal 1991 al 2006, pubblicando autori di interesse nazionale come Gilberto Finzi, Gio Ferri, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Pamio, Ettore Bonessio di Terzet, Giuliano Manacorda, Alberto Cappi, Dante Maffia e altri. 
È presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali e inserito in tante antologie. Attualmente dirige la collana «Frontiere della poesia contemporanea» per l’editrice La valle del tempo, e la rassegna «poetrydream» in internet (http://antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com). Presiede il premio «L’assedio della poesia 2020».
Nel volume Ritmi del lontano presente, Massimo Pamio (De Dominicis Editore, 1991) prende in esame le sue opere edite tra il 1974 e il 1990.
Plinio Perilli con il saggio Come l’ombra di una nuvola sull’acqua (Ed. Kairòs, 2007) rivisita i volumi pubblicati fra il 2001 e il 2007.
Nel 2018 Elio Grasso e Bonifacio Vincenzi realizzano per lui il primo volume della collana «SUD i poeti», edito da Macabor.
Fra gli ultimi riconoscimenti menzioniamo: Premio «Libero de Libero 2017», Premio
«Salvatore Cerino 2018», Premio «L’arte in versi 2018», Menzione speciale al premio «Aoros 2017», Lauro d’oro alla carriera «Premio città di Conza 2017», Premio «N. e C. Di Nezza» Isernia 2018, «Premio all’Eccellenza 2019», Roma, Premio «Silarus 2020» – Premio speciale «Lettera d’amore 2021», Premio speciale «Iris 2021», Premio «Emily Dickinson» 2022, Premio eccellenza alla cultura 2022, Premio speciale alla carriera «Io ci sto» Napoli 2025.È tradotto in francese, inglese, greco moderno, serbo, spagnolo, romeno, arabo, turco, cinese.
La sua raccolta più recente si intitola Dissolvenze e sussulti (La valle del tempo, Napoli 2025), del cui incipit citiamo:

«Nella sua retrattile presenza l’inconscio diventa per il poeta una presenza inquietante, senza mai disgiungere dal soma della scena psichica. Il disfacimento fisico è segnato da particolari occasioni di rilevanza filosofica, senza venir meno al candore degli echi lirici e alla pura bellezza della poesia.
Si respira un incanto che sa di suggestione e il dettato è soffuso di musicalità.
Il codice di questo archivio segreto, di memorie e sensazioni, traspare dal flusso vitale dell’Eros; gli scenari inquietanti dell’inconscio si placano, attingendo trasversalmente al mondo della musica, al lessico scientifico. In questa direzione, il parametro alogico delle sconnessioni coglie immagini dal vero, in un percorso di poesia che è tra empirismo e fantasia.»

Quanti e quali libri hai pubblicato negli ultimi anni?

Dalla mia gioventù ho pubblicato circa cinquanta volumi di poesia - e soltanto negli ultimi due anni ne conto cinque.
Notevole segnalare che il mio primo volume Ore del tempo perduto (1953) ha ricevuto una bellissima lettera di elogi firmata Umberto Saba, oggi secondo me documento storico, perché fu una delle ultime lettere scritte dal carissimo poeta di Trieste.

Preferisci pubblicare con quali editori?

Io ho pubblicato con diversi editori e alcuni volumi sono oggi preziosi, perché rispecchiano nomi come All’antico mercato saraceno (1991) e la famosa TAM-TAM (1984).
In questi ultimi anni sono entrato nell’ottima famiglia dell’editrice La Valle del Tempo di Napoli, che, anche se giovane editrice, si è dimostrata ottima divulgatrice di cultura a tutto spiano.

Hai ricevuto qualche premio, e dove?

Ho ricevuto moltissimi premi, tanti che non ricordo più.
La mia stanzetta–studio ha le pareti completamente occupate da targhe (di cui una d’oro), diplomi e medaglie.
Tra gli ultimi ci sono: «Il Lauro d’oro alla carriera» (2017), «Premio all’eccellenza» (2029), «Premio speciale lettera d’amore» (2021, «Premio speciale Iris» (2021), «Premio Emily Dickinson» (2022) e ancora «Premio eccellenza alla cultura» (2022).

Dove li hai presentati i tuoi libri?

In svariate città d’Italia, correndo spesso in treno e rubando qualche giornata al mio impegnativo vincolo di medico di famiglia.

Il tuo mondo «sulla carta» da quali sorgenti prende spunto?

Dalla insistenza quotidiana del ritmo dell’endecasillabo che vertigina nelle mie circonvoluzioni cerebrali, suggerendo sempre qualche ritmo musicale che apre versi senza preavviso, e dall’irrequieta necessità di AMARE ed essere AMATO.

Riesci a diffondere le tue pubblicazioni con facilità?

Fortunatamente i miei volumi sono richiesti specialmente tra i giovani che si affacciano alla poesia.

Su Dissolvenze e sussulti (La valle del tempo, Napoli 2025) di Antonio Spagnuolo ci fa piacere segnalare i commenti di alcune firme:

«Una nuova e intensa silloge del poeta Antonio Spagnuolo. La musicalità del verso accompagna il lettore tra malin­conia, amore, sussulti, pensieri.
C’è nell’incontro con il poeta e l’uomo la sorpresa dell’imprevisto, quella capacità infaticabile di ascoltare e esplorare il linguaggio simbolico della vita attraverso l’immersione significativa in sé stesso e nell’altro, un ascolto intimo e accorato, fatto di dettagli quotidiani che vengono illuminati e disegnati con una sobria eleganza formale. Quella di Antonio Spagnuolo è una scrittura dell’anima.» (Floriana Coppola)

«Antonio è un Poeta. In diversi contesti, nel tempo, incrociare la traiettoria della vita con quella di Antonio, volutamente o casualmente, muta lo sguardo sugli accadimenti, verso se stessi e svela realtà fino a quel momento solo immaginate o intuite. Le sue parole frugano nell’anima, scompigliano il cuore, la mente, spalancano il desiderio, incarnano il dolore e i moti di ogni azione. Leggerle è assaporare le profondità del suo sentire, penetrare con lui in quel luogo proibito che è la Poesia, l’arcano che ci appartiene, dal quale appariamo e dentro il quale ci perderemo.» (Rita Felerico)

«La Poesia di Antonio Spagnuolo nasce dall’inconscio, attraversa le circonvoluzioni cerebrali e interroga le parole. E le parole gli ubbidiscono, talvolta incuneandosi con forza dentro il verso, talvolta operando una rarefazione degna di un acquerello. Il risultato è una Poesia densa ma lieve, dove le immagini si susseguono come bagliori nell’oscurità, dove “l’anima si bagna nei ricordi”. Una poesia che non si omologa alle nuove tendenze e che non fa sconti alla vita né alla memoria, che trasporta valori transgenerazionali prossimi ad ogni tipologia di lettore, a chiunque abbia il desiderio di approdare all’essenza.» (Fabiana Frascà)

A cura di Maurizio Vitiello
(n. 5, maggio 2026, anno XVI)