In dialogo con la scrittrice Floria Bufano

Floria Bufano ha pubblicato, di recente, In amore e in guerra, che è una raccolta poetica che indaga il sottile confine tra sentimento e conflitto, rivelando come amore e guerra non siano opposti, ma forze profondamente intrecciate nell’esperienza umana. Le liriche dan­no voce a un viaggio interiore intenso, in cui la relazione con l’altro diventa al tempo stesso rifugio e campo di batta­glia, luogo di passione, perdita, desi­derio e rinascita. Attraverso immagini evocative e me­tafore belliche, la voce poetica esplora la complessità dei legami umani, in­terrogandosi sulla possibilità di amare senza ferire e sul legame profondo tra conflitto e bisogno d’amore. I versi si muovono tra vulnerabilità e resisten­za, tra memoria e oblio, mettendo in luce le contraddizioni di un’umanità che desidera unirsi mentre rischia di distruggere. Con uno stile che alterna essenzialità e visione, la silloge propone una rifles­sione esistenziale e contemporanea: l’altro diventa specchio delle nostre tensioni più intime e proprio nella con­sapevolezza di questa ambivalenza si apre la possibilità di un amore più au­tentico e responsabile.

Quanti e quali libri hai pubblicato negli ultimi anni?

Negli ultimi anni ho pubblicato tre sillogi, una partecipazione a una antologia di poesie con la casa editrice la Valle del Tempo di Mario Rovinello e un racconto con la casa editrice Apeiron di Giovanni Di Costanzo, con cui continuo a pubblicare l’ormai nota Agenda Nova dal 2022.

Preferisci pubblicare con quali editori?

Certamente devo fare una distinzione: con la Valle del Tempo pubblico poesie, anche perché le sillogi fanno parte della collana «Frontiere della poesia contemporanea» presieduta dal poeta Antonio Spagnuolo, mentre con la casa editrice Apeiron continuo a pubblicare l’Agenda Nova da me ideata e redatta.

Hai ricevuto qualche premio, e dove?

Ho ricevuto molti premi sia per l’agenda che per la poesia. Per l’agenda insieme all’editore abbiamo ricevuto il premio letterario «Oscar Wilde» a Vetralla nell’ottobre dello scorso anno, mentre per la poesia ho partecipato al Salotto «Sanremo Writers» a Sanremo a febbraio e alla rassegna letteraria «Avellino Letteraria» poi a giugno ho ricevuto a Napoli il 2° premio «Emily Dickinson» 30° edizione per la silloge Ialine Trasparenze, a Venafro il 2° Premio «Iguana» 13° edizione per In amore e in guerra, a luglio il 2° Premio per il Festival Internazionale «Sotto lo stesso cielo» III edizione a Melfi per la poesia Buonanotte Gaza inserita nella silloge In amore e in guerra, a Roma una Menzione d’Onore per il Premio dell’Accademia Tiberina G. Belli – F. Lami e infine a Pontremoli il Premio «Salotto del Premio Bancarella» per In amore e in guerra. Tra qualche giorno partirò per Pescocostanzo dove riceverò una Menzione d’Onore per il premio Peonia per la poesia Coordinate contemporanee inserita nella silloge In amore e in guerra e pubblicata nel catalogo della mostra «Indicazioni visive contemporanee», inaugurata il 4 luglio 2026 presso lo spazio espositivo della Nuova Officina Solare a Termoli.

Dove li hai presentati?

Ovviamente a Napoli, poi a Roma, a Sanremo, a Venafro, a Spoleto, ad Avellino, a Pontremoli, a Roccaraso.

Il tuo mondo «sulla carta» da quali sorgenti prende spunto?

Da pensieri, emozioni, riflessioni puramente intime su tutto ciò che mi circonda, dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla lettura di articoli e libri. Non credo che ci possa essere un limite perché la nostra mente elabora in continuazione avvenimenti vicini e lontani nel tempo e nello spazio

Riesci a diffondere le tue pubblicazioni con facilità?

No, assolutamente perché in Italia non c’è l’abitudine della lettura lenta, immersiva su cui si possano poi elaborare pensieri, discussioni, confronti anche con se stessi. È dilagante la cultura «mordi e fuggi» che si legge velocemente in rassegna, ma su cui non si appunta mai l’attenzione. Poche persone leggono veramente ciò che è scritto tra le righe e danno valore a uno scritto o semplicemente alle «parole».



A cura di Maurizio Vitiello
(n. 9, settembre 2026, anno XVI)