Intervista all’artista napoletana Maria Manna, a cura di Maurizio Vitiello
Il critico d’arte Maurizio Vitiello dialoga con l’artista napoletana Maria Manna, laureata in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli, una personalità poliedrica con formazione e produzione in pittura, performance, teatro, video, allestimenti. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e a livello internazionale. Ha inoltre collaborato per anni a progetti sociali e giovanili del Comune di Napoli.
Puoi parlarci della tua ultima mostra?
Storie di bambini qualunque - reenactment è l'ultima mostra personale presentata alla «piccola galleria resistente di Antonio Conte» tra dicembre 2024 e gennaio 2025. È una rilettura del passato che non è mai troppo lontano, una rievocazione forse, reenactment appunto, come dal titolo.
Una mostra che rispetto al passato, in cui ha già visto luce nel 2022 a Lineadarte officina creativa e, successivamente, nel 2023 a Artender (studio Scarpati) e ad Alassio (SV), cambia perché cambia il punto di vista oltre la location e di conseguenza cambia approccio.
Tutte le volte che viene letta, riletta, che qualcuno si ferma ad osservarla, fornisce inaspettatamente qualcosa di nuovo e diverso. Una pratica artistica che negli ultimi anni ricorre sempre più anche tra i grandi artisti. Abbiamo l'esempio di M. Abramović che ha riportato in scena opere performative dopo decenni. Remake, rielaborazione, reenactment.
Storie di bambini qualunque reenactment è una mostra che attraverso il gioco attraversa la visione della vita. Ciò che appare colorato e gioioso è, invece, un grande lavoro di ricerca di anni, legato allo studio della psicologia e psicanalisi infantile e al valore sociologico che esso assume attraverso la frizione.
Il riciclo come stratificazione di storie e vita. Favole che diventano storie e personaggi che prendono vita fuoriuscendo dal dipinto stesso e non.
Prossime tappe?
È in cantiere una nuova mostra personale dal titolo «lettera d'amore mai scritta», ma per ora, non vorrei dire ancora dove si terrà, ma posso dire che sicuramente sarà nel febbraio prossimo.
Un progetto lanciato in rete e su alcune testate giornalistiche anni addietro, credo tre o forse quattro.
Un progetto legato all'amore e a tutto ciò che può essere ritenuto sospeso nella vita del mittente che attraverso una lettera scritta ha chiuso un cerchio della propria vita.
È arrivata una lettera anche dalla Norvegia. Per cui, potrebbe essere definito un progetto internazionale.
In quale città ti piacerebbe esporre:
Ho un sogno da sempre... Londra. Anche se ritornare a Firenze con una personale non mi dispiacerebbe.
È essenziale per un'artista come te riconfermare la cifra artistica?
Anni addietro mi è stata fatta una stima riguardo le opere, ma, credo, che ogni tanto andrebbe sottoposto il proprio lavoro al critico, al gallerista per rinnovare la stima della quotazione.
È utile avere come sponde di riferimento i mass-media?
Sì. È utile come strumento di visibilità, ma l'importante è saperlo usare con criterio e cautela anche per non rischiare di condizionare il percorso artistico. Insomma, è un'arma a doppio taglio anche quando ti mette in contatto con persone con cui normalmente non verresti mai a contatto. C'è una cosa che ritengo molto importante «mai postare per i like», ma per l'importanza del messaggio che vuoi che arrivi.




A cura di Maurizio Vitiello
(n. 2, febbraio 2026, anno XVI)
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