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Destini in esilio: Miron Kiropol
Miron Kiropol. Una voce poetica tra due mondi è stato pubblicato alla fine del 2025 presso la Casa Editrice Universitaria di Craiova ed è uno studio dedicato a uno dei poeti dell’esilio romeno più discreti e ancora poco valorizzati. Il libro propone una lettura approfondita dell’opera di Miron Kiropol, autore la cui identità letteraria si è costruita all’incrocio tra la cultura romena e quella francese, tra la lingua madre e la lingua d’adozione, tra l’esperienza dell’esilio e la fedeltà a una poetica profondamente spirituale.
Il testo, scritto da Stella Di Gleria, viene offerto al lettore romeno nella traduzione di Carmen Teodora Făgeţeanu. L’autrice (Paularo, 1997) ha intrapreso gli studi in Lingue e Letterature Straniere, manifestando un forte interesse per i fenomeni culturali, linguistici e letterari dell’Europa Centro-Orientale. Durante il corso di laurea triennale si è avvicinata alla letteratura romena, scoprendo in essa una voce capace di entusiasmarla e di orientare il suo percorso di ricerca. Questa passione l’ha accompagnata anche durante gli studi successivi, culminando in questo lavoro, in cui ha intrecciato la tradizione letteraria francese con quella romena attraverso l’opera di Miron Kiropol, autore che le ha permesso di esplorare in modo originale i confini tra identità, lingua e memoria. Parallelamente all’attività accademica, si dedica alla divulgazione culturale sulle piattaforme social, prestando particolare attenzione ai temi linguistici e alla valorizzazione delle minoranze, come nel caso della lingua friulana.
Nel 2024 le è stato conferito il Premio America Giovani, riconoscimento che sottolinea il suo impegno nel rendere la cultura letteraria e linguistica accessibile a un pubblico ampio e variegato. Oggi porta avanti il suo percorso di ricerca e comunicazione con la stessa curiosità che l’ha guidata dai primi incontri con la letteratura romena fino alle sue attuali attività di promozione culturale.
Il percorso critico è strutturato intorno a tre assi principali: la ricostruzione biografica del poeta, l’analisi del fenomeno dell’auto-traduzione e la lettura comparativa dei volumi Dieu me doit cette perte / Dumnezeu îmi datorează această pierdere e Auguste nostalgie du sang / Augustă nostalgie a sângelui. Il volume segue il modo in cui l’auto-traduzione diventa, nel caso di Kiropol, non un semplice esercizio tecnico, ma un atto di riflessione sull’identità e uno spazio privilegiato di negoziazione tra Sé e l’Altro.
Il lavoro recupera un autore marginalizzato dal contesto politico ed editoriale della sua epoca, costretto a lasciare la Romania ma che non ha mai abbandonato né la lingua né l’immaginario originario. La poesia di Miron Kiropol, profondamente segnata da temi religiosi, dal sentimento dell’esilio e dall’aspirazione alla trascendenza, viene analizzata da una prospettiva letteraria, teorica e simbolica, con particolare attenzione alle differenze stilistiche e semantiche tra i testi francesi e le loro versioni romene.
Il libro fa parte della collana «Destini in esilio», curata dal ricercatore Silviu Gongonea, progetto che mira a reinserire nel circuito critico figure e opere marginalizzate dalle circostanze storiche. Affidata a un comitato scientifico autorevole, composto da Liviu Antonesei, Ion Bogdan Lefter, Nicolae Panea ed Emanuela Ilie, la collana garantisce una lettura rigorosa e una selezione mirata a colmare le lacune della nostra memoria culturale.
Miron Kiropol. Una voce poetica tra due mondi è la seconda uscita della collana, dopo il volume L.M. Arcade, Pubblicistica letteraria, edizione curata, introdotta, tradotta dal francese e accompagnata da un apparato di note attentamente calibrato dallo stesso Silviu Gongonea, che offre ai lettori pagine consistenti, delineando il profilo di uno spirito critico situato all’incrocio tra letteratura e giornalismo.
Con questa pubblicazione, la collana «Destini in esilio» conferma la sua vocazione recuperatoria e contribuisce a consolidare una prospettiva critica sulla letteratura romena al di fuori dei suoi confini geografici, restituendo ai lettori opere e destini essenziali per comprendere la nostra memoria culturale recente.
La prefazione del volume è firmata dal coordinatore della collana, il critico letterario Silviu Gongonea, che fornisce il quadro interpretativo necessario alla comprensione del progetto critico e della sua funzione recuperatoria. Il testo sul retro della copertina, firmato dal prof. Nicu Panea, membro del comitato scientifico della collana, completa in modo pertinente la prospettiva sul volume, sottolineandone l’importanza nel contesto della letteratura dell’esilio romeno. Il concept grafico della copertina è di Sorin Mușuroi, che ha optato per una soluzione visiva distintiva, sostenendo in modo sottile e intelligente il discorso del libro. Inoltre, grazie all’apertura e al supporto di Sorin Tudor, direttore della Casa Editrice Universitaria Craiova, questo progetto editoriale è stato accolto e portato a termine con successo.
La traduzione si pone in una relazione naturale di completamento rispetto alla voce dell’autrice, senza alterarne la direzione né l’intensità.
Il volume sarà presto presentato sia al Museo del Libro e dell’Esilio Romeno, sia alla Fiera del Libro Gaudeamus, edizione di Craiova.
Carmen Teodora Făgețeanu
(n. 2, febbraio 2026, anno XVI)
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