PromArt. Linea, colore e trasparenza per un espressionismo lirico. La pittura di Marco Paladini

Il 4 marzo 2019 è stata inaugurata presso la Galleria del Municipio di Timișoara la mostra personale dell’artista italiano Marco Paladini. Gloria Gravina, curatrice della mostra e rappresentante del Consolato Onorario Italiano a Timișoara, è la persona che ha concretizzato la presenza dell’artista su dei pannelli allestiti con una selezione di lavori realizzati dal pittore negli ultimi anni.

A prima vista possiamo cogliere la passione dell’artista per l’esplorazione del linguaggio estetico bidimensionale. Marco Paladini mostra interesse per le forme geometriche, espressive e discorsive che distinguono la pittura espressionista. Uno sguardo più attento al percorso creativo dell’artista ci svela un’attenzione costante per un determinato carattere malinconico del linguaggio utilizzato, che si manifesta tanto nella pittura figurativa, d’esordio, negli studi sulla natura, nei ritratti, che nelle composizioni astratte che caratterizzano il periodo della maturità, definibili come una somma, una sintesi delle esperienze relative alla conoscenza del mondo attraverso il filtro sensibile della pittura.

Nato a Genova nel 1955, Marco dedica la prima parte della sua esistenza creativa a una tappa di iniziazione visiva classica, in cui il dialogo con la natura e con la scienza umana rappresentano i principali ambiti di interesse. Paesaggi ad olio, tempera, pastello o acquerello su cartoncino, come Recco (1974), Golfo Paradiso (1979), Orto di Palanesi (1975), Tronco di Ulivo (1979), opere presenti nel catalogo Marco Paladini, Opere: 1974-2011, lavori d’esordio, in cui lo stretto legame con il paesaggio della Liguria sembra essere alla base della lettura dei sensi della pittura. L’evoluzione personale e organica di Marco Paladini avviene in maniera simultanea e dagli effetti rilevanti con le tappe tematiche, tecniche e stilistiche presenti nella sua pittura.

Dallo studio della natura all’evocazione di sentimenti vissuti, esperienze e concetti necessari al rendere astratte le forme che il pittore trasferisce sulla tela, fino a impossessarsi e a utilizzare elementi essenziali del discorso espressivo della natura, il pittore insegue quel legame sensibile, ma essenziale, con i sensi e i ritmi nascosti della realtà. Nel suo orizzonte teorico, l’artista riconosce i periodi della sua evoluzione di pittore e confronta il fenomeno dell’astrazione delle forme della sua pittura con il filtrare, semplificare e rendere essenziale la realtà che teorizza, per esempio, Mondrian.
In tal modo, attraverso un sistema di rivalutazione della realtà estetica, il pittore provoca monotonia a percepire i tronchi degli alberi, i rami dei boschi nei dintorni dei suoi luoghi natali, i ritmi dei paesaggi urbani che delimitano il confine fra terra e mare, le modulazioni espressive del corpo umano. Marco Paladini trasforma le immagini percepite in linee decise e concrete che generano tensioni, simmetrie, ritmi e dialoghi compositivi.

Alla mostra di Timișoara, l’artista presenta la sua pittura astratta che porta, simile a uno strascico, una vasta eco del reale, del paesaggio natale, da cui Marco non si distacca mai totalmente. Da qui nasce, forse, il carattere lirico profondo e la formulazione non-formale delle cromie e delle forme delle composizioni astratte.

Che si tratti di ricomposizione di parti di pitture sacrificate, di colori e linee trasparenti e sensibili, su tela pulita o di composizioni fatte di sovrapposizioni di materiali bidimensionali colorati, ad esempio cartone, materiale tessile o legno, le opere di Marco Paladini tendono sempre a un equilibrio derivante dai residui della polverizzazione delle forme classiche.

Le intersezioni di linee dritte ricordano il segno della croce, anche se il loro significato non è quello di un rimando al simbolismo cristiano, così come le linee oblique non sono alberi sotto il soffio del vento, forse evocano i ricordi di argentei uliveti accarezzati dalla brezza del Mediterraneo.

 

 

 



Andreea Foanene
Traduzione di Elena Di Lernia
(aprile 2019, anno VIII)