POESIA

«Nessuna patria è al di sopra». Versi di Dan Dănilă

Con il titolo Nessuna patria è al di sopra, pubblichiamo in edizione bilingue una selezione di poesie di Dan Dănilă, poeta, traduttore e artista plastico, nato a Sibiu nel 1954. Dănilă è presente in numerose antologie e sulla stampa letteraria romena e internazionale con poemi propri, traduzioni dal tedesco, inglese e francese, saggi e opere di pittura e grafica. Membro dell’Unione degli Scrittori Romeni e dell’Exil PEN, dal 1990 vive in Germania. Le poesie sono estratte dalla raccolta Atlantida există (Atlantide esiste, 2011) e tradotte da Francesca Paşcalău e Laszlo Alexandru.



«Se la poesia mi potesse aiutare». Versi di Amelia Stănescu

Nata il 22 giugno 1974 a Costanza, laureata in filologia e legge, Amelia Stănescu ha al suo attivo numerose raccolte poetiche: debutta in poesia nel 1993 e diventa membro dell'Unione degli Scrittori di Romania nel 2000. A cura e in traduzione di Lucia Tarase, pubblichiamo una selezione di versi estratti dalla raccolta I meccanismi dell’essere (Ed. Ex Ponto, 2013), preceduti dall’inedito Un castello di sabbia, con il quale la poetessa ha partecipato nel 2013 alla finale del «Concorso internazionale di poesia Città di Gualtieri».



«Non sarà tempo di uccidere il tuo essere». Versi di Cezar Ivănescu

Nato a Bârlad nel 1941, Cezar Ivănescu è un punto di riferimento della poesia romena contemporanea. I suoi versi sono un flusso ininterrotto in cui si intersecano registri sonori distinti, espressioni e sostanze polifoniche del suo vissuto orfico. «Morte» è la parola chiave di quasi tutta la sua produzione letteraria, che ci offre la cifra della sua avventura metafisica, impresa gnostica e insieme poetica. Pubblichiamo una selezione di versi estratti dal volume di saggi e testi poetici in romeno e italiano Sogno Suono Segno a cura di Geo Vasile (Il Foglio, Piombino 2014).



Alexandru Macedonski, l'innovatore della poesia romena moderna

Nel 2014 ricorrono 160 anni dalla nascita del poeta Alexandru Macedonski (1854-1920), grande innovatore della poesia romena moderna, e non solo sotto l'aspetto formale, e paladino del simbolismo, che aveva visto nascere in Francia e Belgio. Nei raffinati versi delle raccolte Poezii (1882), Excelsior (1895), Flori sacre («Fiori sacri», 1912), Poema rondelurilor («Il poema dei rondelli», postumo, 1927), Macedonski ha cantato la sorte infelice del genio, le ingiustizie del mondo, ma anche le bellezze esotiche e la prorompente forza vitale. Selezione di versi in edizione bilingue.



«Sono ancora proprietà di Dio». Versi di Victoria Milescu

«Sono ancora / proprietà di Dio / Dove correre? / Sono lo scriba terrorizzato dalle parole / Mi hai inviato perché sto in silenzio / mordendo la terra. / Dove correre quando a correre è la terra stessa? / Atterriti siamo da un’unica parola, / presto si farà sentire, / sarà tuono o brezza. / La dirai tu, la sussurrerò io. / Sono ancora la prediletta di Dio, / dove e perché correre...». Pubblichiamo una selezione di versi di Victoria Milescu, poetessa e traduttrice di lingua inglese, membro dell'Unione degli Scrittori della Romania. Traduzione italiana a cura di Alexandru Calciu.



«Un verbo su cui salire entrambi e viaggiare». Versi di Paul Vinicius

Paul Vinicius, poeta, drammaturgo e giornalista, ha debuttato nel 1982 con un primo gruppo di poesie, seguite poi da numerose raccolte. Non ancora tradotto in italiano, alla sua opera hanno dedicato studi in Romania autorevoli critici, da Mircea Martin a Nicolae Manolescu, da Alex Ștefănescu a Marin Mincu, Geo Vasile, Mihai Șora ecc. Ne presentiamo, per la prima volta in italiano, alcune poesie tratte dai suoi due volumi più recenti: Liniștea de dinanintea liniștei (2011) e kemada (2013), entrambi destinatari di prestigiosi riconoscimenti in Romania. A cura di Mauro Barindi.



Radu Vancu, «Quattro villanelle»

Radu Vancu è uno dei più significativi poeti romeni dell'ultima generazione. Ne presentiamo alcuni pregevoli e raffinati testi, scritti nella forma della villanella, canto di origine popolare napoletana, ma già passato attraverso numerose trasfigurazioni stilistiche, dal Parnasse al Novecento, da Banville a Leconte de Lisle, da Auden a Sylvia Plath a Dylan Thomas. Il fraseggio di Vancu, osservano i critici, segue una determinazione formale e una perfezione stilistica condotte all'estremo, che fanno pesare a Sade o a Poe. A cura di Matteo Veronesi.



«Amore e sesso con le mie due patrie». Versi di Viorel Boldis

«Il mio armadio è vuoto. / Gli scheletri che là giacevano / Li ho raccolti tutti nelle mie poesie». Così Viorel Boldis, uno degli scrittori romeni italofoni più rappresentativi (vive in Italia dal 1995), nella selezione di versi in parte inediti che proponiamo. Boldis ha vinto vari premi e pubblicato diverse raccolte di poesie scritte in italiano, ma anche in romeno. Partecipa a numerosi incontri e dibattiti sul tema dell’immigrazione e della letteratura e nel 2011 è stato premiato dal Parlamento della Romania con il Diploma di eccellenza per meriti culturali e la promozione della cultura romena in Italia.



«Vagando cautamente dentro me stessa». Versi di Ofelia Prodan

Ofelia Prodan è una delle poetesse oggi più apprezzate in Romania. Ha esordito nel 2007 e ha vinto numerosi premi letterari nazionali. In Italia ha vinto il Premio Internazionale di Poesia e Prosa «Napoli Cultural Classic», VIII edizione, 2013, classificandosi al primo posto nella sezione Poesia in lingua straniera. I suoi componimenti sono tradotti in italiano, spagnolo, portoghese, inglese, francese, ungherese e olandese. Pubblichiamo una selezione di versi dell'ultima raccolta, Călăuza (Cartea românească, 2012), con la traduzione di Răzvan Purdel e la presentazione del critico Ion Pop.



«Ecco il verbo che ti perdona». Versi di Valeriu Armeanu

Un’ars poetica dello strazio e del pentimento, dell’umiltà e della preghiera: è quella dei versi di Valeriu Armeanu, interessante autore di numerose raccolte. Le parole-chiave ricorrenti nelle sue poesie portano il marchio rovinoso di una minaccia imminente (bufera, orrore, diluvio, nevicate polari), echi di alcuni gravi elementi biografici, di une fin de partie compresa. Bellezza tragica di un discorso poetico scisso tra amore e morte, eros e thanatos, gioia di riveder le stelle e vanità del cacciatore di vento, per parafrasare il titolo di uno dei suoi libri recenti. A cura di Geo Vasile.



Tra metafora e voluttà: a Ion Mureşan il Premio «Mihai Eminescu» 2014

Un riflessivo che possiede la scienza dell’immagine e l’insolenza metaforica. Indole discreta, a volte solitaria, seppur infaticabile bon viveur, Ion Mureşan vive la poesia furiosamente e con infinita voluttà. Trae le sue origini dal surrealismo onirico e oracolare di Gellu Naum e Virgil Mazilescu ma, consapevole del proprio valore, è creatore di un universo immaginario e discorsivo consono alla propria visione poetica, uno stato di grazia naturale ironica e pietosa. A gennaio di quest’anno ha vinto il Premio Nazionale di Poesia «Mihai Eminescu». A cura e traduzione di Geo Vasile.



«Ciò che sono stata non è finito ancora». Versi di Riri Sylvia Manor

Un soffio straripante di vita, sentimenti, emozioni nei nuovi versi di Riri Sylvia Manor: amore, tristezza, gioia di vivere, ricordi, vecchiaia fra passato, presente e futuro. Con trentotto composizioni inedite, nella sua nuova silloge poetica intitolata Încă (Tracus Arte, 2013) ritorna a incantarci la magia lirica dei versi della Manor, uniti da un filo che sembra voler tessere tutta un’esistenza sviscerata attraverso i ricordi, il presente, il continuo divenire e rinascere nonostante l’incalzare biologico dell’età, l’erotismo rivendicato e brandito come diritto e necessità vitali. A cura di Mauro Barindi.



«Mi fu fatta la proposta di nascere uccello». Versi di Spiridon Popescu

È stata recentemente pubblicata, presso la Rediviva Edizioni di Milano, la silloge bilingue Supplemento di esistenza di Spiridon Popescu, a cura di Mirela Tingire. «Spiridon Popescu è un poeta particolare, con delle peculiarità alquanto rare. Per coloro che lo conoscono da vicino egli è il poeta che, attraverso il suo lirismo naturale, riesce a svelare ogni momento prosaico della vita. D'altronde la sua vita è un poema unico, un modo di essere interiore, fino ad arrivare all'estasi che solo la poesia riesce a creare» (Ion Hirghiduş). Pubblichiamo una selezione di versi.



«Conquistare il bastione delle palpebre». Versi di Dan Dănilă

Con il titolo Conquistare il bastione delle palpebre, pubblichiamo una selezione di poesie di Dan Dănilă (1954), poeta, traduttore e pittore che dal 1990 vive a Leonberg (Germania). Le sue poesie, racconti, traduzioni, lavori di grafica sono stati pubblicati da importanti riviste letterarie in Romania, Germania, Danimarca, Canada e negli Stati Uniti. Ha pubblicato diversi libri di poesie in romeno e sempre in romeno ha tradotto François Villon, Rainer Maria Rilke, Wolf von Aichelburg e Georg Scherg. È membro dell'Unione degli Scrittori della Romania e dell’Exil PEN Germania.



«L’oro fra le rughe». Versi di Ioan Moldovan

Debutta nel 1980, ma prende un cammino diverso da quello degli «ottantisti». Ioan Moldovan, poeta della quête della suprema finzione, di vena confessiva, tanto lucido quanto ludico, tagliente e lirico, conosce registri teneri e sofisticati, lapidari e impetuosi. Le sue raccolte poetiche sono state pluripremiate e tradotte in ungherese, inglese, tedesco, albanese, francese e ceco. Insomnii lîngă munți (Insonnie ai piedi del monte) è la raccolta in cui più si avverte una chiara vicinanza tra Moldovan e Montale, persino nel ritmo e nella sintassi. Presentazione e traduzione di Anca-Domnica Ilea.



La visione delle non-parole: Nichita Stănescu a ottant’anni dalla nascita

Nel 2013, Nichita Stănescu, promotore della seconda rivoluzione del linguaggio poetico romeno dopo Mihai Eminescu, avrebbe compiuto 80 anni. Già la sua prima raccolta, Sensul iubirii (Il senso dell’amore), del 1960, testimonia un io libero di rigenerare il mondo nel linguaggio, nonostante un regime avverso alla libertà. Creatore di universi immaginari, Stănescu scarcera le parole dal loro significato convenzionale e mediante le sue non-parole crea una poesia capace di «inventare un fiore/ cui noi siamo/ il profumo». Presentazione e traduzioni poetiche di Geo Vasile.



«Scrivo amore con un nodo in gola». Versi di Dan Sociu

Dan Sociu, classe 1978, è una delle voci più interessanti della poesia romena contemporanea. Ciò che subito risalta nella sua opera è la coerenza tematica e stilistica. Sociu scrive in modo sapiente, è conscio dei propri strumenti e li utilizza al meglio, rivolgendosi al lettore in modo diretto e potente, una sorta di «épater le bourgeois» che avviene raccontando semplicemente il reale: quello del poeta. Tutti i libri di Sociu mettono insieme e rivelano progressivamente un personaggio ispirato direttamente all'autore, di cui porta il nome e manifesta i dati biografici. A cura di Clara Mitola.



«Letteratura Spontanea», a Monaco la lingua italiana è casa per molti

«Letteratura Spontanea» è un salotto letterario ospitato dall'Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera e frequentato non solo da italiani, ma anche da tedeschi, francesi e romeni, accomunati dal fatto di conoscere tutti la lingua italiana. Giulio Bailetti, ideatore e direttore, racconta di questa stimolante esperienza, in dialogo con Eugen Popin. «Se decidi di vivere all'estero, la lingua che prima ti univa a tutti, ora ti unisce a pochi vicini e a molti lontani. Chi vive all'estero è salvato dalla distanza. Il rumore di fondo spesso insopportabile, che in Italia impedisce di pensare, qui non c'è».



«Il poeta è il veltro delle orme del sacro». Versi di Geo Vasile

La silloge psico@terra.pia (Lietocolle, Faloppio 2012) raccoglie 33 poesie in romeno, riscritte in italiano dal loro autore, l'italianista Geo Vasile. Un viaggio spettacolare, fatto di emozioni forti e a tratti sconvolgenti, in compagnia di un Orfeo in perpetua ricerca della sua Euridice, che in realtà non trova mai, il libro ci accompagna nei meandri più impensati dell’animo del poeta, dandoci a volte l’illusione di esserci persi, per poi riprenderci per mano e riaccompagnarci verso l’uscita. La recensione di Ingrid Beatrice Coman è affiancata da una selezione di versi dell'autore.



Per il centenario di Gherasim Luca: poesie inedite in italiano

Il 2013 è l'anno centenario della nascita di Gherasim Luca (23 luglio 1913). Le sue prime poesie, che pubblichiamo per la prima volta in italiano tradotte da Maria Schiavone, sono uscite tra il 1930 e il 1931 sulla rivista «Alge». Barbară, Pătrundere, Developări, Femeia Domenica d’Aguistti presentano, retroattivamente, aspetti di fondamentale interesse per la grande questione, che mai abbandonerà il nostro autore, del desiderio e del suo oggetto, dell’amore e della donna che non esiste, anche se da qualche parte c’è. Presentazione di Giovanni Rotiroti.



Benjamin Fondane: «Il Salmo del lebbroso»

Pubblicato nel 1920 e ora tradotto in italiano da Irma Carannante, questo straordinario componimento di Benjamin Fondane ripropone il tema della teodicea giobbica, una «supplica invocativa» in cui risuona l’antica domanda biblica sul senso della sofferenza del giusto e sulla giustificazione del male nel mondo. Apparente parodia della preghiera con intenti distruttivi e blasfemi, in realtà è il riconoscimento del mistero abissale che circonda la parola del Totalmente Altro, nell'indissolubile legame etico del dolore con l’amore. Presentazione di Giovanni Rotiroti.



«La voce che non sai da che parte lasciare». Versi di Stefano Raimondi

Con il titolo La voce che non sai da che parte lasciare, pubblichiamo una selezione di versi della raccolta inedita Teatro delle corsie di Stefano Raimondi (Milano, 1964), poeta e critico letterario che si interessa anche di letteratura romena, in particolare di Paul Celan e Benjamin Fondane. Di recente è uscita la sua nuova raccolta, Per restare fedeli (Transeuropa Edizioni 2013), con testi scritti in circostanze particolarissime, segnate da grande abbandono affettivo ed eventi sconvolgenti, come i fatti di Genova (G8), l'11 settembre, la Seconda guerra nel Golfo (Iraq).



«La poesia è anzitutto una forma di speranza». Versi di Octavian Paler

Octavian Paler (1926-2007), personalità di spicco della cultura romena, è noto prevalentemente come scrittore e saggista, ma la sua opera conosce anche il linguaggio della poesia. Magda Arhip ne traduce per noi alcuni passaggi, mentre Giovanni Rotiroti ci segnala che in questa poesia «vengono a raccogliersi suggestioni memoriali, segni culturali, allusioni sentimentali, che racchiudono l’ostinata ricerca di una forma mitica, di un’immagine appropriata che, oltre a rinviare a se stessa, riproduce l’idea, la raffigurazione di verità che il sacro tradizionalmente contiene».



I «Versi esicasti» di Enrico DʼAngelo

Enrico D’Angelo, direttore della collana «I poeti della Smerilliana» delle Edizioni Di Felice, ha messo la sua nuova raccolta di poesie, Versi esicasti, sotto il segno della spiritualità ortodossa. Nella Lettera dalla Romania a un poeta italiano, Bruno Pinchard gli scrive: «Non vedo quale altra religione ti appartenga, se non quella dei poeti ed è proprio perché dal monastero sento risuonare le ore nellʼaria che vibra, che posso dirti che il tuo rito non è di convinzione, ma di perfezione; il tuo ritiro non è di contrizione, ma di assoluzione; la tua fede non è di confessione, ma di realizzazione».



Zéno Bianu: «Poema dei gradi (Kaddish per Paul Celan)»

«Fai saltare i bacini di luce / la parola fluttuante è al crepuscolo / dal primo all’ultimo respiro / la parola non ti appartiene / ferita / ferita / d’un dio in esilio». Pubblichiamo, nella traduzione di Giovanni Rotiroti, un ampio poema di Zéno Bianu dedicato a Paul Celan e intitolato Poema dei gradi (Kaddish per Paul Celan). Zéno Bianu è uno scrittore francese di origine romena, nato a Parigi nel 1950 da madre francese e padre romeno, rifugiato politico. Il poema è tratto dal volume di Bianu, Le désespoir n’existe pas [La disperazione non esiste] (Paris, Gallimard 2010).



«Siamo felici come i giunchi». Versi di Virgil Mazilescu

Pur muovendosi nel tardo-surrealista (onirismo) degli anni ’70, Virgil Mazilescu rappresenta una sorta di anello di congiunzione tra gli anni ’60 e gli anni ’80 della poesia romena. Già solo questo, la cronologia della sua attività, lascia immaginare la misura della complessità poetica di quest’autore, poco prolifico ma dotato di eccezionale accuratezza e intelligenza compositiva, capace di correggere per anni interi un singolo verso che inevitabilmente imparava a memoria, nell’ossessiva ripetizione della cura formale. Pubblichiamo qui alcuni suoi poemi tradotti da Clara Mitola.



«La mia patria in A4». Poesie di Ana Blandiana

Si intitola Patria mea A4 l'ultimo volume di poesie di Ana Blandiana (Humanitas, Bucarest 2010), un'immagine che riflette il sentimento di una patria per così dire di carta, forse banale nella sua candida fisicità, eppure smisuratamente spirituale per ciò che essa può contenere. «Qui c’è la patria dell’inquietudine: / Riuscirò un giorno / A decifrare le orme che non si vedono, / Ma che io so che esistono e che attendono / Che io le passi in bella copia / Nella mia patria in A4?». Spazio di ricerca e apertura, la patria della poetessa, non torre d'avorio. Presentazione e traduzione di Mauro Barindi.



«La Fine del mondo». Poesie di Gherasim Luca

L’antologia Gherasim Luca, La Fine del mondo (Poesie 1942-1991), a cura di Alfredo Riponi (tr. it. di A. Riponi, Rita R. Florit, Giacomo Cerrai, Joker, Novi Ligure 2012) offre, per la prima volta al lettore italiano, la possibilità di entrare nell’universo creativo di Ghérasim Luca attraverso un percorso poetico di grande suggestione, che raccoglie i testi di più forte impatto emotivo, senza tralasciare i classici dei suoi recitals, le prime prose poetiche e quello che può essere considerato il suo manifesto poetico, inedito in volume. Qui un saggio poetico bilingue, francese e italiano.



«Ode alla lingua italiana». Versi di Filippo Salvatore

Con il titolo Ode alla lingua italiana, pubblichiamo alcune poesie di Filippo Salvatore, saggista, poeta e professore di Italianistica alla Concordia University di Montreal, che studia da decenni l’evoluzione della cultura e della letteratura italo-canadesi. Il poema Ode alla lingua italiana dà conto della composita realtà storica e sociale che l'italiano, come lingua, esprime al giorno d'oggi, mentre Fratelli d'Italia è stato scelto dalla sede centrale della Società Dante Alighieri di Roma come esempio di poesia multiculturale. La traduzione dei versi si può leggere nell’edizione romena.



«Parlare come nascere». Versi di Annamaria Ferramosca

Con il titolo Parlare come nascere, presentiamo una selezione di versi della poetessa Annamaria Ferramosca in edizione bilingue, con la traduzione inglese a cura di Anamaría Crowe Serrano. Le poesie sono tratte dalla raccolta Other Signs, Other Circles. Poesie 1990-2009 (Chelsea Editions, New York, 2009).



I disagi del viaggio. Versi di Paolo Polvani

Con il titolo I disagi del viaggio, presentiamo una selezione di versi del poeta Paolo Polvani. «Il disagio del viaggio – scrive l'autore – è il disagio della solitudine, della marginalità, dei sentimenti d'intolleranza e di odio; sono le situazioni che viviamo ogni giorno, e riguardano tutti, non solo gli emigrati e gli extracomunitari».



Poesie inedite di Gabriel Daliş

Gabriel Daliș è una delle voci liriche più peculiari e originali dell’ultima generazione di giovani poeti romeni. Dotato di un linguaggio asciutto, scarno, quasi crudo e ridotto all’essenziale, ma ricco di una conturbante e profonda pregnanza lirica, Daliș ha la capacità di colpire il lettore creando piani e combinazioni espressivi che incidono per la loro enigmatica e intima qualità. Offriamo, per la prima volta in traduzione italiana, le cinque poesie che aprono la sua ultima antologia :până mereu, insieme ad otto nuove poesie. Presentazione e traduzione di Mauro Barindi.



Matei Vişniec, poeta tra due mondi. Selezione di versi in traduzione

Matei Vişniec, poeta, prosatore e drammaturgo romeno, è noto in Francia, dove vive e lavora come giornalista a Radio France Internationale, in modo particolare per la sua intensa attività drammaturgica in lingua francese. In Romania, Vişniec esordisce e si afferma soprattutto come poeta, tanto da essere considerato una delle voci più originali e promettenti della generazione degli anni ’80. Dalla sua opera in versi, proponiamo una selezione in edizione bilingue, con traduzioni edite di Marco Cugno e traduzioni inedite di Roberto Merlo, che firma anche la presentazione.



Mariana Marin, la «poetessa in jeans». Traduzioni inedite

Mariana Marin appartiene alla generazione degli anni ’80 – la «generazione in jeans» – impegnata a ripensare il rapporto tra poesia e realtà. In questa visione, la poesia è in strada, è sociale, incarnata in tutte le cose del reale. I versi che pubblichiamo fanno parte della penultima raccolta della Marin, scomparsa prematuramente nel 2003: Mutilarea artistului la tinereţe (La mutilazione dell’artista in gioventù), del 1999. Un’interiorità ripiegata su se stessa, autentica fino all’ossessione, sincera fino al sarcasmo. Presentazione e traduzione di Clara Mitola.



«Ricordati di dimenticarla». Versi di Corrado Calabrò

Ricordati di dimenticarla: è il titolo che proponiamo per alcuni versi di Corrado Calabrò, qui pubblicati. Autore di numerosi volumi di liriche, Calabrò ha pubblicato nel 1999 il romanzo che dà il titolo a questa nostra selezione, romanzo finalista al Premio Strega (1999) e tradotto anche in romeno (Aminteşte-ţi să o uiţi, Ed. Augusta, Timişoara 1999, traduzione, note e prefazione di Viorica Bălteanu). Nell’edizione romena si può leggere anche la traduzione delle poesie scelte.



«Lo scanner implacabile». Versi inediti di Alessandro Ramberti

Lo scanner implacabile si intitola il gruppo di versi inediti a firma di Alessandro Ramberti, editore, prosatore e poeta con vari riconoscimenti per le sue opere, tra cui il secondo premio al Città di Mestre 2005, il primo premio alla I edizione di Versificando 2005 (Giulio Perrone Editore, Roma), il premio Ad un passo della poesia 2005 (Tollo, Chieti), il premio Alfonso Gatto 2005 opera prima (Salerno).



Ioan Es. Pop: «Ieud senza uscita». Versi in edizione bilingue

Ioan Es. Pop è un noto poeta romeno contemporaneo. Il suo esordio avviene nel 1996 con la raccolta Ieudul fără ieşire (Ieud senza uscita). Mentre l’immaginario nazionale si apre al rinnovamento, o alla speranza di rinnovamento, la sua opera rappresenta l’altra faccia del post-comunismo, dell’esistenza umana indebolita e soffocata, che si affanna alla ricerca di un’uscita, di speranza ma anche priva di speranza, come travolta a rallentatore da un reale spaventoso, affermato e negato allo stesso tempo. Clara Mitola lo presenta e ne traduce alcuni versi.



«La veglia del suono». Versi inediti di Tomaso Kemeny

La sezione dedicata alla poesia contemporanea ospita alcuni inediti di Tomaso Kemeny, poeta e critico italiano di origine ungherese (Budapest 1938), trasferitosi sin da bambino in Italia. Titolo degli inediti qui pubblicati: «La veglia del suono», parte di una serie in progress.



George Popescu: «A tavola con Dio». Versi in edizione bilingue

Proponiamo un incontro con la poesia romena contemporanea, quello con George Popescu, italianista, poeta, traduttore e critico letterario, membro dell’Unione degli Scrittori di Romania. «Poeta post-testualista, egli insegue i residui del testo in un mondo sfigurato dai segni dell’apocalisse» (Marin Mincu). A cura e traduzione di Afrodita Carmen Cionchin.



«Prossimi al mio dire». Versi di Lucianna Argentino

Presentiamo una selezione di versi della poetessa romana Lucianna Argentino. Dai primi anni Novanta il suo amore per la poesia l’ha portata a occuparsene come organizzatrice di rassegne, di letture pubbliche, di presentazioni di libri e con collaborazioni a varie riviste di settore. È presente con sue composizioni in numerosi blog di poesia e fa parte anche della redazione del blog letterario collettivo “viadellebelledonne”.



Guido Monte, un esperimento di «blending» poetico

«Questo esperimento poetico di linguistic blending, di collatio di frammenti di testi latini poi ritradotti parzialmente in tre lingue moderne, nasce da una “ricostruzione creativa” all’interno di miei vecchi studi di tecnica di contaminazione letteraria, idee che ho poi riassunto e definito come “Multilinguismo cosmopolita”. A ciò si è aggiunto l’intervento di Francesca Saieva, che ha commentato queste mie ultime rielaborazioni» (Guido Monte).



«Cercare catene nuove». Versi di Claudia Azzola in edizione bilingue

Presentiamo una selezione di versi della poetessa milanese Claudia Azzola in edizione bilingue, con la traduzione inglese inedita di Lyndon Davies, poeta e critico britannico che vive a Powys, nel Galles. Le poesie originali sono tratte dalla raccolta Il poema incessante (2007).



«La mia anima screziata». Versi di Riri Sylvia Manor

Riri Sylvia Manor, nata in Romania e stabilitasi in Israele dal 1960, è medico oftalmologo e poetessa che scrive in romeno e in ebraico. Membro dell’Unione degli Scrittori d’Israele e di quella romena, dà corpo alla sua attività scientifica e letteraria in entrambi i Paesi. Ha anche fondato recentemente un’organizzazione non a scopo di lucro al fine di promuovere i reciproci rapporti tra la letteratura israeliana e quella romena. Con il titolo La mia anima screziata, presentiamo una selezione di sue poesie in versione bilingue, romena e italiana, a cura e traduzione di Mauro Barindi.



«Purificazione del ricordo». Versi di Dieter Schlesak in edizione bilingue

«Schlesak è il poeta della patria negata. Ma dal senso d’estraniamento da viandante schubertiano che ovunque lo accompagna, egli riceve in cambio un maggiore angolo visuale, non limitato a particolarismi nazionali». Così Stefano Busellato nell'introduzione all'antologia Settanta volte sete (Edizioni ETS 2006), di cui pubblichiamo una selezione bilingue.



Ivano Mugnaini: «Per vie traverse». Raccolta inedita

Proponiamo i versi della raccolta inedita Per vie traverse di Ivano Mugnaini, autore di testi di poesia, prosa e saggistica. La poesia omonima che dà il titolo alla raccolta compare nel libro Il tempo salvato, pubblicato ad ottobre del 2010 per i tipi delle Edizioni Blu di Prussia, con la prefazione di Luigi Fontanella.



Omaggio poetico alla rivoluzione romena

Presentiamo un omaggio poetico alla rivoluzione romena del dicembre 1989, a firma della poetessa Maria Teresa Santalucia Scibona. «La poesia - segnala l'autrice - vuole essere un omaggio ad una terra martoriata, emblema di tutte le nazioni oppresse. Il testo Vagone blindato lo scrissi con passione e compartecipazione emotiva, per le tragiche vicende vissute in Romania».


Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.


Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.