INCONTRI

Nicolae Lascu: «Che geniali quei mastri architetti italiani in Romania...»

Ci sono in Romania edifici che tutti apprezzano: l’Ateneo Romeno, il palazzo Cotroceni, il castello Peleş di Sinaia e molti altri. Pochi, però, sanno che alla bellezza di tali opere hanno dato uno speciale apporto anche alcuni mastri architetti italiani. Ce lo spiega Nicolae Lascu, architetto e grande specialista in urbanistica e patrimonio della Romania, riprendendo alcune acquisizioni del monumentale volume bilingue La via del marmo artificiale da Rima a Bucarest e in Romania tra Otto e Novecento (a cura di Enrica Ballaré, Zeisciu Centro Studi, Magenta, 2012). Intervista di Smaranda Bratu Elian.



«L’utilità dell’inutile». Nuccio Ordine e il suo bestseller «eretico»

«L’utilità dell’inutile» è il titolo di un fortunato bestseller, pubblicato in francese nel 2013 e tradotto in numerose lingue – incluso, in prossima edizione, il romeno – di Nuccio Ordine, illustre specialista di studi sul Rinascimento e direttore, insieme a Smaranda Bratu Elian, della «Biblioteca Italiana» edita da Humanitas. Le discipline umanistiche, ritenute «inutili» nella logica mercantilistica della nostra società, sono invece indispensabili per il miglioramento di sé e la crescita dell’umanità. Questi alcuni degli assunti espressi e approfonditi nell’intervista realizzata da Smaranda Bratu Elian.



Andrea Bajani: «La letteratura? Una grande macchina per stupire»

«L’arte è una relazione, quando scrivo devo consegnare a qualcuno una verità. Se voglio capire cosa sta succedendo in Europa, vengo a Bucarest, perché qui le contraddizioni sono molto più visibili». Così Andrea Bajani, autore tra l’altro di un noto romanzo ambientato in parte in Romania (Se consideri le colpe, Einaudi), nell’intervista realizzata da Cristina Gogianu in occasione della partecipazione al Festival di Letteratura di Bucarest. Scrittura e letteratura, il legame con Antonio Tabucchi, la condizione della famiglia, Bucarest e la sua immagine: un ampio caleidoscopio di temi e spunti.



Echi d'Italia al teatro romeno: Mihai Mălaimare, attore e regista

Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è Mihai Mălaimare, personalità di spicco del teatro romeno, attore e regista con un attivo costituito dalla messa in scena di oltre venti spettacoli e l’interpretazione di innumerevoli personaggi cinematografici e teatrali. Nel 1990 dà vita al Teatro Masca, caratterizzato da una visione particolare, derivata in gran parte dalla tradizione teatrale italiana. Nell’ampia intervista, Mălaimare traccia una panoramica del suo lavoro teatrale e interessanti riflessioni, tra l’altro, su commedia dell’arte, teatro di gesto e teatro di parola.



Pierfranco Bruni: «Claretta e Benito, un romanzo di passione e morte»

Pedepsiţi în iubire (Ed. Capriccio, Piatra-Neamţ, 2014) è il titolo della traduzione romena del romanzo Passione e morte. Claretta e Ben di Pierfranco Bruni, dedicato a ridisegnare i contorni della storia d’amore tra Claretta Petacci e Benito Mussolini. Ştefan Damian, che ha tradotto il romanzo, ha intervistato l’autore, approfondendo il tema dell'invenzione narrativa e le ragioni della scrittura di Bruni, all'origine di un'opera poliedrica che comprende tra l'altro versi, racconti, romanzi, saggi sulla letteratura italiana del Novecento e sulla cultura poetica della Magna Grecia.



Uno storico a «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian»: Adriano Prosperi

Prende il via con questo numero la rubrica «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian», appuntamento mensile che la nota italianista romena, responsabile della collana bilingue «Biblioteca italiana» dell'editrice Humanitas di Bucarest, propone con una prestigiosa personalità della scena culturale italiana, legata in qualche modo alla cultura romena, e con una personalità romena legata alla cultura italiana. Apre la serie un'intervista con Adriano Prosperi, storico molto noto per i suoi studi sull'Inquisizione. Tra i temi del dialogo, il significato della storia, il rapporto con l'ideologia e, naturalmente, l'inquisizione.



Cesare De Michelis: «Giuseppe Berto, vero interprete della crisi morale»

In occasione del centenario della nascita di Giuseppe Berto, l'editrice Humanitas ha pubblicato, nella traduzione romena di Smaranda Bratu Elian, Il male oscuro, il più noto romanzo dello scrittore. Cesare De Michelis, presidente della Fondazione Giuseppe Berto e direttore della storica Marsilio Editori, propone alcune chiavi di lettura della temperie culturale contemporanea, segnata prima dal tramonto delle ideologie e poi da una profonda crisi morale. Berto, osserva De Michelis, ha colto prima e più a fondo di altri le ragioni profonde di questa condizione. Intervista di Cristina Gogianu.



La scrittura come vacuità: in dialogo con Stelian Tănase

Dal 3 al 7 settembre scorso si è tenuta a Mantova la XVIII edizione del Festivaletteratura, dove anche la Romania ha avuto voce grazie alla presenza dello scrittore Stelian Tănase. Nell'intervista che pubblichiamo, l’autore condivide le sue impressioni sul Festival: «Sono stato colpito - racconta, tra l'altro - dal folto pubblico che ha pagato un biglietto per partecipare a un dialogo con me, uno scrittore sconosciuto in Italia». Tanase si sofferma poi su altri argomenti relativi al suo romanzo Morte di un ballerino di tango (Atmosphere Libri, Roma) e ai suoi prossimi lavori.



Lăcrămioara Stoenescu: «Il mio caso, un bambino - nemico del popolo»

Pubblichiamo un’ampia intervista a Lăcrămioara Stoenescu sul suo libro di memorie Bambini – nemici del popolo, pubblicato da Saecula Edizioni. L’autrice ci illustra le motivazioni che l’hanno persuasa a scrivere questa dolorosa e drammatica testimonianza di vita, della quale i nostri lettori hanno potuto leggere in anteprima un estratto nel 2012. «Non è stato affatto semplice per me decidermi di scrivere della nostra deportazione in Bucovina, di ricordare un periodo che mi ha ferito psicologicamente e mi ha umiliato fin dall’infanzia, separandomi dagli altri bambini». A cura di Mauro Barindi.



Giancarlo Repetto: «Bucarest, dove le storie ti vengono a cercare»

«Bucarest mi ha fatto ritrovare la voglia e il piacere di scrivere: è una città strana e affascinante nella quale le storie mi vengono a cercare». Dal 2008 Giancarlo Repetto insegna al Liceo bilingue «Dante Alighieri» di Bucarest e nel 2012 ha istituito, insieme a Smaranda Bratu Elian e Oana Bosca-Malin, il «Festival di lettura giovane». Autore di un romanzo e della recente raccolta di racconti Ventotto tagli di luna (Neos Edizioni, Torino 2013), il professor Repetto propone alcune considerazioni sulla società romena e sulla sua esperienza umana e professionale a Bucarest.



Novità editoriale: Mircea Eliade, «Salazar e la rivoluzione in Portogallo»

A 71 anni dalla pubblicazione in Romania, il libro di Mircea Eliade Salazar e la rivoluzione in Portogallo approda anche in Italia, ad opera della casa editrice Bietti di Milano. Oltre al testo di Eliade – per la prima volta tradotto in italiano – il volume contiene due saggi critici, firmati da Sorin Alexandrescu, esegeta dell'opera eliadiana, e da Horia Corneliu Cicortaș, e verrà presentato in anteprima all’Accademia di Romania in Roma, il 7 novembre. Temi e attualità di questa novità editoriale vengono affrontati in una intervista con il curatore, Horia Corneliu Cicortaș.



Smaranda Elian: «Tradurre, necessità e diletto del dialogo tra le culture»

Coordinatrice della prestigiosa collana bilingue Biblioteca Italiana dell'editrice Humanitas di Bucarest, traduttrice di prim’ordine soprattutto dall’italiano al romeno, Smaranda Bratu Elian è stata insignita del Premio Nazionale per la Traduzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana per il 2012. «La traduzione letteraria è per me un lusso e un diletto e le traduzioni fanno parte del dialogo vivo tra le culture», racconta in questa intervista dove affronta tra l'altro le problematiche della traduzione letteraria e la presenza della letteratura italiana in Romania.



«Villaggi di Romania, un patrimonio da salvare». Parla Nicolae Marghiol

Proteggere e promuovere l'originale patrimonio che ancora oggi rimane nei più bei villaggi di Romania. È l’obiettivo dell’Associazione «Cele mai frumoase sate din România», nata da un’idea di Nicolae Marghiol, che oggi ne è presidente. Nello scorso aprile, Marghiol è stato in Italia, con altri colleghi romeni, per sottoscrivere un accordo di collaborazione con l’omologa associazione italiana «I borghi più belli d’Italia». In Romania, denuncia Marghiol, «si governa senza piani turistici e culturali: dobbiamo invece conservare l'ultima oasi d'Europa ancora incontaminata, proteggere la biodiversità».



Alessandro Moscè: «Lo scrittore saccheggia le sensazioni di morte»

«Le ossessioni sono creative. Lo scrittore saccheggia in continuazione le sensazioni di morte che lo ossessionano. Il mio libro Il talento della malattia contiene un avvertimento, un sintomo: il panico, che assomiglia molto alla mortalità e testimonia l’apice della paura come spettro ancestrale e, appunto, l’ossessione delle ossessioni». Muove da queste premesse, e spazia a tutto campo sui temi della creatività letteraria, il dialogo tra la scrittrice romena Eliza Macadan e Alessandro Moscè, critico letterario e autore de Il talento della malattia (Avagliano Editore 2012).



George Teseleanu: «Romeni in Italia, usciamo dall’individualismo»

«La comunità romena in Italia sta affrontando la perdita della propria identità culturale, spirituale e linguistica, mentre la propensione all'individualismo tipica del popolo romeno è difficile da sradicare». George Teseleanu, già Console onorario di Romania ad Ancona, è convinto che solo una comunità unita può promuovere efficacemente i propri valori. I numeri ci sono tutti: sono oltre un milione i romeni presenti in Italia, protagonisti di un apporto all'economia Italiana pari al 1,2% del Pil. Non è più tempo di badare soltanto al cerchio ristretto dei propri interessi: occorre unirsi e promuovere cultura.



L'Assoluta: Virginia Zeani, stella italo-romena nel firmamento della lirica

Per i fans era L’Assoluta, quando la Callas era La Divina e la Tebaldi L’Angelo. Lei, Virginia Zeani, povera migrante di Transilvania nell'Italia degli anni Quaranta, giunge ai vertici della lirica grazie alla sua splendida voce. Una storia bellissima, narrata nel libro-intervista di Sever Voinescu Canta che ti passa (Galaxia Gutenberg), ora in traduzione in italiano e qui in anteprima. Con settanta ruoli all’attivo, insieme ai grandi del mondo (Gigli, Del Monaco, Domingo, Pavarotti, e von Karajan, Mehta, Giulini), Virginia Zeani è un'autentica stella nel cielo della cultura italo-romena. Traduzione di Afrodita Cionchin.



Borghi d’Italia e villaggi di Romania: insieme nel segno della bellezza

Dici Italia, dici bellezza. Quasi sempre, quasi ovunque. Di sicuro, in tanti piccoli centri, spesso lontani dai grandi flussi turistici eppure custodi di un grande patrimonio di storia, arte, tradizioni, come ben sa il Club «I Borghi più Belli d’Italia», nato nel 2001 per curarne salvaguardia e promozione. Lo scorso 15 aprile, questo Club ha siglato, per mano del suo presidente Fiorello Primi, un accordo di collaborazione con l’omologa associazione romena «I villaggi più belli della Romania». Senso e prospettive di questa promettente iniziativa nell'intervista di Giovanni Ruggeri al presidente Primi.



Chiese romene in Italia, più vicine ai nostri immigrati. Parla P. Barbolovici

Il 16 marzo è stato presentato a Padova il libro Catene e terrore di Ioan Ploscaru, su iniziativa di P. Vasile Alexandru Barbolovici. L'evento offre l'occasione per un dialogo sull'attuale situazione della Chiesa greco-cattolica romena, e non solo: «La Chiesa romano-cattolica italiana ha messo a disposizione degli immigrati romeni greco-cattolici e ortodossi molti luoghi di culto, esempio concreto di carità verso chi ha deciso di crearsi in Italia un futuro migliore. Noi pastori dobbiamo cercare di stare vicini ai nostri emigrati in ogni aspetto della vita, non soltanto in quello religioso».



Fabio Stassi: «Credo nell’utopia di una letteratura libera e cosmopolita»

«Mi piacerebbe essere in qualche modo considerato uno scrittore siciliano, tunisino, cartaginese, albanese, sudamericano e forse anche romeno, un uomo che appartiene al nostro tempo meticcio. Continuo a credere, in maniera infantile, nell’utopia di una letteratura che abbia ancora al centro il personaggio-uomo, e che sia libera, e cosmopolita». Così Fabio Stassi, scrittore, che si presenta sulla scena culturale romena con il suo libro L’ultimo ballo di Charlot (Sellerio Editore 2012, ora in uscita presso Polirom). Cerasela Barbone, la traduttrice, lo ha intervistato.



Davide Bigalli: «Nel tempo del conformismo, chi è libero non si piega»

«È una fase di crisi, lunga e non ancora risolta: quello che preoccupa è questa ʻidolatria dell’immagineʼ, questa concezione che si contenta di ʻeffetti di superficie'. Nel tempo del conformismo, è il tempo anche delle anime libere, che non si piegano e continuano, spes contra spem, a pensare, a votarsi al difficile lavoro della filosofia». Il ruolo della filosofia nella società e nella cultura contemporanea, segnate da frammentazione e conformismo, è al centro dell'intervista realizzata da Ciprian Vălcan con il professor Davide Bigalli, dell'Università di Milano.



Versi in monastero: Xenia Iordachi Hagiu, «prima poetessa romena»

La recente pubblicazione dei versi d’ispirazione religiosa composti a inizio Ottocento nel monastero moldavo di Agapia dalla monaca Xenia Iordachi Hagiu porta a conoscenza l’opera finora inedita di una voce femminile che coniuga fede e poesia tramite un linguaggio lirico che sorprende per la sua schietta semplicità. Un linguaggio un po’ naif che, pur tra incertezze e dislivelli sintattico-stilistici, desta interesse e meraviglia. La filologa Eugenia Dima, curatrice del volume, ci parla del suo lavoro all’edizione del manoscritto lasciatoci da Xenia.



Blandiana: «I piccoli editori portano le letterature dell'Est in Occidente»

Ana Blandiana è stata l’ospite d’onore alla I edizione della Fiera dell’Editoria Indipendente tenutasi lo scorso settembre a Tassignano/Capannori (Lucca). «Se le letterature degli ex paesi comunisti sono riuscite a penetrare nel mercato occidentale, e addirittura a imporsi, lo devono proprio agli editori indipendenti», segnala la nota poetessa romena, nell'intervista a noi concessa. «Ammiro lo spirito d’indipendenza nella cultura, che il più delle volte presuppone di esporsi a rischi e al pericolo di venire marginalizzati. Case editrici di questo tipo svolgono una funzione preziosissima».



Filosofia e finitezza, una via all'Essere. In dialogo con Vittorio Possenti

«Elaborare una filosofia della finitezza non pregiudizialmente arroccata in se stessa è un compito onesto. Portare la persona dinanzi all'esperienza della finitezza e domandare a partire da quella, ecco una strada verso cui ci si può avviare. L'esistenza finita contiene in sé una verità inesauribile, ed è perciò mistero». Il ruolo della ricerca filosofica e della metafisica nella cultura contemporanea, il rapporto tra scienza e fede, religione e politica: sono alcuni dei temi del dialogo che i filosofi romeni Ciprian Vălcan e Alin Tat intrecciano con Vittorio Possenti, noto pensatore italiano.



«Inferno», nuova edizione critica. Intervengono Mocan e Bologna

In occasione dell’uscita in romeno dell’edizione critica integrale dell'Inferno di Dante, a cura di Mira Mocan, nella traduzione del compianto italianista Marian Papahagi e con la prefazione di Irina Papahagi (Humanitas, Bucarest 2012), Daniela Dumbravă dialoga con Mira Mocan e Corrado Bologna dell’Università Roma Tre sull'attualità di Dante e sul volgare illustre di questa traduzione. «Marian Papahagi ha colto perfettamente il valore delle parole in rima che quindi ha conservato sempre, fin dove è stato possibile, oltre ovviamente all’endecasillabo e al ritmo».



Adela Greceanu: «La poesia, al passo con la freschezza del mondo»

«Credo che la poesia abbia un legame con un forte sentimento dell’inedito. Con la sensazione che tutto sia continuamente nuovo e di un rigore impeccabile. E che io sia contemporanea a tutto ciò e che debba essere lì esattamente dove sono. Sembra una cosa semplice, ma in realtà non lo è». Sono alcuni passaggi della riflessione sul ruolo e sulla posizione della poesia nella vita sviluppata nell'intervista con la poetessa romena Adela Greceanu. Il dialogo è accompagnato da un saggio della sua produzione poetica, nella traduzione di Serafina Pastore.



Roberto Pazzi e il daimon senza tempo della creatività

La poesia e il romanzo, il genio e la creatività. Sono alcuni dei temi che tornano nel dialogo tra Roberto Pazzi, scrittore e autore di romanzi tradotti anche in romeno (Mi spiacerà morire per non vederti più, Vangelo di Giuda e Conclave) ed Ela Iakab, critico letterario. Nella conversazione, uno spazio speciale va ad Eminescu: «Davvero straordinario – dice Pazzi –, ha la profondità e la forza d’ispirazione di ogni gigante della lirica europea. Le sue poesie mi toccano per il sentimento della morte e del Nulla, per quella straordinaria visione del Nulla e del Tutto che si uniscono in una sola dimensione».



Merlo e Pop: «Una grande opportunità. Ma il futuro è tutto da scrivere»

Una grande kermesse con appuntamenti di qualità. Una formidabile opportunità per accendere i riflettori dell’attenzione sulla cultura romena. Ma anche una sfida, e dunque un impegno, ad aprire vie nuove per la promozione e la circolazione in Italia delle migliori voci della letteratura romena. Diverse sono le prospettive indicate da questa “intervista doppia” a Roberto Merlo e Ileana Pop, che non trascurano puntuali annotazioni sulle preferenze e sulle miopie dell'editoria del Belpaese. E la constatazione di una necessità: elaborare un progetto culturale ed editoriale organico per il futuro.



Ana Blandiana: Vero cambiamento d'immagine. Ma la Romania lo sa?

«La partecipazione della Romania al Salone di Torino è stata una delle più prestigiose operazioni – sia per i progetti, sia per i risultati – condotte all’estero dal nostro Paese, attraverso l’Istituto Culturale Romeno». Ana Blandiana ne è entusiasta ma, in questa intervista esclusiva, esprime anche la sua delusione per il fatto che la stampa romena, «occupata con scandali di corruzione, campagne elettorali, partite di pugilato non abbia avuto la curiosità e l’interesse anche per il grande successo del cambiamento d’immagine della Romania all'estero grazie alla cultura».



Di Leo: «Io, editore, e la Romania ante ’89. Perché i giovani ricordino»

«La mia editrice ha deciso di mantenere vivo il ricordo del periodo oscuro antecedente all'89 attraverso le storie di grandi autori, perché si possa capire e far capire alle generazioni nate nel periodo post-comunista che la libertà è un bene irrinunciabile». Mauro Di Leo, direttore di Atmosphere libri, presenta la sua esperienza di piccolo editore che ha in catalogo opere di autori romeni. «La Romania, più di altri Paesi dell'Europa dell'Est, ha deciso di investire nella propria cultura. Non c'è modo migliore di far conoscere un popolo agli stranieri». Tutto ciò va sostenuto.



Gavioli: «Diamo voce a parole bisbigliate, ma mai messe a tacere»

«La Romania è capace di una scrittura profonda e tormentata, sensibile e spregiudicata, specchio di lunghi anni di parole bisbigliate ma che non sono mai state messe a tacere. La letteratura romena vale la pena di essere conosciuta di più, perché portatrice di un vissuto e di un sostrato culturale forte ed empatico». Presta attenzione alle sfumature che fanno la differenza Gabriella Gavioli, direttore editoriale delle Edizioni Saecula, che in catalogo hanno il volume di Ana Blandiana Il mondo sillaba per sillaba. Pronunciato l'interesse per la storia.



Esclusivo. Monica Joiţa: «Un evento radicale per un grande progetto»

«Un momento radicale per la presenza e la promozione della cultura e della letteratura romena in Italia». Ecco la sintesi delle valutazioni e delle aspettative che Monica Joiţa, vicedirettore dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, delinea sul grande evento torinese. Joiţa è tra coloro che più hanno lavorato per la partecipazione della Romania al Salone come Paese ospite. In questa intervista, concessa in esclusiva alla nostra rivista, ricostruisce scenari, motivazioni e obiettivi di un progetto culturale di ampio respiro legato a questa prestigiosa kermesse.



«Un piccolo miracolo che ogni tanto accade». Parla Mauro Barindi

Mauro Barindi, redattore della nostra rivista, è uno dei traduttori letterari che da tre anni rappresenta la Romania al Salone di Torino. In questa edizione, porta Ana Blandiana con il suo libro di letteratura di viaggio, Il mondo sillaba per sillaba (postfazione di Lorenzo Renzi, Saecula Edizioni), e il romanzo di Florina Ilis, Cinque nuvole colorate nel cielo d’oriente (Atmosphere Libri). Con appassionato acume, Barindi ci racconta la sua esperienza di traduttore dal romeno in Italia, l'attitudine dell'editoria italiana verso la cultura romena, la delicata opera di mediazione tra i due Paesi.



Claudio Magris: «Il viaggio è la più grande metafora della vita»

«Il viaggio come esperienza dell’errare e del sostare, della capacità e dell’incapacità di incontrare gli altri, come scoperta e avventura, come incontro o come fuga». Dopo l’uscita dell’edizione romena de L’infinito viaggiare (Călătorie nesfârşită, RAO, 2010, traduzione di Afrodita Carmen Cionchin), proponiamo un dialogo con Claudio Magris, noto scrittore triestino e tra i più autorevoli studiosi della letteratura mitteleuropea, sul significato del viaggio nella sua vita e scrittura. In questo colloquio, Magris si sofferma anche sul suo incontro con l'universo culturale romeno, sul rapporto tra cultura italiana e cultura romena, tra mitteleuropeismo e romenità.



Ioan-Aurel Pop: «I Romeni in Italia? Diversi, dispersi e sconosciuti»

«La comunità romena in Italia è in questo momento solamente una nozione. Esiste solo al livello della coscienza collettiva italiana ed è percepita, in generale, negativamente». Una lettura del profilo socio-culturale della presenza romena in Italia, come pure della ricezione della cultura romena nella Penisola, è il tema dell'intervista con Ioan-Aurel Pop, storico e direttore dell’Istituto Romeno di Cultura di Venezia dal 2003 al 2007. L’intervista analizza anche l'attività di promozione culturale da parte romena in Italia, sul piano sia della divulgazione sia specialistico.



Giovanni Ruggeri, lo sguardo disincantato di un «Amicus Romaniae»

Lo scorso 29 febbraio, l’Istituto Culturale Romeno di Lisbona ha conferito il titolo onorario di «Amicus Romaniae» a Giovanni Ruggeri, giornalista e saggista che da anni promuove il patrimonio turistico e culturale della Romania, con particolare attenzione al Museo delle icone su vetro di Sibiel (Sibiu). In quest'occasione, pubblichiamo un'ampia intervista in cui, con approccio spigliato e personale all’universo culturale e sociale romeno, Ruggeri ne accosta e tratteggia varie sfaccettature, proponendo stimolanti prospettive tra l'altro su società, chiesa e cultura in Romania.



L'italianistica a Timişoara. In dialogo con Viorica Bălteanu

L’italianistica a Timişoara, l'attività del locale Comitato della Società Dante Alighieri e i legami con la comunità imprenditoriale italiana più importante della Romania. E ancora, il significato dell’atto traduttivo nell’era della comunicazione e l'attuale presenza della letteratura italiana. Sono alcuni dei temi affrontati nell’intervista con Viorica Bălteanu, docente dell’Università dell’Ovest di Timişoara. Per il suo instancabile sostegno alla promozione dei rapporti culturali italo-romeni, le è stata conferita nel 2004 l’onorificenza di «Cavaliere della Repubblica Italiana al merito culturale».



Emil Petru Raţiu: «Aiutiamo gli istroromeni!»

Emil Petru Raţiu, medico-scrittore stabilitosi in Italia dal 1969, intellettuale militante, ha fondato nel 1994 a Trieste l’Associazione per la cultura istroromena «Andrei Glavina» e la rivista Scrisore catre frat rumeri (Lettera ai fratelli romeni) per salvare questo dialetto dalla scomparsa. Il colloquio con il dottor Raţiu è una toccante testimonianza di un impegno generoso per una pagina significativa e relativamente poco conosciuta di una delle tante espressioni della cultura romena.



Dal sistema al frammento. Divagazioni di filosofia tra Italia e Romania

La filosofia nella cultura contemporanea e il suo ruolo, ormai marginale, nei dibattiti pubblici, sono alcuni dei temi del dialogo tra il filosofo romeno Ciprian Vălcan e il suo interlocutore italiano, Alfonso Cariolato, che non esita ad affermare: «Quando i filosofi sono ammessi nei luoghi in cui si costruisce l’“opinione pubblica” gli esiti sono quasi sempre piuttosto deludenti. Ci vorrebbe una nuova inattualità, dopo quella nietzschiana, che sapesse ancora una volta incidere il reale. Ma è proprio questo il problema sociale e politico, prima ancora che filosofico, che stiamo vivendo».



Giovanni Ruggeri: Turismo italiano in Romania, tra chances e pregiudizi

Lo straordinario patrimonio turistico della Romania è raramente oggetto di pubblica comunicazione: le autorità romene fanno poco per promuoverlo in Italia, mentre gli italiani mostrano atteggiamenti ambivalenti al riguardo. Eppure le bellezze paesaggistiche e culturali della Romania possiedono una intensa forza di attrazione e possono costituire una formidabile occasione di prima conoscenza del Paese per il pubblico italiano. Ne è convinto Giovanni Ruggeri, giornalista e scrittore, che in questa ampia intervista racconta la propria esperienza professionale e umana.



Bruno Mazzoni: «Un nuovo interesse in Italia per la letteratura romena»

Noto come uno dei più attivi romenisti d’Italia, Bruno Mazzoni segnala una nuova tendenza nel mondo culturale italiano: «Il muro di disinteresse verso i valori della cultura romena in Italia comincia a mostrare delle crepe». Traduttore di prestigiosi protagonisti della letteratura romena contemporanea, come Ana Blandiana e Mircea Cărtărescu, il professor Mazzoni analizza vari aspetti della circolazione della letteratura romena nella Penisola, incluso un rinnovato interesse degli editori italiani a tradurre opere romene.



Una vita di studi per la Romania: Lorenzo Renzi

Lorenzo Renzi è uno dei più autorevoli romanisti e romenisti d’Italia. La sua attività costituisce un capitolo importante della storia dell’insegnamento di Romeno all’Università di Padova. Questo ampio colloquio ripercorre, tra l’altro, alcuni momenti salienti del suo itinerario di vita legato alla Romania. «Se la mia attività scientifica – confessa il professore – si è centrata soprattutto sui canti popolari e poi su alcuni studi di linguistica romena, in realtà ho cercato sempre di occuparmi di un po’ di tutto ciò che riguardava la lingua e la letteratura romena».



Riri Sylvia Manor in viaggio tra poesia e scienza

Riri Sylvia Manor ha ricevuto la Medaglia «Dr. Alexandru Safran» 2011, prestigioso riconoscimento assegnato dalla Federazione delle comunità ebree di Romania. Nata in Romania e stabilitasi in Israele dal 1960, la poetessa Riri Sylvia Manor, medico oftalmologo di professione, scrive in romeno e in ebraico. Nell'intervista che pubblichiamo, ci parla della passione per la poesia e del modo in cui la medicina e la letteratura l'hanno accompagnata nella vita.



Alberto Basciani sul docufilm «Ştefan Delureanu, una storia, la Storia»

Il 7 ottobre 2011, all'Istituto Italiano di Cultura “Vito Grasso” di Bucarest si è tenuta la presentazione in anteprima del documentario Ştefan Delureanu, una storia, la Storia di Edoardo Inglese, da un’idea di Alberto Basciani. Abbiamo intervistato Alberto Basciani, che ci parla della realizzazione del film e dei suoi legami con lo storico Delureanu, con la Romania e la cultura romena, nonché della ricezione della storiografia romena in Italia.

Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.


Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.