INCONTRI

Reggere il disincanto. Novella Bellucci rilegge le «Operette» di Leopardi

«Leopardi insegna a pensare criticamente, a fare del dubbio uno strumento conoscitivo indispensabile. Le sue Operette sono essenzialmente morali perché indicano modi per sostenere il peso del disincantamento moderno». Questa e altre prospettive ermeneutiche sostanziano l’intervista-dialogo che Smaranda Bratu Elian intrattiene con Novella Bellucci, docente di letteratura italiana alla «Sapienza» di Roma e illustre specialista dell’opera di Giacomo Leopardi. Sua, tra l'altro, l'introduzione alla recente traduzione in romeno delle Operette morali per i tipi di Humanitas.



Stelian Ţurlea: «Chi non ha interesse alla cultura non avrà futuro»

«L’assenza di progetti culturali danneggia un Paese quanto la mancanza di istruzione o di sanità». È la valutazione che Stelian Ţurlea, giornalista e scrittore, fa al termine di una vicenda che lo ha visto diretto protagonista, ossia la chiusura del settimanale «Ziarul de Duminică», una delle più prestigiose riviste culturali romene, di cui per 16 anni Ţurlea è stato direttore. La miopia di chi valuta tutto in meri termini economici, la necessità di una presenza culturale aperta, e ancora l'amore per l'Italia: sono alcuni dei diversi temi affrontati in questa intervista a cura di Smaranda Bratu Elian.



Carlo Varotti: «Letteratura, quelle domande che ci mantengono liberi»

«Che lo studio della letteratura abbia perso ovunque terreno è sotto gli occhi di tutti. Eppure si parla continuamente di primarietà della ‘narrazione’: ebbene, se la letteratura è per eccellenza il luogo della rielaborazione narrativa del mondo, allora essa è ineludibile, pur sotto altre forme». È una riflessione a tutto campo sul ruolo e sulle attuali possibilità della letteratura quella che Carlo Varotti, professore all’Università di Parma e specialista del pensiero politico del Rinascimento, sviluppa sollecitato dalle domande di Smaranda Bratu Elian nell’intervista che pubblichiamo.



Vlad Alexandrescu, ex ministro: «I musei romeni? Indietro di 50 anni»

«Nella nostra cultura persiste l’idea che dobbiamo essere guidati: non ci siamo ancora assunti la responsabilità della nostra condizione. Nella mia breve esperienza al Ministero della cultura ho constatato che ci sono persone straordinarie, desiderose di lavorare, stufe della corruzione. Ma ci sono anche manager che svolgono un’attività culturale mediocre e comoda. E ciò quando la maggior parte dei musei, per fare un solo esempio, si presentano come cinquanta anni fa». Così l'ex ministro romeno della cultura Vlad Alexandrescu, nell'intervista a Smaranda Bratu Elian.



Ascoltare come parla il mondo. In dialogo con Rodica Zafiu

«Insegnare il romeno agli italiani è molto interessante perché professore e studente scoprono similitudini col parlato o con i dialetti spesso ignorate dai manuali. Gli italiani si sorprendono nel constatare che un costrutto di tipo a me mi piace possa essere di norma in un’altra lingua (mie îmi place), mentre io, partendo dalle loro domande, mi chiedo come si può descrivere la differenza fra Ce faci? e Ce mai faci?». È una delle tante battute di esperienza che arricchiscono l'intervista di Smaranda Bratu Elian a Rodica Zafiu, docente alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bucarest.



Quando in Transilvania si recitava Goldoni. Intervista a Carmelo Alberti

La fortuna del teatro di Carlo Goldoni, grande commediografo del Settecento, ha letteralmente attraversato terre e tempi lontani: ancora vivente, le sue opere andavano in scena ad esempio anche in Transilvania. A una rilettura del teatro del grande veneziano è dedicata l'intervista di Smaranda Bratu Elian a Carmelo Alberti, professore di teoria e storia del teatro e dello spettacolo presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, nonché autore di fondamentali studi sul teatro veneziano e in particolare su Carlo Goldoni (la cui opera, ricordiamo, è pubblicata anche in Romania).



Il puzzle che racconta: l'opera narrativa di Doina Ruşti

«A me piace scrivere frammentariamente e così ho fatto il più delle volte. Amo la soddisfazione del lettore dei cruciverba, amo i gialli, amo Faulkner. Molto. E profondamente. E amo ugualmente montare dei filmati, assemblare le sequenze di una pellicola. Sono tutti questi piaceri che stanno alla base della mia propensione per una narrativa puzzle». Così Doina Ruşti, nota scrittrice (e non solo), in un dialogo con Smaranda Bratu Elian, da cui risaltano profilo e strategia della sua opera narrativa. In Italia sono stati finora tradotti tre romanzi della Ruşti: Zogru, Lisoanca e L’omino rosso.



Per una poetica dello stile: dare corpo ai segni. Parla Alberto Casadei

«Lo stile non è un elemento formale, un’aggiunta esteriore a un contenuto già costituito, e nemmeno lo scarto rispetto a una norma in qualche modo fissata; si tratta invece dell’interfaccia fra biologia dell’autore, dunque la sua esistenza vista in modo unitario, e mondo esterno». Così Alberto Casadei, ordinario di letteratura italiana all'Università di Pisa, critico e teorico della letteratura, narratore e poeta. Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian», nel dialogo che pubblichiamo delinea suggestive proposte per una critica letteraria basata sulle recenti scienze cognitive.



«Immenso cielo stellato, maestro di bellezza». Parla Magda Stavinschi

Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è Magda Stavinschi, maggior astronomo romeno contemporaneo e direttore dell'Osservatorio Astronomico dell’Accademia Romena dal 1990 al 2005. Autrice di numerosi articoli specialistici e di pubblicazioni dirette al grande pubblico, Magda Stavinschi è anche attenta ai legami tra astronomia e altri saperi, quindi al dialogo interdisciplinare nonché a quello più ampiamente culturale. Sui tratti di questa poliedrica attività scientifica e su alcune curiosità di questa speciale professione si incentra l'intervista che pubblichiamo.



Luigi Tassoni: ricerca e creazione, ecco il ruolo di letteratura e università

Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è Luigi Tassoni, critico, semiologo, storico della letteratura, ordinario di letteratura italiana all’Università di Pécs (Ungheria) e dal 1994 direttore del Dipartimento di Italianistica della stessa Università e dell’Istituto di Romanistica. In questa articolata intervista si attua, tra l'altro, un interessante confronto sui metodi e sui risultati dell’insegnamento dell’italianistica, della sperimentazione didattica e della ricerca scientifica nelle università romene e ungheresi, comprese le nuove sfide che attendono studenti e professori.



L'architettura dei regimi totalitari. In dialogo con Sorin Vasilescu

Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è Sorin Vasilescu, architetto e professore di Architettura a Bucarest. Legato all’Italia da motivi familiari (la moglie è italiana) e scientifici (ha scritto per il Dizionario dell’architettura del XX secolo, è membro del Centro Internazionale «Andrea Palladio»), merita una particolare menzione tra l’altro per il suo importante volume L’architettura dell’Italia fascista (Bucarest 2011). Proprio all’architettura dei regimi totalitari del Novecento, con particolare riferimento a quella promossa dal fascismo in Italia, è dedicata l’intervista che pubblichiamo.



Escono in romeno «I libri della famiglia» di Leon Battista Alberti

È in uscita, per la prima volta in romeno, presso la casa editrice Humanitas di Bucarest, l'edizione bilingue di un testo fondamentale del Quattrocento, I libri della famiglia (De familia libri IV) di Leon Battista Alberti (Genova, 1404-Roma, 1472), nell’ormai nota collana bilingue Biblioteca italiana. A questa importante opera, «vero e proprio manifesto della civiltà umanistica», e al suo famoso autore è dedicata l'intervista al professor Francesco Furlan, prefatore del volume e specialista del Rinascimento e in modo particolare dell’Alberti. A cura di Smaranda Bratu Elian.



Dinu Flămând: Da Petrarca a Montale, la grande poesia ha antiche radici

Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è Dinu Flămând, noto poeta, saggista e critico letterario romeno, nonché tra i più importanti traduttori di poesia. Membro fondatore del cenacolo e della rivista «Echinox», che alla fine del secolo scorso ha segnato uno dei movimenti letterari più importanti della Romania, Flămând è stato anche amico del grande italianista Marian Papahagi. Di questa esperienza culturale, dell'opera di traduzione poetica nonché del proprio legame alla cultura e poesia italiana, ci parla in questa ampia intervista.



Giorgio Stabile: Leopardi e Galilei, la modernità tra natura e disincanto

Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è il professor Giorgio Stabile, i cui interessi di studio comprendono filosofia, scienza, religione, arti, dall'antichità al XVII secolo. L'intervista affronta aspetti di acuta modernità che accomunano i due grandi, ossia Leopardi e Galilei. «Leopardi, nello Zibaldone, chiama Galilei “primo riformatore della filosofia e dello spirito umano” – segnala Stabile –, con perfetta coscienza che Galilei aveva aperto una nuova epoca e strada alla filosofia europea sradicando dalle fondamenta l’edificio dottrinale aristotelico-scolastico».



«Francesco, il Papa della rinascita». Intervista a Bogdan Tătaru-Cazaban

«Papa Francesco propone una conversione spirituale, che deve preparare e sostenere qualsiasi altro cambiamento. L’accento messo su questa dimensione esprime la necessità di una rinascita spirituale nel mondo contemporaneo». Così Bogdan Tătaru-Cazaban, ambasciatore della Romania presso la Santa Sede, nell'intervista concessa a Smaranda Bratu-Elian. Prospettive promettenti anche sul fronte ecumenico: «Il Papa ha già fatto gesti significativi, accentuando la necessità della collegialità e sinodalità, aspetto essenziale dell’ecclesiologia ortodossa».



Il buon critico lavora di umiltà e di ascolto. Intervista a Lucio Felici

Ci sono esperienze professionali più uniche che rare. È il caso di Lucio Felici, saggista e critico letterario, già direttore di colossi come Garzanti, Giunti, Newton Compton. Alla scuola di maestri indiscussi quali Mario Luzi, Attilio Bertolucci, Giorgio Caproni, Paolo Volponi, e una ancora lunga lista di grandi nomi, medesima la lezione appresa: «Il critico – segnala Felici – deve mettersi in umile ascolto dell’autore e tentare con lui un dialogo fraterno. Se manca il rapporto empatico, la filologia e qualsiasi altro metodo d’interpretazione diventano autoreferenziali». Intervista di Smaranda Bratu Elian.



Fellini fa scuola anche a Est. Intervista al regista Doru Niţescu

«Fellini ha parecchi discepoli ma non ha continuatori, perché tutta la sua creazione sta sotto il segno di un autobiografismo sofisticato. I suoi film oscillano continuamente fra ricordo e presente, fra fantasia e realtà. La visione felliniana del mondo non può esistere in assenza del suo autore. Di qui la sua unicità». Doru Niţescu, affermato regista romeno, nutre un vero culto per Fellini (cui ha dedicato due libri), determinante nel suo percorso artistico. Nell'intervista realizzata da Smaranda Bratu Elian, propone una lettura dell’opera del maestro italiano e considerazioni sul nuovo cinema romeno.



Escono in romeno le «Lettere dal manicomio» di Torquato Tasso

È in uscita presso l'editrice Humanitas di Bucarest l'edizione bilingue delle Lettere dal manicomio di Torquato Tasso, selezione dell’enorme epistolario che lo scrittore produsse nel periodo tra il 1579 e il 1586, durante i sette anni di reclusione nell’ospedale-carcere Sant’Anna di Ferrara. Alla modernità di Tasso, che nelle lettere parla di sé ma indirettamente rivela aspetti essenziali della sua epoca, è dedicata l'intervista a Sergio Zatti, dell'Università di Pisa, prefatore del volume e specialista dell’epica cavalleresca del Cinquecento italiano. A cura di Smaranda Bratu Elian.



Nicolae Lascu: «Che geniali quei mastri architetti italiani in Romania...»

Ci sono in Romania edifici che tutti apprezzano: l’Ateneo Romeno, il palazzo Cotroceni, il castello Peleş di Sinaia e molti altri. Pochi, però, sanno che alla bellezza di tali opere hanno dato uno speciale apporto anche alcuni mastri architetti italiani. Ce lo spiega Nicolae Lascu, architetto e grande specialista in urbanistica e patrimonio della Romania, riprendendo alcune acquisizioni del monumentale volume bilingue La via del marmo artificiale da Rima a Bucarest e in Romania tra Otto e Novecento (a cura di Enrica Ballaré, Zeisciu Centro Studi, Magenta, 2012). Intervista di Smaranda Bratu Elian.



«L’utilità dell’inutile». Nuccio Ordine e il suo bestseller «eretico»

«L’utilità dell’inutile» è il titolo di un fortunato bestseller, pubblicato in francese nel 2013 e tradotto in numerose lingue – incluso, in prossima edizione, il romeno – di Nuccio Ordine, illustre specialista di studi sul Rinascimento e direttore, insieme a Smaranda Bratu Elian, della «Biblioteca Italiana» edita da Humanitas. Le discipline umanistiche, ritenute «inutili» nella logica mercantilistica della nostra società, sono invece indispensabili per il miglioramento di sé e la crescita dell’umanità. Questi alcuni degli assunti espressi e approfonditi nell’intervista realizzata da Smaranda Bratu Elian.



Andrea Bajani: «La letteratura? Una grande macchina per stupire»

«L’arte è una relazione, quando scrivo devo consegnare a qualcuno una verità. Se voglio capire cosa sta succedendo in Europa, vengo a Bucarest, perché qui le contraddizioni sono molto più visibili». Così Andrea Bajani, autore tra l’altro di un noto romanzo ambientato in parte in Romania (Se consideri le colpe, Einaudi), nell’intervista realizzata da Cristina Gogianu in occasione della partecipazione al Festival di Letteratura di Bucarest. Scrittura e letteratura, il legame con Antonio Tabucchi, la condizione della famiglia, Bucarest e la sua immagine: un ampio caleidoscopio di temi e spunti.



Echi d'Italia al teatro romeno: Mihai Mălaimare, attore e regista

Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è Mihai Mălaimare, personalità di spicco del teatro romeno, attore e regista con un attivo costituito dalla messa in scena di oltre venti spettacoli e l’interpretazione di innumerevoli personaggi cinematografici e teatrali. Nel 1990 dà vita al Teatro Masca, caratterizzato da una visione particolare, derivata in gran parte dalla tradizione teatrale italiana. Nell’ampia intervista, Mălaimare traccia una panoramica del suo lavoro teatrale e interessanti riflessioni, tra l’altro, su commedia dell’arte, teatro di gesto e teatro di parola.



Pierfranco Bruni: «Claretta e Benito, un romanzo di passione e morte»

Pedepsiţi în iubire (Ed. Capriccio, Piatra-Neamţ, 2014) è il titolo della traduzione romena del romanzo Passione e morte. Claretta e Ben di Pierfranco Bruni, dedicato a ridisegnare i contorni della storia d’amore tra Claretta Petacci e Benito Mussolini. Ştefan Damian, che ha tradotto il romanzo, ha intervistato l’autore, approfondendo il tema dell'invenzione narrativa e le ragioni della scrittura di Bruni, all'origine di un'opera poliedrica che comprende tra l'altro versi, racconti, romanzi, saggi sulla letteratura italiana del Novecento e sulla cultura poetica della Magna Grecia.



Uno storico a «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian»: Adriano Prosperi

Prende il via con questo numero la rubrica «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian», appuntamento mensile che la nota italianista romena, responsabile della collana bilingue «Biblioteca italiana» dell'editrice Humanitas di Bucarest, propone con una prestigiosa personalità della scena culturale italiana, legata in qualche modo alla cultura romena, e con una personalità romena legata alla cultura italiana. Apre la serie un'intervista con Adriano Prosperi, storico molto noto per i suoi studi sull'Inquisizione. Tra i temi del dialogo, il significato della storia, il rapporto con l'ideologia e, naturalmente, l'inquisizione.



Cesare De Michelis: «Giuseppe Berto, vero interprete della crisi morale»

In occasione del centenario della nascita di Giuseppe Berto, l'editrice Humanitas ha pubblicato, nella traduzione romena di Smaranda Bratu Elian, Il male oscuro, il più noto romanzo dello scrittore. Cesare De Michelis, presidente della Fondazione Giuseppe Berto e direttore della storica Marsilio Editori, propone alcune chiavi di lettura della temperie culturale contemporanea, segnata prima dal tramonto delle ideologie e poi da una profonda crisi morale. Berto, osserva De Michelis, ha colto prima e più a fondo di altri le ragioni profonde di questa condizione. Intervista di Cristina Gogianu.



La scrittura come vacuità: in dialogo con Stelian Tănase

Dal 3 al 7 settembre scorso si è tenuta a Mantova la XVIII edizione del Festivaletteratura, dove anche la Romania ha avuto voce grazie alla presenza dello scrittore Stelian Tănase. Nell'intervista che pubblichiamo, l’autore condivide le sue impressioni sul Festival: «Sono stato colpito - racconta, tra l'altro - dal folto pubblico che ha pagato un biglietto per partecipare a un dialogo con me, uno scrittore sconosciuto in Italia». Tanase si sofferma poi su altri argomenti relativi al suo romanzo Morte di un ballerino di tango (Atmosphere Libri, Roma) e ai suoi prossimi lavori.



Lăcrămioara Stoenescu: «Il mio caso, un bambino - nemico del popolo»

Pubblichiamo un’ampia intervista a Lăcrămioara Stoenescu sul suo libro di memorie Bambini – nemici del popolo, pubblicato da Saecula Edizioni. L’autrice ci illustra le motivazioni che l’hanno persuasa a scrivere questa dolorosa e drammatica testimonianza di vita, della quale i nostri lettori hanno potuto leggere in anteprima un estratto nel 2012. «Non è stato affatto semplice per me decidermi di scrivere della nostra deportazione in Bucovina, di ricordare un periodo che mi ha ferito psicologicamente e mi ha umiliato fin dall’infanzia, separandomi dagli altri bambini». A cura di Mauro Barindi.



Giancarlo Repetto: «Bucarest, dove le storie ti vengono a cercare»

«Bucarest mi ha fatto ritrovare la voglia e il piacere di scrivere: è una città strana e affascinante nella quale le storie mi vengono a cercare». Dal 2008 Giancarlo Repetto insegna al Liceo bilingue «Dante Alighieri» di Bucarest e nel 2012 ha istituito, insieme a Smaranda Bratu Elian e Oana Bosca-Malin, il «Festival di lettura giovane». Autore di un romanzo e della recente raccolta di racconti Ventotto tagli di luna (Neos Edizioni, Torino 2013), il professor Repetto propone alcune considerazioni sulla società romena e sulla sua esperienza umana e professionale a Bucarest.



Novità editoriale: Mircea Eliade, «Salazar e la rivoluzione in Portogallo»

A 71 anni dalla pubblicazione in Romania, il libro di Mircea Eliade Salazar e la rivoluzione in Portogallo approda anche in Italia, ad opera della casa editrice Bietti di Milano. Oltre al testo di Eliade – per la prima volta tradotto in italiano – il volume contiene due saggi critici, firmati da Sorin Alexandrescu, esegeta dell'opera eliadiana, e da Horia Corneliu Cicortaș, e verrà presentato in anteprima all’Accademia di Romania in Roma, il 7 novembre. Temi e attualità di questa novità editoriale vengono affrontati in una intervista con il curatore, Horia Corneliu Cicortaș.



Smaranda Elian: «Tradurre, necessità e diletto del dialogo tra le culture»

Coordinatrice della prestigiosa collana bilingue Biblioteca Italiana dell'editrice Humanitas di Bucarest, traduttrice di prim’ordine soprattutto dall’italiano al romeno, Smaranda Bratu Elian è stata insignita del Premio Nazionale per la Traduzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana per il 2012. «La traduzione letteraria è per me un lusso e un diletto e le traduzioni fanno parte del dialogo vivo tra le culture», racconta in questa intervista dove affronta tra l'altro le problematiche della traduzione letteraria e la presenza della letteratura italiana in Romania.



«Villaggi di Romania, un patrimonio da salvare». Parla Nicolae Marghiol

Proteggere e promuovere l'originale patrimonio che ancora oggi rimane nei più bei villaggi di Romania. È l’obiettivo dell’Associazione «Cele mai frumoase sate din România», nata da un’idea di Nicolae Marghiol, che oggi ne è presidente. Nello scorso aprile, Marghiol è stato in Italia, con altri colleghi romeni, per sottoscrivere un accordo di collaborazione con l’omologa associazione italiana «I borghi più belli d’Italia». In Romania, denuncia Marghiol, «si governa senza piani turistici e culturali: dobbiamo invece conservare l'ultima oasi d'Europa ancora incontaminata, proteggere la biodiversità».



Alessandro Moscè: «Lo scrittore saccheggia le sensazioni di morte»

«Le ossessioni sono creative. Lo scrittore saccheggia in continuazione le sensazioni di morte che lo ossessionano. Il mio libro Il talento della malattia contiene un avvertimento, un sintomo: il panico, che assomiglia molto alla mortalità e testimonia l’apice della paura come spettro ancestrale e, appunto, l’ossessione delle ossessioni». Muove da queste premesse, e spazia a tutto campo sui temi della creatività letteraria, il dialogo tra la scrittrice romena Eliza Macadan e Alessandro Moscè, critico letterario e autore de Il talento della malattia (Avagliano Editore 2012).



George Teseleanu: «Romeni in Italia, usciamo dall’individualismo»

«La comunità romena in Italia sta affrontando la perdita della propria identità culturale, spirituale e linguistica, mentre la propensione all'individualismo tipica del popolo romeno è difficile da sradicare». George Teseleanu, già Console onorario di Romania ad Ancona, è convinto che solo una comunità unita può promuovere efficacemente i propri valori. I numeri ci sono tutti: sono oltre un milione i romeni presenti in Italia, protagonisti di un apporto all'economia Italiana pari al 1,2% del Pil. Non è più tempo di badare soltanto al cerchio ristretto dei propri interessi: occorre unirsi e promuovere cultura.



L'Assoluta: Virginia Zeani, stella italo-romena nel firmamento della lirica

Per i fans era L’Assoluta, quando la Callas era La Divina e la Tebaldi L’Angelo. Lei, Virginia Zeani, povera migrante di Transilvania nell'Italia degli anni Quaranta, giunge ai vertici della lirica grazie alla sua splendida voce. Una storia bellissima, narrata nel libro-intervista di Sever Voinescu Canta che ti passa (Galaxia Gutenberg), ora in traduzione in italiano e qui in anteprima. Con settanta ruoli all’attivo, insieme ai grandi del mondo (Gigli, Del Monaco, Domingo, Pavarotti, e von Karajan, Mehta, Giulini), Virginia Zeani è un'autentica stella nel cielo della cultura italo-romena. Traduzione di Afrodita Cionchin.



Borghi d’Italia e villaggi di Romania: insieme nel segno della bellezza

Dici Italia, dici bellezza. Quasi sempre, quasi ovunque. Di sicuro, in tanti piccoli centri, spesso lontani dai grandi flussi turistici eppure custodi di un grande patrimonio di storia, arte, tradizioni, come ben sa il Club «I Borghi più Belli d’Italia», nato nel 2001 per curarne salvaguardia e promozione. Lo scorso 15 aprile, questo Club ha siglato, per mano del suo presidente Fiorello Primi, un accordo di collaborazione con l’omologa associazione romena «I villaggi più belli della Romania». Senso e prospettive di questa promettente iniziativa nell'intervista di Giovanni Ruggeri al presidente Primi.



Chiese romene in Italia, più vicine ai nostri immigrati. Parla P. Barbolovici

Il 16 marzo è stato presentato a Padova il libro Catene e terrore di Ioan Ploscaru, su iniziativa di P. Vasile Alexandru Barbolovici. L'evento offre l'occasione per un dialogo sull'attuale situazione della Chiesa greco-cattolica romena, e non solo: «La Chiesa romano-cattolica italiana ha messo a disposizione degli immigrati romeni greco-cattolici e ortodossi molti luoghi di culto, esempio concreto di carità verso chi ha deciso di crearsi in Italia un futuro migliore. Noi pastori dobbiamo cercare di stare vicini ai nostri emigrati in ogni aspetto della vita, non soltanto in quello religioso».



Fabio Stassi: «Credo nell’utopia di una letteratura libera e cosmopolita»

«Mi piacerebbe essere in qualche modo considerato uno scrittore siciliano, tunisino, cartaginese, albanese, sudamericano e forse anche romeno, un uomo che appartiene al nostro tempo meticcio. Continuo a credere, in maniera infantile, nell’utopia di una letteratura che abbia ancora al centro il personaggio-uomo, e che sia libera, e cosmopolita». Così Fabio Stassi, scrittore, che si presenta sulla scena culturale romena con il suo libro L’ultimo ballo di Charlot (Sellerio Editore 2012, ora in uscita presso Polirom). Cerasela Barbone, la traduttrice, lo ha intervistato.



Davide Bigalli: «Nel tempo del conformismo, chi è libero non si piega»

«È una fase di crisi, lunga e non ancora risolta: quello che preoccupa è questa ʻidolatria dell’immagineʼ, questa concezione che si contenta di ʻeffetti di superficie'. Nel tempo del conformismo, è il tempo anche delle anime libere, che non si piegano e continuano, spes contra spem, a pensare, a votarsi al difficile lavoro della filosofia». Il ruolo della filosofia nella società e nella cultura contemporanea, segnate da frammentazione e conformismo, è al centro dell'intervista realizzata da Ciprian Vălcan con il professor Davide Bigalli, dell'Università di Milano.



Versi in monastero: Xenia Iordachi Hagiu, «prima poetessa romena»

La recente pubblicazione dei versi d’ispirazione religiosa composti a inizio Ottocento nel monastero moldavo di Agapia dalla monaca Xenia Iordachi Hagiu porta a conoscenza l’opera finora inedita di una voce femminile che coniuga fede e poesia tramite un linguaggio lirico che sorprende per la sua schietta semplicità. Un linguaggio un po’ naif che, pur tra incertezze e dislivelli sintattico-stilistici, desta interesse e meraviglia. La filologa Eugenia Dima, curatrice del volume, ci parla del suo lavoro all’edizione del manoscritto lasciatoci da Xenia.



Blandiana: «I piccoli editori portano le letterature dell'Est in Occidente»

Ana Blandiana è stata l’ospite d’onore alla I edizione della Fiera dell’Editoria Indipendente tenutasi lo scorso settembre a Tassignano/Capannori (Lucca). «Se le letterature degli ex paesi comunisti sono riuscite a penetrare nel mercato occidentale, e addirittura a imporsi, lo devono proprio agli editori indipendenti», segnala la nota poetessa romena, nell'intervista a noi concessa. «Ammiro lo spirito d’indipendenza nella cultura, che il più delle volte presuppone di esporsi a rischi e al pericolo di venire marginalizzati. Case editrici di questo tipo svolgono una funzione preziosissima».



Filosofia e finitezza, una via all'Essere. In dialogo con Vittorio Possenti

«Elaborare una filosofia della finitezza non pregiudizialmente arroccata in se stessa è un compito onesto. Portare la persona dinanzi all'esperienza della finitezza e domandare a partire da quella, ecco una strada verso cui ci si può avviare. L'esistenza finita contiene in sé una verità inesauribile, ed è perciò mistero». Il ruolo della ricerca filosofica e della metafisica nella cultura contemporanea, il rapporto tra scienza e fede, religione e politica: sono alcuni dei temi del dialogo che i filosofi romeni Ciprian Vălcan e Alin Tat intrecciano con Vittorio Possenti, noto pensatore italiano.



«Inferno», nuova edizione critica. Intervengono Mocan e Bologna

In occasione dell’uscita in romeno dell’edizione critica integrale dell'Inferno di Dante, a cura di Mira Mocan, nella traduzione del compianto italianista Marian Papahagi e con la prefazione di Irina Papahagi (Humanitas, Bucarest 2012), Daniela Dumbravă dialoga con Mira Mocan e Corrado Bologna dell’Università Roma Tre sull'attualità di Dante e sul volgare illustre di questa traduzione. «Marian Papahagi ha colto perfettamente il valore delle parole in rima che quindi ha conservato sempre, fin dove è stato possibile, oltre ovviamente all’endecasillabo e al ritmo».



Adela Greceanu: «La poesia, al passo con la freschezza del mondo»

«Credo che la poesia abbia un legame con un forte sentimento dell’inedito. Con la sensazione che tutto sia continuamente nuovo e di un rigore impeccabile. E che io sia contemporanea a tutto ciò e che debba essere lì esattamente dove sono. Sembra una cosa semplice, ma in realtà non lo è». Sono alcuni passaggi della riflessione sul ruolo e sulla posizione della poesia nella vita sviluppata nell'intervista con la poetessa romena Adela Greceanu. Il dialogo è accompagnato da un saggio della sua produzione poetica, nella traduzione di Serafina Pastore.



Roberto Pazzi e il daimon senza tempo della creatività

La poesia e il romanzo, il genio e la creatività. Sono alcuni dei temi che tornano nel dialogo tra Roberto Pazzi, scrittore e autore di romanzi tradotti anche in romeno (Mi spiacerà morire per non vederti più, Vangelo di Giuda e Conclave) ed Ela Iakab, critico letterario. Nella conversazione, uno spazio speciale va ad Eminescu: «Davvero straordinario – dice Pazzi –, ha la profondità e la forza d’ispirazione di ogni gigante della lirica europea. Le sue poesie mi toccano per il sentimento della morte e del Nulla, per quella straordinaria visione del Nulla e del Tutto che si uniscono in una sola dimensione».



Merlo e Pop: «Una grande opportunità. Ma il futuro è tutto da scrivere»

Una grande kermesse con appuntamenti di qualità. Una formidabile opportunità per accendere i riflettori dell’attenzione sulla cultura romena. Ma anche una sfida, e dunque un impegno, ad aprire vie nuove per la promozione e la circolazione in Italia delle migliori voci della letteratura romena. Diverse sono le prospettive indicate da questa “intervista doppia” a Roberto Merlo e Ileana Pop, che non trascurano puntuali annotazioni sulle preferenze e sulle miopie dell'editoria del Belpaese. E la constatazione di una necessità: elaborare un progetto culturale ed editoriale organico per il futuro.



Ana Blandiana: Vero cambiamento d'immagine. Ma la Romania lo sa?

«La partecipazione della Romania al Salone di Torino è stata una delle più prestigiose operazioni – sia per i progetti, sia per i risultati – condotte all’estero dal nostro Paese, attraverso l’Istituto Culturale Romeno». Ana Blandiana ne è entusiasta ma, in questa intervista esclusiva, esprime anche la sua delusione per il fatto che la stampa romena, «occupata con scandali di corruzione, campagne elettorali, partite di pugilato non abbia avuto la curiosità e l’interesse anche per il grande successo del cambiamento d’immagine della Romania all'estero grazie alla cultura».



Di Leo: «Io, editore, e la Romania ante ’89. Perché i giovani ricordino»

«La mia editrice ha deciso di mantenere vivo il ricordo del periodo oscuro antecedente all'89 attraverso le storie di grandi autori, perché si possa capire e far capire alle generazioni nate nel periodo post-comunista che la libertà è un bene irrinunciabile». Mauro Di Leo, direttore di Atmosphere libri, presenta la sua esperienza di piccolo editore che ha in catalogo opere di autori romeni. «La Romania, più di altri Paesi dell'Europa dell'Est, ha deciso di investire nella propria cultura. Non c'è modo migliore di far conoscere un popolo agli stranieri». Tutto ciò va sostenuto.



Gavioli: «Diamo voce a parole bisbigliate, ma mai messe a tacere»

«La Romania è capace di una scrittura profonda e tormentata, sensibile e spregiudicata, specchio di lunghi anni di parole bisbigliate ma che non sono mai state messe a tacere. La letteratura romena vale la pena di essere conosciuta di più, perché portatrice di un vissuto e di un sostrato culturale forte ed empatico». Presta attenzione alle sfumature che fanno la differenza Gabriella Gavioli, direttore editoriale delle Edizioni Saecula, che in catalogo hanno il volume di Ana Blandiana Il mondo sillaba per sillaba. Pronunciato l'interesse per la storia.



Esclusivo. Monica Joiţa: «Un evento radicale per un grande progetto»

«Un momento radicale per la presenza e la promozione della cultura e della letteratura romena in Italia». Ecco la sintesi delle valutazioni e delle aspettative che Monica Joiţa, vicedirettore dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, delinea sul grande evento torinese. Joiţa è tra coloro che più hanno lavorato per la partecipazione della Romania al Salone come Paese ospite. In questa intervista, concessa in esclusiva alla nostra rivista, ricostruisce scenari, motivazioni e obiettivi di un progetto culturale di ampio respiro legato a questa prestigiosa kermesse.



«Un piccolo miracolo che ogni tanto accade». Parla Mauro Barindi

Mauro Barindi, redattore della nostra rivista, è uno dei traduttori letterari che da tre anni rappresenta la Romania al Salone di Torino. In questa edizione, porta Ana Blandiana con il suo libro di letteratura di viaggio, Il mondo sillaba per sillaba (postfazione di Lorenzo Renzi, Saecula Edizioni), e il romanzo di Florina Ilis, Cinque nuvole colorate nel cielo d’oriente (Atmosphere Libri). Con appassionato acume, Barindi ci racconta la sua esperienza di traduttore dal romeno in Italia, l'attitudine dell'editoria italiana verso la cultura romena, la delicata opera di mediazione tra i due Paesi.



Claudio Magris: «Il viaggio è la più grande metafora della vita»

«Il viaggio come esperienza dell’errare e del sostare, della capacità e dell’incapacità di incontrare gli altri, come scoperta e avventura, come incontro o come fuga». Dopo l’uscita dell’edizione romena de L’infinito viaggiare (Călătorie nesfârşită, RAO, 2010, traduzione di Afrodita Carmen Cionchin), proponiamo un dialogo con Claudio Magris, noto scrittore triestino e tra i più autorevoli studiosi della letteratura mitteleuropea, sul significato del viaggio nella sua vita e scrittura. In questo colloquio, Magris si sofferma anche sul suo incontro con l'universo culturale romeno, sul rapporto tra cultura italiana e cultura romena, tra mitteleuropeismo e romenità.



Ioan-Aurel Pop: «I Romeni in Italia? Diversi, dispersi e sconosciuti»

«La comunità romena in Italia è in questo momento solamente una nozione. Esiste solo al livello della coscienza collettiva italiana ed è percepita, in generale, negativamente». Una lettura del profilo socio-culturale della presenza romena in Italia, come pure della ricezione della cultura romena nella Penisola, è il tema dell'intervista con Ioan-Aurel Pop, storico e direttore dell’Istituto Romeno di Cultura di Venezia dal 2003 al 2007. L’intervista analizza anche l'attività di promozione culturale da parte romena in Italia, sul piano sia della divulgazione sia specialistico.



Giovanni Ruggeri, lo sguardo disincantato di un «Amicus Romaniae»

Lo scorso 29 febbraio, l’Istituto Culturale Romeno di Lisbona ha conferito il titolo onorario di «Amicus Romaniae» a Giovanni Ruggeri, giornalista e saggista che da anni promuove il patrimonio turistico e culturale della Romania, con particolare attenzione al Museo delle icone su vetro di Sibiel (Sibiu). In quest'occasione, pubblichiamo un'ampia intervista in cui, con approccio spigliato e personale all’universo culturale e sociale romeno, Ruggeri ne accosta e tratteggia varie sfaccettature, proponendo stimolanti prospettive tra l'altro su società, chiesa e cultura in Romania.



L'italianistica a Timişoara. In dialogo con Viorica Bălteanu

L’italianistica a Timişoara, l'attività del locale Comitato della Società Dante Alighieri e i legami con la comunità imprenditoriale italiana più importante della Romania. E ancora, il significato dell’atto traduttivo nell’era della comunicazione e l'attuale presenza della letteratura italiana. Sono alcuni dei temi affrontati nell’intervista con Viorica Bălteanu, docente dell’Università dell’Ovest di Timişoara. Per il suo instancabile sostegno alla promozione dei rapporti culturali italo-romeni, le è stata conferita nel 2004 l’onorificenza di «Cavaliere della Repubblica Italiana al merito culturale».



Emil Petru Raţiu: «Aiutiamo gli istroromeni!»

Emil Petru Raţiu, medico-scrittore stabilitosi in Italia dal 1969, intellettuale militante, ha fondato nel 1994 a Trieste l’Associazione per la cultura istroromena «Andrei Glavina» e la rivista Scrisore catre frat rumeri (Lettera ai fratelli romeni) per salvare questo dialetto dalla scomparsa. Il colloquio con il dottor Raţiu è una toccante testimonianza di un impegno generoso per una pagina significativa e relativamente poco conosciuta di una delle tante espressioni della cultura romena.



Dal sistema al frammento. Divagazioni di filosofia tra Italia e Romania

La filosofia nella cultura contemporanea e il suo ruolo, ormai marginale, nei dibattiti pubblici, sono alcuni dei temi del dialogo tra il filosofo romeno Ciprian Vălcan e il suo interlocutore italiano, Alfonso Cariolato, che non esita ad affermare: «Quando i filosofi sono ammessi nei luoghi in cui si costruisce l’“opinione pubblica” gli esiti sono quasi sempre piuttosto deludenti. Ci vorrebbe una nuova inattualità, dopo quella nietzschiana, che sapesse ancora una volta incidere il reale. Ma è proprio questo il problema sociale e politico, prima ancora che filosofico, che stiamo vivendo».



Giovanni Ruggeri: Turismo italiano in Romania, tra chances e pregiudizi

Lo straordinario patrimonio turistico della Romania è raramente oggetto di pubblica comunicazione: le autorità romene fanno poco per promuoverlo in Italia, mentre gli italiani mostrano atteggiamenti ambivalenti al riguardo. Eppure le bellezze paesaggistiche e culturali della Romania possiedono una intensa forza di attrazione e possono costituire una formidabile occasione di prima conoscenza del Paese per il pubblico italiano. Ne è convinto Giovanni Ruggeri, giornalista e scrittore, che in questa ampia intervista racconta la propria esperienza professionale e umana.



Bruno Mazzoni: «Un nuovo interesse in Italia per la letteratura romena»

Noto come uno dei più attivi romenisti d’Italia, Bruno Mazzoni segnala una nuova tendenza nel mondo culturale italiano: «Il muro di disinteresse verso i valori della cultura romena in Italia comincia a mostrare delle crepe». Traduttore di prestigiosi protagonisti della letteratura romena contemporanea, come Ana Blandiana e Mircea Cărtărescu, il professor Mazzoni analizza vari aspetti della circolazione della letteratura romena nella Penisola, incluso un rinnovato interesse degli editori italiani a tradurre opere romene.



Una vita di studi per la Romania: Lorenzo Renzi

Lorenzo Renzi è uno dei più autorevoli romanisti e romenisti d’Italia. La sua attività costituisce un capitolo importante della storia dell’insegnamento di Romeno all’Università di Padova. Questo ampio colloquio ripercorre, tra l’altro, alcuni momenti salienti del suo itinerario di vita legato alla Romania. «Se la mia attività scientifica – confessa il professore – si è centrata soprattutto sui canti popolari e poi su alcuni studi di linguistica romena, in realtà ho cercato sempre di occuparmi di un po’ di tutto ciò che riguardava la lingua e la letteratura romena».



Riri Sylvia Manor in viaggio tra poesia e scienza

Riri Sylvia Manor ha ricevuto la Medaglia «Dr. Alexandru Safran» 2011, prestigioso riconoscimento assegnato dalla Federazione delle comunità ebree di Romania. Nata in Romania e stabilitasi in Israele dal 1960, la poetessa Riri Sylvia Manor, medico oftalmologo di professione, scrive in romeno e in ebraico. Nell'intervista che pubblichiamo, ci parla della passione per la poesia e del modo in cui la medicina e la letteratura l'hanno accompagnata nella vita.



Alberto Basciani sul docufilm «Ştefan Delureanu, una storia, la Storia»

Il 7 ottobre 2011, all'Istituto Italiano di Cultura “Vito Grasso” di Bucarest si è tenuta la presentazione in anteprima del documentario Ştefan Delureanu, una storia, la Storia di Edoardo Inglese, da un’idea di Alberto Basciani. Abbiamo intervistato Alberto Basciani, che ci parla della realizzazione del film e dei suoi legami con lo storico Delureanu, con la Romania e la cultura romena, nonché della ricezione della storiografia romena in Italia.

Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.


Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.