INCONTRI - INTERVISTE

Chi è «La donna capovolta»? In dialogo con Titti Marrone

La donna capovolta (Iacobelli, 2019) è il romanzo al centro del dialogo curato da Giusy Capone e Afrodita Cionchin con l’autrice Titti Marrone, napoletana, che in questa storia «di stringente attualità relativa alla complessità dell’accoglienza» è narrato il difficile rapporto tra due donne, Eleonora e Alina, la badante moldava che lavora da lei per accudire la madre Erminia. Entrambe dalla forte personalità e con una solida cultura, aspetto che contrasta in Alina, afflitta dallo stereotipo della donna dell’Est incolta e povera, si guatano ‘capovolte’ nelle loro diversità e delusioni.



«Sempre tornare». Con Daniele Mencarelli, un dialogo sulla bellezza

Vincitore del Premio Strega 2020, Daniele Mencarelli torna in libreria con Sempre tornare, il suo nuovo romanzo per Mondadori (2021), il cui omonimo protagonista è un adolescente diciassettenne che, durante una vacanza estiva, a un certo punto abbandona gli amici per partire, facendo l’autostop, alla volta della vita, un viaggio che si rivelerà essere anche la scoperta di sé stesso. Nel dialogo con Giusy Capone lo scrittore, lui adulto, afferma, fra l’altro, che per vestire i panni del personaggio ha puntato anche a ricreare, non senza difficoltà, «una certa ingenuità linguistica».



Con Giulia Caminito su «L'acqua del lago non è mai dolce»

Giusy Capone dialoga con Giulia Caminito attorno al suo romanzo L'acqua del lago non è mai dolce (Bompiani, 2021), vincitore del «Premio Strega Off» della celebre rassegna letteraria estiva. In questo suo terzo libro, l’autrice «guarda dentro e fuori di sé per raccontarci in prima persona cosa ha significato il passaggio a questo nuovo secolo» per coloro che, come lei, oggi, nati e cresciuti in periferia, hanno trent'anni. Protagonista è Gaia, adolescente alle prese con le asperità della vita, educata dalla madre Antonia, «onestissima e feroce», «a non aspettarsi nulla dagli altri».



Con Lisa Ginzburg su «Cara pace»

Cara pace (Ponte alle Grazie, 2020) è il romanzo attorno cui ruota il dialogo tra l’autrice Lisa Ginzburg, figlia dello storico Carlo Ginzburg, e Giusy Capone. Libro finalista al Premio Strega 2021, narra la vicenda di due sorelle, Maddalena e Nina, che «hanno costruito la loro infanzia e adolescenza intorno a un grande vuoto, un'assenza difficile da accettare» e che tentano di colmare ora lontane, ora nella casa di Roma, «dove la loro strana vita, simbiotica e selvatica, ha preso forma». Una trama che sul gioco di parole ‘cara pace/carapace’ cuce insieme una storia di sorellanza.



Con Jonathan Bazzi sul suo «Febbre»

Jonathan Bazzi dialoga con Giusy Capone attorno al suo romanzo d’esordio, Febbre (Fandango, 2019),vincitore del Premio Bagutta Opera Prima, libro dell’anno 2019 per Fahrenheit Radio Rai Tre e finalista al Premio Strega 2020. «Racconto epico di rara potenza emozionale», vi si narra la storia di Jonathan a cui viene un giorno la febbre che non se ne va più, finché, qualche mese più tardi, dopo avere fatto il test HIV, scopre essere causata dalla sua sieropositività. Prova letteraria autobiografica, con questo libro Bazzi convince appieno per la schiettezza e la forza della sua scrittura.



Dialogo con Kristina Cepraga, attrice e autrice di cinema tra due culture

Serafina Pastore dialoga con Kristina Cepraga, attrice italo-romena, formatasi in Romania, laurea in Arte drammatica presso l’Accademia di Teatro e Cinema di Bucarest, e maturata professionalmente in Italia, dove ha avuto modo di eccellere in altre sue qualità artistiche, cimentandosi tanto in tv come sui set cinematografici pure in qualità di regista e autrice di testi, nonché di produttrice, espresse nei cortometraggi Tamara, Echelon (2015) e Destino (2018) con cui ha vinto il premio «Afrodite Shorts 2019» come miglior interpretazione femminile ex aequo con Valentina Lodovini.



«Sindrome Italia». Dialogo con Tiziana Francesca Vaccaro

Nel dialogo con la scrittrice e attrice catanese Tiziana Francesca Vaccaro, prendendo spunto dal suo recente graphic novel Sindrome Italia (BeccoGiallo, Padova), ci si interroga chi fossero prima e chi siano quelle figure di donne dell’Est in Italia provenienti da Romania, Ucraina, Polonia ecc, definite sbrigativamente badanti, che emigrano dai loro paesi alla ricerca di un futuro migliore, ma che cadono vittime tornate in patria della cosiddetta «Sindrome Italia», un disturbo mentale traumatizzante che gli studi di psichiatria hanno riconosciuto come tale in questi anni. A cura di Giusy Capone.



Cesare Pavese, «Non ci capisco niente. Lettere dagli esordi»

Dialogo tra Giusy Capone e Federico Musardo, curatore del volume Cesare Pavese. Non ci capisco niente. Lettere dagli esordi (L’Orma editore), che raccoglie le missive giovanili del grande scrittore, «turbolenti […], spesso autoironiche in maniera sorprendente» che «compongono un ritratto dei tremori e delle esuberanze di un artista in erba che cerca a ‘pugni e calci’ di trovare la propria strada nel mestiere della scrittura». Già da queste lettere emerge in tutta la sua statura una delle voci cruciali del Novecento italiano, fotografo malinconico e militante del proprio tempo.



Cezar Paul-Bădescu: «La scrittura di un libro è un’esperienza di vita»

Irina Francesconi Ţurcanu dialoga con lo scrittore e giornalista Cezar Paul-Bădescu, che, con il suo caratteristico stile improntato a una leggerezza seria, riesce a raccontare argomenti ‘pesanti’ come la morte o le nostre paure e ansie senza angosciare il lettore. È questo il tema e filo conduttore del suo ultimo romanzo Frica de umbra mea (Polirom, 2019), la cui ombra del titolo non indica solo la morte, ma anche il passato, i traumi o l’inconscio, e poi la vita, i rapporti umani, il tutto attraverso la scrittura che per l’autore è, al di là della fama, esercizio di autoconoscenza.



Con Federico Sanguineti sul linguaggio di Dante

Con la mente rivolta al centenario dantesco 2021, Giusy Capone dialoga con il professor Federico Sanguineti, ordinario di Filologia italiana all’Università di Salerno, autore del volume intitolato Le parolacce di Dante Alighieri (Tempesta Editore, 2021) che raccoglie 14 brevi capitoli in cui, come si evince chiaramente, ci si addentra nel linguaggio licenzioso utilizzato nella Divina Commedia, un segnale dei conflitti della società «corrotta» di cui era testimone il «proletario» Sommo Poeta, scurrilità però, sottolinea l’autore, che avevano una loro precisa fonte letteraria, la Bibbia.



La musicalità della Divina Commedia. In dialogo con Adriana Sabato

«Diverse voci fanno dolci note;/ così diversi scanni in nostra vita/ rendon dolce armonia tra queste rote»: sono versi ‘sonori’ dal canto VI del Paradiso della Divina Commedia che la giornalista Adriana Sabato, laureata in DAMS Musica all’Università di Bologna, in dialogo con Giusy Capone, cita nel suo saggio La musicalità della Divina Commedia (Zona editrice, 2015) quale eco delle «immagini musicali» a cui «Dante si affida per trasmettere e comunicare particolari concetti ed emozioni», dalle dissonanze dell’Inferno al tono elegiaco del Purgatorio fino a quello sublime del Paradiso.



Con Mirko Volpi sul primo commento integrale della «Commedia»

«Per noi italiani, Dante continua a rappresentare la nostra stessa lingua. Il titolo di “padre della lingua” italiana non è retorico né immeritato». Per celebrare i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, abbiamo intervistato Mirko Volpi, ricercatore presso l’Università degli Studi di Pavia, attorno all’imponente edizione da lui curata del primo commento integrale, in volgare, databile tra il 1323 e il 1328, della Divina Commedia di Dante Alighieri eseguito dal bolognese Iacomo della Lana, detto il Laneo, e pubblicata in quattro volumi da Salerno Editrice (2009). A cura di Giusy Capone.



«Lontano da Itaca». Con Franco Mimmi sugli Ulisse di ogni tempo

È Ulisse, l’eroe greco guerriero, argomento del dialogo di Giusy Capone con Franco Minni, giornalista e scrittore, autore del libro Lontano da Itaca (Lampi di Stampa, 2007), in cui riprende il mito del grande Odisseo «per trasformarlo in una parabola dell’esistenza e della relazione tra umano e divino», quale figura archetipa di molti altri ‘Ulisse’ sondati nella letteratura universale, a partire dall’episodio del Canto XXVI dell’Inferno, visto da Dante come colui che, pur collocato tra i consiglieri di frodi, voleva scoprire cosa ci fosse «di retro al sol, del mondo sanza gente».



Giorgio Dell’Arti: Duelli, una vedova facoltosa e tanta cultura

Il dialogo di Irina Turcanu Francesconi con lo storico e giornalista Giorgio Dell’Arti è all’insegna della cultura e occasione per fare un tuffo nel passato, agli inizi del ‘900, tra atmosfere Belle Époque, intrighi e duelli. È questo infatti quanto ricostruisce il giornalista nel suo ultimo romanzo, Gli onorevoli duellanti. I misteri della vedova Siemens (La Nave di Teseo, 2020), delineando l’interessante figura di Eleonora Füssli, vedova del magnate Siemens, sorta di seconda Mata Hari, di cui era pure contemporanea, che sapeva usare il proprio fascino per tramare e carpire segreti.



Lorenzo Marone: Perché fare l’«Inventario di un cuore in allarme»

«Dare valore alle fragilità e alle imperfezioni» afferma lo scrittore Lorenzo Marone nel dialogo con Giusy Capone attorno al suo ultimo romanzo, Inventario di un cuore in allarme (Einaudi, 2020), in cui il narratore napoletano mette a nudo il suo lato ipocondriaco con tutte le sue ossessioni e cerca di trovare una valvola di sfogo senza tormentare gli altri. Da qui l’idea che una soluzione è raccontarsi con ironia ed esporre le proprie fobie senza esserne schiacciato ma ponendole in rilievo come intrinseche ‘qualità’ a cui dare un valore quasi positivo, un «piccolo elogio dell’imperfezione».



Daniel D. Marin: «Forse l’impronta è dei personaggi delle mie poesie»

Con due componimenti, tradotti da Serafina Pastore, del poeta Daniel D. Marin, da alcuni anni stabilito da Călărași a Sassari, ci addentriamo, grazie all’intervista a cura di Liana Vrajitoru Andreasen, nella galassia di voci dell’ultima generazione di poeti romeni post-anni 2000, di cui Daniel D. Marin è uno degli esponenti più di rilievo. Sfiorato dalla corrente dei «fratturisti», Daniel D. Marin ha superato quel linguaggio concependone uno di nuovo e personale, sospeso in una realtà altra, che la critica più attenta ha provato a definire con la formula di «microrealismo magico».



«Il bambino è il maestro». Cristina De Stefano su Maria Montessori

È emblematico come da bambina Maria Montessori (1870-1952) detestasse la scuola, eppure è proprio facendo tesoro dei ‘traumi’ scolastici che la grande educatrice, il cui metodo è riconosciuto in tutto il mondo, ha rivoluzionato la pedagogia moderna. Da questa considerazione, che riecheggia nell’incipit de Il bambino è il maestro. Vita di Maria Montessori (2020), Giusy Capone dialoga con l'autrice, Cristina Di Stefano, che, attraverso testimonianze dirette e carteggi inediti, ci svela una Montessori sorprendente e poco conosciuta, fra ombre e luci, ma sempre geniale.



«Sculture in Campo». Dialogo con Lucilla Catania e Anna Maria Panzera

«Sculture in Campo» è un nuovo concetto di rapportarsi all’arte, in cui «i prodotti dell’espressione creativa» non sono più considerati meri oggetti da esporre in luoghi chiusi e isolati come i musei ma inseriti nello spazio, riportando quindi «l’arte nell’ambito della vita», nelle città e nella natura, secondo una visione immaginata già negli ’60 e ’70. Di ciò si parla nel dialogo a cura di Giusy Capone con la scultrice Lucilla Catania e la critica d’arte Anna Maria Panzera, coinvolte in questo progetto aperto nel 2017 nella campagna e nel centro storico di Bassano in Teverina (VT).



Radu Nicolae, produttore del primo film d'animazione 3D in Romania

Ioana Eliad dialoga con Radu Nicolae, produttore cinematografico che, formatosi come attore all'Istituto di Arte Teatrale di Târgu Mureș, nel corso degli anni si è accostato prima al mondo della pubblicità, e poi con l’esperienza acquisita ha fatto un passo ulteriore, diventando realizzatore di cinema d’animazione con la sua casa di produzione Opal Production. In tale veste realizza il primo lungometraggio romeno in 3D, Mercy Street (2016), progetto pionieristico di successo che sarà seguito presto, per la gioia dei piccoli, da altre produzioni come Fram, l’orso polare e Il primo gol.



L’editor che sussurra agli scrittori. Dialogo con Maria Cristina Olati

«I libri non sono uno sforzo solitario». La nascita di un libro nasconde ciò che la copertina ci illustra senza farcelo vedere, un’illusione che il lettore può forse solo tentare di immaginare. È questo il filo conduttore nell’intervista a Maria Cristina Olati, editor e scopritrice di talenti letterari, a cura di Irina Turcanu Francesconi, dialogo in cui scopriamo qual è il ruolo dell’editor, personaggio un po’ misterioso, dietro cui non c’è «un lettore che violenta l’autore, ma «l’altra voce dell’autore», con una riflessione sulle difficoltà dei librai indipendenti in tempi così difficili.



Con Anna Maria Panzera su «Femm[E]. Arte [eventualmente] femminile»

Giusy Capone ci introduce al tema dell’arte coniugata al femminile dialogando con Anna Maria Panzera che ha curato insieme all’artista Veronica Montanino il libro, nato come progetto, Femm[E]. Arte [eventualmente] femminile (Bordeaux Edizioni, 2019). In esso hanno riunito i contributi critici di 15 fra studiose e studiosi di discipline che vanno dalla storia dell’arte alla sociologia fino all’antropologia e alla psicologia al fine di fornire una «ricerca sulla specificità (eventuale) dell’arte femminile», e al contempo di mappare la presenza delle artiste attive sul territorio romano.



Il viaggiatore Florin Andreescu e i suoi meravigliosi album fotografici

Attratto fin da piccolo da tutto ciò che aveva a che fare con le arti audiovisive, il teatro e la cinematografia, Florin Andreescu, crescendo e maturando, ha capito dove avrebbe piantato il seme da cui sarebbe spuntato l’albero alla cui ombra si sarebbe poi sviluppato il proprio talento artistico: la fotografia. Una passione prima che una professione che l’ha portato a fondare, nel 1999, la propria casa editrice, Ad Libri, interamente dedicata agli album fotografici, ai libri turistici e alle guide di viaggio, con splendidi DVD sulle bellezze della Romania. A cura di Ioana Eliad.



Chiara Valerio: La matematica è politica, ma anche vita

Chiara Valerio, matematica, saggista, scrittrice, responsabile della narrativa italiana per Marsilio, è autrice del saggio di successo La matematica è politica (Einaudi, 2020), un distillato di riflessioni che sfata miti e leggende. A uno sguardo attento, si coglie che la matematica non è solo politica, ma anche filosofia, un modo di vedere la vita, una ginnastica per la mente. Di questo e di altro ha dialogato nell’intervista a cura di Irina Turcanu Francesconi in cui fanno capolino temi come il suo rapporto con la letteratura romena e l’essere donna in un mondo principalmente maschile.



«Il medesimo mondo». In dialogo con Sabrina Ragucci

A ottobre è uscito il romanzo Il medesimo mondo (Bollati Boringhieri) di Sabrina Ragucci. È un destino implacabile quello che segna la famiglia Mogliano, a partire dal capostipite Pietro, ricco proprietario di terre andato in rovina durante il fascismo, fino ad Angelo e sua moglie Teresa, emigrati in Germania negli anni del boom, e alla loro figlia, Roberta. Anche lei vive sospesa tra due epoche e due nazioni che, nonostante le differenze, spingono i personaggi a vivere dentro gli stessi meccanismi di sopraffazione e sopravvivenza: il medesimo mondo, appunto. Intervista di Giusy Capone.



Un progetto dedicato a Trotula De Ruggiero, pioniera nel campo medico

Trotula de Ruggiero (1050-1097), di nobili origini normanne, fu pioniera della medicina, una delle più note mulieres Salernitanae appartenenti alla cerchia di studiose che nell’XI secolo erano attive presso la celebre Scuola medica salernitana. Considerata l’antesignana dell’ostetricia e della ginecologia, è autrice, anche se ancora sub iudice, di trattati medici. Un gruppo di professioniste si è ispirato a lei per un progetto culturale con l’intento di divulgarne, tra fiaba e racconto storico, i valori. Giusy Capone ne parla dialogando con la portavoce, Roberta Pastore.



Andrea Gessner: Le edizioni Nottetempo e la letteratura romena

Nel dialogo a cura di Irina Turcanu Francesconi con Andrea Gessner, attuale direttore delle edizioni Nottetempo - figlio di Roberta Einaudi, che, con Ginevra Bompiani, ha fondato a Milano nel 2002 l’omonima casa editrice - scopriamo le ragioni che lo hanno spinto a pubblicare il romanzo L’incontro (trad. di Roberto Merlo) di Gabriela Adameșteanu, ragioni che nascono da un viaggio che gli ha svelato e fatto amare la Romania. Sensibile ai temi dell’ambiente, la casa editrice ha inaugurato di recente la collana di saggi «Terra», argomento urgentissimo della nostra epoca.



In dialogo con Angelo Manitta su «La botanica di Dante»

È da poco uscito un interessante libro su La botanica di Dante. Piante erbacee nella «Commedia» (Il Convivio) di Angelo Manitta. La sensibilità di Dante per l'ambiente e il suo profondo rispetto per la natura conducono ad una analisi dettagliata di alcune similitudini naturalistiche e delle presumibili fonti dalle quali il Poeta attinge. Il saggio, partendo dalla «selva oscura» e dalle varie specie di alberi che ne possano costituire la struttura, analizza il contesto letterario di quelle piante erbacee, comunemente ritenute dall'uomo infestanti, in rapporto alla idea «ecologica» di Dante. A cura di Giusy Capone.



Con Anna Paolini su Artemisia Gentileschi e le donne nell’arte

Giusy Capone dialoga con Anna Paolini, illustratrice e scrittrice bolognese, su una delle più grandi pittrici italiane del ’600, Artemisia Gentileschi, cui ha dedicato un libro con pregevoli illustrazioni e testi, uscito fresco di stampa dalle edizioni Logos di Modena, volume che intende essere un intimo e sentito omaggio alla sua figura di artista, maestra nell’uso della luce di chiara ma personalissima influenza caravaggesca, e però anche di donna, per le sofferenze e lo stupro che subì da parte del suo insegnante, il pittore Agostino Tassi, un evento traumatico che ha segnato la sua vita.



«Il nuovo mondo», nella visione di Alessandro Bertante

Lo scrittore Alessandro Bertante ci dischiude una prospettiva su «Il nuovo mondo», suo e di tutti noi. I primi due capitoli della trilogia sono Nina dei lupi e Pietra nera (Nottetempo Edizioni). «Nina è la speranza, è il mondo nuovo. È la speranza di un rapport.o diverso con il mondo, è l’uomo che ridiventa parte organica di un contesto naturale e non il predatore che è adesso. Il capitalismo predatorio di cui noi siamo tutti, in qualche modo, complici - e non lo dico con cattiveria - non è sostenibile all’infinito». Intervista realizzata da Irina Francesconi Ţurcanu.



Con Carmine Castoro su «Covideocracy. Virus, potere, media»

Covideocracy. Virus, potere, media. Filosofia di una psicosi sociale di Carmine Castoro (Male Edizioni 2020): Il Covid, un male che credevamo confinato in lande lontanissime, serpeggia fra la popolazione: l'ansia, il dubbio, la grancassa social-televisiva portano a provvedimenti biopolitici dal sapore apocalittico. a nessuna analisi complessa di tipo storico, sociale, critico e genealogico del contagio è stata fatta in tempo reale, preferendo le semplificazioni ossessive, luttuose, statistiche e paranoiche dell'informazione mainstream che ha incatenato le nostre menti. Intervista di Giusy Cappone.



Con Laura Paganini su «Il cosmo. Vita, morte e miracoli dell'Universo»

Il cosmo. Vita, morte e miracoli dell'Universo è il titolo del libro di Laura Paganini pubblicato di recente da Hoepli nella collana Microscopi. La metafora della vita è il fil rouge che ricorre per tutto il testo. L'evoluzione del Cosmo è spiegata attraverso numerosi parallelismi con le fasi della vita dell'uomo e con esempi tratti dal nostro quotidiano. Il percorso termina con un focus sull'uomo, dove l'autrice mostra come gli atomi di cui siamo fatti provengano dalle stelle e come il nostro stile di vita possa avere un impatto rilevante sul pianeta Terra. Intervista di Giusy Cappone.



«Gramsci e le donne». In dialogo con Noemi Ghetti

Dimensione politica e vita privata, affetti familiari e relazioni sentimentali s’intrecciano nella vicenda umana di Antonio Gramsci, convinto, intimamente e spontaneamente, incrollabilmente certo della sostanziale uguaglianza di tutti gli esseri umani: bambini, proletari e donne incluse. Un’attenta ricostruzione del ruolo storico che Gramsci attribuisce alle donne negli ininterrotti processi di liberazione, nel libro di Noemi Ghetti  Gramsci e le donne. Gli affetti, gli amori, le idee (Donzelli 2020).Intervista di Giusy Cappone.



«Non sono sessista, ma...». In dialogo con Lorenzo Gasparrini

Non sono sessista, ma... Il sessismo nel linguaggio contemporaneo (TLON, 2019). Genere linguistico, biologico e sociale dimostrano quanto la dimensione linguistica emani riecheggiamenti nella maniera in cui si avverte la realtà, si erige l’identità e si calcificano i preconcetti. L’autore del libro, Lorenzo Gasparrini, si dedica alla diffusione e divulgazione di argomenti riguardo agli studi di genere, soprattutto rivolti a un pubblico maschile: NO. Del rifiuto e del suo essere un problema maschile (Effequ) e Diventare uomini. Relazioni maschili senza oppressioni (Settenove).Intervista di Giusy Cappone.



Gianpaola Costabile: «Donne - Madonne. Memorie al femminile»

Donne - Madonne. Memorie al femminile è il libro di Gianpaola Costabile pubblicato da Edizioni Scientifiche Italiane nel 2019: dodici ritratti di donne, differente per età, condizione, funzione sociale ma accomunate dalla abilità, tutta muliebre, di salpare dalla propria storia personale per dedurne cognizione di vita universale. Madri che nel riesaminare il proprio ruolo di figlie non sciolgono giammai il laccio con la donna per antonomasia, la Madonna. Sulla loro spiritualità, che è il focus del libro, verte l'intervista di Giusy Capone all'autrice del libro, Gianpaola Costabile.



I sentieri delle Ninfe. In dialogo con Fabrizio Coscia

La Ninfa. Il dispiegarsi del sentiero del discorso amoroso attraverso l'evoluzione di un archetipo della perdita e dell'assenza, rintracciato nella letteratura, nell'arte, nella filosofia, nella musica, nella fotografia e nel cinema. È questo il filo conduttore del libro I sentieri delle Ninfe nei dintorni del discorso amoroso (Exòrma Edizioni, 2019) di Fabrizio Coscia, critico letterario e teatrale, collaboratore del quotidiano «Il Mattino». Nel dialogo con Giusy Capone che qui pubblichiamo, Fabrizio Coscia ci parla delle varie sfaccettature assunte dalle ninfe nel suo saggio.



Le interviste della rubrica «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian»

La rubrica «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» rappresenta un appuntamento costante che la nota italianista romena, responsabile della collana bilingue «Biblioteca italiana» della casa editrice Humanitas di Bucarest, propone con un'autorevole personalità della scena culturale italiana, legata in qualche modo alla cultura romena, e con una personalità romena legata alla cultura italiana. In questo spazio potete leggere tutte le interviste finora realizzate dalla professoressa Smaranda Bratu Elian con i suoi prestigiosi invitati con i quali affronta diversi temi di attualità e di rilievo.



Claudio Magris: «Il viaggio è la più grande metafora della vita»

«Ognuno di noi ama la propria particolarità, ma sa o almeno dovrebbe sapere che essa non è ancora un valore, è la premessa del valore e non nega l’appartenenza ad altri contesti più vasti». Dopo l’uscita dell’edizione romena de L’infinito viaggiare (Călătorie nesfârşită, RAO, 2010, traduzione di Afrodita Carmen Cionchin), proponiamo un dialogo con il noto scrittore Claudio Magris sul significato del viaggio nella sua vita e scrittura. Magris si sofferma anche sul suo incontro con l'universo culturale romeno, sul rapporto tra cultura italiana e cultura romena, tra mitteleuropeismo e romenità.



Simona Rădoi e Anca Macoviciuc: il Gala dei Premi Gopo 2020

Dedichiamo una pagina speciale alla XIV edizione del Gala dei Premi Gopo, svoltasi a Bucarest il 29 giugno scorso. Il festival porta il nome di Ion Popescu Gopo, creatore del celebre «omino», vincitore della Palma d’Oro del Festival di Film di Cannes nel 1957. Ioana Eliad dialoga con due invitate facenti parte della squadra organizzativa della manifestazione, che nell’intervista ci trasmettono tutta la loro passione e professionalità spese al servizio del cinema romeno: Simona Rădoi, responsabile Comunicazione, e Anca Macoviciuc, responsabile Strategia Digitale.



Eros Di Prima: CO.VI.3D Gallery, un museo virtuale ai tempi d'oggi

Felicia Acsinte dialoga con Eros Di Prima, architetto e fondatore dell'Associazione Culturale Creative Spaces a Caltanisetta, che ci illustra come sia importante adattare l'arte ai cambiamenti attuali. Per fare ciò ha ideato il museo virtuale CO.VI.3D Gallery - nome che riflette chiaramente la realtà odierna - uno spazio virtuale, per l’appunto, che, grazie alla tecnologia tridimensionale, permette ad artiste/-i di poter esporre pur trovandosi ai quattro angoli del mondo. Un modo nuovo di conoscere e far conoscere altre culture e tradizioni, tra vantaggi e svantaggi.



Roberto Scagno: un occidentale nella Bucarest degli anni ’70

Il prof. Roberto Scagno, illustre romenista e antesignano degli studi in Italia sull’opera e la figura di Mircea Eliade, nell’intervista raccolta da Octaviana Jianu ripercorre e ci fa scoprire i suoi primi contatti con la Romania degli anni ’70 del secolo scorso, in cui cogliamo con quanta reticenza e sospetto – e con quanta insospettabile e discreta attività di pedinamento! – venissero accolti e seguiti gli intellettuali occidentali in visita per studio o per docenza in quello che all’epoca sembrava in apparenza uno dei regimi comunisti più blandi dei Paesi del blocco sovietico.



Serafina Pastore in dialogo con l’artista plastica Anca Vintilă-Dragu

Nell’ambito della rubrica «Orizzonti d’Arte» Serafina Pastore ci fa fare conoscenza con Anca Vintilă-Dragu, artista ceramista nonché fondatrice del marchio «Una ca Luna». Dopo gli studi in Economia presso l’ASE di Bucarest, dà una svolta alla sua vita professionale laureandosi nel 2018 all’Università d’Arte UNArte della capitale romena, e da allora dedica integralmente sé stessa all’attività artistica che fin da subito le ha regalato soddisfazioni e una promettente carriera come una delle giovani artiste romene più attive, versatili e originali, per stile e tecnica, nel suo settore.



Fare teatro in Romania. Intervista al drammaturgo italiano Cristian Izzo

In occasione della Giornata mondiale del teatro celebrata il 27 marzo, Cristian Izzo, attore, regista, drammaturgo, pedagogo e studioso, in questa ampia intervista raccolta da Armando Rotondi, ci parla del suo percorso artistico e del suo legame speciale con la Romania instaurato in questi ultimi cinque anni attraverso i suoi spettacoli e la sua attività laboratoriale, in stretta collaborazione con l’Apollo International Theatre Festival di Alba Iulia diretto da Viorel Cioflică (Trupa «Teatrul Skepsis») e il Festival di Deva e il Grande Festival di Arti Medievali Sighișoara Medievală.



Loránd János su Choreoscope, il festival di «dance film» di Barcellona

Loránd János, nato a Miercurea Ciuc/Csíkszereda in Transilvania, è regista e direttore artistico romeno, fondatore, anima e direttore artistico del festival Choreoscope di Barcellona, città dove vive attualmente, che si è affermato nel corso dei suoi otto anni di esistenza come una delle principali kermesse di film di danza, «dance film» e «dancescreen» a livello internazionale. Con una solida preparazione alle spalle, Loránd János ci parla nel dialogo con Armando Rotondi dei suoi progetti artistici, contenitori innovativi e originali dove danza, musica e cinema si fondono insieme.



«Mi prendo gli occhi nei palmi». L’unicità di Radmila Popovici

La poetessa moldava Radmila Popovici (1972) sarà questo mese in Italia (a Milano e a Padova fra il 21 e 23 di febbraio) per promuovere il volume di versi in italiano Unica (Edizioni Unu, Chișinău 2019), nella traduzione di Daniela Barda. Le rassegne letterarie saranno organizzate con l'aiuto della comunità moldava in Italia, in collaborazione con l'Associazione Culturale Busuiocul (il Basilico) coordinata da Lilia Tusa. Nel dialogo con Irina Niculescu la poetessa ci svela come è nata l’idea di far tradurre le sue nuove poesie al centro delle quali domina l’universo femminile.



Tormentato da Dio. In dialogo con Mirko Integlia sul Cioran mistico (I)

Dopo la recensione del saggio di Mirko Integlia Tormented by God: The Mystical Nihilism of Emil Cioran (Libreria Editrice Vaticana, 2019) firmata da Antonio Di Gennaro sul numero scorso di Orizzonti Culturali, ritroviamo il filosofo Rodrigo Inácio Ribeiro Sá Menezes che dialoga con l’autore del saggio in questa lunga e articolata intervista di cui pubblichiamo la prima delle tre parti previste. In essa Mirko Integlia si sofferma, fra le altre cose, su un aspetto poco sottolineato dagli studiosi cioraniani: il Cioran mistico e «uomo tormentato dal problema religioso della salvezza».



Tormentato da Dio. Dialogo con Mirko Integlia su Cioran (seconda parte)

Pubblichiamo la seconda parte del dialogo fra il filosofo Rodrigo Inácio Ribeiro Sá Menezes e Mirko Integlia, studioso di Cioran e autore di Tormented by God: The Mystical Nihilism of Emil Cioran (Libreria Editrice Vaticana, 2019). I temi qui affrontati, tra gli altri, sono il pericolo-Cioran, l’antisemitismo programmatico della giovane generazione romena del ’27, il rapporto tra antisemitismo e antimonoteismo giudaico-cristiano, le ambizioni politiche e culturali del giovane Cioran, subito disilluso, il rapporto tra ortodossia, trăirism e nichilismo.



Tormentato da Dio. Dialogo con Mirko Integlia su Cioran (terza parte)

Pubblichiamo la terza e ultima parte del corposo dialogo fra il filosofo brasiliano Rodrigo Inácio Ribeiro Sá Menezes e Mirko Integlia, studioso di Cioran e autore di Tormented by God: The Mystical Nihilism of Emil Cioran (Libreria Editrice Vaticana, 2019). I temi qui affrontati sono il carattere catartico (e terapeutico) della lettura di Cioran «re dei pessimisti», il tormento del fantasma di Dio, la «presenza nascosta» nei suoi scritti, il Trăirism, il movimento Criterion e la posizione del pensatore di Rășinari come anticipatore dell’esistenzialismo francese.



«Non ne sapevo niente». L’esperienza di un Basco Blu in Romania

Ernesto Berretti, autore di Non ne sapevo niente. Serbia 1995 Danube Mission: le rivelazioni di un Basco Blu (Oltre Edizioni, 2018) è stato uno degli 80 finanzieri del Nucleo UEO Danubio nella base di Calafat, in Romania. Il loro contingente doveva controllare il traffico fluviale sul Danubio, per garantire l'embargo nei confronti della Serbia, nella guerra balcanica dell'ex Iugoslavia. 25 anni dopo l'autore, traendo le conclusioni dalla sua esperienza, scrive la storia di Calafat, perfettamente maturata e sedimentata negli anni. Recensione e intervista esclusiva a cura di Irina Niculescu.



Con Vincenzo Fiore sull'anti-fanatismo e «l’infernale sincerità» di Cioran

«In un’epoca dove il fanatismo sembra essere tornato alla ribalta a livello mondiale, il pensatore romeno è un antidoto che ci rende immuni». A partire da questa premessa, pubblichiamo un’intervista con Vincenzo Fiore che affronta la filosofia auto-sperimentale, l'anti-fanatismo e «l’infernale sincerità» di Cioran. Il dialogo volge intorno al libro di Vincenzo Fiore intitolato Emil Cioran. La filosofia come de-fascinazione e la scrittura come terapia (Nulla Die, 2018). L’intervista è realizzata dallo studioso brasiliano Rodrigo Inácio R. Sá Menezes, editore del Portale E.M.Cioran/Brasile, nato nel 2010.



Dialogo con Davide Zaffi: Noica e il suo «Anti-Goethe» non conformista

In questo dialogo, Davide Zaffi, curatore e traduttore del saggio Congedo da Goethe di Constantin Noica, edito quest’anno dall’editore Rubbettino, spiega le ragioni che lo hanno portato a tradurre questa peculiare incursione esegetica nel Faust, e non solo, di Goethe, lasciataci dal grande filosofo romeno. Le peculiarità poste dal testo originale offrono al traduttore interessanti spunti di riflessione, da cui si ricava l’idea essenziale che tradurre non è una semplice trasposizione infralinguistica di segni ma l’assunzione di un genuino atto culturale. A cura di Mauro Barindi.




«L’amore può esistere solo da pari a pari». Dialogo con Ana Blandiana

Cristina Hermeziu intervista Ana Blandiana all’ombra della Torre Eiffel in un dialogo che spazia in lungo e in largo toccando temi dell’attualità e della sua poesia in occasione della pubblicazione della versione francese per le edizioni Black Herald Press di Patria mea A4 e dell’uscita del suo ultimo volume di liriche Variațiuni pe o temă dată (Humanitas 2018), «un libro d’amore per Romi», cioè per il marito Romulus Rusan, venuto a mancare nel dicembre del 2016, con il quale ha formato un sodalizio straordinario fondendo insieme passione affettiva, civica e politica.



Ofelia Prodan: «Dentro una vespa vive una vecchia ramazza»

Ofelia Prodan rientra nella cosiddetta «generazione duemillista», quella fucina di nuovi poeti (e di prosatori) che hanno segnato un momento di svolta nel modo di fare poesia nel panorama letterario romeno degli anni 2000. Di lei è stato scritto che potrebbe inaugurare «una nuova estetica» (Grațiela Benga, Rețeaua. Poezia românească a anilor 2000, 2016) e questo suo nuovo e personalissimo approccio stilistico si riflette ecletticamente nel volume Elegie allucinogene (Edizioni Forme Libere, 2019) uscito recentemente in italiano. A cura di Mauro Barindi.



In dialogo con Giampaolo Montesanto e Alessandro Volterra

Ospiti d’eccezione del Filmfestival Cinecultura di Timisoara, giunto quest’anno alla X edizione, il regista prof. Giampaiolo Montesanto e il prof. Alessandro Volterra, titolare della cattedra di Storia dell’Africa dell’Università degli Studi Roma Tre di Roma, hanno presentato la proiezione di un interessante e coinvolgente documentario dedicato alla presenza italiana in Eritrea. Si tratta del secondo documentario realizzato da Giampaolo Montesanto, dal titolo Italiani d'Eritrea. I meticci. Pubblichiamo l’intervista ai due invitati, a cura di Gloria Gravina.



«Entropia, Utopia, Distopia». A Timisoara, la pittura di Marco Gradi

Lo scorso 23 aprile si è inaugurata presso la Galeria Primariei, Galleria del Comune di Timisoara, la mostra delle opere dell’artista Marco Gradi, mantovano di nascita, che attualmente vive sul Lago di Garda, dal titolo Entropia, Utopia, Distopia, nell'ambito degli eventi culturali organizzati con il patrocinio del Consolato onorario d’Italia a Timisoara, della Camera di Commercio Italiana per la Romania e della sezione territoriale Timis di Confindustria, nonché con il sostegno del Municipio di Timisoara. Pubblichiamo un’intervista all'artista, realizzara da Gloria Gravina.



Aniello Desiderio al Festival Internazionale della Chitarra di Timişoara

La quarta edizione del Festival Internazionale della Chitarra di Timişoara, svoltosi dal 1° all’8 marzo 2019, di cui la nostra associazione si onora di essere partner, ha visto la partecipazione di artisti di fama internazionale della chitarra classica come Aniello Desiderio, Thomas Muller Pering, Amadeus Guitar Duo, Antal Pusztai, David Pavlovits, Bojan Ivanovski, Duo Kitharsis. Un concerto straordinario è stato tenuto da uno dei più famosi chitarristi al mondo, un nome di risonanza mondiale per gli intenditori del genere, Aniello Desiderio, che abbiamo intervistato.



Il Maestro Ioan Tăbăcaru insegna l’arte del legno agli italiani da 20 anni

Approdato in Italia nel 1995 da Bacău, lo scultore Ioan Tăbăcaru, uno dei discepoli del fondatore della scuola di scultura ornamentale, Alexandru Huțanu, sita nella loro comune città natale, ha portato con sé dalla Moldavia tutta la sua esperienza e maestria nell’arte della scultura su legno, fondando a sua volta a Valfenera (in quel di Asti) un proprio laboratorio. Qui da circa 20 anni continua a trasmettere con immutata passione e sensibilità i suoi segreti agli allievi che si accostano a questa arte sotto la sua guida. Di tutto ciò ci parla nell’intervista raccolta da Irina Niculescu.



«L’indifferenza uccide l’artista». In dialogo con Alexandru Darida

Alexandru Darida, artista romeno di origini italiane, dopo essersi formato all’Accademia d’Arti di Bucarest, ha scelto di trasferirsi in Italia, dove ha continuato la sua specializzazione a Roma. In seguito è partito alla volta degli Stati Uniti, paese in cui ha trovato la sua consacrazione come artista. Nell’intervista rilasciata a Andreea Foanene (trad. di Elena Di Lernia), l’artista ci parla della particolare evoluzione del suo linguaggio artistico, ricordando anche le sue mostre e i prestigiosi premi ricevuti, come l’ultimo, il premio «Botticelli» conferitogli a Firenze.



«Cioran, la voluttà del disastro». Intervista con Ricardo Gil Soeiro

Il fascino del pensiero di Cioran non conosce confini. Lo testimomia, tra l'altro, la corposa intervista che il portale brasiliano E.M.Cioran/Br – dedicato a tutto ciò che verte e ruota attorno al pensatore di Rășinari – ha realizzato con Ricardo Gil Soeiro. Poeta, saggista e ricercatore lusitano, Gil Soeiro è anche autore del recentissimo Notas Soltas para Cioran [Note sciolte per Cioran] (Labirinto, Portugal, 2019), e già nel 2017 aveva curato la versione in portoghese di Confessioni e anatemi. Traduzione a cura di Amelia Natalia Bulboaca.



Nicolae Dabija: Bessarabia, storia di molte tragedie sconosciute

«Nei lager siberiani, erano rinchiusi i più importanti intellettuali, non solo russi, ma di tutti gli altri popoli che componevano l’URSS. Pochi sanno che vicino agli Urali, nella città di Ivdel’, c’era un lager, dove furono fucilati 22 mila bessarabi. Tutti sanno quello che è successo a Katyn, ma a Ivdel’ no!». È una denuncia che fa riflettere quella che Nicolae Dabija, intellettuale di spicco della Repubblica di Moldavia, esprime nell’intervista concessa a Irina Niculescu, in occasione della presentazione del suo romanzo Compito per domani, ora tradotto in italiano.



Il modernismo di Mircea Eliade. In dialogo con Sorin Alexandrescu

Al Salone Internazionale del Libro di Torino 2017 sono stati presentati due libri di Mircea Eliade recentemente tradotti in italiano, Gli huligani (Jaca Book / Calabuig, 2016, trad. di Cristina Fantechi) e Tutto il teatro. 1939-1970 (Bietti, 2016, a cura di Horia Corneliu Cicortaș). In questa occasione, l professor Sorin Alexandrescu, nipote del grande storico delle religioni, ci ha concesso un’ampia intervista incentrata sul modernismo dell’opera di Eliade. «Il modernismo romeno è incarnato essenzialmente da due grandi scrittori: Camil Petrescu e Mircea Eliade».



«Grigio era il colore dell'epoca». Intervista al regista Andrei Gruzsniczk

Andrei Gruzsniczki, ospite delle giornate napoletane del Romania Film Festival all’Università «L’Orientale», è sicuramente una delle voci più interessanti della nuova cinematografia romena, negli ultimi anni in costante ascesa e sviluppo. I due film di cui Gruzsniczki è autore hanno inaugurato la rassegna. Quod Erat Demostrandum (2013) è ambientato nel 1984, in pieno periodo comunista, quando il regime controlla i suoi cittadini in modo ferreo. Con Cealaltă Irina (L’altra Irina, 2009), debutto nel lungometraggio da parte di Gruzsniczki, il regista sposta la sua attenzione sui primi anni ’90.



«Protesto con Dio perché gli sono fedele». Intervista ad Ana Blandiana

Il ruolo della poesia nel nostro tempo, l’esperienza del viaggiare, il tratto «eretico» della sua opera. Sono alcuni dei temi affrontati dalla poetessa romena Ana Blandiana, una delle voci più grandi della poesia europea contemporanea, nel corso dell’intervista rilasciata a Cristina Gogianu in occasione della IX edizione del Festival letterario «Incroci di civiltà», tenutosi a Venezia dal 30 marzo al 2 aprile scorsi. Non manca un omaggio commosso alla città della laguna, per la poetessa più volte «scenario meraviglioso di eventi a cui non assistevo come semplice spettatore, ma da protagonista».



Ana Blandiana, un classico della poesia. Intervista a Dan Cepraga

«La classicità dell’opera di Ana Blandiana è anzitutto dentro la sua scrittura, è la caratteristica principale del suo stile, poi dipende dall’autorità della sua figura pubblica e della sua biografia, dalla forza con la quale si è impegnata per la ricostruzione di una società civile in Romania». Lo sostiene il professor Dan Octavian Cepraga nell’intervista rilasciata a Mauro Barindi in occasione della IX edizione del Festival letterario «Incroci di civiltà», tenutosi a Venezia dal 30 marzo al 2 aprile. Presente alla manifestazione, tra gli altri, la celebre poetessa romena Ana Blandiana, cui è dedicata l'intervista.



Grigore Gonţa mise in scena «Numele trandafirului» di Umberto Eco

Nel 1998 Grigore Gonţa, noto regista romeno, mette in scena per la prima volta al Teatro Nazionale di Bucarest Numele trandafirului, spettacolo teatrale basato su Il nome della rosa e volto a restituire in chiave drammaturgica un’opera molto complessa per tema, struttura e linguaggio. Lo spettacolo di Gonţa costituisce il tema e l’orizzonte del volume «Il nome della rosa» a teatro, del professor Armando Rotondi (Università di Napoli «L’Orientale»), da cui traiamo l’intervista nella quale Gonţa ripercorre la complessa e ardita messa in scena teatrale del capolavoro narrativo di Eco.



Ruxandra Cesereanu: «La mia Venezia di anima e di corpo»

«Volevo descrivere la mia Venezia, così come io l’aveva percepita. Frugando dentro Venezia, frugavo nella mia stessa mente, nella mia stessa anima e forse anche nel mio stesso corpo». Così la poetessa Ruxandra Cesereanu nell'intervista rilasciata a Cristina Gogianu alla presentazione del suo libro Venezia dalle vene viola. Lettere di una cortigiana (Aracne 2015), lo scorso ottobre a Venezia. Tra i temi affrontati, la genesi biografica e letteraria del volume, le sue pluristratificazioni e i diversi piani di approccio a una città che è per definizione anche un mito letterario.



Cattolici e ortodossi, fratelli oltre le divisioni. Parla il cardinal Bassetti

Lo scorso 12 luglio, l’ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, Bogdan Tataru-Cazaban, a nome del Presidente della Repubblica Klaus Iohannis ha conferito il titolo dell’«Ordine Nazionale “Servizio fedele” in grado di Gran Croce» al cardinal Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve. Un gesto simbolico nei confronti di un Pastore per esprimere gratitudine a un’intera comunità. Nell’intervista realizzata da Giovanni Ruggeri, S.E. il cardinal Bassetti racconta la sua amicizia con la Chiesa ortodossa romena e delinea alcune prospettive ecumeniche.



La domanda radicale di Benjamin Fondane. Intervista a Luca Orlandini

«Una figura affascinante e complessa nel panorama della cultura europea del primo Novecento. Una personalità febbrile, polemica, che irritava non solo per la radicalità delle sue domande, ma anche per il suo stile metodologicamente disinvolto e la sua prosa lirica». Sono alcuni dei tratti salienti di Benjamin Fondane, pensatore romeno di primo piano, nel ritratto che ne fa Luca Orlandini, curatore della sua opera in Italia. In dialogo con Antonio Di Gennaro, Orlandini traccia un ampio affresco del pensiero di Fondane, ricco di rimandi a grandi protagonisti del Novecento.



Şoimiţa Lupu, quando grazia e vigore che danzano insieme

«Il balletto è un'arte così complessa che unisce non solo la poesia, la musica, il movimento, ma anche la pittura, il teatro, la regia. Non mi sono mai annoiata in questo lavoro, perché ho sempre qualcosa di nuovo da imparare per migliorare me stessa. È una continua trasformazione, una piena corrispondenza tra spirito, mente e corpo». Şoimiţa Lupu, prima ballerina al Teatro Massimo di Palermo, testimonia come talento innato e severo esercizio siano alla base della seria carriera che ne ha fatto oggi un nome importante del balletto internazionale. Intervista di Claudia Mandi.



Letteria Giuffrè Pagano: «teatROmania», un festival sull'identità

Si è recentemente conclusa la quinta edizione del Festival «teatROmania_emersioni sceniche» di Roma, di cui la nostra rivista è media partner. Un articolato bilancio della manifestazione viene dall'intervista a Letteria Giuffrè Pagano, direttore artistico: «Il nesso che ha legato le rappresentazioni quest’anno è quello della identità. La risposta del pubblico a questo appuntamento ormai annuale per i romani ma anche per la comunità romena, con interessanti discussioni a fine serata, ci fa pensare che non abbiamo deluso le aspettative nemmeno questa volta».



M. Bărbulescu: Accademia di Romania in Roma, tesoro da valorizzare

«Sono felice che lei creda che lo stage all'Accademia sia un periodo di grazia: così la pensano la maggior parte degli ex borsisti». Non nasconde la sua soddisfazione il professor Mihai Bărbulescu, uno dei maggiori studiosi di storia antica della Romania, da diversi anni direttore dell'Accademia di Romania in Roma. Borse e convegni, mostre e presentazioni di libri, l’Accademia di Romania è una dinamica istituzione nel cuore di Roma. Ma il professore avverte: la società romena non fa assolutamente nulla per far fruttificare le borse, che sono un grande investimento.



Estate 2015, andiamo in Romania ad aiutare i bambini con don Rigoldi

Anche quest’estate, come ogni anno già dal 1999, l’Associazione Bambini in Romania Onlus, presieduta da don Gino Rigoldi, organizza campi estivi di animazione in Romania e Repubblica di Moldova a favore di bambini in condizioni di disagio sociale (iscrizioni aperte fino al 28 aprile). Abbiamo chiesto a don Rigoldi di presentarci sostanza e motivazioni di questi campi estivi: fedele allo spirito di condivisione tipico dell’Associazione, don Gino ci ha risposto lasciando spazio anche alla testimonianza diretta di alcuni volontari. Intervista di Giacomo Ruggeri.



La guerra e il corpo. Daniela Zeca-Buzura sul libro di Paolo Giordano

«Nella guerra siamo soltanto corpo, anzi il corpo umano è il vero protagonista». Daniela Zeca-Buzura – narratrice, saggista, critico letterario e realizzatrice in Romania di trasmissioni radiotelevisive – propone un’ampia analisi del romanzo di Paolo Giordano, Il corpo umano (tradotto in romeno e pubblicato a fine 2014 da Humanitas) quale occasione per più ampie considerazioni sul tema della guerra e del rapporto tra letteratura e guerra. Con un ammonimento: esiste anche «la guerra assente, il cui soffio ci porta in situazioni inattese come quella di Charlie Hebdo». Intervista di Cristina Gogianu.



«Roma, ebbrezza e incanto della creatività». Intervista a Claudia Mandi

«Mi chiedo sempre che cosa sia la creatività, che arriva quando qualcosa di più forte di me mi porta su altre strade, diverse da quelle che ho intravisto in partenza». L’arte e la sua ispirazione, l’Italia e in particolare Roma sono alcuni temi dell’intervista a Claudia Mandi, artista plastico, curatore presso il Museo d’Arte di Craiova e coordinatrice della sezione Orizzonti d’arte della nostra rivista. Con un attivo di numerose mostre personali a Roma, Napoli e in Sardegna, Claudia Mandi presenta in questa intervista la sua esperienza umana e professionale. A cura di Afrodita Cionchin.



Cioran, «una verità enigmatica e mutante». Parla Giovanni Rotiroti

«Cioran è colui che aiuta a scorgere nel buio delle parole un’apertura che non nasconde nulla di riducibile al sapere, e che per questo consente di entrare in dialogo con se stessi senza rimanerne sopraffatti. Quella dell’opera di Cioran è una verità enigmatica e mutante, che ama mantenersi sempre aperta nel campo della lingua e del desiderio di domandare». È quanto afferma Giovanni Rotiroti, professore all'Università Orientale di Napoli, in un'ampia intervista dedicata ai temi di fondo dell'opera di Emil Cioran, con l'apporto di originali prospettive ermeneutiche.



Andrea Bajani: «La letteratura? Una grande macchina per stupire»

«L’arte è una relazione, quando scrivo devo consegnare a qualcuno una verità. Se voglio capire cosa sta succedendo in Europa, vengo a Bucarest, perché qui le contraddizioni sono molto più visibili». Così Andrea Bajani, autore tra l’altro di un noto romanzo ambientato in parte in Romania (Se consideri le colpe, Einaudi), nell’intervista realizzata da Cristina Gogianu in occasione della partecipazione al Festival di Letteratura di Bucarest. Scrittura e letteratura, il legame con Antonio Tabucchi, la condizione della famiglia, Bucarest e la sua immagine: un ampio caleidoscopio di temi e spunti.



Pierfranco Bruni: «Claretta e Benito, un romanzo di passione e morte»

Pedepsiţi în iubire (Ed. Capriccio, Piatra-Neamţ, 2014) è il titolo della traduzione romena del romanzo Passione e morte. Claretta e Ben di Pierfranco Bruni, dedicato a ridisegnare i contorni della storia d’amore tra Claretta Petacci e Benito Mussolini. Ştefan Damian, che ha tradotto il romanzo, ha intervistato l’autore, approfondendo il tema dell'invenzione narrativa e le ragioni della scrittura di Bruni, all'origine di un'opera poliedrica che comprende tra l'altro versi, racconti, romanzi, saggi sulla letteratura italiana del Novecento e sulla cultura poetica della Magna Grecia.



Cesare De Michelis: «Giuseppe Berto, vero interprete della crisi morale»

In occasione del centenario della nascita di Giuseppe Berto, l'editrice Humanitas ha pubblicato, nella traduzione romena di Smaranda Bratu Elian, Il male oscuro, il più noto romanzo dello scrittore. Cesare De Michelis, presidente della Fondazione Giuseppe Berto e direttore della storica Marsilio Editori, propone alcune chiavi di lettura della temperie culturale contemporanea, segnata prima dal tramonto delle ideologie e poi da una profonda crisi morale. Berto, osserva De Michelis, ha colto prima e più a fondo di altri le ragioni profonde di questa condizione.



Sabina Pecorella: «La Romania vive un vero Rinascimento delle arti»

Sabina Pecorella, curatrice d’arte a Napoli e sostenitrice degli artisti stranieri in Italia, si è particolarmente affezionata alla produzione artistica della Romania: «L’impatto con l’arte romena - dichiara - è stato per me emozionante; qui è in atto quello che potremmo definire un vero e proprio Rinascimento delle arti, processo simile a tanti altri Paesi in cui la cultura è stata storicamente massificata». Un’intervista realizzata da Claudia Mandi, artista e curatrice presso il Museo dell’Arte di Timisoara, che coordina la sezione dedicata all’arte nella nostra rivista.



La scrittura come vacuità: in dialogo con Stelian Tănase

Dal 3 al 7 settembre scorso si è tenuta a Mantova la XVIII edizione del Festivaletteratura, dove anche la Romania ha avuto voce grazie alla presenza dello scrittore Stelian Tănase. Nell'intervista che pubblichiamo, l’autore condivide le sue impressioni sul Festival: «Sono stato colpito - racconta, tra l'altro - dal folto pubblico che ha pagato un biglietto per partecipare a un dialogo con me, uno scrittore sconosciuto in Italia». Tanase si sofferma poi su altri argomenti relativi al suo romanzo Morte di un ballerino di tango (Atmosphere Libri, Roma) e ai suoi prossimi lavori.



Lăcrămioara Stoenescu: «Il mio caso, un bambino - nemico del popolo»

Pubblichiamo un’ampia intervista a Lăcrămioara Stoenescu sul suo libro di memorie Bambini – nemici del popolo, pubblicato da Saecula Edizioni. L’autrice ci illustra le motivazioni che l’hanno persuasa a scrivere questa dolorosa e drammatica testimonianza di vita, della quale i nostri lettori hanno potuto leggere in anteprima un estratto nel 2012. «Non è stato affatto semplice per me decidermi di scrivere della nostra deportazione in Bucovina, di ricordare un periodo che mi ha ferito psicologicamente e mi ha umiliato fin dall’infanzia, separandomi dagli altri bambini». A cura di Mauro Barindi.



Dan Ciobotaru: Timişoara, tra scoperte archeologiche e futuro europeo

I lavori in corso per il recupero del centro storico a Timişoara sono stati occasione per la recente scoperta di reperti archeologici di grande interesse, come le fondamenta della chiesa medievale di Piazza San Giorgio e le fondamenta del bagno turco in piazza della Libertà. Un'intervista con Dan Leopold Ciobotaru, direttore del Museo del Banato, offre l'occasione non solo per una valutazione di tali scoperte, ma anche per approfondire il profilo che sviluppo e promozione culturale della città dovrebbero avere, in vista della sua candidatura a Capitale Europea della cultura nel 2021.



Giancarlo Repetto: «Bucarest, dove le storie ti vengono a cercare»

«Bucarest mi ha fatto ritrovare la voglia e il piacere di scrivere: è una città strana e affascinante nella quale le storie mi vengono a cercare». Dal 2008 Giancarlo Repetto insegna al Liceo bilingue «Dante Alighieri» di Bucarest e nel 2012 ha istituito, insieme a Smaranda Bratu Elian e Oana Bosca-Malin, il «Festival di lettura giovane». Autore di un romanzo e della recente raccolta di racconti Ventotto tagli di luna (Neos Edizioni, Torino 2013), il professor Repetto propone alcune considerazioni sulla società romena e sulla sua esperienza umana e professionale a Bucarest.



Simona Neumann: «Come costruire una Capitale Europea della Cultura»

«Prepararsi a diventare Capitale Europea della Cultura è un’opportunità per la città candidata di svilupparsi a livello sociale, economico e turistico, è un processo che contribuisce allo sviluppo urbano, dell’industria creativa, dell’immagine della città a livello nazionale e internazionale. Lo status di Capitale Europea della Cultura innesca centinaia di lavori di ricostruzione, innumerevoli eventi culturali, e la città entra a far parte del top delle mete turistiche». Lo afferma Simona Neumann, direttore esecutivo dell’Associazione Timişoara Capitale Europea della Cultura 2021.



Novità editoriale: Mircea Eliade, «Salazar e la rivoluzione in Portogallo»

A 71 anni dalla pubblicazione in Romania, il libro di Mircea Eliade Salazar e la rivoluzione in Portogallo approda anche in Italia, ad opera della casa editrice Bietti di Milano. Oltre al testo di Eliade – per la prima volta tradotto in italiano – il volume contiene due saggi critici, firmati da Sorin Alexandrescu, esegeta dell'opera eliadiana, e da Horia Corneliu Cicortaș, e verrà presentato in anteprima all’Accademia di Romania in Roma, il 7 novembre. Temi e attualità di questa novità editoriale vengono affrontati in una intervista con il curatore, Horia Corneliu Cicortaș.



«Riviviscenze di lacerti». La pittura di Marco Paladini a Timişoara

Il 14 novembre sarà inaugurata la mostra «Riviviscenze di lacerti» di Marco Paladini, artista che vive da alcuni anni a Timişoara: «Per il mio lavoro, la contemplazione della bellezza e la sua relativa fruizione sono sempre stati motore energetico della mia creatività, ci dice. Da questo punto di vista credo di essere femmina che riceve la propria ingravidazione attraverso gli occhi. Il giorno in cui mi resi conto che in Italia questa realtà mi si sarebbe viepiù pregiudicata per ragioni socio-economiche ed etniche, incominciai a seguire un amico che da tempo frequentava la Romania».



Smaranda Elian: «Tradurre, necessità e diletto del dialogo tra le culture»

Coordinatrice della prestigiosa collana bilingue Biblioteca Italiana dell'editrice Humanitas di Bucarest, traduttrice di prim’ordine soprattutto dall’italiano al romeno, Smaranda Bratu Elian è stata insignita del Premio Nazionale per la Traduzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana per il 2012. «La traduzione letteraria è per me un lusso e un diletto e le traduzioni fanno parte del dialogo vivo tra le culture», racconta in questa intervista dove affronta tra l'altro le problematiche della traduzione letteraria e la presenza della letteratura italiana in Romania.



«Cioran, la passione del pensiero». Intervista ad Antonio di Gennaro

«La filosofia, secondo Cioran, ha a che fare con la radice più propria della soggettività: i sentimenti, le emozioni, le passioni. Io credo che Cioran sia uno dei più importanti filosofi del Novecento, anche se non è mai stato un filosofo di professione, un accademico, un docente universitario, quanto piuttosto un pensatore privato, un libero scrittore, un ʻviandanteʼ o un clochard della filosofia». Uno sguardo a tutto campo sull'opera di Emil Cioran è la sostanza dell'intervista che il filosofo romeno Ciprian Vălcan propone ad Antonio di Gennaro, acuto studioso del pensatore di Răşinari.



«Villaggi di Romania, un patrimonio da salvare». Parla Nicolae Marghiol

Proteggere e promuovere l'originale patrimonio che ancora oggi rimane nei più bei villaggi di Romania. È l’obiettivo dell’Associazione «Cele mai frumoase sate din România», nata da un’idea di Nicolae Marghiol, che oggi ne è presidente. Nello scorso aprile, Marghiol è stato in Italia, con altri colleghi romeni, per sottoscrivere un accordo di collaborazione con l’omologa associazione italiana «I borghi più belli d’Italia». In Romania, denuncia Marghiol, «si governa senza piani turistici e culturali: dobbiamo invece conservare l'ultima oasi d'Europa ancora incontaminata, proteggere la biodiversità».



Alessandro Moscè: «Lo scrittore saccheggia le sensazioni di morte»

«Le ossessioni sono creative. Lo scrittore saccheggia in continuazione le sensazioni di morte che lo ossessionano. Il mio libro Il talento della malattia contiene un avvertimento, un sintomo: il panico, che assomiglia molto alla mortalità e testimonia l’apice della paura come spettro ancestrale e, appunto, l’ossessione delle ossessioni». Muove da queste premesse, e spazia a tutto campo sui temi della creatività letteraria, il dialogo tra la scrittrice romena Eliza Macadan e Alessandro Moscè, critico letterario e autore de Il talento della malattia (Avagliano Editore 2012).



George Teseleanu: «Romeni in Italia, usciamo dall’individualismo»

«La comunità romena in Italia sta affrontando la perdita della propria identità culturale, spirituale e linguistica, mentre la propensione all'individualismo tipica del popolo romeno è difficile da sradicare». George Teseleanu, già Console onorario di Romania ad Ancona, è convinto che solo una comunità unita può promuovere efficacemente i propri valori. I numeri ci sono tutti: sono oltre un milione i romeni presenti in Italia, protagonisti di un apporto all'economia Italiana pari al 1,2% del Pil. Non è più tempo di badare al cerchio ristretto dei propri interessi: occorre unirsi e promuovere cultura.



Eminescu in fiction: «Vietile paralele» di Florina Ilis

Ancora una volta Florina Ilis sorprende e spiazza con il suo nuovo romanzo, Vieţile paralele (2012), un romanzo di ciclopiche dimensioni (quasi 700 pagine) per un ciclope della letteratura romena ed europea, Mihai Eminescu, colto dalla scrittrice in modo significativo negli ultimi suoi tormentati anni di vita, segnati in modo drammatico dalla malattia mentale e dal declino fisico. Nell’intervista la scrittrice ci illustra alcuni aspetti di questo romanzo poderoso, sorprendente, geniale, diventato un caso letterario in Romania e al quale sono già stati tributati due premi. A cura di Mauro Barindi.



L'Assoluta: Virginia Zeani, stella italo-romena nel firmamento della lirica

Per i fans era L’Assoluta, quando la Callas era La Divina e la Tebaldi L’Angelo. Lei, Virginia Zeani, povera migrante di Transilvania nell'Italia degli anni Quaranta, giunge ai vertici della lirica grazie alla sua splendida voce. Una storia bellissima, narrata nel libro-intervista di Sever Voinescu Canta che ti passa (Galaxia Gutenberg), ora in traduzione in italiano e qui in anteprima. Con settanta ruoli all’attivo, insieme ai grandi del mondo (Gigli, Del Monaco, Domingo, Pavarotti, e von Karajan, Mehta, Giulini), Virginia Zeani è un'autentica stella nel cielo della cultura italo-romena. Traduzione di Afrodita Cionchin.



Borghi d’Italia e villaggi di Romania: insieme nel segno della bellezza

Dici Italia, dici bellezza. Quasi sempre, quasi ovunque. Di sicuro, in tanti piccoli centri, spesso lontani dai grandi flussi turistici eppure custodi di un grande patrimonio di storia, arte, tradizioni, come ben sa il Club «I Borghi più Belli d’Italia», nato nel 2001 per curarne salvaguardia e promozione. Lo scorso 15 aprile, questo Club ha siglato, per mano del suo presidente Fiorello Primi, un accordo di collaborazione con l’omologa associazione romena «I villaggi più belli della Romania». Senso e prospettive di questa promettente iniziativa nell'intervista di Giovanni Ruggeri al presidente Primi.



Lavinia Simion: «La cultura, motore del rinnovamento di Timişoara»

«Timişoara è l’unica città europea ad avere tre teatri nelle tre lingue nazionali – romeno, ungherese e tedesco – che condividono lo stesso edificio, il Palazzo della Cultura. Questo, insieme agli oltre mille primati in diversi ambiti, costituisce il background per la candidatura a Capitale Europea della Cultura nel 2021». Lavinia Simion, consigliere della Direzione per la Comunicazione del Comune di Timişoara, illustra il profilo culturale che caratterizza il passato e il presente della città, insieme alle iniziative programmate per sostenerne la candidatura al prestigioso titolo europeo.



Chiese romene in Italia, più vicine ai nostri immigrati

Il 16 marzo è stato presentato a Padova il libro Catene e terrore di Ioan Ploscaru, su iniziativa di P. Vasile Alexandru Barbolovici. L'evento offre l'occasione per un dialogo sull'attuale situazione della Chiesa greco-cattolica romena, e non solo: «La Chiesa romano-cattolica italiana ha messo a disposizione degli immigrati romeni greco-cattolici e ortodossi molti luoghi di culto, esempio concreto di carità verso chi ha deciso di crearsi in Italia un futuro migliore. Noi pastori dobbiamo cercare di stare vicini ai nostri emigrati in ogni aspetto della vita, non soltanto in quello religioso».



Fabio Stassi: «Credo nell’utopia di una letteratura libera e cosmopolita»

«Mi piacerebbe essere in qualche modo considerato uno scrittore siciliano, tunisino, cartaginese, albanese, sudamericano e forse anche romeno, un uomo che appartiene al nostro tempo meticcio. Continuo a credere, in maniera infantile, nell’utopia di una letteratura che abbia ancora al centro il personaggio-uomo, e che sia libera, e cosmopolita». Così Fabio Stassi, scrittore, che si presenta sulla scena culturale romena con il suo libro L’ultimo ballo di Charlot (Sellerio Editore 2012, ora in uscita presso Polirom). Cerasela Barbone, la traduttrice, lo ha intervistato.



Davide Bigalli: «Nel tempo del conformismo, chi è libero non si piega»

«È una fase di crisi, lunga e non ancora risolta: quello che preoccupa è questa ʻidolatria dell’immagineʼ, questa concezione che si contenta di ʻeffetti di superficie'. Nel tempo del conformismo, è il tempo anche delle anime libere, che non si piegano e continuano, spes contra spem, a pensare, a votarsi al difficile lavoro della filosofia». Il ruolo della filosofia nella società e nella cultura contemporanea, segnate da frammentazione e conformismo, è al centro dell'intervista realizzata da Ciprian Vălcan con il professor Davide Bigalli, dell'Università di Milano.



«Quel profumo di caffè e Mitteleuropa». Riccardo Illy, storia di famiglia

Ci sono storie e uomini che sembrano custodire nel loro patrimonio genetico una costitutiva vocazione all'interculturalità, irresistibilmente aperti ad ampi orizzonti. È il caso della famiglia Illy, cognome che è anche un rinomato brand internazionale. Ce ne racconta la storia Riccardo Illy, noto anche per il suo impegno politico, in un viaggio di generazioni che parte da Timişoara, col nonno ungherese Francesco, e arriva a Trieste, città multiculturale. Una storia mitteleuropea, non solo di caffè ma anche di idee: «Ogni impresa – dice Illy – deve impegnarsi a sostenere la cultura».



Paolo Ceriani: «Timişoara, un grande patrimonio da salvare»

«La “Piccola Vienna”, ricca di edifici monumentali, ha perduto nel tempo la sua brillantezza, giungendo ad un profondo degrado. Una riqualificazione del consistente patrimonio architettonico di Timişoara gioverebbe alla città ed avrebbe un effetto benefico sull'economia della regione». Lo sostiene l'ingegner Paolo Ceriani, esperto di patologie del patrimonio monumentale, stabilitosi da due anni a Timişoara. Buon conoscitore della città, l’ingegnere illustra in questa intervista la sua visione dello stato delle cose, raccontando anche la propria esperienza umana e professionale.



Versi in monastero: Xenia Iordachi Hagiu, «prima poetessa romena»

La recente pubblicazione dei versi d’ispirazione religiosa composti a inizio Ottocento nel monastero moldavo di Agapia dalla monaca Xenia Iordachi Hagiu porta a conoscenza l’opera finora inedita di una voce femminile che coniuga fede e poesia tramite un linguaggio lirico che sorprende per la sua schietta semplicità. Un linguaggio un po’ naif che, pur tra incertezze e dislivelli sintattico-stilistici, desta interesse e meraviglia. La filologa Eugenia Dima, curatrice del volume, ci parla del suo lavoro all’edizione del manoscritto lasciatoci da Xenia.



Cioran e il suicidio. Ciprian Vălcan a colloquio con Andrea Rossi

Il suicidio e i suoi vari significati, riletti anche con rimando all'opera di Cioran, nichilista per eccellenza. Verte attorno a questo tema il dialogo tra il filosofo romeno Ciprian Vălcan e il suo interlocutore italiano Andrea Rossi, curatore e autore di pubblicazioni sul comportamento suicidario e socio fondatore dell’associazione L’Orecchio di Van Gogh, che ha pubblicato nel 2010 l'epistolario tra Emil Cioran e Friedgard Schulte-Thoma, Per nulla al mondo. Un amore di Cioran. Una lettura, quella di Rossi, che cerca una mediazione tra approcci diversi a un tema sempre inquietante.



E lo spirito italiano risuona all'Opera di Timişoara. Parla Corneliu Murgu

Da dodici anni Corneliu Murgu dirige l'Opera Romena di Timişoara. Strettamente legato all'Italia per il suo articolato percorso umano e professionale, il maestro Murgu delinea l'attività di questa prestigiosa istituzione, presentandone i successi e illustrando anche la nuova stagione, ricca di manifestazioni speciali per festeggiare i sessantacinque anni di attività artistica dell'Opera. Di un fatto il maestro Murgu è convinto, con aperta soddisfazione: «Abbiamo portato qualcosa dello spirito e della mentalità italiana nel nostro teatro».



Blandiana: «I piccoli editori portano le letterature dell'Est in Occidente»

Ana Blandiana è stata l’ospite d’onore alla I edizione della Fiera dell’Editoria Indipendente tenutasi lo scorso settembre a Tassignano/Capannori (Lucca). «Se le letterature degli ex paesi comunisti sono riuscite a penetrare nel mercato occidentale, e addirittura a imporsi, lo devono proprio agli editori indipendenti», segnala la nota poetessa romena, nell'intervista a noi concessa. «Ammiro lo spirito d’indipendenza nella cultura, che il più delle volte presuppone di esporsi a rischi e al pericolo di venire marginalizzati. Case editrici di questo tipo svolgono una funzione preziosissima».



Filosofia e finitezza, una via all'Essere. In dialogo con Vittorio Possenti

«Elaborare una filosofia della finitezza non pregiudizialmente arroccata in se stessa è un compito onesto. Portare la persona dinanzi all'esperienza della finitezza e domandare a partire da quella, ecco una strada verso cui ci si può avviare. L'esistenza finita contiene in sé una verità inesauribile, ed è perciò mistero». Il ruolo della ricerca filosofica e della metafisica nella cultura contemporanea, il rapporto tra scienza e fede, religione e politica: sono alcuni dei temi del dialogo che i filosofi romeni Ciprian Vălcan e Alin Tat intrecciano con Vittorio Possenti, noto pensatore italiano.



«Inferno», nuova edizione critica. Intervengono Mocan e Bologna

In occasione dell’uscita in romeno dell’edizione critica integrale dell'Inferno di Dante, a cura di Mira Mocan, nella traduzione del compianto italianista Marian Papahagi e con la prefazione di Irina Papahagi (Humanitas, Bucarest 2012), Daniela Dumbravă dialoga con Mira Mocan e Corrado Bologna dell’Università Roma Tre sull'attualità di Dante e sul volgare illustre di questa traduzione. «Marian Papahagi ha colto perfettamente il valore delle parole in rima che quindi ha conservato sempre, fin dove è stato possibile, oltre ovviamente all’endecasillabo e al ritmo».



Adela Greceanu: «La poesia, al passo con la freschezza del mondo»

«Credo che la poesia abbia un legame con un forte sentimento dell’inedito. Con la sensazione che tutto sia continuamente nuovo e di un rigore impeccabile. E che io sia contemporanea a tutto ciò e che debba essere lì esattamente dove sono. Sembra una cosa semplice, ma in realtà non lo è». Sono alcuni passaggi della riflessione sul ruolo e sulla posizione della poesia nella vita sviluppata nell'intervista con la poetessa romena Adela Greceanu. Il dialogo è accompagnato da un saggio della sua produzione poetica, nella traduzione di Serafina Pastore.



Roberto Pazzi e il daimon senza tempo della creatività

La poesia e il romanzo, il genio e la creatività. Sono alcuni dei temi del dialogo tra Roberto Pazzi, scrittore e autore di romanzi tradotti anche in romeno (Mi spiacerà morire per non vederti più, Vangelo di Giuda e Conclave) ed Ela Iakab, critico letterario. Nella conversazione, uno spazio speciale va ad Eminescu: «Davvero straordinario – dice Pazzi –, ha la profondità e la forza d’ispirazione di ogni gigante della lirica europea. Le sue poesie mi toccano per il sentimento della morte e del Nulla, per quella straordinaria visione del Nulla e del Tutto che si uniscono in una sola dimensione».



Cioran, l'orrore e l'estasi della vita. Dialogo con Massimo Carloni

La figura del grande pensatore romeno, il suo rapporto con la tradizione filosofica e religiosa, come pure la ricezione della sua opera in Italia sono al centro del dialogo tra Ciprian Vălcan e Massimo Carloni, studioso del filosofo di Răşinari. «Di Cioran – rivela Carloni – mi seduce la sincerità con la quale abborda le problematiche della vita. La chiave decisiva per comprendere la sua figura la fornisce lui stesso, riprendendo una formula di Baudelaire: l’orrore e l’estasi della vita, sentiti simultaneamente. Occorre sempre tenere insieme questi due atteggiamenti».



Merlo e Pop: «Una grande opportunità. Ma il futuro è tutto da scrivere»

Una grande kermesse con appuntamenti di qualità. Una formidabile opportunità per accendere i riflettori dell’attenzione sulla cultura romena. Ma anche una sfida, e dunque un impegno, ad aprire vie nuove per la promozione e la circolazione in Italia delle migliori voci della letteratura romena. Diverse sono le prospettive indicate da questa “intervista doppia” a Roberto Merlo e Ileana Pop, che non trascurano puntuali annotazioni sulle preferenze e sulle miopie dell'editoria del Belpaese. E la constatazione di una necessità: elaborare un progetto culturale ed editoriale organico per il futuro.



Ana Blandiana: Vero cambiamento d'immagine. Ma la Romania lo sa?

«La partecipazione della Romania al Salone di Torino è stata una delle più prestigiose operazioni – sia per i progetti, sia per i risultati – condotte all’estero dal nostro Paese, attraverso l’Istituto Culturale Romeno». Ana Blandiana ne è entusiasta ma, in questa intervista esclusiva, esprime anche la sua delusione per il fatto che la stampa romena, «occupata con scandali di corruzione, campagne elettorali, partite di pugilato non abbia avuto la curiosità e l’interesse anche per il grande successo del cambiamento d’immagine della Romania all'estero grazie alla cultura».



Di Leo: «Io, editore, e la Romania ante ’89. Perché i giovani ricordino»

«La mia editrice ha deciso di mantenere vivo il ricordo del periodo oscuro antecedente all'89 attraverso le storie di grandi autori, perché si possa capire e far capire alle generazioni nate nel periodo post-comunista che la libertà è un bene irrinunciabile». Mauro Di Leo, direttore di Atmosphere libri, presenta la sua esperienza di piccolo editore che ha in catalogo opere di autori romeni. «La Romania, più di altri Paesi dell'Europa dell'Est, ha deciso di investire nella propria cultura. Non c'è modo migliore di far conoscere un popolo agli stranieri». Tutto ciò va sostenuto.



Gavioli: «Diamo voce a parole bisbigliate, ma mai messe a tacere»

«La Romania è capace di una scrittura profonda e tormentata, sensibile e spregiudicata, specchio di lunghi anni di parole bisbigliate ma che non sono mai state messe a tacere. La letteratura romena vale la pena di essere conosciuta di più, perché portatrice di un vissuto e di un sostrato culturale forte ed empatico». Presta attenzione alle sfumature che fanno la differenza Gabriella Gavioli, direttore editoriale delle Edizioni Saecula, che in catalogo hanno il volume di Ana Blandiana Il mondo sillaba per sillaba. Pronunciato l'interesse per la storia.



Esclusivo. Monica Joiţa: «Un evento radicale per un grande progetto»

«Un momento radicale per la presenza e la promozione della cultura e della letteratura romena in Italia». Ecco la sintesi delle valutazioni e delle aspettative che Monica Joiţa, vicedirettore dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, delinea sul grande evento torinese. Joiţa è tra coloro che più hanno lavorato per la partecipazione della Romania al Salone come Paese ospite. In questa intervista, concessa in esclusiva alla nostra rivista, ricostruisce scenari, motivazioni e obiettivi di un progetto culturale di ampio respiro legato a questa prestigiosa kermesse.



«Un piccolo miracolo che ogni tanto accade». Parla Mauro Barindi

Mauro Barindi, redattore della nostra rivista, è uno dei traduttori letterari che da tre anni rappresenta la Romania al Salone di Torino. In questa edizione, porta Ana Blandiana con il suo libro di letteratura di viaggio, Il mondo sillaba per sillaba (postfazione di Lorenzo Renzi, Saecula Edizioni), e il romanzo di Florina Ilis, Cinque nuvole colorate nel cielo d’oriente (Atmosphere Libri). Con appassionato acume, Barindi ci racconta la sua esperienza di traduttore dal romeno in Italia, l'attitudine dell'editoria italiana verso la cultura romena, la delicata opera di mediazione tra i due Paesi.



Ioan-Aurel Pop: «I Romeni in Italia? Diversi, dispersi e sconosciuti»

«La comunità romena in Italia è in questo momento solamente una nozione. Esiste solo al livello della coscienza collettiva italiana ed è percepita, in generale, negativamente». Una lettura del profilo socio-culturale della presenza romena in Italia, come pure della ricezione della cultura romena nella Penisola, è il tema dell'intervista con Ioan-Aurel Pop, storico e direttore dell’Istituto Romeno di Cultura di Venezia dal 2003 al 2007. L’intervista analizza anche l'attività di promozione culturale da parte romena in Italia, sul piano sia della divulgazione sia specialistico.



Architettura a Timişoara. «Una città di contrasti, che cerca di imparare»

Un gioco di contrasti tra il cromatismo e il decorativismo delle facciate degli edifici storici, e l’assenza di colore e di cura delle costruzioni più recenti. Così si presenta Timişoara all’architetto Giuseppe Grieco, assistente alla cattedra di «Laboratorio di Restauro dell’Architettura» dell’Università «Sapienza» di Roma. L’architetto Grieco analizza la configurazione urbanistica e architettonica del capoluogo del Banato, sottolineando tra l’altro l’importanza di un sapiente recupero della specifica eredità architettonica della città.



Architettura a Timişoara. «Asburgica e disinvolta, sa essere originale»

«Mi sembra che a Timişoara si sia molto disinvolti nell'utilizzo di un linguaggio attuale e nella progettazione e costruzione del nuovo, ma anche che il momento del restauro venga considerato una cosa a sé, distinta dal progetto totale». È una delle valutazioni che l’architetto Serena Volterra esprime sulla tessitura architettonica complessiva della città, ribadendo la necessità di instaurare un buon rapporto fra preesistenza e contemporaneità. Puntuali osservazioni anche sull’intreccio tra edilizia imperniata sul modello austriaco e tipologie legate alla tradizione locale.



Giovanni Ruggeri, lo sguardo disincantato di un «Amicus Romaniae»

Lo scorso 29 febbraio, l’Istituto Culturale Romeno di Lisbona ha conferito il titolo onorario di «Amicus Romaniae» a Giovanni Ruggeri, giornalista e saggista che da anni promuove il patrimonio turistico e culturale della Romania, con particolare attenzione al Museo delle icone su vetro di Sibiel (Sibiu). In quest'occasione, pubblichiamo un'ampia intervista in cui, con approccio spigliato e personale all’universo culturale e sociale romeno, Ruggeri ne accosta e tratteggia varie sfaccettature, proponendo stimolanti prospettive tra l'altro su società, chiesa e cultura in Romania.



L'italianistica a Timişoara. In dialogo con Viorica Bălteanu

L’italianistica a Timişoara, l'attività del locale Comitato della Società Dante Alighieri e i legami con la comunità imprenditoriale italiana più importante della Romania. E ancora, il significato dell’atto traduttivo nell’era della comunicazione e l'attuale presenza della letteratura italiana. Sono alcuni dei temi affrontati nell’intervista con Viorica Bălteanu, docente dell’Università dell’Ovest di Timişoara. Per il suo instancabile sostegno alla promozione dei rapporti culturali italo-romeni, le è stata conferita nel 2004 l’onorificenza di «Cavaliere della Repubblica Italiana al merito culturale».



Emil Petru Raţiu: «Aiutiamo gli istroromeni!»

Emil Petru Raţiu, medico-scrittore stabilitosi in Italia dal 1969, intellettuale militante, ha fondato nel 1994 a Trieste l’Associazione per la cultura istroromena «Andrei Glavina» e la rivista Scrisore catre frat rumeri (Lettera ai fratelli romeni) per salvare questo dialetto dalla scomparsa. Il colloquio con il dottor Raţiu è una toccante testimonianza di un impegno generoso per una pagina significativa e relativamente poco conosciuta di una delle tante espressioni della cultura romena.



Dal sistema al frammento. Divagazioni di filosofia tra Italia e Romania

La filosofia nella cultura contemporanea e il suo ruolo, ormai marginale, nei dibattiti pubblici, sono alcuni dei temi del dialogo tra il filosofo romeno Ciprian Vălcan e il suo interlocutore italiano, Alfonso Cariolato, che non esita ad affermare: «Quando i filosofi sono ammessi nei luoghi in cui si costruisce l’“opinione pubblica” gli esiti sono quasi sempre piuttosto deludenti. Ci vorrebbe una nuova inattualità, dopo quella nietzschiana, che sapesse ancora una volta incidere il reale. Ma è proprio questo il problema sociale e politico, prima ancora che filosofico, che stiamo vivendo».



Mario Andrea Rigoni: «Delizioso e sorprendente, così era Cioran»

«Delizioso e sorprendente, aperto con chiunque, salvo che con gli indiscreti o gli imbecilli». Mario Andrea Rigoni, colui che ha diretto per l'editore Adelphi la traduzione italiana degli scritti di Emil Cioran, così ricorda l’incontro e la frequentazione con il grande pensatore romeno. Studioso di Leopardi, Rigoni segnala anche l’influsso avuto da Cioran sul suo lavoro. «L’amicizia di Cioran e la conoscenza dei suoi libri hanno indubbiamente salato il mio sangue letterario. Mi hanno aiutato a liberarmi dalle tracce di erudizione e di accademia che, per il mio mestiere, non potevo non avere».



Giovanni Ruggeri: Turismo italiano in Romania, tra chances e pregiudizi

Lo straordinario patrimonio turistico della Romania è raramente oggetto di pubblica comunicazione: le autorità romene fanno poco per promuoverlo in Italia, mentre gli italiani mostrano atteggiamenti ambivalenti al riguardo. Eppure le bellezze paesaggistiche e culturali della Romania possiedono una intensa forza di attrazione e possono costituire una formidabile occasione di prima conoscenza del Paese per il pubblico italiano. Ne è convinto Giovanni Ruggeri, giornalista e scrittore, che in questa ampia intervista racconta la propria esperienza professionale e umana.



Bruno Mazzoni: «Un nuovo interesse in Italia per la letteratura romena»

Noto come uno dei più attivi romenisti d’Italia, Bruno Mazzoni segnala una nuova tendenza nel mondo culturale italiano: «Il muro di disinteresse verso i valori della cultura romena in Italia comincia a mostrare delle crepe». Traduttore di prestigiosi protagonisti della letteratura romena contemporanea, come Ana Blandiana e Mircea Cărtărescu, il professor Mazzoni analizza vari aspetti della circolazione della letteratura romena nella Penisola, incluso un rinnovato interesse degli editori italiani a tradurre opere romene.



Pierpaolo Trillini: «Tradurre Friedgard Thoma, più difficile che Cioran»

Il filosofo nichilista che si innamora della giovane professoressa tedesca. Zucchero per chi è a caccia di sensazionalismo. Ma non per chi ne ha tradotto in italiano la storia. «Tradurre Friedgard Thoma è stato un vero e proprio “bagno di sangue”. Donna di una sensibilità profonda e ricercatrice spasmodica dell’artifizio letterario, mi ha messo in seria difficoltà nonostante non fosse la prima volta che traducevo dal tedesco». Lo racconta Pierpaolo Trillini, traduttore del libro Per nulla al mondo. Un amore di Cioran.



Una vita di studi per la Romania: Lorenzo Renzi

Lorenzo Renzi è uno dei più autorevoli romanisti e romenisti d’Italia. La sua attività costituisce un capitolo importante della storia dell’insegnamento di Romeno all’Università di Padova. Questo ampio colloquio ripercorre, tra l’altro, alcuni momenti salienti del suo itinerario di vita legato alla Romania. «Se la mia attività scientifica – confessa il professore – si è centrata soprattutto sui canti popolari e poi su alcuni studi di linguistica romena, in realtà ho cercato sempre di occuparmi di un po’ di tutto ciò che riguardava la lingua e la letteratura romena».



Riri Sylvia Manor in viaggio tra poesia e scienza

Riri Sylvia Manor ha ricevuto la Medaglia «Dr. Alexandru Safran» 2011, prestigioso riconoscimento assegnato dalla Federazione delle comunità ebree di Romania. Nata in Romania e stabilitasi in Israele dal 1960, la poetessa Riri Sylvia Manor, medico oftalmologo di professione, scrive in romeno e in ebraico. Nell'intervista che pubblichiamo, ci parla della passione per la poesia e del modo in cui la medicina e la letteratura l'hanno accompagnata nella vita.




Renzo Rubinelli: Testimonianza nel centenario della nascita di Cioran

Presentiamo un'intervista con Renzo Rubinelli realizzata da Mihaela-Genţiana Stănişor. Rubinelli ha conosciuto Cioran, come anche Simone Boué e Friedgard Thoma. Nel 1987 ha visitato la Romania, i luoghi d’infanzia cari a Cioran e ha conosciuto il fratello del filosofo, Aurel. A Paltinis Rubinelli ha incontrato Constantin Noica, dal quale ha ricevuto suggerimenti per la sua tesi. Conserva una decina di lettere di Emil Cioran e due di Aurel Cioran.



Alberto Basciani sul docufilm «Ştefan Delureanu, una storia, la Storia»

Il 7 ottobre 2011, all'Istituto Italiano di Cultura “Vito Grasso” di Bucarest si è tenuta la presentazione in anteprima del documentario Ştefan Delureanu, una storia, la Storia di Edoardo Inglese, da un’idea di Alberto Basciani. Abbiamo intervistato Alberto Basciani, che ci parla della realizzazione del film e dei suoi legami con lo storico Delureanu, con la Romania e la cultura romena, nonché della ricezione della storiografia romena in Italia.







Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.