N. 6/GIUGNO 2022 - IN COSTANTE AGGIORNAMENTO, SEGUITECI!


OMAGGIO ORIZZONTI

«L’Italia mia» di Otilia Doroteea Borcia

In occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, Otilia Doroteea Borcia indirizza un inno, Italia mea / L’Italia mia, al paese la cui cultura, intesa in ogni suo settore, la stimata professoressa e italianista ha posto al centro della sua formazione intellettuale, diffondendola poi attraverso il suo magistero di docente universitaria alle/ai discenti romene e romeni. È un’ode impregnata di passione e affetto sinceri per l’Italia, espressa con parole profonde e cariche di sentimento con suggestivi echi storico-culturali.





SPECIALE LETTERATURA AL FEMMINILE


INCHIESTA ORIZZONTI

Letteratura e «parzialità femminile» al giorno d’oggi

Ha ancora senso discorrere di «letteratura al femminile»? Si può definire lo status delle scrittrici nella letteratura italiana contemporanea? Ce lo siamo chiesti nell’ambito di un’ampia inchiesta dando voce a cinquantacinque interlocutori tra critici letterari, scrittrici e scrittori. Il punto fondamentale messo in evidenza dalla nostra indagine riguarda il fatto che, se la letteratura maschile è percepita come universale, quella femminile continua a essere sentita come piuttosto ‘femminile’, rivolta alle donne, cioè parziale. Di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



La nostra indagine tra critici e studiosi italiani

In questa prima parte della nostra inchiesta esclusiva sull’attuale status della letteratura al femminile riuniamo, in 19 interviste, gli studiosi finora ospitati nella serie Incontri critici: Giovanni Bitetto, Claudia Boscolo, Davide Brullo, Rosaria Catanoso, Andrea Caterini, Donato Di Poce, Gianfranco Franchi, Fabio Francione, Filippo La Porta, Paolo Landi, Antonio Limoncelli, Rosella Lisoni, Daniela Marcheschi, Matteo Marchesini, Massimiliano Parente, Giacomo Raccis, Alberto Ravasio, Alessandro Raveggi, Vanni Santoni. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



La nostra indagine tra le scrittrici di «Femminile plurale»

In questa seconda parte della nostra inchiesta riuniamo, in 17 interviste, le scrittrici che abbiamo finora ospitato nella serie Femminile plurale: Isabella Cesarini, Flora Fusarelli, Cristina Marconi, Stefania Mazzone, Valentina Motta, Ilaria Palomba, Anna Pasquini, Selena Pastorino, Romana Petri, Anna Rollando, Lella Seminerio, Orsola Severini, Ornella Spagnulo, Nadia Terranova, Veronica Tomassini, Carmen Trigiante, Francesca Valente. Con loro abbiamo parlato anche del fil rouge che annoda le plurime e molteplici anime della letteratura declinata al femminile.



La nostra indagine tra gli «Scrittori per lo Strega»

In questa terza parte della nostra inchiesta riuniamo, in 18 interviste, gli autori e le autrici che abbiamo finora ospitato nella serie Scrittori per lo Strega: Marco Amerighi, Alessandro Bertante, Francesco Carofiglio, Elisabetta Darida, Concetta D'Angeli, Costanza Di Quattro, Maddalena Fingerle, Veronica Galletta, Alberto Garlini, Simona Moraci, Sabatina Napolitano, Davide Orecchio, Benedetta Palmieri, Veronica Raimo, Eduardo Savarese, Maria Rosaria Selo, Giusy Staropoli Calafati, Alessandro Zacurri. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.




PREMI LETTERARI

VINCITRICE PREMIO CALVINO 2021 E CAMPIELLO OPERA PRIMA 2022

Francesca Valente: «Ho una fiducia illimitata nel potere delle parole»

Altro nulla da segnalare (Einaudi, 2022) di Francesca Valente è il libro che ha vinto il Premio Italo Calvino 2021 e il Premio Campiello Opera Prima 2022: un testo corale che intreccia storie di pazienti, psichiatri, infermieri di uno dei primi «reparti aperti» di un grande ospedale italiano. «Ho colto istanti del passato di figure realmente esistite e altre immaginate, li ho reinventati in maniera letteraria, non per rintracciare l’origine della follia ma per raccontare un’umanità varia e ordinaria nella quale chiunque potesse riconoscere qualcosa di familiare». A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.





FINALISTE PREMIO STREGA 2022

Alessandra Carati: «Una frequentazione lunga e assidua del materiale»

«Per questo libro ho seguito un metodo che ho affinato negli anni, una frequentazione lunga e assidua del materiale: ho passato diverso tempo con famiglie di profughi, in Italia e in Bosnia. Poi ho lasciato che tutto questo sedimentasse, s’ingigantisse nel ricordo, si mescolasse alla ricerca sui testi, allo studio, alla necessità di capire un pezzo oscuro di storia recente. Allora ho scritto, poi sono tornata da loro, e ho scritto di nuovo». Alessandra Caratii è una dei 7 finalisti di quest'anno con E poi saremo salvi (Mondadori, 2021). In Scrittori per lo Strega, a cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Veronica Galletta: «Mi auguro per Nina, forse più che argini, esplosioni»

Veronica Galletta è una dei 7 finalisti di quest'anno con i Nina sull’argine (Minimum fax, 2021). Della sua protagonista, Caterina detta Nina, ci dice nell'intervista a cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone: «Non sono sicura che Caterina abbia bisogno di un argine. Se dovessi dire cosa mi auguro per lei, perché è una protagonista alla quale sono stata davvero molto affezionata, forse più che argini, sono esplosioni. Gesti inconsulti, liberatori, alla fine dei quali ricostruirsi nella forma che vuole, che sia argine, ponte, diga, ma anche reticolato metallico. Sottile e flessibile, verso il cielo».



Veronica Raimo: «Ho voluto smantellare certe retoriche sulla famiglia»

Che ruolo gioca l’inerzia, l’indolenza nello svilupparsi di una vicenda esistenziale in cui «Il fallimento non è la cosa peggiore, la cosa peggiore è l’indecisione, il bilico»? Veronica Raimo, una dei 7 finalisti di quest'anno con Niente di vero (Einaudi, 2022), risponde così nell'intervista a cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone: «In un certo senso l’indolenza e l’indecisione sono anche rivendicate dalla protagonista come un territorio di possibilità altra. Non parlerei di romanzo di formazione. La domanda che resta sullo sfondo è: perché per crescere bisogna per forza fare delle scelte?».




FEMMINILE PLURALE

A Londra con Cristina Marconi e la sua Virginia Woolf

In A Londra con Virginia Woolf. Passeggiate nella città della vita (Perrone, 2021), Cristina Marconi accompagna il lettore tra le vie e i quartieri, protagonisti e sfondo della vita e delle opere di Virginia Woolf che, anche da «una stanza tutta per sé», celebra la città che somiglia alla sua anima: Londra e la scrittrice, ugualmente avide di vita, ugualmente tese verso il dramma. Entrambe tanto luminose, quanto popolate da ombre. Londra è una città che fa amicizia con cimiteri e fantasmi; la stessa confidenza che Virginia ebbe con la vertigine della morte. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Valentina Motta: «La letteratura al femminile associata alla ‘leggerezza’»

Valentina Motta (Messina, 1978), storica dell’arte, privilegiando lo studio filologico, iconografico e letterario delle fonti, scava nelle figure di Medea, Antigone e Alcesti, fonti d’ispirazione della cultura occidentale per secoli, rinvenendo i significati archetipici e, quindi, universali oltre che i ruoli e i paradigmi, nutrendo un fitto dialogo tra antico e moderno, senza strumentalizzazioni e idealizzazioni, al solo scopo di esperire una più precisa indagine che parta dall’etimologia dei termini o da una critica formale e oggettiva delle opere d’arte. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.





PROSPETTIVE SULLA MATERNITÀ

Con Selena Pastorino sulla «Filosofia della maternità»

Che cosa significa essere madri? Nel dibattito del femminismo filosofico, da un po’ di tempo, la questione della maternità sta ritornando come questione centrale da pensare in tutta la sua complessità, nella consapevolezza che il pensiero filosofico ha sempre tenuto a distanza, e guardato con sospetto, il corpo della madre. In Filosofia della maternità (Il Nuovo Melangolo, 2021), Selena Pastorino, filosofa e mamma, muove dalla propria esperienza della maternità, per provare a rispondere all’enigma della maternità. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Romana Petri: «Il vero filo rosso, far sentire anche la nostra voce»

Romana Petri torna in libreria con il suo nuovo romanzo, Mostruosa maternità (Perrone Editore, 2022), di cui parliamo nell'intervista a cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone. «Jane Austen e le sorelle Brontë hanno cominciato a scrivere usando nomi maschili. La dice lunga. E io credo che sia ancora così. All’epoca per poter essere pubblicate, oggi per essere tenute in maggior considerazione. Credo che questo fil rouge, se mai dovesse esserci (ma spero tanto che ogni scrittrice abbia il suo) sia quello del riscatto in un mondo nato e fatto per gli uomini. C’è ancora molta strada da fare».



Carmen Trigiante: «Il femminismo si deve recuperare e approfondire»

Maternità imPropria è il tema di riflessione che ci propone Carmen Trigiante nel suo ultimo libro incentrato su questo argomento che ancora oggi è altamente scottante nella società. Il saggio ripercorre le tappe del concetto di maternità nella Storia, dal matriarcato al periodo fascista, affronta il problema delle aberrazioni legislative, della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita, e delle difficoltà di programmare un approccio genitoriale nel mondo del precariato, infine approda su un terreno nuovo, frutto della filosofia dell’autrice. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Con Anna Pasquini, un viaggio fra le aspirazioni delle giovani d’oggi

Principesse, scienziate, oppure… Viaggio fra le aspirazioni delle giovanissime d’oggi (2021, PAV Ed.), di Anna Pasquini, un opuscolo illustrato, destinato principalmente alle bambine e ragazze d’oggi, è stato ideato e realizzato per contrastare gli stereotipi di genere, ma anche per difendere la legittima libertà di scelta che, così com’è giusto che sia, può guardare con ambizione al futuro ma anche, perché no, lasciarsi ispirare dal passato, nel rispetto di tutti e principalmente dei nostri figli, dei loro desideri, delle loro vocazioni. . A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.




INCONTRI CRITICI

Alberto Ravasio: «Le donne, molto più coraggiose degli uomini»

«Quanto alla letteratura italiana contemporanea, ho l’impressione che le donne (Maini per dirne una) siano molto più coraggiose e storiche e polifoniche degli uomini, che invece si rivelano sempre più onanistici in ogni senso, vale a dire ripiegati su se stessi, iperletterari, iperbibliografici, ma prima di farci sopra un canone de Noantri aspetterei ancora un po’, perché in letteratura il maschio è spesso un po’ ritardatario». Così Alberto Ravasio, finalista alla xxxiv edizione del Premio Calvino con il romanzo L’educazione sentimentale di Guglielmo Sputacchiera (Quodlibet, 2022).



Antonio Limoncelli: «Il femminile concretizza la cultura»

Antonio Limoncelli, classe 1956, è biologo e giornalista, istigatore d’introspezioni, poeta, artista. Scrive dal 1970 e dipinge dal 1975. Ha fondato e coordinato diverse rivise culturali tra le quali, nel 2001, la rivista d’arte e scienza «Nova». Della scrittura femminile ci dice: «Considero le donne, vere pioniere e grandi innovatrici perché hanno prodotto una letteratura meno visionaria e trovato il giusto equilibrio tra testo ed extratesto. Il femminile concretizza la cultura, la rende servizio, emozione, condizione sociale meglio di quanto riesce a fare l’uomo che resta per natura legato all’astrazione».




FOCUS SCRITTRICI ROMENE

Ana Blandiana, l'incessante tempo della poesia: «L'orologio senza ore»

Apriamo il Focus con Ana Blandiana (n. 1942), esponente di spicco della generazione di poeti degli anni '60, che ha saputo recuperare la tradizione della lirica romena novecentesca. Il pubblico italiano ha potuto apprezzare la sua sensibilità a partire dall'antologia Un tempo gli alberi avevano occhi (Donzelli, 2004), a cura di Biancamaria Frabotta, scomparsa di recente, e Bruno Mazzoni, seguita da La mia Patria A4 (Aracne, 2015) curato da Mauro Barindi. Pubblichiamo, per gentile concessione dell'editore, una selezione di versi da L'orologio senza ore (Elliot, 2018). A cura di Bruno Mazzoni.



Herta Müller e la minoranza tedesca in Romania: viaggio nel passato

Il tema che Donato Cerbasi analizza nel suo contributo è la forza identitaria della lingua e l’idea di un’altra lingua diversa dalla propria osservabili o testimoniate in determinate situazioni tragiche o di sofferenza. Lo spunto da cui prende le mosse per la sua interessante disamina sono due celebri romanzi della scrittrice premio Nobel Herta Müller, L’altalena del respiro e Il paese delle prugne verdi, nei quali l’artificio narrativo giocato fra lingue nazionali e lingue minoritarie viene colto in un triplice intreccio: storico, letterario e socio-linguistico.



Gabriela Adameșteanu e i suoi romanzi. Il dolore, le parole e il silenzio

La vedova e la donna tradita, il lutto di una sorella e di una nipote, il dolore dell’esule. Donato Cerbasi analizza i tre romanzi tradotti in italiano della scrittrice Gabriela Adameşteanu (n. 1942), Una mattinata persa, Verrà il giorno e L’incontro, offrendo uno spunto «in chiave più generalmente semiologica», ovvero «l’essere umano di fronte all’esperienza del dolore estremo e l’impossibilità di esprimere verbalmente tale dolore», un tema che permea le trame di queste prove massime della prosa romena moderna, con riflessioni di estremo interesse e di acribiosa analisi.



Ioana Pârvulescu e il suo romanzo «La vita comincia venerdì»

Le storie che raccontano situazioni ambientate all’indietro o in avanti nel tempo rispetto a quello presente hanno sempre una grande presa sul pubblico per l’effetto sorpresa, la curiosità di immaginare qualcosa che sulla carta (o sullo schermo) è magicamente possibile. È ciò che ha fatto Ioana Pârvulescu (n. 1960) in La vita comincia venerdì (Voland, 2020) calando questo artificio in un’epoca e in un paese lontani dove ci si potrà smarrire grazie alla «Stupefacente macchina del tempo», una «A thing of beauty», sintetizzate da Bruno Mazzoni e Mircea Cărtărescu nelle loro mirabili postfazioni.



Marta Petreu sulle malattie del filosofo Cioran

Il saggio di Marta Petreu (n. 1955), Sulle malattie dei filosofi: Cioran, traduzione e cura di Mattia Luigi Pozzi e Giovanni Rotiroti, introduzione di M.L. Pozzi, postfazione di G. Rotiroti (Criterion Editrice, Milano 2019), apre la collana «Studi di cultura romena» della giovane casa editrice milanese. Nei 21 brevi capitoli, la studiosa, docente di storia della filosofia presso l’Università di Cluj, si addentra in un «tour virtuale tra le malattie vissute e i mali pensati da Cioran» in un approccio rigoroso e di «profonda familiarità con l’universo cioraniano». Di Horia Corneliu Cicortaș.



Denisa Comănescu e la sua creazione poetica: «Ritorno dall’esilio»

Denisa Comănescu (n. 1954) è una delle più importanti poetesse romene viventi. È stata editore e direttore editoriale di due grandi case editrici in Romania, dal 2007 ricopre la carica di direttore generale della casa editrice Humanitas Fiction. Nel 2006 vi ha avviato la collana di libri personalizzata «Raftul Denisei», dedicata alla narrativa straniera. Le sue poesie sono state pubblicate in oltre 15 paesi. Qui pubblichiamo una selezione di versi estratti dall’antologia poetica Ritorno dall’esilio, traduzione di Bruno Mazzoni e Mihail Banciu, Transeuropa Edizioni, 2015.



Doina Ruşti e la sua narrativa: «L’omino rosso»

Doina Ruşti (n. 1957) è una delle scrittrici romene contemporanee più celebrate dalla critica e dai lettori per la forza epica e l’originalità della narrazione. Nel 2021 è uscita, per i tipi della Sandro Teti Editore di Roma, una nuova edizione del suo romanzo L’omino rosso, traduzione di Roberto Merlo. La prima edizione italiana è stata pubblicata nel 2012 da Nikita Editore, Firenze. Il romanzo è uno spaccato della vita romena nei primi anni 2000, vista da una grande città dell'Est Europa, Bucarest. Qui gli spunti di lettura dello scrittore Diego Zandel.



Ruxandra Cesereanu e la sua poesia: «Sophia Romania»

Giovanni Magliocco, docente di romeno all’Università di Bari, presenta in traduzione alcune poesie della silloge Sophia Romania (Max Blecher, 2021) di Ruxandra Cesereanu (n. 1963), scrittrice, poetessa e professoressa di Letteratura comparata all’Università di Cluj. Sono «ballate postumane» che «attraverso un immaginario cibernetico e un linguaggio techno» riprendono suggestioni contenute in sue raccolte precedenti, e dove, «come in un upgrade», viene usato un linguaggio «costellato di anglicismi, di termini tecnologici e scientifici».



Tatiana Niculescu con il romanzo «Bambine sfregiate». Anteprima

Riproponiamo il brano estratto dal romanzo di Tatiana Niculescu, În Ţara lui Dumnezeu, uscito nel 2012 per l’editrice Polirom di Iași, che è stato poi riedito nel 2018 per Humanitas di Bucarest con un titolo nuovo, Tăierea fecioarelor (Bambine sfregiate). Aggiorniamo così i dati di questo volume di un’autrice di prim’ordine, augurandoci che in un futuro non lontano possa figurare anch’esso accanto agli altri suoi due libri già tradotti in italiano, il romanzo Confessione a Tanacu (Hacca, 2013) e la biografia Nae Ionescu. Il seduttore di una generazione (Castelvecchi). A cura di Mauro Barindi.



Daniela Zeca-Buzura, «Storia romanzata di un safari». Un'anteprima

Daniela Zeca-Buzura (n. 1966) pubblica un romanzo che è la storia di un amore impossibile o destinato a un ineludibile fallimento tra una donna europea e un uomo nord-africano. Incontro di due mondi, di due sensibilità, di due mentalità che si offrono in tal modo come metafora dell’«incontro-scontro» di due civiltà, quella europea, occidentale, e quella araba. Il romanzo è un viaggio – ed è un’altra angolazione offerta al lettore, dentro la personale ricerca dell’amore della protagonista –, che si tramuta anche e soprattutto in una ricerca di sé stessa. A cura di Mauro Barindi.



Magda Cârneci, «FEM»: un tributo al mondo femminile

Libro-confessione, biografia spiritual-sentimentale, libro di ricordi, diario intimo, libro epistolare, poema in prosa: tutte queste pur significative definizioni del romanzo FEM (Cartea Românească, 2011) di Magda Cârneci (n. 1955) risultano limitative, incapaci di rendere l’idea di fondo di questa prima incursione nella prosa che scandaglia l’intimo universo della scrittrice, un universo che vola da episodi legati all’infanzia a quelli della donna adulta, alla sua (fallita) storia d’amore, ai fantasmi femminili che popolano, si potrebbe dire fellinianamente, il suo vissuto. A cura di Mauro Barindi.



Floarea Țuțuianu e i suoi versi: «Non voglio invecchiare nel sonno»

Floarea Țuțuianu (n. 1953) è artista visuale di arte grafica e arte digitale, diplomatasi all’Istituto di Arti Plastiche «Nicolae Grigorescu» di Bucarest. Oltre alla sua attività nel campo artistico (negli anni 1994-2012 è stata anche grafica per l’Istituto Culturale Romeno), Floarea Țuțuianu è nota altresì per essere poetessa sensibile, autrice già di sette sillogi poetiche illustrate da lei stessa. Una di queste è stata tradotta anche in italiano a cura della prof.ssa Angela Tarantino: si tratta di Non voglio invecchiare nel sonno (Mobydick, Faenza, 2012), di cui pubblichiamo alcune poesie.




SPECIALE CENTENARIO PASOLINI

Con Rosella Lisoni sull’universo femminile di Pasolini

Il rapporto di Pasolini con le donne fu continuativo e molto proficuo. Il cinema e la letteratura gli offrirono tante opportunità di collaborare con anime rivelatisi affini: la madre Susanna, Laura Betti, Maria Callas, Giovanna Bemporad, Lorenza Mazzetti e Silvana Mauri. Rosella Lisoni ne segue meticolosamente le tracce per interpretare la «figura femminile» nella copiosa produzione pasoliniana; figura mediante la quale accusa i processi di corruzione, lo svuotamento di valori, in un permanente processo di contestazione dell’ideologia dominante. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Renzo Paris: «Pasolini è stato anch’egli un Proust delle periferie»

Nell’ambito dello «Speciale Centenario P.P. Pasolini 1922-2022» pubblichiamo l’intervista curata da Afrodita Cionchin e Giusy Capone a Renzo Paris (1944), poeta, romanziere e critico, già professore di letteratura francese presso l’Università di Salerno e Viterbo. Nel dialogo il professore riflette sulla poesia di Pasolini, oggi quasi «un’icona pop», una poesia che si scosta da quella della tradizione italiana perché «era lirica e comunicativa insieme» e con la morte del poeta nel 1975 di fatto «è morta la poesia italiana», sparita «assieme al mondo agropastorale da cui proveniva».




SEGNALAZIONI

Il canto «Tamar» di Angelo Manitta, visto dalla traduttrice

Angelo Manitta è autore del canto dedicato a Tamar, personaggio dell’Antico Testamento, figlia del re Davide, una bella principessa innocente, che aveva due fratelli, Assalonne e Amnon, quest’ultimo suo fratellastro, che «s’innamora follemente del gracile corpo» della sorella, da lui poi violentata, offesa e cacciata via, come descritto nei versi: «il male d’amore / penetra, come spina, la sua flebile anima». Otilia Doroteea Borcia l’ha tradotto in romeno per l’editrice Eikon e ci illustra qui la triste sorte dell’eroina biblica nell’ottica anche del suo prezioso lavoro di traduzione




INEDITO

Paolina Leopardi alle «gentili anime». Monologo

Loretta Marcon, studiosa dell’opera e del pensiero di Giacomo Leopardi, concepisce un monologo la cui voce solitaria è Paolina (1800-1869), sorella del grande poeta, terzogenita e unica figlia dei dieci figli del conte Monaldo e della moglie Adelaide. Donna coltissima, scrittrice e traduttrice, molto legata al fratello, in questo soliloquio immaginario ma autentico perché basato rigorosamente sui suoi carteggi, Paolina viene riscattata dall’autrice che la toglie dall’ombra in cui è stata relegata e ce la propone nella sua viva personalità, sullo sfondo dei costumi arcaici dell’epoca.




LIBRI ROMENI NOVITÀ 2022

La magia delle fiabe romene

In Focus libri romeni segnaliamo una nuova e più ampia edizione di un classico del folcore romeno, la raccolta di Fiabe romene (Basmele Românilor) di Petre Ispirescu (1830-1887), a cura e nella traduzione di Silvia Storti e Alina Monica Turlea, edita da Besa Muci Editore (2022), con l’estratto da una delle favole, Giovinezza senza Vecchiaia e Vita senza Morte. Una delle sfide linguistiche di questa traduzione era quella di come «ridare in italiano la lingua di un popolo, una lingua unitaria, semplice e complessa al contempo, espressiva e armoniosa». Di Alina Monica Turlea.




RICORRENZE

Silvio Guarnieri, testimonianze sul periodo romeno

Nel nostro spazio speciale dedicato a Silvio Guarnieri, pubblichiamo un estratto dal primo capitolo della monografia di Doina Condrea Derer intitolata Silvio Guarnieri. Universitario in Romania e in Italia (Aracne, 2013, traduzione di Paola Polito), che per un decennio (1938-1948), come direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Timișoara, fu studioso di cultura romena e un instancabile divulgatore di quella italiana in Romania, stimato e rispettato da intellettuali e italianisti romeni dell’epoca, come Dragoş Vrânceanu, Wolf von Aichelburg, Florian Potra, qui citati.



Silvio Guarnieri: «Per un nuovo umanesimo»

Di Silvio Guarnieri (1910-1992), critico letterario e scrittore nato a Feltre, che fu direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Timișoara tra il 1938 e il 1948, e poi professore all’Università di Pisa, è il capitolo «Per un nuovo umanesimo», un articolo del 1970, estratto da L’intellettuale nel partito (Marsilio, 1976), in cui, da posizioni marxiste non conformiste, si afferma che il lascito culturale delle epoche passate non debba essere condannato indiscriminatamente ma confrontato con l’oggi per capire se sia utile e conforme per porre le basi di una nuova società.




ORIZZONTI FILOSOFICI

Un dialogo interculturale attraverso la storia delle religioni

Giovanni Casadio (Faenza, 1950) è uno dei più noti specialisti italiani in storia delle religioni, con un’impressionante carriera scientifica, che abbraccia quasi cinque decenni. Nella conversazione con Gabriel Badea, realizzata per la nostra rivista, vengono affrontati diversi temi: la storia delle religioni oggi e i più recenti sviluppi delle scienze umanistiche, il lascito di Raffaele Pettazzoni nella tradizione storico-religiosa italiana, il ruolo di Mircea Eliade, il rapporto personale con Ugo Bianchi e Ioan Petru Culianu, il futuro dello studio scientifico delle religioni.



Il filosofo in prigione. Un inedito di Constantin Noica

Nel 1990 usciva postuma, presso l’editore Humanitas, Pregate per il fratello Alessandro, testo autobiografico scritto da Constantin Noica nel 1965, dopo sei anni di carcere per motivi politici. La prima edizione, basata sul manoscritto conservato nell’archivio privato dello scrittore, mancava di quattro capitoli – ora compresi nella nuova edizione Humanitas (2010) – inviati dal filosofo alla prima moglie Wendy Muston, ma che erano stati intercettati e trattenuti dalla Securitate. Tra essi, il capitolo XIII, che presentiamo qui nella traduzione inedita di Igor Tavilla.




ORIZZONTI D'ARTE

Intervista all’artista Achille Quadrini, a cura Maurizio Vitiello

Maurizio Vitiello aggiunge una nuova voce alla sua già ampia carrellata di interviste ad artiste e artisti, quella del pittore Achille Quadrini (1949), frusinate, dalla personalità eclettica, che oltre alla pittura si interessa di scultura, fotografia e restauro. Maestro di «tessiture e orditi di panorami reali, ma anche immaginati» sospesi tra sogno ed emozione, il suo ‘focus’ «prende spunto da vene intimistiche» per calarsi «sulle odierne umane vicende» in chiave più vicina all’astrazione. L’artista fa parte del gruppo «Post Spazialista» fondato con lo scultore Umberto Esposti.




CINEMA ORIZZONTI

Appunti di filologia testuale e restauro del cinema

Roberto Pasanisi espone in mirabili appunti alcuni concetti attinenti alla filologia filmica e traccia un parallelo tra tecniche filologiche letterarie e restauro cinematografico, affermando che «solo la filologia letteraria può insegnarci non più a leggere e interpretare soltanto un testo filmico, ma a possederlo nella sua interezza e ricostruirne una sua pur incerta ermeneutica». C’è tuttavia una differenza di fondo tra le due discipline: «nel cinema la copia non è consultabile e leggibile, ma diventa a sua volta supporto per quell’altro testo che è la proiezione», pubblico compreso.




EVENTI

Convegno Comunicazione e Cultura nella Romània europea

È in programma il 10-11 giungo 2022 presso l’Università dell’Ovest di Timișoara il X Convengo Internazionale Comunicazione e Cultura nella Romània europea (CICCRE), il cui tema proposto per quest'anno è Identità - Diversità. La decima edizione del Convegno si propone di valutare - tramite strumenti di ricerca specifici per la filologia, la storia, gli studi classici, l'arte - la maniera in cui le identità delle culture che plasmano la dimensione neolatina dell'Europa contemporanea si manifestano nello spazio unitario di civiltà del nostro continente.




NOVITÀ DATABASE ORIZZONTI

Nuove segnalazioni database «Scrittori romeni in italiano 1900-2022»

Il database «Scrittori romeni in italiano», a cura di Afrodita Cionchin e Mauro Barindi, accoglie un primo e ben nutrito carico di novità editoriali romene in traduzione. Per la narrativa, autori classici come Liviu Rebreanu con Tutti e due e Duiliu Zamfirescu con La vita in campagna e Tănase Scatiu (Rediviva), le Fiabe romene di Petre Ispirescu (Besa Muci), poi i saggi L’archeologia dell’amore di Cătălin Pavel (NEO. ed.) e Dai romani ai romeni - Elogio della latinità di Ioan-Aurel Pop (Rediviva), e per la memorialistica, Ritorno a Bucarest. Una storia di Victor Ieronim Stoichiță (Bordeaux edizioni).



Prima assoluta: tutti gli autori italiani pubblicati in Romania 2006-2021

In prima assoluta, un quadro d’insieme sugli autori italiani pubblicati in Romania, nel database Scrittori italiani tradotti in romeno con tutti i titoli del Catalogo della Biblioteca Nazionale romena. Sono completi gli anni: 2020 - 88 titoli, 2019 - 103 titoli, 2018 - 87 titoli, 2017 - 65 titoli, 2016 - 55 titoli, 2015 - 55 titoli, 2014 - 76 titoli, 2013 - 63 titoli, 2012 - 47, 2011 - 65 titoli, 2010 - 58 titoli, 2009 - 52 titoli, 2008 - 63 titoli, 2006 - 51 titoli. Un progetto ideato da Afrodita Cionchin, aggiornato con un gruppo di studentesse coordinate dalla prof.ssa Smaranda Bratu Elian. Il secondo database è Italianistica Studi.




ANTOLOGIE ORIZZONTI

Narrativa e saggistica romena: 62 autori e 71 opere inedite in italiano

Nell'ambito della nostra rivista vi offriamo alcune antologie online che si arricchiscono mensilmente. La prima riunisce, nella Biblioteca Orizzonti Inediti, 62 scrittori romeni di varie epoche, non ancora tradotti oppure con opere inedite in traduzione italiana.  I classici della letteratura romena quali Costache Negruzzi, Ion Creangă, Ion Minulescu, Lucian Blaga, Camil Petrescu, Matei Călinescu, Liviu Rebreanu ecc., sono accompagnati da numerosi autori contemporanei: Ana Blandiana, Magda Cârneci, Florina Ilis, Gabriel Liiceanu, Ciprian Măceşaru, Andrei Pleşu e molti altri.



Antologia di 66 poeti romeni di tutti i tempi

Un'altra antologia riguarda la poesia. Qui abbiamo finora riunito 66 poeti romeni di tutti i tempi, a iniziare da Anton Pann per poi continuare con il «poeta nazionale» Mihai Eminescu e con altri illustri poeti quali Lucian Blaga, Alexandru Macedonski, Ion Vinea, Benjamin Fondane, Gherasim Luca, Gellu Naum, Mircea Ivănescu, Ion Vinea, Cezar Ivănescu, Emil Brumaru, Ilarie Voronca, Nichita Stănescu, Marin Sorescu, Octavian Paler, Virgil Mazilescu, Mariana Marin, fino ai nostri giorni con Ana Blandiana e molti altri poeti che vi presentiamo per la prima volta in italiano.




RACCOLTE DI INTERVISTE

Interviste italo-romene a cura di Afrodita Carmen Cionchin

La raccolta dà voce ad alcune delle espressioni oggi più significative nel dialogo culturale tra Italia e Romania. Noti romenisti e romanisti, storici, traduttori, giornalisti, uomini di cultura legati su piani diversi all’orizzonte culturale italo-romeno danno corpo, sotto forma di interviste, a originali prospettive ed esperienze che attestano la vitalità dei rapporti culturali tra i due Paesi, unitamente alla necessità di incrementarne gli spazi di espressione. Da Claudio Magris a Lorenzo Renzi, Bruno Mazzoni, Bianca Valota Cavallotti, Francesco Guida, Antonello Biagini, Ioan-Aurel Pop e tanti altri.



Le interviste della rubrica «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian»

La rubrica «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» rappresenta un appuntamento che la nota italianista romena, responsabile della collana bilingue «Biblioteca italiana» della casa editrice Humanitas di Bucarest, propone con un'autorevole personalità della scena culturale italiana, legata in qualche modo alla cultura romena, e con una personalità romena legata alla cultura italiana. In questo spazio potete leggere tutte le interviste finora realizzate dalla professoressa Smaranda Bratu Elian con i suoi prestigiosi invitati con i quali affronta diversi temi di attualità e di rilievo.




I NOSTRI «SPECIALI»

Inchiesta esclusiva artista donna: finora 65 testimonianze

La nostra rivista ha avviato un’inchiesta esclusiva sull’attuale condizione dell'artista donna in Italia che raccoglie le testimonianze di artiste, curatrici, galleriste, storiche, critiche d’arte, collezioniste, appartenenti a generazioni diverse e provenienti da differenti centri culturali e accademici. Nel format che vi proponiamo, la riflessione scaturita dallo scambio di idee è accompagnata da una ricca galleria di opere che va dalla pittura alla scultura, dalla rilettura della tradizione alle contaminazioni e al dialogo con il fumetto e l’illustrazione. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



700 Viva Dante tra Italia e Romania

Per l’evento dell’anno in Italia, Dante 700, abbiamo creato uno Speciale Spazio Dante che raccoglie i vari contributi che in ogni numero dedichiamo al Sommo Poeta, da diverse prospettive tra Italia e Romania. I contributi che vi si possono leggere, a cura di Giusy Capone, prendono lo spunto dai libri usciti in Italia per il settimo centenario dalla morte di Dante o pubblicati negli ultimi anni e riletti in questa chiave. La figura e l’opera di Dante Alighieri ha goduto anche in Romania di ampia fama e largo interesse tra gli intellettuali, come dimostrato dagli studi qui proposti.



Speciale Orizzonti 10 anni: bilancio e prospettive

2010-2020. Anniversario dei dieci anni di una rivista unica, in rete, interculturale e bilingue nata da una intuizione geniale della sua fondatrice, Afrodita Cionchin. Quest’anno abbiamo inaugurato nell'edizione italiana nuove sezioni destinate ad arricchire le nostre principali direzioni d’interesse: Italianistica Orizzonti, che raccoglie i contributi degli italianisti romeni e degli studiosi italiani di vari ambiti specialistici, Orizzonti Donna, Cinema Orizzonti, accanto a uno dei nostri fiori all’occhiello, Biblioteca Orizzonti, nella quale riuniamo sia opere edite, sia estratti inediti di opere romene in traduzione.



Spazio Marian Papahagi, dedicato all’illustre italianista romeno

Lo spazio Marian Papahagi (1948-1999) raccoglie i contributi del numero omaggiale che la nostra rivista gli ha dedicato a vent’anni dalla sua fulminea scomparsa. Gli interventi dei numerosi studiosi italiani e romeni rievocano una personalità di vaglia della Romania del secondo Novecento,  in un interessante percorso di lettura da cui emerge la luminosa figura di un autentico Magister, dell’insigne critico letterario, dell’esimio traduttore, del versatile manager culturale, di un uomo dal multiforme ingegno, raffinato e affascinante. A cura di Afrodita Cionchin e Monica Fekete.



I NOSTRI PROGETTI

Il progetto «Presenza italiana nel Banato» della nostra rivista

Il progetto interdisciplinare Presenza italiana nel Banato della nostra rivista, avviato da Afrodita Cionchin in collaborazione con lo storico Ionel Cionchin, si propone il duplice obiettivo di recuperare la memoria storica, valorizzando e reinserendo nel circuito culturale alcuni dei contributi più importanti di coloro che hanno trattato questo tema, e di produrre nuovi studi. Abbiamo finora pubblicato l'apporto di Aurel Cosma Jr. e una serie di materiali dedicati all'immigrazione italiana, a Silvio Guarnieri e alla storia speciale di Francesco Illy ecc. Invitiamo gli studiosi a inviarci nuovi contributi.




ORIZZONTI SEZIONI SPECIALISTICHE

Italianistica Orizzonti: un dialogo tra i colleghi italiani e romeni

La nostra sezione Italianistica Orizzonti raccoglie gli articoli dedicati alla lingua, alla letteratura e alla cultura italiana in generale, da parte degli italianisti romeni e degli studiosi italiani di vari ambiti specialistici. Articoli specifici si possono trovare anche nelle altre sezioni tematiche della nostra rivista. Nell'edizione romena si possono inoltre consultare le due Antologie Orizzonti dedicate alla poesia italiana, rispettivamente alla narrativa e alla saggistica italiana in traduzione. Invitiamo i colleghi italiani, romeni e di altri Paesi a continuare a darci il loro contributo.



Orizzonti d'Arte: artisti romeni e italiani, faccia a faccia

Nell'ampia sezione Orizzonti d'Arte, con il corrispondente romeno, Orizonturi de Artă, proponiamo un faccia a faccia ideale tra artisti romeni e italiani di varie epoche, con particolare attenzione al presente: artisti, mostre e festival d'arte contemporanea tra Italia e Romania, con presentazioni accompagnate da ricche gallerie. Abbiamo inoltre inaugurato una serie di Gallerie a tema dedicate contemporaneamente all’arte italiana e all’arte romena, nell’intento di mostrare le loro bellezze al pubblico di entrambi i Paesi, come «Le acquaiole» versus «Ţărăncile cu ulcior» (Contadine con orcio).



Orizzonti filosofici: una sezione per la filosofia e le scienze umane

La sezione «Orizzonti filosofici», coordinata da Horia Corneliu Cicortaș, si propone di accogliere articoli, recensioni, interviste e testi italiani inediti di autori romeni, su temi concernenti la filosofia, le scienze umane (psicologia, antropologia, sociologia), la storia delle religioni e altri ambiti disciplinari affini. Le proposte vanno inviate a filosofica@orizzonticulturali.it o agli altri recapiti della redazione; i testi accettati devono seguire le nostre norme redazionali consultabili qui. La sezione raccoglie i testi attinenti pubblicati in precedenza sulla nostra rivista.



Orizzonti Donna si apre ad altre culture: un invito

Orizzonti Donna, a cura di Afrodita Carmen Cionchin, si apre alle tematiche femminili di altre culture. Invitiamo perciò i colleghi italianisti e romenisti, nonché i colleghi specializzati in altre culture, a inviarci proposte di articoli sulla figura femminile nelle sue più diverse sfaccettature: in letteratura, arte, scienza, ecc. Una direzione di interesse rimane quella delle scrittrici migranti romene in Italia, che abbiamo presentato in entrambe le edizioni linguistiche, tra le quali si annoverano: Irina Turcanu Francesconi, Ingrid Beatrice Coman, Ana Danca, Cristina Mărginean Cociș.



Cinema Orizzonti, una finestra sull'attuale cinematografia romena

La sezione Cinema Orizzonti fa conoscere al pubblico italiano la cinematografia romena recente, che ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Vi proponiamo quindi un incontro con i maggiori rappresentanti del «Noul Val», il nuovo cinema romeno che si muove sostanzialmente tra parodia del passato e critica dell'attualità. Allo stesso tempo, rivolgiamo la nostra attenzione anche ai momenti più significativi del cinema italiano: nel 2020, Centenario dalla nascita di Federico Fellini, abbiamo dedicato uno speciale numero monografico al grande regista.




BIBLIOTECA ORIZZONTI

Nuove segnalazioni in «Biblioteca Orizzonti», editi e inediti in traduzione

Vi invitiamo a scoprire le novità della nostra «Biblioteca Orizzonti», in cui riuniamo sia opere edite (volumi in formato pdf integrale o parziale e articoli individuali), sia estratti inediti di opere romene in traduzione italiana - narrativa, poesia, saggistica, che sono costantemente pubblicati sulla nostra rivista. Per arricchire la sezione delle opere edite, rivolgiamo un caloroso invito agli editori e agli operatori culturali in generale a contribuire con volumi che saremo lieti di pubblicare, a vantaggio di una loro maggior circolazione e diffusione, permanentemente consultabili online.



«Biblioteca Orizzonti d'Arte»: un invito per la nostra nuova sezione

Nella nuova sezione «Biblioteca Orizzonti d'Arte» pubblichiamo libri e cataloghi specialistici, in pdf, dedicati all'arte romena e all'arte italiana con i loro rappresentanti del presente e del passato. Il nostro obbiettivo è quello di far conoscere e di promuovere gli artisti romeni contemporanei in Italia e gli artisti italiani del momento in Romania. Invitiamo gli addetti ai lavori, italiani e romeni, a contribuire all'arricchimento di questa nuova sezione che offriamo ai nostri lettori. Segnaliamo qui il bel volume dedicato al pittore Constantin Udroiu. I colori del cuore (Editron, Roma 2019).



«Biblioteca Orizzonti Storia», la nostra nuova sezione specialistica

Nella sezione Storia della nostra «Biblioteca Orizzonti» pubblichiamo libri, cataloghi e articoli specialistici, in formato pdf, dedicati alla storia dei romeni e delle interferenze italo-romene dal medioevo all’età contemporanea. Le relazioni bilaterali tra Italia e Romania sono state tradizionalmente strette grazie alla comune identità latina e a lingue simili e questo campo di ricerca gode di una notevole bibliografia. Invitiamo calorosamente gli storici italiani e romeni a contribuire all'arricchimento di questa nuova sezione che offriamo ai nostri lettori.







Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.













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