APRILE 2018, anno VIII

Quando l'immigrato diventa scrittore. Il caso dell'Albania

Le produzioni letterarie di scrittori immigrati in Italia rappresentano un caso di notevole interesse nella scena culturale italiana. Al di là del loro valore letterario, tali opere incidono in modo rilevante nell’immagine che gli italiani si fanno degli immigrati. Frosina Londo Qyrdeti, dell'Università di Valona, esamina la produzione letteraria di autori albanesi da anni stabilitisi in Italia e in altri Paesi, articolando nei suoi vari aspetti un fenomeno letterario cresciuto e maturato in un breve arco di tempo, ma certamente destinato a produrre esiti inediti e nuovi fermenti, in gran parte da scoprire e porre in valore.



Romeni in Italia: i dati, le analisi e i percorsi del Dossier Statistico 2017

Tra romenofobia nel Paese che dovrebbe accogliere, cioè l’Italia, e disintegrazione della famiglia nel Paese da cui si è partiti, cioè la Romania. Si presenta così la situazione di buona parte dei romeni emigrati in Italia. Non pochi chiaroscuri di cui riferisce l’ultimo Dossier Statistico Immigrazione 2017, presentato a Bucarest e qui ripreso da Smaranda Bratu Elian, con le rilevazioni di maggior significato e i nuclei tematici di più seria problematicità. Dati occupazionali, regioni preferite, settori di maggior impiego, seconda generazione: un fenomeno ancora in evoluzione e su cui continuare a riflettere.



Anche Dracula teneva il diario. Il romanzo di Marin Mincu

Demolire il cliché del vampiro cui Bram Stoker e i suoi epigoni ridussero Vlad III, detto l’Impalatore. È il 1992 e Marin Mincu, all’epoca professore universitario in Italia, scrive direttamente in italiano Il diario di Dracula, romanzo in cui tenta di ricostruire un ritratto del voivoda quale fu e avrebbe voluto essere. Nel 2004 il romanzo viene tradotto in romeno e più recentemente in francese. In occasione della presentazione di questa nuova traduzione al Salone del Libro di Parigi 2018, ne pubblichiamo la prefazione di Anca-Domnica Ilea, traduttrice, insieme ad una selezione di testi.



Per una «Settimana» l'Italia tiene banco a Bucarest

L’eccellenza culturale italiana, le relazioni italo-romene, i rapporti istituzionali: è stato questo il ricco universo tematico della prima «Settimana della Cultura Italiana», svoltasi a Bucarest lo scorso febbraio, per iniziativa della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Bucarest. Cultura e arte, ma anche vita quotidiana, emigrazione dei romeni in Italia, imprenditoria italiana in Romania, rapporti con le comunità religiose sono stati al centro di conferenze e spettacoli, con la partecipazione di illustri personalità del mondo accademico e istituzionale. Cronaca di Serena Ţenea.



I tanti carnevali d'Italia (e il loro significato)

Celebrazione dei piaceri terreni, dispendio edonistico, festa liberatoria e della libertà, il carnevale ha profonde radici storico-antropologiche, che risalgono addirittura ad alcune antiche feste romane, come i saturnali, i brumalia, i lupercali e i baccanali, di cui continua a conservare determinati riti e significati. Il tema del carnevale, molto sentito e celebrato in varie città italiane mediante manifestazioni di grande richiamo (Venezia in primis), è stato uno dei numerosi temi della Settimana della Cultura Italiana a Bucarest. Pubblichiamo il testo dell’intervento di Miruna Bulumete.



Cultura italiana? A Bucarest è anche cucina, musica e divertimento

Festosa e divertente, la Serata culturale italiana organizzata lo scorso febbraio a Bucarest dall’Associazione degli Studenti di Lingue Straniere dell’Università della capitale ha scelto un approccio inconsueto al Bel Paese, diverso dagli abituali percorsi accademici ma non meno significativo se si intende cogliere l'animus italiano. È la cultura viva della gente - fatta di sapori e suoni, modi di dire e luoghi-simbolo, dunque di antiche tradizioni popolari - che ha tenuto banco nei vari workshop partecipati da numerosi convenuti. Un grande successo, un piacere condiviso. Cronaca di Flavia Vendetti.

Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.





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