FEBBRAIO 2018, anno VIII

Centenario Bruno Zevi: dalla Romania un omaggio al grande maestro

Nell’anno centenario della nascita di Bruno Zevi (1918-2000), alle numerose iniziative tese a commemorare la figura e l’opera del grande architetto e urbanista, si affianca l’omaggio che anche la nostra rivista gli rende mediante un ritratto firmato da Smaranda Bratu Elian, dedicato alla presenza e incidenza del pensiero di Zevi in Romania. Dal grande italiano, anche gli architetti romeni hanno imparato, tra l'altro, a concepire l’architettura come spazio e non come forma, a vedere la storia dell’architettura come intimamente legata alla storia del pensiero in generale e della società.



Scrittori romeni pubblicati in Italia: ecco cosa ci ha dato il 2017

Aggiornato con assidua regolarità da Afrodita Cionchin e Mauro Barindi, anche in questo nuovo inizio d'anno il nostro database Scrittori romeni in italiano si arricchisce dei titoli di autori romeni tradotti e pubblicati in Italia nel 2017. In primo piano, grandi nomi come Emil Cioran, Mircea Eliade e Ioan Petru Culianu, ma anche la riedizione de Il diario della felicità di Nicolae Steinhardt. Ad autori ben noti in Italia poi, come ad esempio Norman Manea, si affiancano nomi nuovi per il pubblico italiano, quali Liliana Nechita, Vasile Igna, Răzvan Rădulescu, Aura Christi, Eliza Macadan e Ciprian Vălcan.



Tutti i colori dell'Italia nelle opere della romena Angela Tomaselli

È in corso fino al 15 febbraio, presso la Galleria Artex di Râmnicu Vâlcea, la mostra personale di pittura, arte decorativa e performance Architetture sovrapposte di Angela Tomaselli. Nata in Romania da famiglia italo-tedesca, Angela Tomaselli dà vita a un’opera di ampio respiro, fondata su un continuo rinnovamento del linguaggio plastico e dei temi proposti, in cui energia creativa, spunti di ispirazione, forza cromatica riflettono un profondo e persistente rapporto con l’Italia e la sua variegata tradizione culturale. Ne nasce una sintesi artistica originale e convincente. Presentazione di Andreea Foanene.



Ioan Petru Culianu e il gioco come essenza ultima del mondo

Il gioco come essenza ultima del mondo è la tesi fondamentale di Iocari serio, opera del celebre storico delle religioni romeno I. P. Culianu (ora tradotta in italiano a cura di H. C. Cicortaş) nella quale la verità non viene considerata come un concetto da spiegare ma come un’operazione da compiere. La fonte originaria della conoscenza, secondo Culianu, è potente e pura: per accedervi occorre un sapere che preceda ogni logica, che fondi la razionalità stessa. La sfida è toccare il limite della pensabilità: ascoltare ciò che tiene insieme il gioco del mondo. Recensione di Draga Rocchi.



Camelia Cavadia: dalla violenza in famiglia le «Maschere della paura»

Si intitola Măștile fricii (Le maschere della paura) il nuovo romanzo di Camelia Cavadia, autrice acutissima di storie che scandagliano nei drammi quotidiani delle persone. Stavolta è di scena la violenza in famiglia, con tutte le sue ricadute sul piano personale e sociale. Ema, Sofia e David sono le vittime predestinate di un padre-orco e di una madre arrendevole. Cavadia ne segue le vicende dall’infanzia all’età adulta, in un romanzo duro e diretto, pienamente meritevole del successo di critica e pubblico che l’autrice ha saputo raccogliere attorno a sé. Presentazione e traduzione di Mauro Barindi.



Cioran, il mistico che non credeva in nulla. Un convegno a Napoli

«Io sono un mistico e non credo in nulla», parola di Emil Cioran. Lo scorso novembre, la Pontificia Facoltà Teologica di Napoli ha dedicato un convegno ai complessi rapporti di Cioran con la dimensione del divino. Raccolti attorno al tema «Dio e il Nulla. La religiosità atea di Emil Cioran», alcuni tra i più importanti studiosi del pensatore romeno hanno affrontato da differenti angolazioni una tematica che coinvolge ontologia e mistica, riflessione esistenziale e tensione metafisica, articolando snodi essenziali, tra i quali preghiera e solitudine, silenzio e noia. Cronaca di Alessandro Seravalle.



ICR Venezia, concorso di traduzione letteraria dal romeno all’italiano

L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia bandisce il concorso di traduzione «Balaurul», rivolto agli studenti universitari (laurea triennale e magistrale) che frequentano i corsi di lingua, cultura e letteratura romena presso gli Atenei italiani. La prova consiste nel tradurre un brano di sette pagine del romanzo di guerra Balaurul di Hortensia Papadat-Bengescu. Le traduzioni dovranno essere inviate entro il 15 marzo 2018. I tre premi ammontano a 400, 200 e 100 euro e le traduzioni premiate verranno pubblicate nella nostra rivista «Orizzonti culturali italo-romeni».


Alle Serate Italiane «Le otto montagne» di Paolo Cognetti (Strega 2017)

L’edizione 2018 delle Serate Italiane di Bucarest ha preso il via lo scorso gennaio con il romanzo di Paolo Cognetti Le otto montagne, vincitore del premio Strega 2017, pubblicato in recente traduzione romena presso Polirom. Alla serata, che ha offerto l’occasione anche per interessanti interventi sulla letteratura italiana di montagna e sulle iniziative dedicate alla cultura montana in Romania, hanno preso parte accanto a Cerasela Barbone, traduttrice del romanzo, Oana Boşca-Mălin, Bogdan-Alexandru Stănescu, Cristian Flueraru, Ezio Peraro, Dan Burlac. Cronaca di Flavia Vendetti.

Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.





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