LUGLIO-AGOSTO 2018, anno VIII

E Cioran si raccontò a Liiceanu. Ora in italiano l'ultima intervista filmata

È da poco in libreria, in traduzione italiana, il volume di Gabriel Liiceanu Emil Cioran. Itinerari di una vita, con il testo dell’ultima intervista filmata rilasciata dal pensatore di Răşinari. Si tratta di un volume prezioso, che ci restituisce in presa diretta memorie e folgorazioni dell’ultimo Cioran, oltre a ripercorrere l’intera parabola di vita e di pensiero del grande romeno. Chiude il testo un’intervista con Simone Boué, compagna di una vita di Cioran. Una menzione particolare merita lo splendido apparato fotografico che arricchisce il volume. Recensione di Alessandro Seravalle.



Per un nuovo mecenatismo culturale: Canaletto in mostra a Bucarest

Il Canal Grande e Piazza San Marco, la Laguna e la Chiesa della Salute, scorci e magia di Venezia, città senza pari. Li presenta a Bucarest una mostra, aperta fino al 15 luglio, al Museo Nazionale d’Arte della Romania. Quattro tra i più grandi vedutisti ne sono i protagonisti: Canaletto, Guardi, Marieschi, van Lint, patrimonio delle collezioni d’arte di Banca Intesa Sanpaolo. Presentando questo evento, Smaranda Bratu Elian svolge alcune urgenti considerazioni sul rapporto tra arte e finanza, nel segno di un nuovo mecenatismo culturale che soprattutto le banche sono chiamate a realizzare.



Lo zero che sconfigge il nulla: il romanzo di Cristina Mărginean Cociș

Romanzo e storia vissuta si intrecciano indissolubilmente in Zero Positivo, romanzo in cui Cristina Mărginean Cociș racconta la sua sfida con il cancro. Stabilitasi da anni a Udine, l’autrice deve affrontare una prova «grave e fulminante» mentre è in attesa del suo secondo figlio. Una via della croce che si trasforma in via dell'amore. Il romanzo le canta entrambe, con la corposità vera e convincente di una storia vissuta che si fa anche pedagogia della fede: la croce, simbolo di memoria e rinascita corporale e spirituale, è presente in tutto il racconto. Recensione di Carolina Montuori.



L’Italia al IX Festival Internazionale di Poesia di Bucarest

Dal 14 al 20 maggio scorso si è svolta nella capitale romena la IX edizione del Festival Internazionale di Poesia di Bucarest, evento di tale ampiezza e diffusione da essere ormai diventato non solo una vera tradizione ma anche il più importante festival letterario romeno. L’Italia vi è stata rappresentata da tre personalità che ben esprimono i principali ambiti di interesse: Bruno Mazzoni, noto traduttore di letteratura romena in italiano; Valter Raffaelli, editore di poesia e direttore della omonima casa editrice di Rimini; Alessio Brandolini, poeta. Cronaca di Smaranda Bratu Elian.



L'esodo delle madri: quando il romanzo urla la tragedia di chi emigra

Storie di esilio e di separazione, dove la povertà totale diventa preferibile all’assenza della madre. È uno dei tanti volti, troppo poco conosciuti e considerati, dell’emigrazione delle madri, storie di dolore che toccano anche molte donne romene emigrate in Italia e altrettanti figlie di famiglie che restano in Romania. Ce lo raccontano, con la forza della denuncia e della testimonianza in prima persona, due romanzi di Liliana Nechita e Dan Lungu, qui presentati da Smaranda Bratu Elian. Storie dove l’emigrazione è vissuta come un fallimento, per quelli che partono e per quelli che restano a casa.



Norman Manea tra identità romena e retaggio ebraico

La tematica del rapporto della sua identità di scrittore romeno e del suo retaggio ebraico ritorna in due dei libri di Normai Manea pubblicati negli ultimi anni in Italia: Varianti di un autoritratto (Il Saggiatore 2015) e Corriere dell'Est (Il Saggiatore 2017), analizzati da Donato Cerbasi. Per Manea, il romeno è la base imprescindibile e garanzia indiscutibile della sua identità di uomo e di scrittore: «In nessun’altra lingua ho messo alla prova la mia creatività allo stesso modo. È la lingua del mio scrivere, in essa lavoro con me stesso, i miei pensieri, le mie emozioni e le mie parole».



Testi e vincitori del concorso di traduzione letteraria «Balaurul»

Pubblichiamo tre brani del romanzo Balaurul [Il Drago] tradotti in italiano da Giulia Ambrosi, Andreea David e Anda Amelia Neagu, vincitrici del I, II e III premio dell'omonimo concorso di traduzione letteraria, bandito dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, con il sostegno finanziario dell’Istituto Culturale Romeno nel dicembre del 2017, in occasione del Centenario della Grande Guerra. La prova è consistita nel tradurre sette pagine del suddetto romanzo, testimonianza diretta del lavoro svolto dalle infermiere volontarie nella Grande Guerra.


Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.





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