N. 5/MAGGIO 2022 - IN COSTANTE AGGIORNAMENTO, SEGUITECI!


SPECIALE LETTERATURA ROMENA IN ITALIA

La Romania al Salone del Libro di Torino e l’apporto della nostra rivista

Il numero di maggio è tradizionalmente dedicato alle più recenti traduzioni dalla letteratura romena, in vista della presentazione presso lo Stand della Romania al Salone Internazionale del Libro di Torino, di cui la nostra rivista si pregia di essere media partner. Per quest’anno abbiamo preparato un ricco Focus libri romeni e, in esclusiva, un'ampia indagine sulla ricezione della letteratura romena in Italia, tra decine di critici e scrittori. L'inchiesta a cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone è accompagnata da una serie di incontri con noti romenisti e traduttori, consultabile qui.



Bruno Mazzoni: «Tanti titoli di scrittori romeni, un dato ormai acquisito»

All'insigne romenista Bruno Mazzoni, con alle spalle già quattro lustri spesi, in qualità di ammirato e instancabile traduttore, per la diffusione della letteratura romena in italiano, è stato conferito nell’ambito del Pisa Book Festival 2021 il Premio alla Carriera per la sua trentennale attività accademica all’Ateneo di Pisa e per il suo impegno traduttivo. Nel dialogo con Afrodita Cionchin, direttore della nostra rivista, il professore si sofferma, tra i vari argomenti, sulle sue traduzioni in uscita nel 2022 e sulla presenza di autori romeni, classici e contemporanei, nell’editoria italiana.




INCHIESTA ORIZZONTI

La nostra indagine tra critici e studiosi italiani

In questa prima parte della nostra inchiesta riuniamo, in 19 interviste, i critici italiani che si sono dedicati alla letteratura romena con vari articoli e recensioni, assieme ad altri studiosi che ci danno testimonianza del loro interesse per la cultura romena. Il quadro complessivo che ne emerge evidenzia una ventina di nomi rappresentativi della letteratura romena dal Novecento ai nostri giorni, con l’immancabile Emil Cioran in testa, seguito da Mircea Cărtărescu, Ana Blandiana, Norman Manea e il Premio Nobel Herta Müller. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



La nostra indagine tra gli scrittori italiani

In questa seconda parte dell'inchiesta ospitiamo gli autori della serie Scrittori per lo Strega, che ci parlano degli scrittori romeni a loro noti. Come risulta dalle 22 interviste, il nome più ricorrente è ancora quello di Emil Cioran, al quale la nostra rivista ha peraltro dedicato l'apposito Spazio Cioran, sin dalla sua fondazione. Spiccano anche qui i nomi più rappresentativi dei nostri giorni, con Mircea Cărtărescu, Herta Müller e Ana Blandiana. Il nostro è un invito alla lettura e anche un incontro promettente tra la letteratura italiana e quella romena. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.




INCONTRI CRITICI

Vanni Santoni: «Cărtărescu, unico per la sua grammatica della visione»

«Credo che il tratto chiave della scrittura di Cărtărescu, o almeno quello che lo rende un autore unico al mondo, sia lo sviluppo di una sua specifica grammatica della visione, che va oltre le singole scene per abbracciare anche la struttura stessa di romanzi come Abbacinante Solenoide». Vanni Santoni, scrittore e critico che si interessa anche della letteratura romena, è stato segnalato all'edizione di quest'anno del Premio Strega per il romanzo La verità su tutto (Mondadori, 2022). In incontri critici, a cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Franco Manzoni: «Massima considerazione per me verso Eminescu»

«Si entra nelle liriche di Eminescu con la stessa soggezione di quando si legge Leopardi. Tuttavia, tradurre significa necessariamente tradire l’originale, essere infedeli e cercare di offrire al pubblico un testo 'forte' da un punto di vista del lessico contemporaneo, tentando di non violentare la musicalità dell’originale. Inoltre, come per noi Dante, la difficoltà consisteva proprio nel fatto che Eminescu è il padre fondatore della moderna lingua romena. Massima considerazione per me verso Eminescu e i suoi poemi». Così il poeta e traduttore Franco Manzoni.



Donato Di Poce: «Per lasciare il segno, ai poeti basta una virgola»

«Squartamento di Emil Cioran fu un libro straordinario che mi aprì il cuore, il corpo e la mente a un altro modo di essere e di pensare. Ogni suo libro è stato fondamentale e la sua rinnovata fortuna critica mi allarga il cuore. Cioran insieme ad Alda Merini (cui devo la mia iniziazione all’aforisma), a Lec, Kraus, Ceronetti e Flaiano, sono le mie stelle polari per la scrittura aforistica, frammentaria, minima, libera, irriverente, essenziale». Lo dice Donato Di Poce, in libreria con Una virgola per pensare (Quaderni del Bardo Edizioni, 2022), il suo nuovo libro di aforismi.



Rosaria Catanoso: «L’anima romena è un’anima in esilio»

«Emil Cioran, Paul Celan, Costantin Noica, Nina Cassian, Mircea Eliade sono gli intellettuali che maggiormente hanno attirato la mia attenzione. Poeti e filosofi in esilio in Francia (Cioran e Celan) e negli Stati Uniti (Cassian, Eliade). A chi è rimasto in patria, come Noica, non è stata risparmiata la condanna a un esilio domestico, fra le mura di una prigione o nella propria abitazione». Lo dice Rosaria Catanoso, autrice di Rapporto sul sapere. L’intellettuale nel tramonto della politica (Fondazione Giacomo Matteotti, 2021), che ricerca una connessione critica tra la filosofia e il vivere quotidiano.



Alessandro Raveggi: «Mi devo ossessionare alla storia che scrivo»

«Quando scrivo mi devo ossessionare riguardo a una storia, quasi prima che rispetto a una tematica. Ma una storia che può essere anche una vicenda minuscola, un aneddoto, un battito d’ali davanti agli occhi, che poi ovviamente fa parte di un mosaico più grande. Mi devo ossessionare però a tal punto che in qualche modo questo mi tocchi personalmente dentro, come uno spillo – credo che sia questa quella «punta» di autobiografica che c’è nei miei romanzi e racconti». Così Alessandro Raveggi, con il suo romanzo Grande karma (Bompiani, 2020), che narra dello scrittore Carlo Coccioli.



Fabio Francione: «Cerco di tracciare quasi la biografia di una nazione»

«La mia è, come dire, una scrittura organizzata al servizio di tante arti e se tu guardi tutte le cose che io pubblico cerco sempre di tracciare quasi la biografia di una nazione, la cosa che mi interessa di più è questo grande «viaggio in Italia» e di comprendere attraverso persone e personaggi che cos’è il nostro Paese e perciò uso qualsiasi mezzo ho a disposizione. Io amo molto il racconto, anche se poi il mio racconto diventa quasi un documentario». Così Fabio Francione, co-curatore della raccolta di Antonio Gramsci dal titolo Concerti e sconcerti (Mimesis, 2022).




LIBRI ROMENI NOVITÀ 2022

Novità editoriale. «L'archeologia dell'amore» di Cătălin Pavel

Gigi Spina, grecista e filologo, firma la prefazione del saggio L’archeologia dell’amore. Dal Neanderthal al Taj Mahal di Cătălin Pavel, archeologo e scrittore, uscito di recente nella traduzione curata da Bruno Mazzoni per le Neo. Edizioni di Castel di Sangro (AQ). È un libro in cui non si filosofeggia né si sociologizza, ma guarda in faccia la realtà antica, ciò che «l’archeologia ha consegnato e consegna quotidianamente da secoli, per trarne concrete riflessioni antropologiche, storiche», una passeggiata archeologica nell’amore «sia nel tempo che nello spazio».




LIBRI ROMENI USCITI NEL 2021

Ana Blandiana con «Applausi nel cassetto» al Premio Strega Europeo

Il 2021 è stato per Ana Blandiana l’anno italiano con l’uscita del suo emblematico e unico romanzo, Gli applausi nel cassetto (Elliot, trad. a cura di Luisa Valmarin), entrato poi nella cinquina del prestigioso Premio Strega Europeo. È in questo contesto che Orizzonti Culturali inaugura lo spazio Ana Blandiana dove si possono trovare i nostri contributi dedicati alle sue pubblicazioni di poesia e saggistica, e le interviste concesse lungo il tempo, specie in occasione delle edizioni passate del Salone Internazionale del Libro di Torino, di cui è stata ospite più volte.



Mircea Cărtărescu con il capolavoro «Solenoide»: evadere dalla realtà

«Non si può che restare ammirati dallo sforzo, anche muscolare, che Mircea Cărtărescu ha compiuto nello scrivere questo perturbante romanzo» afferma Paolo Landi nel recensire Solenoide (il Saggiatore, 2021, trad. di Bruno Mazzoni), dove in mezzo ai suoi tanti personaggi memorabili un posto speciale è riservato alla Bucarest degli anni ‘70, «occupata da edifici in rovina, dominata dal colore verde, “il tedio entusiasmante del verde”, dal verde oliva della sala professori della scuola dove il protagonista insegna, al giallo-verde “come il veleno di un serpente” di un tramonto».



Matei Vişniec e il suo «Sindrome da panico nella Città dei Lumi»

Con questo romanzo, il suo secondo, pubblicato in Romania nel 2009 da Cartea Românească (Sindromul de panică în Orașul Luminilor),e uscito in Italia 2021 da Voland con il titolo Sindrome da panico nella Città dei Lumi (trad. di Mauro Barindi), Matei Vișniec (1956), drammaturgo, scrittore e poeta, rende omaggio da un lato alla città, Parigi, che lo ha accolto in un momento drammatico della sua esistenza – l’esilio in Francia, un distacco sempre drammatico e pieno di incognite – e dall’altro ai fantasmi letterari che la hanno popolata come hanno popolato lo scrittore stesso.



Matei Călinescu con «Vita e opinioni di Zacharias Lichter»

Arriva finalmente anche in Italia il presioso romanzo-saggio Vita e opinioni di Zacharias Lichter di Matei Călinescu (1934-2009) pubblicato dall’editrice fiorentina Spider&Fish (trad. di Bruno Mazzoni). «Ambientato nei suprematisti e antisemiti anni ’30 della Guardia di Ferro» fu pubblicato nel 1969 in Romania durante il regime autoritario di Nicolae Ceaușescu «ma era troppo folle, troppo libero per essere capito e incappare nella censura», perché ritenuto «un germe di sovversione». Pubblichiamo la recensione apparsa su «Il Sole 24ore» firmata da Caterina Orsenigo.



Cioran/1. Lettere ad Arșavir e Jeni Acterian

Fabio Rodda nel recensire il volume L'orgoglio del fallimento – Lettere ad Arșavir e Jeni Acterian (a cura di Antonio Di Gennaro, trad. di Magda Arhip e Laureto Rodoni, Milano-Udine, Mimesis Edizioni, 2021) sottolinea l’importanza di questo epistolario perché in esso si può cogliere il fervore degli anni giovanili di un timido Emil Cioran che, approdato a Bucarest dalla provincia, si trovò catapultato in quell’ambiente di intellettuali che ribolliva di fremiti esistenziali, forieri, anche, di «infatuazioni» ideologiche, una «follia», come poi ebbe a definirle il pensatore transilvano.    



Cioran/2. «Il Misantropo delizioso» non c’è più

Querido Cioran. Cronaca di un’amicizia di Alina Diaconú (Criterion editrice, 2021, trad. a cura di Luca Cerullo) raccoglie la storia di un rapporto di amicizia, quella tra la scrittrice, nata a Bucarest nel 1945 ma naturalizzata argentina dal 1959, e il pensatore del pessimismo, Emil Cioran, che è anche un testo vario e composito contente ricordi, interviste, lettere, conversazioni telefoniche e appunti di diario della stessa Diaconú, che sfocia a un certo punto anche in un dialogo bellissimo (e immaginario) tra l’‘antiprofeta’ e Ionesco, il tutto per raccontare «l’uomo Cioran». Di Arlindo Hank Tosca.    



Dumitru Ţepeneag e il suo ultimo romanzo, «Il Camion bulgaro»

Il camion bulgaro. Cantiere a cielo aperto (Criterion Editrice, 2021, trad. di Giovanni Rotiroti) è l’ultimo romanzo di Dumitru Ţepeneag, uno degli scrittori romeni più noti e tradotti, nato a Bucarest nel 1937 e residente da anni in Francia. È stato esponente negli anni ’60 insieme al poeta L. Dimov dell’onirismo, corrente letteraria antagonista ai dettami del realismo socialista, un affronto che lo scrittore pagherà con la privazione della cittadinanza romena. È un romanzo tanto di lettura come di esercizio di scrittura, in cui «Eros e Thanatos si fronteggiano tenebrosamente».



Eugen Uricaru e il suo romanzo «Il peso di un angelo»

Il peso di un angelo è il dodicesimo romanzo di Eugen Uricaru (1946), uscito in Romania nel 2008 e pubblicato nel 2021 da Besamuci nella traduzione italiana curata da Giuseppe Stabile. Nel 2018 il romanzo, specchio di un’epoca, ha vinto il prestigioso premio internazionale «Balkanika» ed è il secondo di un ciclo di cinque romanzi, di cui il primo, La sottomissione (Supunerea), è già uscito per Mimesis nel 2019, tradotto da I. Carannante, cui hanno fatto seguito Plan de rezervă (2011), Beniamin (2014) e Permafrost (2017). Di Giuseppe Stabile.   



«L’omino rosso» di Doina Ruşti, una nuova edizione

Sandro Teti Editore (Roma) ha pubblicato nel 2021 la nuova edizione del romanzo L’omino rosso di Doina Ruști, nella traduzione di Roberto Merlo, pubblicato in prima edizione nel 2012 da Nikita Editore (Firenze). Il volume (in originale: Omulețul roșu) ha conosciuto anche in patria varie edizioni (2004, 2012 e 2021), e conquistato premi letterari. Il romanzo è uno spaccato della vita romena nei primi anni 2000, vista da una grande città dell'Est Europa, Bucarest. Riproponiamo qui gli spunti di lettura dello scrittore Diego Zandel.    



Tatiana Niculescu con «Nae Ionescu. Il seduttore di una generazione»

Nel 2021 è uscita, per la collana «Storie» dell’editore Castelvecchi di Roma, l’edizione italiana della biografia di Tatiana Niculescu, Nae Ionescu. Il seduttore di una generazione, a cura di Horia Corneliu Cicortaș e Igor Tavilla. Il libro, affronta una delle figure più complesse e rilevanti della scena pubblica romena tra le due guerre mondiali. Con competenza storica e fine sensibilità psicologica viene ripercorsa la vicenda esistenziale di Nae Ionescu, gli studi, il pensiero, l’insegnamento, gli amori e le alterne fortune del suo impegno politico, in un ritratto a tutto tondo del protagonista.



Classici romeni. Ion Luca Caragiale con «Racconti e schizzi»

Racconti e schizzi è il volume, edito da Cacucci editore (Bari 2021, pp. 234), che riunisce ventitré testi di uno degli autori più celebri della letteratura romena, il commediografo, drammaturgo e prosatore Ion Luca Caragiale (1852-1912). Cura e introduzione sono della romenista Adriana Senatore, già professoressa di Lingua e letteratura romena all’Università di Bari, autrice anche delle traduzioni insieme a Celestina Fanella, già lettrice e ricercatrice di Lingua romena all’Università di Udine. Offriamo qui due scritti, tra i più noti e tipici del suo stile, Bùbico e Gran caldo.



Classici romeni. Ioan Slavici con la novella «Il Mulino Fortunato»

Irina Țurcanu, grazie alle edizioni Rediviva di Milano, presenta e cura la traduzione di un classico della letteratura romena, la novella Il Mulino fortunato di Ioan Slavici (1848-1925), pubblicata nel 1880-81, un’opera che segna una svolta perché «dal punto di vista simbolico […] è la prima novella», «una delle più significative di Ioan Slavici», «che conferisce allo spazio dell osteria romena una dimensione tragica» in cui il mulino nelle «sue diverse trasformazioni in quanto costruzione», ora da spazio aperto, ora da spazio chiuso, diventa sul piano simbolico un luogo di malefici.



Cezar Petrescu e il suo romanzo «Fram l’orso polare»

Un classico della letteratura romena per ragazzi, Fram, l’orso polare di Cezar Petrescu (1892-1961), conosce, dopo la vecchia traduzione di Agnese Silvestri Giorgi apparsa per la Società Apostolato Stampa nel lontano 1949 (riedita nel 1966 dalle Edizioni Paoline), una nuova versione italiana a cura di Giuseppe Stabile, pubblicata dalle edizioni Besa, che rispetto alla prima, discostantesi «per ampi tratti dall’originale romeno» con «l’espunzione e/o l’aggiunta di interi passi», ci restituisce finalmente in edizione italiana il testo integrale. Di Giuseppe Stabile.



Gilda Vălcan e la raccolta poetica «Io sono ombra»

Laura Capra presenta e commenta una selezione di poesie tratte dall’ultima antologia di Gilda Vălcan, Io sono ombra (trad. a cura di Irma Carannante, Criterion Editrice, Milano 2021). Già autrice di altre sillogi in versi che la collocano ai vertici dell’attuale panorama poetico romeno, la poetessa annoda nei suoi poemi temi a lei cari, misteriosi e impenetrabili come l’ombra, la solitudine che «diviene un corpo che muta», il dialogo quale interiore «specchiarsi» nell’altro – una eco di Mariana Marin – o la concretezza della pietra, come in Marta Petreu, resa in contundenti metafore.





SCRITTORI PER LO STREGA 2022

Marco Amerighi: «La scrittura è sempre un atto politico»

«Credo che la scrittura sia sempre un atto politico perché implica una scelta. Io scelgo di raccontare una storia e facendolo mi schiero, restituisco uno sguardo sul mondo, il mio sguardo. Questo non significa che sia automaticamente un atto di denuncia. Mi piace piuttosto l’idea di gettare una luce, alimentare una riflessione. E lasciare ai lettori e alle lettrici la libertà di farsi la propria idea sul mondo che ho costruito per loro». Così Marco Amerighi, uno dei 12 candidati con il romanzo I randagi (Bollati Boringhieri, 2021). In Scrittori per lo Strega, a cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Alessandro Bertante: «Risposte complesse a tematiche complesse»

«La scrittura deve portare una riflessione, deve portare delle domande, deve portare alla complessità. Noi viviamo in un periodo in cui le risposte sono semplici, banali, veloci. La scrittura deve saper dare delle risposte complesse a delle tematiche complesse». Alessandro Bertante, uno dei 12 candidati con il romanzo Mordi e fuggi. Il romanzo delle BR (Baldini+Castoldi, 2021), aggiunge: «Io non sono uno scrittore rassicurante, sono uno scrittore che crea domande, quesiti e ogni tanto, magari, riesce a dare qualche risposta». A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Davide Orecchio: «La letteratura sociale ‘decontamina’ da falsi miti»

«Gli intellettuali, le scrittrici, gli scrittori continuano ad avere un ruolo persino nei nostri tempi, e lo possono usare per le cause nelle quali credono. E la migliore letteratura sociale può aiutare a 'decontaminare' da falsi miti e ignoranza, a creare consapevolezza. Basti pensare all’opera omnia di George Orwell, un classico. O, in tempi più recenti, a Una paga da fame di Barbara Ehrenreich e alle pagine di Anna Politkovskaja sulla Russia di Putin». Davide Orecchio è uno dei 12 candidati con il romanzo Storia aperta (Bompiani, 2021). A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Alberto Garlini: «La narrazione nasce da una ferita di senso»

«La fiction è una macchina che crea senso nella realtà, molto vicina, se non identica, alla sensazione che abbiamo del reale. Forse non serve neppure la classica nozione di empatia: non è per empatia che piangiamo perché un personaggio muore, credo, ma per una questione che riguarda il senso stesso della realtà. Cosa ci sia fuori di noi non lo sappiamo, la narrazione nasce da una ferita di senso, che noi cicatrizziamo attraverso una storia». Alberto Garlini è stato segnalato per il romanzo Il sole senza ombra (Mondadori, 2021). A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Elisabetta Darida: «L’ironia è senza dubbio la mia cifra stilistica»

«L’ironia è senza dubbio la mia cifra stilistica. È un’arma potente, perché la sua levità espressiva consente di trattare in modo leggero - e mi richiamo a come la intendeva Italo Calvino quando ammoniva che leggerezza non significava superficialità - temi delicati e dolorosi come l’omofobia, la xenofobia, il maltrattamento delle donne e degli anziani. L’ironia porta con sé la riflessione e forse meglio di un tono cattedratico può mettere in luce l’assurdità di certe opinioni». Elisabetta Darida è stata segnalata per Intolleranze elementari (L'Erudita, 2021). A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Simona Moraci: «La scrittura, la lettura hanno un valore salvifico»

«Le emozioni, la memoria, il desiderio, il futuro nella scrittura trovano una forma, una dimensione che apre le porte di universi altri. E in tali universi è possibile vivere, esplorare, raccontare ciò che si è e si prova. La società attuale è ‘veloce’, attraverso linguaggi che scarnificano la parola. Credo che la scrittura, la lettura possano avere un valore salvifico, che porti a rallentare, a tornare nel tempo della riflessione e del pensiero». Simona Moraci è stata segnalata per Duecento giorni di tempesta (Marlin, 2021). A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Alessandro Zaccuri: «La letteratura è l’arte della possibilità»

«La letteratura è l’arte della possibilità. Anche Manzoni (che di Poco a me stesso è il protagonista implicito) si interroga molto su quanto di vero possa nascondersi nel verosimile. O, se si preferisce, di quanta menzogna sia necessaria per dire almeno un po’ di verità. Il divertimento, poi, è una questione che ogni lettore risolve nel confronto silenzioso con l’autore. Manzoni, come lettore di sé stesso, deve essersi divertito moltissimo». Alessandro Zaccuri è stato segnalato per il romanzo Poco a me stesso (Marsilio, 2022). A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Sabatina Napolitano: «Un buon libro è come la casa dell'infanzia»

«Credo che leggere non sia solo un modo per scacciare la noia, ma trovare un buon libro è sempre come portare la propria donna nella casa dell’infanzia, dei ricordi. Per alcuni amanti non esiste luogo più bello che la casa dell’infanzia. Per altri il luogo dell’infanzia potrebbe semplicemente essere una prigione soffocante. Una biblioteca può essere il luogo in cui ci si ribella a una umiliazione, a una storia di privazioni, a soprusi non richiesti». Sabatina Napolitano è stata segnalata per il suo primo romanzo, Origami (Campanotto, 2021). A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Paolo Buchignani: «La letteratura è denuncia e resistenza alla barbarie»

«Se uno scrittore è autentico, il frangente storico che vive verrà fuori da solo nella sua opera, anche se ambientata in un tempo lontano o in un mondo fantastico. L’arte, la letteratura possono essere, oggi, una forma di denuncia e di resistenza alla barbarie: guerre, dittature, nuove povertà, populismi potenzialmente totalitari, degrado ambientale». Paolo Buchignani, storico dell'Italia contemporanea, è stato segnalato per L’orma dei passi perduti (Tra le righe libri, 2021), composto da cinque racconti e da un breve romanzo corale. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.





RICORRENZE

Daniela Marcheschi: Ricordo di Silvio Guarnieri

Molto prezioso e sentito è il ricordo che la professoressa Daniela Marcheschi rivolge a uno dei suoi maestri, il critico letterario e scrittore feltrino Silvio Guarnieri (1910-1992), che conobbe nel 1973, studentessa al primo anno dell’Università di Pisa, del quale allora frequentava il corso di Letteratura della Resistenza. Figura d’intellettuale di sinistra mal sopportata, perché non incline ai compromessi o ai giochi di bottega per il potere del suo ambiente conformista e asfittico in quegli anni della contestazione, Guarnieri era invece stimato e benvoluto da colleghi e studenti.



Silvio Guarnieri in Romania. Dieci anni di vita e di studi a Timişoara

Guarnieri fu uomo di lettere, scrittore e docente universitario molto legato alla Romania Nel 1938, insofferente delle limitazioni imposte dalla censura fascista, giunse in Romania come direttore dell'Istituto italiano di cultura, sezione di Timişoara, fino al 1948. Pubblichiamo qui il capitolo dedicato alla sua attività in Romania, estratto dal ricco volume monografico dal titolo Silvio Guarnieri. Universitario in Romania e in Italia (Aracne, 2013), a firma di Doina Condrea Derer, prestigiosa italianista romena, tradotto dal romeno da Paola Polito, edito da Aracne, che ringraziamo per la gentile concessione.





FEMMINILE PLURALE

Ornella Spagnulo: «Alda Merini è un esempio di amore»

«La figura di Alda Merini rappresenta salvezza, la salvezza di una che ce l’ha fatta, ha sconfitto la malattia, ha sconfitto l’incomprensione degli ‘addetti ai lavori’ che non la ritenevano abbastanza brava da volerla pubblicare, e poi, alla fine, se la sono contesa. Alda Merini ha sconfitto tutto, perfino la morte, tanto che è ancora più viva oggi tra di noi di quando era ancora viva». Così Ornella Spagnulo, autrice di E gli angeli sono distanti (L’Erudita, 2019), un saggio di interviste su Alda Merini di cui ci parla in Femminile plurale, a cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Con Isabella Cesarini su Clarice Lispector, grande voce del ’900

Chi è Clarice Lispector? Ci dice Isabella Cesarini: «Mi giunge immediata la risposta attraverso le parole della Lispector: “Sono talmente misteriosa da sfuggirmi”. Il libro Con la parola vengo al mondo (Tuga Edizioni, 2021) si profila nell’attraversamento dell’opera clariciana e, in vista di tale passaggio, Clarice è insondabile creatura che si sorprende di scrivere; Clarice conosce la propria scrittura come l’inesorabile del proprio destino; lei sente continuamente nostalgia, anche quella dolorosa di scrivere libri». A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Veronica Tomassini: «Il mio sguardo deraglia puntualmente»

Da Sangue di cane (2010) a Il polacco Maciej (2012), L’altro addio (2017) e Mazzarrona (2019), fino a Vodka siberiana. Lettere epiche e alticce (2020, self-publishing come gesto politico, contestatario). Sui temi dei suoi libri, Veronica Tomassini ci dice: «Il mio sguardo, più che altro, deraglia puntualmente, rovina dove gli altri lo tolgono. Dove per gli altri dimorano le ombre, per me comincia la luce. Quindi, sono riflessioni sul filo di una umanità provata di solito, che indugia su luoghi scomodi, sulla porzione di mondo più ostile, se vogliamo». A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Ilaria Palomba: «Scrivere mi fa male, non posso sottrarmi alla voce»

«Scrivere è anche sopportare. Tutta questa esistenza, a tratti insostenibile, un sentimento sartriano di nausea. Scrivere adesso mi fa male, non posso sottrarmi alla voce, ma rileggere mi ferisce. Sento l’immane fatica di dover ricostruire una vita che era vissuta in un certo modo perché aderiva a una presenza, che adesso sento labile, invasa». Così Ilaria Palomba nell'intervista che parte dal suo ultimo libro, Brama (Giulio Perrone, 2020), la cui protagonista è Bianca, fragile trentenne, ricoverata più volte in psichiatria per i suoi tentativi di suicidio. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Federica Iacobelli: «Leggere e scrivere mi accompagnano da sempre»

Federica Iacobelli è scrittrice, sceneggiatrice e drammaturga: «I diversi ambiti in cui spazio sono in realtà declinazioni differenti di un unico strumento di lavoro: la scrittura. Leggere e scrivere sono azioni e passioni che mi accompagnano da sempre o quasi: e leggere, in verità, più che scrivere. Poi, un po’ anche per caso come accade, in accordo con certe mie inclinazioni ma pure con certe mie ferite, o mancanze, la scrittura è diventata la base del mio lavoro. In origine c’era stata un’ulteriore declinazione, quella del giornalismo». A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Stefania Mazzone: «Il femminile, universo moltitudinario e nomadico»

Esiste un fil rouge che annoda le plurime e molteplici anime della letteratura declinata al femminile? «Molto difficile ridurre a unità un universo che, per definizione, è moltitudinario e nomadico. Proprio questa caratteristica, insieme alla plurivocità, l’incoerenza, l’esodo, il meticciato, rende la letteratura, letteratura femminile». Stefania Mazzone, professore associato di Storia delle dottrine politiche all'Università degli Studi di Catania, studia il rapporto tra ideologie e istituzioni, con particolare attenzione alle manifestazioni artistiche, letterarie e di genere. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.






NUOVI INCONTRI

«L’Ulivo Maggiore», un luogo di ripartenza. In dialogo con Ico Gasparri

Ico (Domenico) Gasparri (1959) è archeologo, fotografo, ceramista, restauratore e autore di libri, ed è in questa veste che lo conosciamo nel dialogo con Marina Socol sul suo romanzo L’Ulivo Maggiore (IChOme, 2021) che racconta un’immaginaria isola italiana del Sud dove si incontrano un uomo taciturno e Marina, una giovane donna rimasta vedova che ha deciso di lasciare la città per i campi in cui iniziare una nuova vita. Da questo incontro parte una storia che è un affresco collettivo dove le relazioni umane si basano sulla fiducia, sulla condivisione e sull’amore.




ORIZZONTI FILOSOFICI

Ricordo di un amico: Mac Linscott Ricketts (1930-2022)

Negli ultimi trent’anni, Mac Linscott Ricketts è stato un riferimento costante per gli studiosi di Mircea Eliade, con il quale conseguì il dottorato a Chicago, all’inizio degli anni ‘60. Ricketts imparò da solo il romeno per leggere e tradurre le opere di Eliade, di cui si è occupato sempre di più, dopo la stesura della vasta monografia del 1988, Mircea Eliade The Romanian Roots (1907-1945). Ha intrattenuto rapporti con ricercatori di varie generazioni, mostrando sempre un animo generoso e aperto, come scrive Horia Corneliu Cicortaș in questo profilo dell’autore americano.




ORIZZONTI D'ARTE

L’Ascensione di Cristo nella pittura dei maestri italiani

Dopo le celebrazioni d’aprile della Pasqua di Resurrezione di Cristo, la professoressa Otilia Doroteea Borcia illustra la maestosità con cui sommi artisti come Giotto, Andrea di Vanni, Guariento D’Arpo, Andrea Mantegna, Benvenuto Di Giovanni, Melozzo di Forlì, Girolamo Del Pacchia, Benvenuto Tisi da Garofalo, Pietro Perugino, Tintoretto e Girolamo Muziano hanno raffigurato l’ultimo e centrale episodio della vita terrena di Gesù Cristo, ovvero la sua Ascensione ai cieli nel quarantesimo giorno dopo la morte, così come è testimoniato nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli.



Intervista all’artista astratta Carmen Novaco, a cura Maurizio Vitiello

Carmen Novaco (1948) è artista astratta che fin da giovane ha manifestato uno spiccato interesse per l’arte nonostante non si sia formata in tal senso, ma che se l’è sempre portata dentro foggiandola poi materialmente negli oggetti di natura geometrica creati per l’azienda famigliare operante nel settore aeronautico e in altri ambiti creativi. È in essi che si nota l’influenza del Costruttivismo russo approfondito nei suoi viaggi formativi in Europa approdando poi all’estetica del movimento Madì e ultimamente anche alla corrente artistica «Astractura». Intervista di Maurizio Vitiello..




SAGGISTICA ORIZZONTI

«La ragione è diventata irrazionale e stupida»

Roberto Pasanisi, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, ci parla di Nicht mitmachen («non collaborare»), concetto teorizzato in seno alla neo-marxista Scuola di Francoforte riferito alla Massenkultur, la «cultura di massa», o, con un termine più preciso, la Kulturindustrie, cioè «l‘industria culturale», sintetizzabile con queste efficaci parole del professore: «solo mantenendo una posizione critica e ‘altra’ rispetto al sistema, l’intellettuale può non essere fagocitato e asservito al potere». Una società incivile considera l’arte e la cultura un lusso, quella civile, una necessità.




FOCUS SOCIALE

Badanti romene: una scelta consapevole verso l’autodeterminazione

Lo studio di Gloria Gravina indaga il fenomeno delle donne romene che scelgono di lasciare il proprio paese per venire in Italia e prendersi cura degli anziani come badanti. Dal taglio non meramente teorico ma basato sull'elaborazione di dati desunti da questionari e interviste con queste donne, lo studio si sofferma brevemente sulla «Sindrome Italia», ossia quel malessere psicologico che si trasforma in una vera e propria forma di depressione, e soprattutto sull'altra faccia della medaglia, che al contrario parla di donne contente della loro scelta di partire e che vedono il loro futuro in Italia, .




NOVITÀ DATABASE ORIZZONTI

Nuove segnalazioni database «Scrittori romeni in italiano 1900-2021»

Il database «Scrittori romeni in italiano», a cura di Afrodita Cionchin e Mauro Barindi, si arricchisce di un folto drappello di importanti autori romeni che ci regalano poesia, prosa e memorialistica: i versi di Gilda Vălcan, Io sono ombraPoesie scelte; i romanzi di Ana Blandiana, Applausi nel cassetto, di Matei Călinescu, Vita e opinioni di Zaharia Lichter e di Doina Ruști, L’omino rosso; il carteggio di Emil Cioran, L'orgoglio del fallimento - Lettere ad Arșavir e Jeni Acterian; e infine il libro di memorie, dallo spagnolo, di Alina Diaconú, Querido Cioran. Cronaca di un’amicizia.



Prima assoluta: tutti gli autori italiani pubblicati in Romania 2006-2021

In prima assoluta, un quadro d’insieme sugli autori italiani pubblicati in Romania, nel database Scrittori italiani tradotti in romeno con tutti i titoli del Catalogo della Biblioteca Nazionale romena. Sono completi gli anni: 2020 - 88 titoli, 2019 - 103 titoli, 2018 - 87 titoli, 2017 - 65 titoli, 2016 - 55 titoli, 2015 - 55 titoli, 2014 - 76 titoli, 2013 - 63 titoli, 2012 - 47, 2011 - 65 titoli, 2010 - 58 titoli, 2009 - 52 titoli, 2008 - 63 titoli, 2006 - 51 titoli. Un progetto ideato da Afrodita Cionchin, aggiornato con un gruppo di studentesse coordinate dalla prof.ssa Smaranda Bratu Elian. Il secondo database è Italianistica Studi.




ANTOLOGIE ORIZZONTI

Narrativa e saggistica romena: 62 autori e 71 opere inedite in italiano

Nell'ambito della nostra rivista vi offriamo alcune antologie online che si arricchiscono mensilmente. La prima riunisce, nella Biblioteca Orizzonti Inediti, 62 scrittori romeni di varie epoche, non ancora tradotti oppure con opere inedite in traduzione italiana.  I classici della letteratura romena quali Costache Negruzzi, Ion Creangă, Ion Minulescu, Lucian Blaga, Camil Petrescu, Matei Călinescu, Liviu Rebreanu ecc., sono accompagnati da numerosi autori contemporanei: Ana Blandiana, Magda Cârneci, Florina Ilis, Gabriel Liiceanu, Ciprian Măceşaru, Andrei Pleşu e molti altri.



Antologia di 66 poeti romeni di tutti i tempi

Un'altra antologia riguarda la poesia. Qui abbiamo finora riunito 66 poeti romeni di tutti i tempi, a iniziare da Anton Pann per poi continuare con il «poeta nazionale» Mihai Eminescu e con altri illustri poeti quali Lucian Blaga, Alexandru Macedonski, Ion Vinea, Benjamin Fondane, Gherasim Luca, Gellu Naum, Mircea Ivănescu, Ion Vinea, Cezar Ivănescu, Emil Brumaru, Ilarie Voronca, Nichita Stănescu, Marin Sorescu, Octavian Paler, Virgil Mazilescu, Mariana Marin, fino ai nostri giorni con Ana Blandiana e molti altri poeti che vi presentiamo per la prima volta in italiano.




RACCOLTE DI INTERVISTE

Interviste italo-romene a cura di Afrodita Carmen Cionchin

La raccolta dà voce ad alcune delle espressioni oggi più significative nel dialogo culturale tra Italia e Romania. Noti romenisti e romanisti, storici, traduttori, giornalisti, uomini di cultura legati su piani diversi all’orizzonte culturale italo-romeno danno corpo, sotto forma di interviste, a originali prospettive ed esperienze che attestano la vitalità dei rapporti culturali tra i due Paesi, unitamente alla necessità di incrementarne gli spazi di espressione. Da Claudio Magris a Lorenzo Renzi, Bruno Mazzoni, Bianca Valota Cavallotti, Francesco Guida, Antonello Biagini, Ioan-Aurel Pop e tanti altri.



Le interviste della rubrica «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian»

La rubrica «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» rappresenta un appuntamento che la nota italianista romena, responsabile della collana bilingue «Biblioteca italiana» della casa editrice Humanitas di Bucarest, propone con un'autorevole personalità della scena culturale italiana, legata in qualche modo alla cultura romena, e con una personalità romena legata alla cultura italiana. In questo spazio potete leggere tutte le interviste finora realizzate dalla professoressa Smaranda Bratu Elian con i suoi prestigiosi invitati con i quali affronta diversi temi di attualità e di rilievo.




I NOSTRI «SPECIALI»

Inchiesta esclusiva artista donna: finora 65 testimonianze

La nostra rivista ha avviato un’inchiesta esclusiva sull’attuale condizione dell'artista donna in Italia che raccoglie le testimonianze di artiste, curatrici, galleriste, storiche, critiche d’arte, collezioniste, appartenenti a generazioni diverse e provenienti da differenti centri culturali e accademici. Nel format che vi proponiamo, la riflessione scaturita dallo scambio di idee è accompagnata da una ricca galleria di opere che va dalla pittura alla scultura, dalla rilettura della tradizione alle contaminazioni e al dialogo con il fumetto e l’illustrazione. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



700 Viva Dante tra Italia e Romania

Per l’evento dell’anno in Italia, Dante 700, abbiamo creato uno Speciale Spazio Dante che raccoglie i vari contributi che in ogni numero dedichiamo al Sommo Poeta, da diverse prospettive tra Italia e Romania. I contributi che vi si possono leggere, a cura di Giusy Capone, prendono lo spunto dai libri usciti in Italia per il settimo centenario dalla morte di Dante o pubblicati negli ultimi anni e riletti in questa chiave. La figura e l’opera di Dante Alighieri ha goduto anche in Romania di ampia fama e largo interesse tra gli intellettuali, come dimostrato dagli studi qui proposti.



Speciale Orizzonti 10 anni: bilancio e prospettive

2010-2020. Anniversario dei dieci anni di una rivista unica, in rete, interculturale e bilingue nata da una intuizione geniale della sua fondatrice, Afrodita Cionchin. Quest’anno abbiamo inaugurato nell'edizione italiana nuove sezioni destinate ad arricchire le nostre principali direzioni d’interesse: Italianistica Orizzonti, che raccoglie i contributi degli italianisti romeni e degli studiosi italiani di vari ambiti specialistici, Orizzonti Donna, Cinema Orizzonti, accanto a uno dei nostri fiori all’occhiello, Biblioteca Orizzonti, nella quale riuniamo sia opere edite, sia estratti inediti di opere romene in traduzione.



Spazio Marian Papahagi, dedicato all’illustre italianista romeno

Lo spazio Marian Papahagi (1948-1999) raccoglie i contributi del numero omaggiale che la nostra rivista gli ha dedicato a vent’anni dalla sua fulminea scomparsa. Gli interventi dei numerosi studiosi italiani e romeni rievocano una personalità di vaglia della Romania del secondo Novecento,  in un interessante percorso di lettura da cui emerge la luminosa figura di un autentico Magister, dell’insigne critico letterario, dell’esimio traduttore, del versatile manager culturale, di un uomo dal multiforme ingegno, raffinato e affascinante. A cura di Afrodita Cionchin e Monica Fekete.



I NOSTRI PROGETTI

Il progetto «Presenza italiana nel Banato» della nostra rivista

Il progetto interdisciplinare Presenza italiana nel Banato della nostra rivista, avviato da Afrodita Cionchin in collaborazione con lo storico Ionel Cionchin, si propone il duplice obiettivo di recuperare la memoria storica, valorizzando e reinserendo nel circuito culturale alcuni dei contributi più importanti di coloro che hanno trattato questo tema, e di produrre nuovi studi. Abbiamo finora pubblicato l'apporto di Aurel Cosma Jr. e una serie di materiali dedicati all'immigrazione italiana, a Silvio Guarnieri e alla storia speciale di Francesco Illy ecc. Invitiamo gli studiosi a inviarci nuovi contributi.




ORIZZONTI SEZIONI SPECIALISTICHE

Italianistica Orizzonti: un dialogo tra i colleghi italiani e romeni

La nostra sezione Italianistica Orizzonti raccoglie gli articoli dedicati alla lingua, alla letteratura e alla cultura italiana in generale, da parte degli italianisti romeni e degli studiosi italiani di vari ambiti specialistici. Articoli specifici si possono trovare anche nelle altre sezioni tematiche della nostra rivista. Nell'edizione romena si possono inoltre consultare le due Antologie Orizzonti dedicate alla poesia italiana, rispettivamente alla narrativa e alla saggistica italiana in traduzione. Invitiamo i colleghi italiani, romeni e di altri Paesi a continuare a darci il loro contributo.



Orizzonti d'Arte: artisti romeni e italiani, faccia a faccia

Nell'ampia sezione Orizzonti d'Arte, con il corrispondente romeno, Orizonturi de Artă, proponiamo un faccia a faccia ideale tra artisti romeni e italiani di varie epoche, con particolare attenzione al presente: artisti, mostre e festival d'arte contemporanea tra Italia e Romania, con presentazioni accompagnate da ricche gallerie. Abbiamo inoltre inaugurato una serie di Gallerie a tema dedicate contemporaneamente all’arte italiana e all’arte romena, nell’intento di mostrare le loro bellezze al pubblico di entrambi i Paesi, come «Le acquaiole» versus «Ţărăncile cu ulcior» (Contadine con orcio).



Orizzonti filosofici: una sezione per la filosofia e le scienze umane

La sezione «Orizzonti filosofici», coordinata da Horia Corneliu Cicortaș, si propone di accogliere articoli, recensioni, interviste e testi italiani inediti di autori romeni, su temi concernenti la filosofia, le scienze umane (psicologia, antropologia, sociologia), la storia delle religioni e altri ambiti disciplinari affini. Le proposte vanno inviate a filosofica@orizzonticulturali.it o agli altri recapiti della redazione; i testi accettati devono seguire le nostre norme redazionali consultabili qui. La sezione raccoglie i testi attinenti pubblicati in precedenza sulla nostra rivista.



Orizzonti Donna si apre ad altre culture: un invito

Orizzonti Donna, a cura di Afrodita Carmen Cionchin, si apre alle tematiche femminili di altre culture. Invitiamo perciò i colleghi italianisti e romenisti, nonché i colleghi specializzati in altre culture, a inviarci proposte di articoli sulla figura femminile nelle sue più diverse sfaccettature: in letteratura, arte, scienza, ecc. Una direzione di interesse rimane quella delle scrittrici migranti romene in Italia, che abbiamo presentato in entrambe le edizioni linguistiche, tra le quali si annoverano: Irina Turcanu Francesconi, Ingrid Beatrice Coman, Ana Danca, Cristina Mărginean Cociș.



Cinema Orizzonti, una finestra sull'attuale cinematografia romena

La sezione Cinema Orizzonti fa conoscere al pubblico italiano la cinematografia romena recente, che ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Vi proponiamo quindi un incontro con i maggiori rappresentanti del «Noul Val», il nuovo cinema romeno che si muove sostanzialmente tra parodia del passato e critica dell'attualità. Allo stesso tempo, rivolgiamo la nostra attenzione anche ai momenti più significativi del cinema italiano: nel 2020, Centenario dalla nascita di Federico Fellini, abbiamo dedicato uno speciale numero monografico al grande regista.




BIBLIOTECA ORIZZONTI

Nuove segnalazioni in «Biblioteca Orizzonti», editi e inediti in traduzione

Vi invitiamo a scoprire le novità della nostra «Biblioteca Orizzonti», in cui riuniamo sia opere edite (volumi in formato pdf integrale o parziale e articoli individuali), sia estratti inediti di opere romene in traduzione italiana - narrativa, poesia, saggistica, che sono costantemente pubblicati sulla nostra rivista. Per arricchire la sezione delle opere edite, rivolgiamo un caloroso invito agli editori e agli operatori culturali in generale a contribuire con volumi che saremo lieti di pubblicare, a vantaggio di una loro maggior circolazione e diffusione, permanentemente consultabili online.



«Biblioteca Orizzonti d'Arte»: un invito per la nostra nuova sezione

Nella nuova sezione «Biblioteca Orizzonti d'Arte» pubblichiamo libri e cataloghi specialistici, in pdf, dedicati all'arte romena e all'arte italiana con i loro rappresentanti del presente e del passato. Il nostro obbiettivo è quello di far conoscere e di promuovere gli artisti romeni contemporanei in Italia e gli artisti italiani del momento in Romania. Invitiamo gli addetti ai lavori, italiani e romeni, a contribuire all'arricchimento di questa nuova sezione che offriamo ai nostri lettori. Segnaliamo qui il bel volume dedicato al pittore Constantin Udroiu. I colori del cuore (Editron, Roma 2019).



«Biblioteca Orizzonti Storia», la nostra nuova sezione specialistica

Nella sezione Storia della nostra «Biblioteca Orizzonti» pubblichiamo libri, cataloghi e articoli specialistici, in formato pdf, dedicati alla storia dei romeni e delle interferenze italo-romene dal medioevo all’età contemporanea. Le relazioni bilaterali tra Italia e Romania sono state tradizionalmente strette grazie alla comune identità latina e a lingue simili e questo campo di ricerca gode di una notevole bibliografia. Invitiamo calorosamente gli storici italiani e romeni a contribuire all'arricchimento di questa nuova sezione che offriamo ai nostri lettori.







Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.













PARTNER ISTITUZIONALI






PARTNER SOSTENITORI



COPYRIGHT

Tutti i testi contenuti
in questo
sito
sono tutelati dal diritto d’autore.
È pertanto vietato
qualsiasi utilizzo
o riproduzione totale o parziale, attraverso qualsiasi mezzo
fisico o elettronico,
senza previa autorizzazione.