APRILE 2020, ANNO X

Dal coronavirus alla «peste di Caragea». Che cosa insegna la letteratura

La «peste» moderna, il Covid-19, sta segnando in modo drammatico il 2020 sotto il segno del detto popolare «anno bisesto, anno funesto» e Smaranda Bratu Elian con acume da vera osservatrice del suo tempo, che sa gettare anche lo sguardo nel passato letterario romeno e italiano, ci invita a riflettere e a stupirci sulle e delle paure ancestrali dell’umanità che sembrano ripetersi ciclicamente seguendo un canovaccio già visto e sperimentato che non di meno svela puntuale a noi stessi che effettivamente non c’è mai nulla, o quasi, di nuovo sotto il sole delle vicende umane.



«Nel sonno non siamo profughi». In memoriam Paul Goma (1935-2020)

Si è spento a Parigi Paul Goma, città in cui viveva da esule dal 1977, portato via da un virus che sta flagellando il mondo ma soprattutto dall’indifferenza che lo aveva isolato ancor di più negli ultimi anni. Troppo schietto per essere ascoltato, nella Romania di ieri come in quella odierna, troppo scomodo per le sue posizioni passate, contro il regime comunista e le connivenze degli intellettuali, e quelle del presente più vicino a noi, criticabili e sopra le righe, con Paul Goma si chiude forse l’ultimo grande capitolo della dissidenza «storica» romena. A cura di Davide Zaffi.



Fare teatro in Romania. Intervista al drammaturgo italiano Cristian Izzo

In occasione della Giornata mondiale del teatro celebrata il 27 marzo, Cristian Izzo, attore, regista, drammaturgo, pedagogo e studioso, in questa ampia intervista raccolta da Armando Rotondi, ci parla del suo percorso artistico e del suo legame speciale con la Romania instaurato in questi ultimi cinque anni attraverso i suoi spettacoli e la sua attività laboratoriale, in stretta collaborazione con l’Apollo International Theatre Festival di Alba Iulia diretto da Viorel Cioflică (Trupa «Teatrul Skepsis») e il Festival di Deva e il Grande Festival di Arti Medievali Sighișoara Medievală.



Loránd János su Choreoscope, il festival di «dance film» di Barcellona

Loránd János, nato a Miercurea Ciuc/Csíkszereda in Transilvania, è regista e direttore artistico romeno, fondatore, anima e direttore artistico del festival Choreoscope di Barcellona, città dove vive attualmente, che si è affermato nel corso dei suoi otto anni di esistenza come una delle principali kermesse di film di danza, «dance film» e «dancescreen» a livello internazionale. Con una solida preparazione alle spalle, Loránd János ci parla nel dialogo con Armando Rotondi dei suoi progetti artistici, contenitori innovativi e originali dove danza, musica e cinema si fondono insieme.



Inedito. Da «Sessualità e società» di Andrei Oișteanu (I)

Inauguriamo con questo numero una serie di brani tradotti a cura di Valentia Elia tratti da Sexualitate și societate. Istorie, religie și literatură (Polirom, 2016) del prof. Andrei Oișteanu, uno dei massimi esperti attuali di etnologia, antropologia culturale e di storia delle religioni e delle mentalità. Con l’occasione ci viene proposto un passaggio da Soția infidelă şi jurământul de castitate che apre il secondo capitolo dell'opera e che ci offre un saggio della sua originalità di approccio agli argomenti studiati, fatto di rigore scientifico, erudizione e inventiva espositiva.



Andrei Cornea e «I cani» dal suo «Paroliere senza frontiere»

Lo scrittore, filosofo, saggista, storico dell’arte e giornalista Andrei Cornea pubblica nel 2013 per Humanitas (Bucarest) un volume che raccoglie gli articoli pubblicati fra il 2000 e il 2001 sulla rivista «Observator cultural». Sono scritti che testimoniano da un lato la sua preparazione classica e dall’altro la sua capacità di entrare nel corpo delle parole vittime di malintesi e di errori di interpretazione (anche etimologici). È un «breve trattato di lessicografia ludica» in 44 parole di cui la sperimentata traduttrice Anca-Domnica Ilea ci offre in traduzione un gustoso assaggio.


«Fotografare Venezia» con Marco Contessa e Matteo Chinellato

Per questo nuovo capitolo di «Fotografare Venezia», la collana di immagini della città lagunare curata da Ioana Eliad, sono due fotografi «doc» veneziani a deliziarci in questa occasione con i loro scatti. Marco Contessa cattura i quotidiani ingredienti veneziani - acqua, luce, colori - per restituirceli in variazioni di calda comunicatività, mentre Matteo Chinellato, conscio che pezzi della Venezia della sua infanzia sono andati perduti, va cocciuto a scovare i suoi scorci più reconditi e vivi perché sente il dovere di fermare e di documentare nel tempo «la sua bellezza eterna».


Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.









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