NOVEMBRE 2018, anno VIII

FILIT Iași, il più grande festival letterario romeno, alla sua VI edizione

Il 3-7 ottobre 2018 a Iași si è svolto il Festival di Letteratura e Traduzione, kermesse giunta alla sua sesta edizione, attesa con impazienza da tutti gli amanti della letteratura, che è andata imponendosi di edizione in edizione come uno fra i festival letterari più prestigiosi, per qualità e dimensioni, non solo della Romania, ma anche dell’intera Europa dell’Est. L'evento riempie cinque giornate fittissime di dibattiti, incontri, letture pubbliche, concerti dal vivo, serate con scrittori del panorama romeno e internazionale. Mauro Barindi, uno dei traduttori invitati, racconta la sua esperienza.



In anteprima, un florilegio poetico di Dinu Flămând

Dinu Flămând, intellettuale di poliedrica attività, è anche un affermato e apprezzato poeta. In Italia sono state pubblicate due sue raccolte liriche: La luce delle pietre (Palomar, Bari 2009), antologia della sua lirica scritta fra il 1998 e il 2009, a cura di Giovanni Magliocco, e Ombre e falesie (Raffaelli, Rimini 2018), a cura di Smaranda Bratu Elian. La stessa curatrice presenta ora in anteprima per la nostra rivista alcune poesie da una antologia di prossima pubblicazione, nelle quali l’autore riversa impressioni di viaggio, inoltrandosi anche in più intimi meandri della propria vita.



A Roma e Firenze, per celebrare Dora d’Istria (principessa Elena Ghica)

Dora d’Istria, pseudonimo della principessa Elena Ghica (1828-1888), rientra nel novero delle grandi donne intellettuali dell’Ottocento europeo. A rievocarne la personalità e la storia si è cimentata con rigore la professoressa Roberta Fidanzia nel libro Dora d’Istria. Uno sguardo femminile sull’Ottocento (Aracne, Roma, 2013). Curatrice della traduzione romena, pubblicata quest’anno dalla casa editrice Drengo di Roma, è la professoressa Viorica Bălteanu, che ci informa anche sul doppio evento celebrativo, romano e fiorentino, tenuto in suo onore.



L’aurora è a est. Armando Santarelli, uno scrittore che ama la Romania

«L’amore non si misura; ma se ti conquista, senti che è come se fosse lì da sempre». Per Armando Santarelli, la Romania è come una professione di fede. Come l’eco di qualcosa di atavico, lo scrittore ha scoperto in quella terra il tassello che gli mancava per completare in qualche modo sé stesso. Ce ne rende partecipi con questa sua testimonianza profonda e personale, dotta e illuminante, che tocca argomenti attinenti alla storia, alla lingua e alla cultura romene in un ampio spettro d’analisi, in cui si può cogliere una vera e propria dichiarazione d’amore per la Romania.



Le Serate italiane di Bucarest alla loro cinquantesima edizione

Con le Laude di Jacopone da Todi, tradotte e curate in romeno dalla professoressa Oana Sălișteanu e uscite per l’editrice Humanitas (2018), le Serate italiane, ospitate come sempre presso la Libreria Humanitas Cișmigiu di Bucarest, giungono al ragguardevole traguardo della cinquantesima edizione. Il felice evento coincide così con la presentazione di una importante uscita editoriale incentrata su un’opera fondamentale del periodo predantesco, poco conosciuto ma altrettanto significativo per la storia letteraria italiana. Cronaca di Cristina Gogianu.



Ceronetti e Cioran. Amichevoli messaggeri dell’inesorabile

«La scomparsa di Guido Ceronetti ha colpito duro e ci ha privato dell’ultima lanterna lasciandoci orfani». Così Alessandro Serravalle, nel cui articolo vengono messi a fuoco, come in un gioco degli specchi, alcuni dei temi centrali delle opere di Ceronetti e Cioran. I loro scritti, infatti, presentano argomenti cari a entrambi, e uno studio più ampio e approfondito farebbe emergere i fili sotterranei che uniscono i due pensatori. Un’amicizia assidua e coltivata per anni li ha fatti convergere su alcune tematiche chiave, caratteristiche della loro comune e peculiare visione della realtà.



Nuovi racconti di Cristian Fulaș, riconferma di uno scrittore di talento

Ritorno più che convincente dello scrittore Cristian Fulaș, non più come «outsider», ma come una delle voci fra le più versate dell’attuale schiera di prosatori romeni saliti alla ribalta in questi ultimi anni. I cinque racconti presenti nel suo nuovo volume, Cei frumoși și cei buni (Polirom, 2017), confermano il talento di un prosatore acuto e incisivo, facendogli superare con successo, tramite una scrittura scorrevole ma densa e incisiva, il banco di prova della prosa in forma breve. Ne pubblichiamo, in anteprima, il racconto Giovanni. A cura di Mauro Barindi.

Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.









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