SETTEMBRE 2018, anno VIII

Ciprian Măceșaru e i suoi nuovi racconti sulla realtà della Romania

Ancorati alla realtà più recente della Romania o alle vicende quotidiane di vita in cui ognuno potrebbe rispecchiarsi, gli otto nuovi racconti di Ciprian Măceșaru editi per la casa editrice da lui stesso fondata, nel volume Și se făcu întuneric (NEXT PAGE, Bucarest 2018), colpiscono per la loro qualità di scrittura e stile; sono brevi, fulminanti squarci sulla natura umana nei suoi svariati approcci, come fotogrammi di un film in presa diretta, coinvolgente e aperto a più spunti di riflessione. Una felice riconferma del talento di Ciprian Măceșaru. A cura di Mauro Barindi.



«Cioran. La filosofia come de-fascinazione e la scrittura come terapia»

Il giovane studioso e filosofo Vincenzo Fiore arricchisce il già fitto panorama degli studi pubblicati in Italia su Cioran con il volume Emil Cioran. La filosofia come de-fascinazione e la scrittura come terapia (Ed. Nulla Die 2018), un saggio nel quale l'esegeta traccia un acuto ritratto del pensatore romeno, stabilendo un ponte tra biografia e pensiero, e toccandone alcune idee-leitmotiv. Il saggio funge anche da introduzione all’opera filosofica cioraniana, corredato da un articolato apparato bibliografico e da testi in appendice di notevole interesse. Recensione di Alessandro Seravalle.



Marco Fazzini su «Poetry Vicenza» e sul coraggio di investire in cultura

Giunto alla sua quarta edizione, il Festival di poesia contemporanea e musica «Poetry Vicenza» distilla note e versi di suggestivo impatto nella soggiogante bellezza delle architetture palladiane della città veneta, una formula dagli eccellenti esiti ideata e portata avanti con grande entusiasmo dal professor Marco Fazzini, docente di lingua e letteratura inglese e postcoloniale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Del festival e del coraggio di rischiare e investire in cultura ci parla ampiamente Marco Fazzini nell’intervista raccolta dalla professoressa Smaranda Bratu Elian dell’Università di Bucarest.



In memoriam Cesare De Michelis

L’improvvisa scomparsa, il 10 agosto 2018, di Cesare de Michelis, critico e professore universitario e presidente della casa editrice veneziana Marsilio, una delle più prestigiose del panorama editoriale italiano, lascia sgomenti e desta profonda tristezza. La professoressa Smaranda Bratu Elian ripercorre la sua figura di editore, specialista e studioso di letteratura italiana, soffermandosi anche sul suo legame di amicizia con la Romania e sulla sua grande e concreta generosità, quella di un moderno mecenate al servizio della cultura italiana.



«Sindrome italiana»: chi bada alle badanti?

Nel suo articolo Armando Santarelli ci porta a conoscenza di un risvolto drammatico della vita delle badanti dall’Est Europa che, per ragioni economiche, lasciano i figli e la famiglia per trasferirsi in Occidente in cerca di lavoro: il senso di abbandono e di perdita di identità, uniti al senso di colpa, le portano a volte a sviluppare una serie di patologie psichiche, note come la «Sindrome italiana». L’autore squarcia il silenzio su un fenomeno sociale praticamente sconosciuto da noi di devastante impatto sull’esistenza e la salute mentale di queste donne.



Bucarest, esposti fino a settembre i preziosi del Museo Nazionale di Arte

Si intitola «Metamorfosi. Cammei, gemme e gioielli della collezione del Museo Nazionale di Arte della Romania» la mostra aperta fino al 30 settembre nel medesimo Museo, occasione rara per ammirare un ricco corpus di opere, in gran parte sconosciute. Anelli, bracciali, orecchini decorati con gemme intagliate, nonché cammei e pietre preziose di diverse epoche costituiscono il fulcro della mostra, strutturata seguendo il filo concettuale della metamorfosi, quale trasformazione artistica della materia e, sovente, riadattamento espressivo di gioielli antichi. Presentazione di Anita Paolicchi.



Lo zero che sconfigge il nulla: il romanzo di Cristina Mărginean Cociș

Romanzo e storia vissuta si intrecciano indissolubilmente in Zero Positivo, romanzo in cui Cristina Mărginean Cociș racconta la sua sfida con il cancro. Stabilitasi da anni a Udine, l’autrice deve affrontare una prova «grave e fulminante» mentre è in attesa del suo secondo figlio. Una via della croce che si trasforma in via dell'amore. Il romanzo le canta entrambe, con la corposità vera e convincente di una storia vissuta che si fa anche pedagogia della fede: la croce, simbolo di memoria e rinascita corporale e spirituale, è presente in tutto il racconto. Recensione di Carolina Montuori.


Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.





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