GENNAIO 2018, anno VIII

Camelia Cavadia: dalla violenza in famiglia le «Maschere della paura»

Si intitola Măștile fricii (Le maschere della paura) il nuovo romanzo di Camelia Cavadia, autrice acutissima di storie che scandagliano nei drammi quotidiani delle persone. Stavolta è di scena la violenza in famiglia, con tutte le sue ricadute sul piano personale e sociale. Ema, Sofia e David sono le vittime predestinate di un padre-orco e di una madre arrendevole. Cavadia ne segue le vicende dall’infanzia all’età adulta, in un romanzo duro e diretto, pienamente meritevole del successo di critica e pubblico che l’autrice ha saputo raccogliere attorno a sé. Presentazione e traduzione di Mauro Barindi.



Ioan Petru Culianu, il gioco come essenza ultima del mondo

Il gioco come essenza ultima del mondo è la tesi fondamentale di Iocari serio, opera del celebre storico delle religioni romeno I. P. Culianu (ora tradotta in italiano a cura di H. C. Cicortaş) nella quale la verità non viene considerata come un concetto da spiegare ma come un’operazione da compiere. La fonte originaria della conoscenza, secondo Culianu, è potente e pura: per accedervi occorre un sapere che preceda ogni logica, che fondi la razionalità stessa. La sfida è toccare il limite della pensabilità: ascoltare ciò che tiene insieme il gioco del mondo. Recensione di Draga Rocchi.



Cioran, il mistico che non credeva a nulla. Un convegno a Napoli

«io sono un mistico e non credo in nulla», parola di Emil Cioran. Lo scorso novembre, la Pontificia Facoltà Teologica di Napoli ha dedicato un convegno ai complessi rapporti di Cioran con la dimensione del divino. Raccolti attorno al tema «Dio e il Nulla. La religiosità atea di Emil Cioran», alcuni tra i più importanti studiosi del pensatore romeno hanno affrontato da differenti angolazioni una tematica che coinvolge ontologia e mistica, riflessione esistenziale e tensione metafisica, articolando snodi essenziali quali preghiera e solitudine, silenzio e noia. Cronaca di Alessandro Seravalle.



Sandrone Dazieri e il romanzo giallo italiano di scena in Romania

Lo scorso novembre, la Fiera del Libro Gaudeamus 2017 di Bucarest ha ospitato, tra i numerosissimi ospiti ed eventi, uno scrittore italiano, un genere letterario e un editore non comuni. Si tratta del romanzo giallo, uno dei protagonisti della prestigiosa kermesse bucarestina, mediante il secondo triller di Sandrone Dazieri, L’Angelo, pubblicato dalla editrice romena Crime Scene Press, che già nel 2016 aveva pubblicato dello stesso autore Uccidi il Padre. Smaranda Bratu Elian recensisce, con analisi critica, il romanzo e la sua traduzione in romeno.




ICR Venezia, concorso di traduzione letteraria dal romeno all’italiano

L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia bandisce il concorso di traduzione «Balaurul», rivolto agli studenti universitari (laurea triennale e magistrale) che frequentano i corsi di lingua, cultura e letteratura romena presso gli Atenei italiani. La prova consiste nel tradurre un brano di sette pagine del romanzo di guerra Balaurul di Hortensia Papadat-Bengescu. Le traduzioni dovranno essere inviate entro il 15 marzo 2018. I tre premi ammontano a 400, 200 e 100 euro e le traduzioni premiate verranno pubblicate nella nostra rivista «Orizzonti culturali italo-romeni».


Norman Manea: la lingua romena è per me casa e madre

La lingua romena come casa e come madre per colui che è forzato all'esilio. È la prospettiva di base dalla quale Donato Cerbasi analizza il rapporto di Norman Manea con la propria lingua d'origine. Nato in Bucovina, regione all’epoca fortemente plurilingue (vi si parlavano romeno, tedesco, yiddish, ucraino, polacco, ruteno), Manea trova nel legame con la propria madrelingua un riferimento fisso nelle vicende tribolate della sua vita e una garanzia per il suo senso di identità, testimoniato anche dal fatto di aver scritto tutte le sue opere in romeno. Di sicuro interesse il raffronto con Cioran.



Pirandello chiude l'edizione 2017 delle Serate Italiane di Bucarest

Si è conclusa a dicembre l'edizione 2017 delle Serate Italiane di Bucarest, dove per l’ultimo appuntamento ha tenuto banco il volume di Luigi Pirandello, in edizione bilingue, Novelle per un anno - Nuvele pentru un an. Miruna Bulumete, tra i vari intervenuti, ha presentato il grande siciliano, mentre Mihai Banciu, traduttore, ha segnalato l’importanza dell’opera pirandelliana nel Novecento. L’attrice Dorina Lazăr, invitata d’onore della serata, ha catturato il pubblico con i suoi ricordi, e Smaranda Bratu Elian ha posto l’accento sui principali tratti dell’universo umano pirandelliano. Cronaca di Flavia Vendetti.




Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.





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