APRILE 2017, anno VII

Affabulazione che seduce: «Cazemata», il felice debutto di Tudor Ganea

Una storia che combina la suspense con il mistero, il fiabesco con la realtà, l’affabulatorio con le tinte poetiche: ecco Cazemata, romanzo d’esordio con il quale Tudor Ganea (classe 1983, architetto) fa il suo debutto come scrittore. Sostenuto da una scrittura dinamica, cangiante, a volte lineare, altre volte multi-espressiva, il romanzo mette in scena una congerie di piste narrative che a un certo punto ingarbugliano un po' la matassa da epopea «pontica» (l’azione si svolge sulle coste del Mar Nero) e che però riescono a sedurre il lettore. Presentazione e traduzione a cura di Mauro Barindi.



Sciascia l’eretico: «Morte dell’inquisitore», il romanzo diventa inchiesta

Nel quadro della presentazione di aspetti dell’opera di Leonardo Sciascia meno noti, Smaranda Bratu Elian propone la rilettura di un personaggio senza pari della vasta galleria di personaggi sciasciani: fra Diego La Matina di Morte dell’inquisitore. A fare da sfondo, il genere letterario creato dallo scrittore proprio con questo romanzo, probabilmente tra i più originali e appassionanti, ovvero il romanzo-inchiesta. Il genere si collega sia al giallo sia al romanzo giudiziario, ma se ne distingue per l’attenzione concentrata sull’inchiesta, e per il caso trattato, che non è inventato bensì reale.



Corrosivo e controcorrente: Lucian Pintilie, un regista da scoprire

È uno dei migliori registi romeni e, paradossalmente, tra i più misconosciuti d'Europa, autore di un cinema originale e corrosivo, dove non è comunque assente la speranza. Lucian Pintilie, riferimento di primo piano per il cinema romeno sorto dopo l'89, ha lavorato già durante il regime, proponendo tra l'altro nei suoi film una lettura sociale ed etica della Romania comunista, per cimentarsi successivamente con il teatro. Francesco Saverio Marzaduri offre un'analisi articolata e complessa dell’opera filmica di Pintilie, che ci auguriamo di vedere presto anche sugli schermi italiani.



E per conoscere gli attori ci sono i «Ritratti» di Ion Mihăileanu

Nascono da un’appassionata immersione nell’universo dei più grandi attori romeni degli anni Settanta i Ritratti di attori (Portrete de actori) di Ion Mihăileanu, giornalista, docente, sceneggiatore e padre del più noto Radu, noto anche in Italia per aver diretto lo splendido Train de vie. Nel volume che Anca-Domnica Ilea ci presenta (tradotto in francese, ma non ancora in italiano), i vari ritratti puntano a restituirci tanto l’artista quanto l’uomo in ciascuno degli interpreti d’eccezione che per lungo tempo hanno fatto vibrare il ritrattista. A esemplificare la scrittura di Mihăileanu, il medaglione dedicato a Toma Caragiu.



Romeni & senza patria: Emil Cioran e Dieter Schlesak

Una patria comune, la Romania, con la sua lingua e indole. Un esilio comune, sia pur scelto e vissuto in modi diversi. Emil Cioran e Dieter Schlesak, due intellettuali senza patria, ancorché profondamente radicati in una origine comune, che ne determinerà aspetti essenziali del sentire e del pensare. A cura di Antonio Di Gennaro, è stato recentemente pubblicato con il titolo E. Cioran, Un’altra verità il carteggio tra Cioran e Schlesk, contributo essenziale alla conoscenza dei loro rapporti personali e del loro rapporto con la terra d’origine. Presentazione di Vivetta Valacca.




I «Ricordi» di Francesco Guicciardini alla XLIV Serata Italiana

Lo scorso 10 marzo si è tenuta a Bucarest la XLIV edizione delle Serate Italiane, con il lancio del volume di Francesco Guicciardini, Ricordi. Dialogo del reggimento di Firenze (Humanitas). Sono intervenuti l’italianista Corina Anton, traduttrice del volume, Carlo Varotti, professore di letteratura ed esperto del pensiero politico del Rinascimento, Cătălin Avramescu, specialista di filosofia politica. Contributi anche da parte del pubblico, relativi alla validità delle osservazioni politiche e antropologiche di Guicciardini e al modello di responsabilità raccomandato al politico. Cronaca di Flavia Vendetti.


Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.





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