GIUGNO 2019

Panoramica sugli eventi dello stand Romania al Salone di Torino 2019

Undici anni… portati bene: sì, per l’undicesimo anno consecutivo (il settimo, dal 2013, per «Orizzonti culturali italo-romeni», in qualità di uno dei media partner), lo stand della Romania, organizzato quest’anno dall’unione delle forze dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e dell’Accademia di Romania in Roma, ha accolto nella Sala Romania il numeroso pubblico accorso ad assistere ai ricchi eventi in programma con ospiti scrittori, esperti e traduttori dello spazio culturale romeno in una ideale staffetta durata cinque giorni. Di Mauro Barindi.



Tra De Chirico e Klimt: mostra di Legendina di Paolo nelle Langhe

Metaphysica Liberty è il titolo dell’originalissima mostra antologica che porterà un’artista romena scomparsa, dal talento premiato e celebrato al Grand Palais di Parigi come all’Onu di Ginevra, nella Langa del Barolo, sotto il segno dell’Unesco. Le opere di Legendina di Paolo, nata nel 1939 a Cobadin, in Romania, e scomparsa nel 2017 a Lugano, nella sua città adottiva, potranno essere ammirate dal 30 maggio al 17 giungo 2019 nella pregevole cornice della restaurata chiesetta di Sant’Anna di Castiglione Falletto (Cn). Di Fabio Giuseppe Carlo Carisio.




«L’ Immagine dell’ebreo» secondo Andrei Oișteanu

Davide D’Amico recensisce il volume L’Immagine dell’ebreo. Stereotipi antisemiti nella cultura romena e dell’Europa centro-orientale, pubblicato dall’editore Salomone Belforte, a cura di Horia Corneliu Cicortaș e Francesco Testa, e presentato all’ultimo Salone internazionale del libro di Torino. Nella recensione, Davide D’Amico sottolinea l’importanza del volume come nuovo autorevole contributo scientifico nell’ambito degli studi sull’antisemitismo in cui si indagano origini, sviluppo ed eventuale sopravvivenza contemporanea dell’antisemitismo popolare romeno e centro-orientale.




PromART. La vivacità del bronzo e della terracotta: il mago Szakáts Béla

Il Museo di Arte di Timișoara ospita, fino al 30 giugno c.a., una mostra indimenticabile: una retrospettiva Szakáts Béla. È un avvenimento importante per l’arte visiva di Timișoara, poiché trattasi di uno dei più raffinati scultori della Romania. Il soggetto principale della creazione artistica di Szakáts Béla è l’uomo, archetipo che accompagna e anima interamente la sua carriera da circa 60 anni. Dalle sue testimonianze, sotto il comunismo faceva ciò che gli era permesso: studiare arte figurativa. Riprovava a reinventare la figura umana. Anzi, la natura umana. Di Robert Şerban.



PromART. La pittura di Dana Constantin

Cosa ci propone Dana Constantin nelle sue serie visuali? Un attento esercizio dell’occhio, che può condurre a quella «emissione dell’occhio», di cui scriveva Ștefan Augustin Doinaș. Se seguiamo la lezione del poeta e guardiamo con attenzione, vediamo strati distinti di materia pittorica sistemati con virtuosità, che creano veli che conferiscono trasparenza all’ombra. Così, ciò che sembra solo nero, o blu, risulta essere un’intera gamma di sfumature. Lo sguardo dello spettatore entra nell’universo del quadro, ripercorrendo a ritroso la strada dell’artista. Di Ruxandra Demetrescu.




Festlettura. VIII edizione del festival di lettura giovane

Si è svolto per l’ottavo anno il Festival di lettura giovane, benefico progetto partito nel 2012 per diffondere la letteratura italiana nei licei romeni bilingui, iniziativa dell’allora lettore Giancarlo Repetto del liceo «Dante Alighieri» di Bucarest, affiancato subito da docenti della Cattedra di italiano di Bucarest, fra cui Smaranda Bratu Elian, autrice di questa presentazione. È un evento che nel corso degli anni ha allargato il proprio raggio d’azione, coinvolgendo le università e sempre più licei, e ora anche gli studenti di scuola media, con al centro i libri italiani.



Percorso virtuale della mostra «Spazi Aperti XVII»

Organizzato tanto negli spazi destinati alle esibizioni artistiche, che in quelli non convenzionali del palazzo dell’Accademia di Romania in Roma – il chiostro e la fontana, i cortili perimetrali, le gallerie e gli spazi dello lo scantinato, gli studi degli artisti, ecc. – «Spazi Aperti XVII» ospita per questa edizione i lavori oltre una ventina di artisti internazionali, residenti di cinque accademie e istituti culturali di Roma: The British School at Rome, Accademia di Danimarca, Real Academia de España, Institutum Accademia Tedesca Roma, Romanum Finlandiae și Accademia di Romania in Roma..



«Monoideale» di Vasile Leac, «un luogo di speranze e piaceri»

Nella sua presentazione, Clara Mitola ci introduce alla voce poetica del transilvano Vasile Leac, autore che, rifuggendo dall’essere incasellato nella generazione poetica dei «duemilisti», preferisce stare ai margini, proponendo perciò liriche che puntano non all’«assurdo ludico del realismo miserabilista» della prima sfornata di poeti del 2000, ma allo «scherzo» e al «gioco letterario». Oltre a questa sua specificità stilistica, il poeta osserva anche la cruda realtà circostante, colta usando un linguaggio che sa abbandonarsi a venature di documentaristica obbiettività, fredde e tecniche.



Tradurre poesia: Mihai Eminescu, «La steaua»

Il traduttore di poesia – ma anche di prosa – è come uno scalatore di montagne: se troppo impavido, finisce per perdere la presa e si sfracella. Se, invece, è l’incertezza ad attanagliarlo, si abbarbicherà più forte alla roccia ma finirà sfracellato ugualmente. Questa è l’indovinata immagine che Alessio Colarizi Graziani utilizza all’interno del suo intervento per spiegare l’approccio del traduttore alla poesia di Mihai Eminescu, «assoluta» e proprio per questo difficile da tradurre rispettandone la «musicalità». Come La steaua, di cui ci offre la sua personale versione italiana.

Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.









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