GIUGNO 2020, anno X

Roberto Scagno: un occidentale nella Bucarest degli anni ’70

Il prof. Roberto Scagno, illustre romenista e antesignano degli studi in Italia sull’opera e la figura di Mircea Eliade, nell’intervista raccolta da Octaviana Jianu ripercorre e ci fa scoprire i suoi primi contatti con la Romania degli anni ’70 del secolo scorso, in cui cogliamo con quanta reticenza e sospetto – e con quanta insospettabile e discreta attività di pedinamento! – venissero accolti e seguiti gli intellettuali occidentali in visita per studio o per docenza in quello che all’epoca sembrava in apparenza uno dei regimi comunisti più blandi dei Paesi del blocco sovietico.



«Quel che affidiamo al vento» di Laura Imai Messina, tra poco in romeno

Smaranda Bratu Elian ci invita nel Paese del Sol Levante illustrandoci il romanzo Quel che affidiamo al vento (Piemme, 2020) della giovane nipponista italiana Laura Imai Messina, già autrice di altre fortunate opere divulgative e di prosa sempre imperniate sul suo Paese d’elezione, il Giappone. In questa sua terza proposta come narratrice, che sarà tradotta anche in romeno per Humanitas, si parla dei traumi esistenziali prodotti dallo tsunami, e non solo, del 2011 e di uno speciale, magico telefono terapeutico, «un telefono del tempo» che lenisce le ferite causate dalle tragedie.



Roma, città dei pittori. Bogdan Vlăduță, invitato a «Orizzonti d’arte»

Formatosi all’Università Nazionale di Arte di Bucarest e con alle spalle già una fitta lista di mostre personali e di gruppo, in Romania e all’estero, il pittore Bogdan Vlăduță è il nuovo invitato nello spazio «Orizzonti d’arte», che con l’occasione ci rende partecipi della sua testimonianza artistica in qualità di borsista «Vasile Pârvan» presso l’Accademia di Romania in Roma tra il 2002 e il 2004, esperienza che ha poi messo a frutto nel volume bilingue Roma e nel lavoro di dottorato discusso nel 2017 dal titolo Paesaggio romano – Itinerario di un pittore. Traduzione di Elena di Lernia.



Serafina Pastore in dialogo con l’artista plastica Anca Vintilă-Dragu

Nell’ambito della rubrica «Orizzonti d’Arte» Serafina Pastore ci fa fare conoscenza con Anca Vintilă-Dragu, artista ceramista nonché fondatrice del marchio «Una ca Luna». Dopo gli studi in Economia presso l’ASE di Bucarest, dà una svolta alla sua vita professionale laureandosi nel 2018 all’Università d’Arte UNArte della capitale romena, e da allora dedica integralmente sé stessa all’attività artistica che fin da subito le ha regalato soddisfazioni e una promettente carriera come una delle giovani artiste romene più attive, versatili e originali, per stile e tecnica, nel suo settore.



La storia della ricezione brasiliana di Cioran: 1949-1950

Lo studioso, cultore e traduttore di Cioran, Rodrigo Inácio R. Sá Menezes, aggiunge un nuovo prezioso tassello al puzzle della ricezione e della presenza dell’opera del pensatore di Rășinari in Brasile. Con questo suo nuovo contributo, egli documenta l’ostile diffidenza espressa nei confronti dell’opera di Cioran in Brasile, a partire dalle prime menzioni sui giornali, agli inizi del 1949, antecedenti alla consegna del Premio Rivarol e alla pubblicazione di Précis de décomposition, da Gallimard, con le critiche espresse da vari intellettuali quali il poeta Augusto Frederico Schmidt.




Inedito. Da «Sessualità e società» di Andrei Oișteanu (II)

Secondo appuntamento da Sexualitate și societate. Istorie, religie și literatură (Polirom, 2016) di Andrei Oișteanu, massimo esperto di etnologia, antropologia culturale e di storia delle religioni e delle mentalità, con un brano tradotto a cura di Valentina Elia, la quale, in questa sua più che meritoria missione di far conoscere la genialità dello studioso e scrittore romeno e la particolarità di un’opera che non conosce, almeno per ora, una sua versione italiana, ci svela il tema Sessualità e propaganda, sapida incursione nei retaggi del potere maschilista sulla donna.



Un tragico bilancio per la cinematografia romena

Alice Mănoiu, critica cinematografica, Dumitru Carabăț, sceneggiatore, professore universitario, Carmen Galin, attrice, Mircea Sorin Moldovan, regista, attore, Mircea Mureşan, regista, sceneggiatore, attore: questa è la triste lista di alcuni grandi nomi del cinema romeno che ci hanno lasciato in questo funesto 2020. Date le restrizioni imposte dalla pandemia, Laurențiu Damian, presidente dell’Unione dei Cineasti di Romania, ha chiamato a raccolta in rete amici, colleghi e studenti per un ultimo omaggio in ricordo delle loro vite spese per il cinema. A cura di Ioana Eliad.



Romania: I Padri Fondatori (parte prima)

Armando Santarelli ci offre la prima parte del suo ampio e dotto affresco sui Padri Fondatori della Romania moderna, una sorta di introduzione alla storia e alla cultura della nazione cui dedica ormai da anni le sue attenzioni da vero e proprio cultore dedito e appassionato. In questo primo capitolo scopriamo quindi i primi passi verso l’unità nazionale che lasciano impresse le loro orme con i moti del 1821 e 1848, una fase accompagnata dal rigoglio culturale e dalle prime figure di letterati illuminati ed eruditi quali i Văcărescu, C. Conachi, D. Golescu, A. Pann.


Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.









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