GIUGNO 2018, anno VIII

Norman Manea tra identità romena e retaggio ebraico

La tematica del rapporto della sua identità di scrittore romeno e del suo retaggio ebraico ritorna in due dei libri di Normai Manea pubblicati negli ultimi anni in Italia: Varianti di un autoritratto (Il Saggiatore 2015) e Corriere dell'Est (Il Saggiatore 2017), analizzati da Donato Cerbasi. Per Manea, il romeno è la base imprescindibile e garanzia indiscutibile della sua identità di uomo e di scrittore: «In nessun’altra lingua ho messo alla prova la mia creatività allo stesso modo. È la lingua del mio scrivere, in essa lavoro con me stesso, i miei pensieri, le mie emozioni e le mie parole».



L’Italia al IX Festival Internazionale di Poesia di Bucarest (FIPB)

La IX edizione del già tradizionale Festival Internazionale di Poesia di Bucarest, svolta fra il 14 e il 20 maggio 2018, ha avuto un’ampiezza e una diffusione che rende ormai tale evento bucarestino il più importante festival letterario romeno. Al Festival l’Italia è stata rappresentata da tre personalità che illustravano bene i suoi principali campi di interesse: Bruno Mazzoni - insigne traduttore della letteratura romena in italiano, Valter Raffaelli - editore di poesia e direttore della casa editrice omonima di Rimini e il poeta Alessio Brandolini. Cronaca di Smaranda Bratu Elian.



Concorso di traduzione letteraria dal romeno all’italiano «Balaurul»

Pubblichiamo tre brani del romanzo Balaurul [Il Drago] tradotti in italiano da Giulia Ambrosi, Andreea David e Anda Amelia Neagu, vincitrici del I, II e III premio del concorso di traduzione letteraria omonimo, bandito dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, con il sostegno finanziario dell’Istituto Culturale Romeno nel dicembre del 2017, in occasione del Centenario della Grande Guerra. La prova è consistita nel tradurre sette pagine del detto romanzo che testimonia l’impegno dell’autrice nel corpo delle infermiere volontarie durante la Grande Guerra.



Arte e antropologia. Intervista a Francesco Marano

«Non progetto soltanto con la mente. Anche se ho un’idea, questa cambia continuamente mentre lavoro ad un disegno o a un video. Sento il mio corpo come un canale attraversato da esperienze, idee, oggetti, immagini, sogni». Francesco Marano è antropologo, artista e film-maker. Professore Associato all’Università della Basilicata, si occupa di antropologia visuale, di teorie e metodi dell’etnografia, di rapporti fra arte e antropologia. Legato alla città di Timişoara, lo abbiamo incontrato e intervistato in occasione della mostra Casa e trasloco / Home and resettlement. A cura di Andreea Foanene.



L'esodo delle madri: quando il romanzo urla la tragedia di chi emigra

Storie di esilio e di separazione, dove la povertà totale diventa preferibile all’assenza della madre. È uno dei tanti volti, troppo poco conosciuti e considerati, dell’emigrazione delle madri, storie di dolore che toccano anche molte donne romene emigrate in Italia e altrettanti figlie famiglie che restano in Romania. Ce lo raccontano, con la forza della denuncia e della testimonianza in prima persona, due romanzi di Liliana Nechita e Dan Lungu, qui presentati da Smaranda Bratu Elian. Storie dove l’emigrazione è vissuta come un fallimento, per quelli che partono e per quelli che restano a casa.



Leggiamo l’Italia: Festlettura è arrivato alla Settima Edizione

L’edizione 2018 di Festlettura, che ha come motto «Parole che uniscono», si è svolta in larga misura seguendo le tracce guida stabilite e rafforzate negli anni anteriori. Oltre ottanta partecipanti si sono iscritti alle tre categorie del concorso (scuola media, liceo, università), le cui scuole e città di provenienza ricoprono quasi l’intero territorio del Paese. Hanno risposto all'appello sia i centri con una nota tradizione nell’insegnamento dell’italiano, sia i nuovi arrivati, della cui attività neppure si sospettava l’esistenza prima della loro partecipazione a questo festival.



Ioan P. Culianu: Iocari serio, i tanti geroglifici di un gioco cosmico

Il mistero della creazione risiede nel suo carattere ludico e gratuito, e tale gratuità è sempre presente nel gioco metafisico della ricerca della verità: per svelare l’essere bisogna essere disposti a giocare con esso. È questo il presupposto storico e filosofico di Iocari serio, opera di Ioan Petru Culianu, di cui è prevista la presentazione al Salone di Torino. La modernità ha relegato il sapere magico nella sfera dell’irrazionale, irrilevante allo sguardo dei moderni. Non così nel Rinascimento, dove la metafora del gioco è relazionata alla maestria nelle discipline più serie. Uno studio di Paolo Vanini.

Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.





PARTNER ISTITUZIONALI






COPYRIGHT

Tutti i testi contenuti
in questo
sito
sono tutelati dal diritto d’autore.
È pertanto vietato
qualsiasi utilizzo
o riproduzione totale o parziale, attraverso qualsiasi mezzo
fisico o elettronico,
senza previa autorizzazione.