RECENSIONI

Saper invecchiare è una virtù, anzi un'arte. Parola di Andrei Pleșu

La crisi inevitabile per ogni uomo è quella della soglia della vecchiaia: a ogni età si attende quella successiva, solo nella vecchiaia si attende una vita ‘altra’. Muovono da questo dato di esperienza le considerazioni proposte al XXI Convegno ecumenico di spiritualità ortodossa di Boseda da Andrei Pleșu, nome di prima grandezza nel paesaggio culturale romeno contemporaneo, sul tema della vecchiaia. «L’anziano vive simultaneamente su due piani differenti: nel qui e nell’altrove. Chiunque vi riesce, anche in altra età, acquisisce la virtù della vecchiaia». Di Giacomo Ruggeri.



Tra realtà e fantasia, il «Viaggio in Romania» di Laura Rainieri

Si intitola Viaggio in Romania. Tra realtà, fantasia e utopia il libro che Laura Rainieri dedica ai suoi percorsi di scoperta di questo Paese (Ed. Studia, Cluj Napoca, 2014). Spazialità e temporalità dei luoghi assumono plastica evidenza agli occhi del lettore grazie alla sapiente guida che conduce tra città e paesi, di cui risaltano efficacemente bellezza e peculiarità, ma anche aspetti meno eclatanti. Suggestivi i richiami letterari, di cui l’autrice intesse pagine del suo testo, all'importante poeta Tudor Arghezi e all’illustre italianista Nina Cassian. Recensione di Franca Maria Ferraris.



Viaggio e ritorno: un mito della letteratura d’immigrazione italofona

Il mito del viaggio non ha perso i suoi significati nella letteratura d’immigrazione contemporanea, anzi si è arricchito di nuove espressioni: l’uomo porta in sé questo fantasma e lo perpetua in forme evolute. Ana Maria Tomaziu Pătraşcu analizza il «ritorno a casa» nell'antologia bilingue a cura di Irina Ţurcanu Ritorno a casa (2013), e ne L’italiana di Joseph Zoderer (1982, traduzione italiana 1985). Il viaggio è una scommessa ambivalente: produce alienazione, con l’ego-nomade che si dissipa nel mondo, ma anche ritorno, cioè ritrovamento di sé nel recupero del senso primordiale.



«Salazar e la rivoluzione in Portogallo». Note su Mircea Eliade

Mircea Eliade visse per qualche anno anche a Lisbona lavorando presso la legazione romena e lì, mentre nel resto d’Europa infuriava la guerra, scoprì il regime salazarista, fautore di una rivoluzione spirituale che secondo lo storico delle religioni era da contrapporre non solo al comunismo ma anche al liberalismo e alla democrazia parlamentare. Filippo Coralli riflette su alcuni aspetti di quest’opera, interrogandosi in particolare su una domanda di fondo dello stesso Eliade: è possibile una rivoluzione sulla base di valori come quelli della dottrina sociale della Chiesa?



Esce in italiano il «Falso Trattato di estetica» di Benjamin Fondane

Filosofo per difendere la poesia, ovvero la creatività infinita della vita, Benjamin Fondane giustifica l’essere del mondo e della vita umana come fenomeno estetico e piacere creativo. È, questa, una delle tesi che percorrono il suo Falso Trattato di estetica. Saggio sulla crisi del reale, in uscita in prima edizione italiana presso l'editore Mucchi di Modena, a cura e in traduzione di Luca Orlandini. Navigatore di terrae incognitae, limitrofo di Dio, Fondane canta e pensa con una vitalità sorprendente e la sua vita si chiude come quella dei poeti di cui parla. Presentazione di Luca Orlandini.



Quando la lingua è vita: «lo Zingarelli 2015». (Con una nostra proposta)

La lingua è la casa dell’uomo e nulla di quanto avviene nell’ambito del linguaggio è irrilevante: cambiamenti di civiltà comportano cambiamenti di linguaggio. Lo evidenzia con efficacia quel gioiello editoriale che è il vocabolario lo Zingarelli 2015 (Zanichelli), dove tra 144 mila voci e 380 mila significati, troviamo 500 parole nuove, 3.000 parole da salvare e un'idea originale: 55 «definizioni d’autore», ossia parole commentate da varie personalità. Spunto per una proposta: grande operazione farebbe quell'editore che volesse lavorare a un «lessico culturale italo-romeno». Di Giovanni Ruggeri.



Letteratura migrante: Irina Ţurcanu e il suo «Alia su un sentiero diverso»

Con questo numero iniziamo la pubblicazione di interventi dedicati ai libri più rappresentativi della cosiddetta letteratura romena migrante, cioè prodotta in lingua italiana da autori romeni italofoni che vivono e operano in Italia. Apre la serie il romanzo d’esordio di Irina Ţurcanu, Alia su un sentiero diverso (Edizioni Seneca 2008). Temi centrali del libro sono lo sradicamento e la perdita dell’orizzonte, ma anche la ricerca di una terra fertile dove poter reimpiantare le proprie radici. Un altro luogo per declinare la propria identità. Recensione di Ana Maria Tomaziu Patraşcu.



Un libro al femminile: Adriana Bittel e il suo «Appuntamento a Parigi»

Un’altra scrittrice romena si affaccia sul panorama editoriale italiano. Si tratta di Adriana Bittel con Appuntamento a Parigi, recentemente pubblicato dalla casa editrice Aracne, nella traduzione di Raffaella Tuan. Il libro contiene 11 racconti, ognuno dei quali svela un personaggio femminile. L’autrice racconta storie, amori non corrisposti con una spiccata capacità di esplorare l’animo umano e analizzare le donne e le loro reazioni nel quotidiano, nelle banalità della vita reale. Qualcuno osserva che la prosa di Adriana Bittel ricorda per l’amarezza, la tristezza e la fantasia, i film di Fellini.



«Fine dell’Occidente?». Il best seller di Lucian Boia ora anche in Italia

Grande studioso dell’immaginario e dei miti nazionali romeni, propugnatore di teorie spesso provocatrici, Lucian Boia è uno dei maggiori storici della Romania post-comunista. Autore di autentici best seller, spesso accompagnati da accese polemiche, entra ora nella scena culturale italiana con il suo recente Fine dell’Occidente? Verso il mondo di domani (Ediesse 2014), suggestivo saggio in cui Boia sostiene, contro la tendenza generale, che l’Occidente non è finito, bensì che va preparando una nuova civiltà. Ancora una volta, c'è da esserne certi, farà discutere. Presentazione di Clara Mitola.



«La mattina di un miracolo»: Bujor Nedelcovici tradotto in Italia

Una voce romena ci arriva da Parigi: è quella di Bujor Nedelcovici, scrittore di spicco dell'esilio romeno, ora anche in traduzione italiana con il romanzo La mattina di un miracolo (Rediviva Edizioni, Milano, 2014). La traduttrice Ingrid Beatrice Coman ci introduce al libro, dove campeggia la storia di una donna, Maria, alla ricerca di se stessa, della sua verità ultima e del senso nascosto e misterioso della vita, attraverso le rovine di un passato devastato. Trovando l’amore, ricorda il libro, si trova Dio. Il mistero dell’animo femminile tratteggiato con raffinata abilità dalla mano di un uomo.



«Le giovinezze di Daniel Abagiu»: il ʻridere riflessivoʼ di Paul-Badescu

Irina Turcanu ci introduce al nucleo tematico di Le giovinezze di Daniel Abagiu (Ciesse Edizioni, 2014) di Cezar Paul-Badescu, scrittore e pubblicista, caposervizio della redazione Cultura del quotidiano «Adevarul» e redattore della rubrica settimanale di analisi televisiva Cultura pe sticla (Cultura su vetro) della rivista culturale «Dilema». Il libro è un romanzo di memoria e formazione in cui, raccontando le vicende di Daniel Abagiu – più familiarmente Danutz – l'autore mette in atto due registri tra i più difficili della comunicazione letteraria: l’ironia e l’autoironia.



«L'agonia dell'Occidente», il carteggio tra Cioran e Wolfgang Kraus

Protrattosi per quasi vent’anni, il carteggio tra Cioran e il filosofo della cultura austriaco Wolfgang Kraus (L'agonia dell'Occidente. Lettere a Wolfgang Kraus 1971-1990, a cura di Massimo Carloni, Edizioni Bietti), con le sue centocinquantotto lettere si dimostra uno dei più ragguardevoli tra quelli del grande di Răşinari fino ad oggi pubblicati. A far da sfondo al dialogo epistolare, l'orizzonte della crisi della cultura europea prefigurata dallo sgretolamento dell’Impero asburgico. Il libro è stato presentato al Salone del Libro di Torino il 10 maggio, presso lo Stand della Romania.



«Dalla Romania senza amore», lo sguardo disincantato di Anca Martinas

La Romania degli ultimi vent'anni vista con gli occhi di due donne romene emigrate in Italia. Ecco l'orizzonte del romanzo di Anca Martinas Dalla Romania senza amore (Robin Edizioni, 2009). Nata nel 1970 a Roman, Anca Martinas si laurea in Assistenza Sociale e in Teologia all'Università di Bucarest, coltivando nello stesso tempo la passione per il giornalismo scritto e radiofonico. Dal 2004 si stabilisce a Roma, dove lavora come redattrice e speaker nella sezione romena della Radio Vaticana. Questo è il suo primo romanzo in italiano. Presentazione della scrittrice Laura Rainieri.



«Vedute»: Benjamin Fondane-Fundoianu tradotto in italiano

Poeta visionario, pensatore esistenziale, saggista, drammaturgo, cineasta, Benjamin Fondane-Fundoianu è uno dei più grandi scrittori europei del XX secolo. In prossima uscita, il volume Vedute, a cura di Giovanni Rotiroti e Irma Carannante (Edizioni Joker 2014). Si tratta di una raccolta di poesie romene, scritte tra il 1917 e il 1923, tradotte ora in italiano per la prima volta. La poesia di Fondane si inscrive nella letteratura esistenziale di matrice ebraica e questo volume è di fondamentale importanza per lo studio della letteratura europea del Novecento. Presentazione di Giovanni Rotiroti.



«De la cuvinte la cărţi»: gli studi di Mariana Istrate

Nel volume De la cuvinte la cărţi (Presa Universitară Clujeană, 2012) Mariana Istrate raccoglie contributi appartenenti a varie aree disciplinari, ma tutti imperniati sulla unità minima di raccordo costituita dalla parola. Si tratta di dieci studi, cinque in romeno e cinque in italiano, che attingono a temi che spaziano dalla storia della lingua e dalla lessicologia fino alla semantica e alla traduzione letteraria, discipline a cui l'autrice si è dedicata nella sua carriera universitaria. Destinatari privilegiati: giovani studenti di italianistica, ma anche studiosi di lungo corso. Segnalazione di Monica Fekete.



Eliade «politico»: il dittatore Salazar e la rivoluzione in Portogallo

Lisbona, 1941. Mircea Eliade è addetto stampa presso la Legazione romena, mentre il Portogallo è nelle mani autoritarie di António de Oliveira Salazar, al potere dal 1932 al 1968. Figura e opera del politico lusitano avvincono Eliade, che dedica al dittatore un libro: Salazar e la rivoluzione in Portogallo, ora pubblicato anche in Italia (traduzione e cura di Horia Corneliu Cicortaş, Bietti, Milano 2013). L’opera ci mostra un Eliade critico verso la democrazia e il sistema dei partiti, ma questo apprezzamento del dittatore portoghese sarà poi oggetto di severa autocritica. Recensione di Alessandro Vagnini.



Mariana Istrate, «Strategie denominative in letteratura»

Strategie denominative in letteratura di Mariana Istrate (Edizioni ETS, Pisa 2012) è un’opera dedicata alle problematiche della tassonomia degli pseudonimi, percorsi denomastici con riferimento alla lingua italiana e al romeno, peculiarità di nomi propri di animali nel testo letterario romeno, toponomastica transilvana. Riferimento di analisi sono grandi opere come il poema eroicomico Ţiganiada (La Zingareide) di Ion Budai Deleanu, il romanzo Ion di Liviu Rebreanu, Luntrea lui Caron (La barca di Caronte) di Lucian Blaga, La Divina Commedia dantesca, La coscienza di Zeno di Italo Svevo.



Benjamin Fondane: «Baudelaire e l’esperienza dell’abisso»

«Il est certain qu’on n’a jamais écrit quelque chose de plus profond sur Baudelaire». Scriveva così Emile Cioran a proposito del testo di Benjamin Fondane che ora possiamo leggere nella prima edizione critica italiana, Baudelaire e l’esperienza dell’abisso (Aragno, Torino 2013, cura e traduzione di Luca Orlandini). Monografia eccentrica, oltre qualsiasi canone di critica letteraria, il Baudelaire di Fondane obbliga ad andare oltre ogni lettura estetica, risultando essenziale per capire l’unicità di Baudelaire. E, naturalmente, si presenta come un testo importante anche per comprendere lo stesso Fondane.



Morto tra i topi del carcere: Papa Francesco beatifica Anton Durcovici

Lo scorso 31 ottobre, Papa Francesco ha dichiarato beato Anton Durcovici, vescovo cattolico di rito latino di Iaşi morto nel carcere di Sighetu Marmaţiei durante il comunismo. «La direzione della prigione – scrive Il vescovo greco-cattolico Ioan Ploscaru – lo aveva messo in isolamento quando si era resa conto che stava per morire. Fu proprio lasciato morire di fame, da solo, perché non se ne avesse notizia. Due giorni dopo un poliziotto mi condusse nella cella 13: mons. Anton Durcovici vi morì come un martire, assistito solo dai topi della prigione». Articolo di Giacomo Ruggeri.



Tatiana Niculescu Bran: «Confessione a Tanacu»

«Un libro molto duro che però non è contro la fede, bensì contro una interpretazione di essa ridotta a una visione cieca e oscurantista di quello che, viceversa, stando alle parole del Cristo, dovrebbe essere un messaggio d’amore  e di apertura verso gli altri». Un caso di cronaca nera, realmente accaduto in Romania nel 2005, è stato ricostruito, con il taglio narrativo proprio del romanzo, da Tatiana Niculescu Bran in Confessione a Tanacu, edito da Hacca. Il caso ha ispirato anche il film Oltre le colline del regista Cristian Mungiu, premiato al Festival di Cannes. Recensione di Diego Zandel.



Errico e Bruto Amante, personalità del Risorgimento italiano e romeno

Nicola Terracciano ci presenta due personaggi profondamente legati al Risorgimento italiano e romeno, Errico e Bruto Amante. Errico Amante fu patriota, giudice, studioso di Giambattista Vico, senatore del Regno d'Italia, una delle figure preminenti del Risorgimento italiano meridionale e molto legato alla Romania. Suo figlio, Bruto Amante, fu alto funzionario nel Ministero della Pubblica Istruzione, Segretario del Ministro Francesco De Sanctis e filoromeno per l’educazione ricevuta dal padre, ma soprattutto per i numerosi rapporti con personalità romene dell’epoca.



L’ortodossia romena, prospettive storiche e odierna presenza in Italia

La specificità culturale del popolo romeno, la cui presenza travalica i confini dell’attuale Romania, è inscindibilmente legata allo spazio in cui esso è vissuto e dove ha intessuto complesse relazioni con altre tradizioni. Sullo sfondo di un'efficace sintesi storica, Cesare Alzati segnala alcuni tratti essenziali dell'odierna presenza dell’ortodossia romena in Italia nel suo studio L’ortodossia nello spazio romeno e il significato della sua presenza in Italia per la comunione tra le Chiese pubblicato nel libro L’ortodossia in Italia. Le sfide di un incontro (EDB, Bologna 2011). Recensione di Giacomo Ruggeri.



Luigi Geninazzi: vi racconto l’Est comunista e la sua fine

«Bucarest, maggio 1987. Sono sconvolto dallo spettacolo straziante di un popolo affamato e terrorizzato. Manca il cibo nella Romania di Ceauşescu. Tutto è razionato, anche i prodotti di base come pane, burro, olio, farina e zucchero, spesso introvabili». Testimone della vita impossibile in tutto l’Est durante il comunismo, Luigi Geninazzi, giornalista esperto di politica internazionale, ha appena pubblicato L'Atlantide rossa. La fine del comunismo in Europa (Torino, Lindau, prefazione di Lech Walesa). Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo l’introduzione e l’inserto fotografico.



«Una strana gioia di vivere». Sandro Penna pubblicato in Romania

Ha visto da poco la luce, per i tipi della Humanitas di Bucarest, la silloge bilingue Poesie / Poezii di Sandro Penna, nella traduzione e cura di Smaranda Bratu Elian. «La poesia di Penna - avverte Alberto Casadei nella prefazione - punta all’immediatezza del rapporto sensazione-parola, alla trasparenza e alla cantabilità. La nettezza stilistica allontana le impurità ma non le elimina, e anzi si giustifica soprattutto come invenzione di una bellezza insieme falsa e vera. La sua è una scrittura che esprime la felicità del vivere attraverso l’azione della poesia: la vita è un bene, nonostante tutto».



Essere bambini in Romania: l’esperienza del gruppo «Gli amici di Sighet»

Da oltre dieci anni il Gruppo di Solidarietà Missionaria «Amici di Sighet», sorto a Fidenza, aiuta bambini e ragazzi in stato di abbandono della città romena di Sighet. Il primo ad essere conquistato da quei bambini bisognosi di una carezza fu Padre Filippo Aliani. Poi fu tutto il Gruppo a buttarsi anima e corpo in progetti mirati a realizzare case di accoglienza, costruire centri giovanili, ricostruire l’orfanotrofio, dar vita a cooperative socio-educative. Una storia di solidarietà italo-romena confluita in un libro edito da Franco Angeli. La presenta Giacomo Ruggeri.



Radu Ţuculescu e il suo «Stalin, con la zappa in spalla»

Stalin, con la zappa in spalla (Aracne Editrice 2013) è un romanzo dal carattere semi-autobiografico, in cui Radu Ţuculescu sviluppa, con eccezionale maestria, un parallelo tra i due periodi della vita di un uomo nato a ridosso degli anni ’50: un’infanzia vissuta all’insegna della spensieratezza, dell’avventura e del pericolo, in un Paese nel quale il senso di reciproco sospetto va diffondendosi in maniera capillare nell’intero tessuto sociale; e l’età adulta, in cui il protagonista, dopo il fallimento del matrimonio, si trova a dover fare i conti con la propria solitudine. A cura di Danilo De Salazar.



«Il caso Kerenes», la Romania dei nostri giorni protagonista a Berlino

Vincitore 2013 dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino, Il caso Kerenes (Poziţia copilului, secondo il titolo originale), diretto da Călin Peter Netzer e ispirato a una storia personale, esplora un complicato rapporto madre-figlio, mentre prospetta un'impietosa indagine della corruzione della società romena e di una nuova borghesia senza scrupoli, che pesa anche il dolore in denaro. Il film, finestra illuminante e al tempo stesso inquietante su una certa Romania dei nostri giorni, ha ricevuto un ampio e unanime consenso. Francesco Saverio Marzaduri ne propone un’approfondita e articolata analisi.



La spiritualità ortodossa romena ai Convegni ecumenici di Bose

Animata da una costitutiva vocazione ecumenica, la comunità monastica di Bose da oltre vent’anni consolida questo suo tratto identitario con un convegno internazionale dedicato alla spiritualità ortodossa. La casa editrice Qiqajon, espressione della comunità, ha pubblicato gli Atti di due Convegni ecumenici, con significativi contributi dedicati alla Chiesa ortodossa romena. In particolare, per il tema comunione e solitudine, un ritratto del grande monaco Cleopa di Sihăstria, quindi un saggio sulla Bibbia nella tradizione ortodossa romena. Presentazione di Giacomo Ruggeri.



La spettacolarizzazione della prosa italiana

Oana Boşca-Mălin, docente di lingua e letteratura italiana all’Università di Bucarest, ha pubblicato un poderoso studio sulla spettacolarizzazione della prosa italiana, che nel 2012 gli ha valso il premio di italianistica «Marian Papahagi». Sotto analisi, gli attuali meccanismi di promozione della letteratura, i filoni narrativi di maggior successo, il rapporto della nuova narrativa con il pubblico e con il mondo editoriale. Forte di una robusta bibliografia, Boşca-Mălin ci consegna un lavoro di carattere interdisciplinare in grado di interessare un largo pubblico. Recensione di Miruna Bulumete.



La memoria dell'oppressione nella prosa di Carmen Bugan

Gli echi dolorosi dell'oppressione comunista e la piena adesione alla condizione di esule delineano l’orizzonte di Burying the typewriter (Picador, Londra 2012), libro di Carmen Bugan, scrittrice romena rifugiatasi oltre Oceano per motivi politici. La ferocia della storia risuona da una lontananza remota, stagliandosi come ombra immane sul paradiso perduto di un'infanzia apparentemente idillica nell'arcaica atemporalità della campagna romena, di fatto sempre insidiata dagli occhi e dalla orecchie dell’onnipresente, famigerata Securitate. Recensione di Matteo Veronesi.



Olocausto e consapevolezza: Ilse Weber, il dolore che trasforma

Nei campi di sterminio dove l’Olocausto ha realizzato la sua strategia di morte, ogni Paese dell’Europa centro-orientale ha i suoi morti da piangere. Ilse Weber, giovane ebrea cecoslovacca internata nel campo di Theresienstadt, a nord di Praga, ha tenuto accesa la lampada della vita in questo mare di dolore. Nel libro Quando finirà la sofferenza? Lettere e poesie da Theresienstadt (Lindau, Torino 2013) sono raccolte le lettere inviate da Ilse all’amica Lilian e le poesie e canzoni scritte per i bambini ebrei del campo di Theresienstadt. Recensione di Giacomo Ruggeri.



Una breve storia del cinema romeno

Il successo dell’invenzione dei Fratelli Lumière giunse con rapidità anche nella lontana Bucarest. La «Piccola» Parigi di fine Ottocento respira Francia a pieni polmoni e il 27 maggio 1896, a soli cinque mesi dalla prima proiezione francese, anche il cinema mette piede in in Romania. Dettaglio curioso: a Roma e Milano le prime pellicole arrivarono nel mese di marzo. Queste e altre notizie aprono il delizioso libro di Marian Ţuţui, O scurtă istorie a filmului românesc (Una Breve storia del cinema romeno), con traduzione a fronte in inglese. Presentazione di Achille Tramarin.



«Uccelli del cielo» di Vasile Andru. Una lettura di Diego Zandel

In Romania la letteratura continua a fare i conti con la propria storia recente, come ben testimoniano i diversi romanzi le cui tematiche affondano le radici negli anni di Ceausescu. Da questa idea muove Diego Zandel nel recensire Uccelli del cielo di Vasile Andru (Edizioni Controluce-Besa, 2008), opera narrativa composta di due storie distinte e tenute insieme da un io narrante che intreccia con i protagonisti un rapporto di complicità esistenziale, sì da diventarne il testimone. Il romanzo stesso incarna questa testimonianza e: gli uccelli del cielo, da cui il titolo, ne sono gi artefici.



«Almanacco degli accidenti». A proposito di Ştefan Agopian

Le opere di Ştefan Agopian vantano caratteristiche di particolare originalità nel panorama letterario della Romania ceauşista. La prosa di questo autore è assimilabile a una corrente antirealista e antipsicologica, basata sull’invenzione fantastica, sull’uso di ardite architetture temporali, sul ricorso alla parodia, al ludico, alla parabola filosofica, oltre che a una ricca e sapiente intertestualità. Almanacco degli accidenti è il primo libro di Agopian pubblicato in Italia (traduzione di Paola Polito, postfazione di Bruno Mazzoni, Felici Editore, Pisa 2012). Paola Polito lo presenta.



Fondare un giornale a Bucarest: Luigi Cazzavillan e «Universul»

Luigi Cazzavillan fu giornalista, imprenditore e filantropo nella Romania di fine Ottocento. Arrivato a Bucarest quale corrispondente di guerra per alcuni giornali italiani, finì per stabilirvisi e fondare la testata «Universul», il più importante giornale della «Romania piccola». A lui è dedicato il volume Un italiano a Bucarest: Luigi Cazzavillan (1852-1903), di Ioan-Aurel Pop e Ion Cârja (Editrice Viella 2012). Verso la fine del XIX secolo, Cazzavillan era considerato una delle più importanti personalità della comunità italiana di Bucarest, promotore anche di varie iniziative caritatevoli.



Eliade/1. Il sacro e l'esoterico, nuove prospettive di interpretazione

Mircea Eliade ha sempre mostrato prudenza verso le interferenze della sua opera con l’esoterismo, cui molti hanno tentato di ricondurlo. A un approfondimento di questo tema, su ampio sfondo ermeneutico, è dedicato il volume Mircea Eliade. Le forme della Tradizione e del Sacro (Mediterranee 2012), frutto dei lavori di un congresso organizzato a Perugia nel 2007. I contributi sono a firma di Grazia Marchianò, Pietro Angelini, Enrico Montanari, Roberto Scagno, Giovanni Casadio, Pietro Mander, Carlo Prandi e Guido Ravasi. Recensione di Constantina Buleu.



Eliade/2. Tra filosofia e medicina: lo scambio con Valeriu Bologa

Mihaela Gligor, ricercatrice dell’Academia Română di Cluj, ha pubblicato Între filosofie şi medicină. Folclorul medical în viziunea lui Mircea Eliade şi Valeriu Bologa (2012), un volume dedicato ai rapporti epistolari tra Mircea Eliade e il medico e folclorista transilvano Valeriu Lucian Bologa, fondatore della scuola scientifica di Cluj insieme al francese Jules Guiart. Questo incontro, come mette ben in luce Giovanni Casadio nell'ampia presentazione, chiarisce tra l'altro alcuni aspetti dell'interesse di Eliade per gli studi di folclore, storia della medicina popolare e alchimia asiatica.



Maestro Ruggero di Puglia e i Tartari alla conquista della Transilvania

A Maestro Ruggero di Puglia, monaco e documentarista del XIII secolo, si deve la storia della conquista della Transilvania e della pianura pannonica da parte dei Tartari nel 1241. Di questo racconto minutamente descrittivo, affidato al Carmen  Miserabile, proponiamo, in prima traduzione italiana a cura di Afdera Zirone, il capitolo XXXIV dedicato alla distruzione della città di Varadino, l'attuale Oradea. Di Walter Scudero, autore del volume Memoria intorno a Maestro Ruggero di Puglia ed il suo «Carmen Miserabile» (Edizioni del Rosone, Foggia 2012), l'ampia presentazione e profilo storico.



Mons. Bercea: Ioan Ploscaru, martire della persecuzione comunista

Arrestato nel 1949, chiuso per quindici anni nelle carceri comuniste, sorvegliato fino al 1989 dalla Securitate, il vescovo greco-cattolico Ioan Ploscaru è una personalità emblematica della comunità cristiana romena, segnata in tutte le sue confessioni dalla testimonianza di uomini che hanno pagato cara la loro fede in Cristo. Di recente è stato pubblicato in Italia il libro-testimonianza di Mons. Ploscaru, Catene e terrore. Un vescovo clandestino greco-cattolico nella persecuzione comunista in Romania (EDB, Bologna). Mons. Virgil Bercea, vescovo di Oradea, ne firma la prefazione.



Poesia è semplicità: Umberto Saba in Romania, a 130 anni dalla nascita

Il poeta Umberto Saba è conosciuto in Romania grazie a traduzioni pubblicate su varie riviste e a tre antologie (1944, 1970 e 2009). La più recente e complessa silloge, La capra e altri poemi / Capra şi alte poeme, è edita da Humanitas nella prestigiosa Biblioteca Italiana, a cura di Smaranda Bratu Elian, con traduzione e postfazione di Dinu Flâmând. «Un messaggio etico di semplicità e umiltà emerge dall’intera opera di Saba, la cui grandezza sta nella convinta adesione alla realtà, nei contenuti e nel linguaggio, insieme colto e semplice». Così Margherita Ganeri nella prefazione.



Matei Vişniec e la poetica del ‘teatro decomposto’

Della drammaturgia di Matei Vişniec, noto per la sua attività in Francia, è uscito nel 2012 'La storia del comunismo raccontata ai malati di mente' e altri testi teatrali (Editoria&Spettacolo Edizioni, saggio introduttivo e cura di Emilia David). Una introduzione al teatro modulare di Vişniec ci viene proposta da Emilia David, che segnala in tale opera microtesti riuniti in sequenza successiva come ‘moduli teatrali da comporre’, instaurando un’estetica della ricerca e della creazione destinata alla variabile riconfigurazione dei «tasselli» e ad un processo creativo con esiti sempre differenti.



Invito alla storia: il nuovo Atlante Storico Zanichelli 2013

Un avvincente invito alla storia, dove vicende, personaggi, congiunture, implicazioni si squadernano lungo i secoli e tra le latitudini, mentre il lettore è invitato e rimandato, dalla ricchezza di efficaci spunti, all’esigenza di approfondimenti su questo o quell’aspetto. È l'offerta dell’Atlante Storico 2013 edito da Zanichelli (Bologna 2012), opera in due volumi più dvd, che spazia dalla preistoria ai nostri giorni. E la Romania? La troviamo richiamata sempre e inevitabilmente in contesti di relazioni e vicende sovranazionali. Recensione di Giovanni Ruggeri.



Esilio ed erranza: Benjamin Fondane, il pensatore «non rassegnato»

La rivista italiana di cultura «Humanitas» ha dedicato nel 2012 un intero numero a un nome di primo piano della cultura europea, ma ancora pressoché sconosciuto al grande pubblico italiano: Benjamin Fondane. Nato in Romania nel 1989, stabilitosi in Francia all'età di 25 anni, Fondane fu un protagonista delle origini del movimento esistenziale francese. L’importanza dell’esilio, la sua relazione con la creazione, è essenziale in questo pensatore, apertamente in opposizione alla cultura dominante. Da Alice Gonzi, curatrice del quaderno monografico, una panoramica introduttiva.



La Transilvania che non c'è più: Dieter Schlesak, «Uomo senza radici»

Nel 2011 Dieter Schlesak ha pubblicato Uomo senza radici, un romanzo dove il protagonista – alter ego dello scrittore – scopre di mancare di radici proprio mentre torna alla sua terra d'origine. La Transilvania, patria di tutti i sassoni che lì sono nati, non c'è più, si è fatta altra, e la morte della madre del protagonista sancisce la fine di un’epoca, con le sue figure e i suoi riti. «Andarmene da questa luce. Non sentire più il rintocco delle ore, non sentire più niente. Nascondermi. Sparire. Essere un nessuno. E così poter sopportare tutto», scrive Schlesak. Vivetta Valacca lo recensisce.



Scrittori romeni tradotti in Italia, è boom. Ecco quel che è uscito nel 2012

La presenza della Romania come Paese ospite al Salone Internazionale del Libro di Torino ha fatto del 2012 l'anno con il maggior numero di autori romeni tradotti e pubblicati in Italia nel XXI secolo. Si tratta prevalentemente di scrittori contemporanei viventi, dove figurano tra l'altro il Premio Nobel Herta Müller, accanto ai ben noti Ana Blandiana, Norman Manea, Mircea Cărtărescu. Afrodita Cionchin presenta una rassegna completa di questi libri, rilevando come la narrativa faccia la parte del leone. I titoli sono inseriti anche nel database di questa rivista Scrittori romeni in italiano.



«Il sogno della letteratura» e la critica pungente di Daniela Marcheschi

L'ultimo libro di Daniela Marcheschi, Il sogno della letteratura – Luoghi, maestri, tradizioni (Gaffi, Roma 2012), è frutto delle riflessioni di una divoratrice smaliziata di libri, che crede ancora nella capacità della critica di opporsi alle caotiche mercificazioni a cui viene sottoposta la cultura oggi. Accanita avversaria del conformismo intellettuale, la Marcheschi denuncia sin dalla Premessa del volume il deplorevole abbandono di molti critici all’improvvisazione e la loro chiusura in uno sterile soggettivismo autoreferenziale. Recensione di Hanibal Stănciulescu.



Celan e Fondane, un dialogo immaginario firmato da Norman Manea

Un luogo immaginario di incontro tra Paul Celan e Benjamin Fondane. Ecco Al di là della montagna, l'ultimo libro di Norman Manea, curato da Marco Cugno (il Saggiatore, 2012), dove due ebrei nati in Romania nello stesso mese e accomunati da una medesima condizione di esilio, che sfocerà nella catastrofe, dialogano idealmente tra loro. Norman Manea, anche lui romeno di origini ebraiche, individua nella posterità della parola lo spazio di scambio tra Fondane e Celan. Inclusa nel libro un’accurata antologia di scritti esegetici e testimonianze sui due poeti.



«Poeti romeni al bivio: continuità e rottura». Antologia di Geo Vasile

Nell'antologia bilingue romeno-italiana Poeti romeni al bivio: continuità e rottura, pubblicata in Romania (Fundaţia Scrisul Românesc, Craiova 2012), il critico e traduttore Geo Vasile presenta una raccolta di saggi e un repertorio di poesia romena moderna e postmoderna, a partire da George Bacovia, Lucian Blaga, Nichita Stănescu e Marin Sorescu, per continuare quindi con Virgil Mazilescu, Cezar Ivănescu, Mariana Marin, e arrivare ai nostri giorni con Ion Mureşan, Ruxandra Cesereanu, Eugenia Ţarălungă e Linda Maria Baros.



Risorgimento antieroico: «Il Cimitero di Praga» di Umberto Eco

Filippo Salvatore analizza la versione antieroica dei fatti storici sul Risorgimento data da Umberto Eco nel suo Il Cimitero di Praga. Eco confuta l’esistenza di un complotto che guida la storia dell’umanità, ma ricorda che, ripercorrendo gli avvenimenti, si scoprono piccole congiure e trame che hanno effetti drammatici per chi ne è vittima. Lo scrittore ci ammonisce che i complotti, anche quando non esistono o sono basati su falsità, hanno fatali conseguenze nella vita reale. Una convinzione resta salda: il primo rimedio contro il male è la conoscenza, la forma più sublime di pietà.



Il nuovo cinema romeno tra parodia del passato e critica dell'attualità

Non è stata solo la Palma d’oro, assegnata a Cristian Mungiu a Cannes nel 2007, a richiamare l’attenzione sulla produzione cinematografica romena: impossibile dimenticare nomi come Wim Wenders, Martin Scorsese o Francis Ford Coppola quali produttori esecutivi di film girati in Romania. Il volume Noul Val (Ed. Archetipolibri 2012) è il primo articolato studio sulla nuova cinematografia romena, un percorso coincidente, come sottolinea l'autore Francesco Saverio Marzaduri, «con l’analisi di un Paese di cui, fino ad ora, davvero poco ci è stato dato di conoscere».



«Verrà il giorno» di Gabriela Adameşteanu. Una lettura di Diego Zandel

Gabriela Adameşteanu ha rappresentato la Romania all'ultimo Festivaletteratura di Mantova (5-9 settembre), con il suo secondo libro uscito quest’anno in Italia: Verrà il giorno (Editore Cavallo di ferro, Roma 2012, traduzione di Celestina Fanella). Diego Zandel offre una stimolante chiave di lettura di questo romanzo: «Gabriela Adameşeanu ha la straordinaria capacità di trasmettere al lettore la dimensione psicologica in cui vive Letiția – il personaggio principale – attraverso le cose, le persone, gli aspetti esterni, il suo sguardo, le descrizioni, che sostituiscono i moti dell’animo».



Cesare Pavese, «un greco del nostro tempo»

L’«Osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo», sorto su iniziativa di Antonio Catalfamo e con sede nella casa natale di Pavese a Santo Stefano Belbo, monitora, grazie a numerosi collaboratori di vari Paesi, il panorama letterario internazionale per individuare e proporre ad un più ampio pubblico nuovi studi dedicati all’opera di Pavese. Di recente l'Osservatorio ha pubblicato il dodicesimo volume della serie: Cesare Pavese, un greco del nostro tempo, a cura di Antonio Catalfamo, qui ampiamente recensito da Hanibal Stănciulescu.



Il «Paradiso riassunto» di Eliza Macadan

«Approssimandoci alla lettura della silloge poetica Paradiso riassunto di Eliza Macadan (prefazione di Marco Conti, Ed. Joker, Novi Ligure 2012), respiriamo una volontà di estetica minimalista che si esprime già nella copertina, semplice e sobria, una poco nota Composizione di Daniel Divrician, e nel titolo stesso. Il paradiso che Eliza Macadan tratteggia è un universo semplice, quasi crepuscolare. Soprattutto, ed è forse questa la sua più grande ricchezza, è una qualcosa di reale, che non ha niente di utopistico». Lo sostiene Lorenzo Spurio nella recensione al volume.



«La luce dell’anima» nei versi di Dieter Schlesak e Vivetta Valacca

La luce dell’anima è una raccolta di versi composta a quattro mani da Dieter Schlesak, noto poeta e scrittore di origine romena, e Vivetta Valacca, saggista e poetessa ligure. «Un unico tema attraversa l’intera silloge: quello dell’amore come ragione profonda e senso dell’esistenza umana. Ci troviamo di fronte ad un confronto/dialogo tra due esperienze circa il mistero, la bellezza e l’ineffabilità del sentimento amoroso. Una voce femminile ed una maschile si alternano a poetare un vissuto: quello potente ed irrazionale dell’Eros». La recensione è di Antonio Di Gennaro.



Sulle ali della poesia. Novità in libreria di Geo Vasile

L’italianista, traduttore e critico Geo Vasile ci presenta i suoi libri più recenti pubblicati in Italia per i tipi delle Edizioni Akkuaria di Catania. Il primo si intitola Fra Inferno e Paradiso (2012), un'antologia poetica di 11 poeti italiani (la maggior parte nati negli anni settanta e ottanta) e non solo. Il secondo, Da Miorizza a Cristian Popescu (2011), è un'antologia bilingue di saggi, testi poetici e lirici romeni, un repertorio di poesia moderna e post-moderna. Il terzo è Resistenze bruciate (2011), un florilegio bilingue dedicato alle maggiori poetesse romene.



«Nostalgia» di Mircea Cărtărescu: romanzo o libro di racconti?

«Romanzo o libro di racconti? L’interpretazione non è facile. Parliamo di Nostalgia di Mircea Cărtărescu, edito da Voland (edizione integrale, 2012), nella traduzione di Bruno Mazzoni. Il dubbio nasce dalla discontinuità della trama, dall’autonomia delle singole parti in cui il libro si divide, anche se nominalmente si chiamano Prologo, poi, al centro, quella che dà il titolo al libro con un terzetto di ʻraccontiʼ a loro volta autonomi, e quindi l’Epilogo. Come in ogni romanzo che si rispetti. Ma così non è». Queste e altre considerazioni nella recensione firmata da Diego Zandel.



«Il sorriso sardo» di Petru Dumitriu

Di Petru Dumitriu, scrittore romeno nato nel 1924 ed emigrato illegalmente in Occidente nel 1960 (quando comincia a scrivere in francese), è uscito il romanzo Il sorriso sardo (tradotto dall’originale francese da Giulio Concu, Edizioni Il Maestrale). Pubblichiamo, per gentile concessione dell’editore, la postfazione di Marinella Lőrinczi a questo libro, ambientato in Sardegna. «Senza pretendere una completa fedeltà geo-etnografica che per la letteratura costituisce un falso obiettivo, l’ambientazione risulta altamente scenografica, arte questa di cui Dumitriu fornisce lezioni magistrali».



Mezzogiorno d'Italia, il fascino della realtà secondo Antonio Catalfamo

Hanibal Stănciulescu recensisce Il racconto della realtà (Edizioni Solfanelli 2012), volume su società e cultura del Mezzogiorno di Antonio Catalfamo, critico letterario e operatore culturale, che dal 2001 coordina l'«Osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo». L’autore, che spazia tra Gramsci, Verga, Camilleri e i grandi problemi del Mezzogiorno, adotta un metodo interpretativo che respinge le esagerazioni di un certo strutturalismo imperniato sulla tesi della autosufficienza dell’opera letteraria. Un percorso analitico focalizzato su vari tipi di realismo, dal romanzo poliziesco al verismo.



Mircea Eliade, «Gaudeamus»: una poetica dell’«esperienza vissuta»

Jaca Book ha appena pubblicato Gaudeamus, di Mircea Eliade (traduzione di Celestina Fanella). «Lo studioso interessato alla biografia dell’autore del Trattato di storia delle religioni – segnala in postfazione Roberto Scagno – potrà trovarvi riscontri di un periodo cruciale di formazione e approfondimenti del contesto storico e culturale romeno degli anni interbellici, per molti versi negletto o misconosciuto. C'è poi la lettura diretta che offre un’immagine singolare di un ventenne alla conquista di se stesso attraverso una "via eroica” e una personalissima "ascesi etica”».



Le metamorfosi del mondo secondo Ana Blandiana

Nel libro Il mondo sillaba per sillaba (Saecula Edizioni 2012), Ana Blandiana, una delle maggiori poetesse romene contemporanee, dispiega tutta la sua arte di scrittrice per compiere un giro intorno al mondo. «Il contenuto, per un lettore attento, è spesso sorprendente», osserva Lorenzo Renzi nella sua postfazione. «Davanti agli occhi di Ana Blandiana sfilano decine e decine di paesaggi. Ma uomini, uomini non ne appaiono mai. Semmai folle anonime, assembramenti. Non c’è nessun dialogo. Mi chiedo se nel genere letteratura di viaggio, ci sia mai stato un caso simile».



Tristan Tzara e le sue poesie «Avant Dada»

«Il nome di Tristan Tzara è legato ai movimenti d’avanguardia più radicali e libertari, in particolare al Dadaismo, che il poeta d’origine romena ha contribuito a lanciare a Zurigo nel 1916 insieme ad altri artisti, prima di arrivare a Parigi ed essere accolto come un messia da André Breton. Da allora in poi Tzara segnerà una tappa unica nella storia del rinnovamento artistico e culturale, esercitando un’enorme influenza non solo in Romania ma anche in Francia». Così scrive Giovanni Rotiroti, curatore del recente libro, Avant Dada. Poesie (traduzione di Irma Carannante, Barbès Editore).



«La fine dei Ceausescu». I fatti del 1989 ricostruiti da Grigore Cartianu

Per la prima volta, dopo oltre vent’anni dal crollo del regime comunista romeno, viene pubblicata anche in italiano una ampia ricostruzione di quel lontano dicembre 1989. Si tratta de La fine dei Ceausescu. Morire ammazzati come bestie selvatiche, scritta dal giornalista romeno Grigore Cartianu (Aliberti editore). Luca Bistolfi, curatore, nota che «alla fine della lettura non avremo incontrato solo il coté politico della faccenda, bensì anche quello umano; scoprire la verità su quegli accadimenti sarà d’aiuto per capire la sofferenza d’un popolo costretto a emigrare in massa».



La «noia moldava» prima di Sartre: il romanzo dell’Io di Max Blecher

«Quando guardo per molto tempo un punto fisso sulla parete mi accade a volte di non sapere più né chi sono né dove mi trovo. Avverto allora alla lontana l’assenza della mia identità, quasi fossi divenuto, per un istante, una persona del tutto estranea». Pochi anni prima de La nausea di Sartre (1938), Max Blecher raffigurava la condizione negativa dell’uomo, impossibilitato a stabilire relazioni familiari con il mondo. Il suo Accadimenti nell’irrealtà immediata, capolavoro del periodo interbellico, esce ora in italiano nella traduzione di Bruno Mazzoni (Keller), cui quest'anno si devono nuove uscite in Italia anche di Herta Müller e Mircea Cărtărescu.



«A Est del Nordest». Un giornalista italiano in viaggio in Romania

Achille Tramarin ci introduce al libro che il giornalista Maurizio Crema ha pubblicato nel 2011: una specie di diario di bordo, dedicato in particolare alla Romania, alla Moldavia e perfino, negli ultimi tre capitoli, alla Transnistria. Il titolo A Est del Nordest si spiega con il fatto che il Nordest d'Italia (Veneto e Friuli), sia per motivi geografici sia per motivi storici ed economici, è diventato la meta preferita di romeni e moldavi in cerca di una vita migliore, in fuga dalle macerie del socialismo reale.



«L’omino rosso» di Doina Ruşti. Una lettura di Diego Zandel

Diego Zandel propone una lettura di L’omino rosso di Doina Ruşti (Nikita, Firenze 2012, traduzione di Roberto Merlo). Il romanzo offre un quadro della vita romena ai nostri giorni, vista da una grande città della periferia europea come Bucarest. Un vero e proprio ritratto della Romania di oggi, con scorie del passato regime ancora ben riconoscibili. Diversi sono i motivi di interesse di questo complesso romanzo, edito peraltro da una editrice che ha il merito di far conoscere le letterature dei paesi dell’Est europeo uscite dalla dittatura comunista: Doina Ruşti è il quarto autore romeno tradotto da Nikita, su 18 titoli finora pubblicati dall'editrice fiorentina.



Nuova pubblicazione per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia

L'Italia e la Romania verso l’Unita Nazionale è il volume, a cura di Francesco Guida, pubblicato dall'Editrice Humanitas nel 2011, che raccoglie i lavori del Congresso internazionale tenutosi all'Università di Bucarest il 16-17 giugno 2011, per celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Come osserva Olivia Simion, «è frutto di una collaborazione benefica tra due spazi culturali, Italia e Romania, offrendo al pubblico romeno articoli di studiosi italiani ai quali diversamente sarebbe stato difficile arrivare».



Auschwitz e il «balbettio» di Schlesak

L’abisso di male che Auschwitz è stato si riflette nella lingua che tenta di dirlo, sconvolta. «Questo è stato Auschwitz, una millenaria frattura nel tempo, questa la lingua accostandosi ad Auschwitz, un balbettio, laddove la lingua viene meno». Così Vivietta Valacca, presentando Il farmacista di Auschwitz di Dieter Schlesak (Garzanti, prefazione di Claudio Magris). «Non si scrive Il farmacista senza soffrire. E non si legge Il farmacista senza soffrire».



I «sussurri armeni» di Varujan Vosganian

Alla storia degli armeni, e non solamente di quelli approdati sui territori romeni, è dedicato, con ricchezza di spunti autobiografici, Il libro dei sussurri, romanzo che Varujan Vosganian ha pubblicato presso Keller Editore (traduzione di Anita Bernacchia). Doina Condrea Derer, uno dei più importanti italianisti di Romania, ce ne propone una penetrante lettura sin dal titolo in cui «Vosganian, fa palese la propria fonte: le memorie evocate sottovoce dai nonni e dai loro amici, memorie introiettate sin dai primi anni di vita».



«Cecilia sono io». Geo Vasile su Stabat Mater di Tiziano Scarpa

Il volume Stabat Mater di Tiziano Scarpa riesce ad essere sull’onda dei più letti libri in questo momento, almeno in Europa: le biografie romanzate (documenti più fiction) di alcuni personaggi tipo Marilyn Monroe, Maria Callas, il marchese de Sade, Petrarca. In questo caso si tratta di Antonio Lucio Vivaldi, soprannominato il Prete Rosso a causa dei suoi capelli color rame, autore dei celeberrimi concerti “le quattro stagioni”, ma anche di lavori di musica sacra, tra cui uno “Stabat Mater”, donde il titolo del libro.



Italo Svevo a 150 anni dalla nascita. Un libro di Giampiero Mughini

Nel 150º anniversario della nascita del grande scrittore triestino Italo Svevo, Giampiero Mughini ha dedicato un saggio a Trieste e al suo illustre scrittore: In una città atta agli eroi  e ai suicidi – Trieste e il caso Svevo (Bompiani, 2011). Elena Bizjak Vinci ce ne offre una recensione, segnalando come il volume renda omaggio ad una città «profondamente diversa dalle altre città italiane», come la definiva Montale. Ed è stato Svevo il cicerone d’eccezione che ha accompagnato Mughini attraverso le vie della città.



«Gli occhi di Beatrice» di Horia-Roman Patapievici

Horia-Roman Patapievici è una delle personalità più eclettiche della cultura romena dei nostri giorni. Scrittore, fisico, filosofo e saggista, è presente anche in Italia con il suo Gli occhi di Beatrice. Com'era davvero il mondo di Dante di cui l'italianista Geo Vasile propone una lettura. «Aggiungendo il suo non indifferente libro alla sterminata, mondiale biblioteca sull’opera di Dante – segnala il critico – il romeno Patapievici abolisce l’assurdo di un universo incentrato su Lucifero, proponendo una cosmologia elegante e coerente, più adeguata al pensiero dell’illustre poeta».



Un volume bilingue: «Aforismul în Italia / L'aforisma in Italia»

È uscito il volume bilingue Aforismul în Italia – Antologia Premiului “Torino in Sintesi” / L’aforisma in Italia – Antologia dal Premio “Torino in Sintesi” (Focus, Petrosani 2011), a cura di Fabrizio Caramagna, prefazione di Valeriu Butulescu e postfazione di Anna Antolisei, traduzione di Simone Enache. Nel libro compaiono gli autori che fanno parte della giuria e del comitato fondatore del Premio “Torino in Sintesi” e gli autori vincitori e menzionati per le opere edite nelle due edizioni 2008 e 2010.



«Oasi di sabbia». Aforismi di Valeriu Butulescu

«Con l'uscita del libro Oasi di sabbia, il pubblico italiano ha finalmente modo di conoscere l'opera di uno dei più grandi interpreti dell'aforistica contemporanea in Romania e non solo. Gli aforismi di Valeriu Butulescu sono scettici e ironici, paradossali e tuttavia veritieri, poetici e graffianti, seri e faceti. In ogni aforisma ci costringe a sentire parole conosciute in modo totalmente diverso». Così Fabrizio Caramagna nella prefazione al volume Valeriu Butulescu, Oasi di sabbia – Aforismi, traduzione di Alina Breje, Genesi Editrice, Torino 2011.


MAURIZIO CREMA
A Est del Nordest.
In spider alla conquista della Romania e altri racconti,
Ediciclo Editore, 2011



ROMAN VLAD
La mia vita straordinaria.
Un racconto autobiografico,
Giulio Einaudi Editore, 2011



VALERIA MOCANAŞU
Straniera nella mia terra. Nella Romania al tempo di Ceauşescu,
Edizioni Angolo Manzoni, 2010