LIBRI E RECENSIONI

«La Divina Commedia» raccontata ai bambini da Corina Anton

Ormai le celebrazioni per il settimo centenario della morte del Sommo Poeta stanno volgendo al termine. Nel nostro Speciale Spazio Dante continuiamo a presentare l'omaggio della Romania a Dante, con colloqui - il prossimo, 11-12 ottobre 2021, sarà organizzato a Roma dall’Accademia di Romania - e iniziative editoriali, tra le quali Smaranda Bratu Elian segnala la pubblicazione per Humanitas Junior del libro Dante, La Divina Commedia raccontata ai bambini da Corina Anton. Illustrazioni di Mihail Coșulețu, eccezionale per contenuto e grafica.



Una proposta di lettura di novelle del Cinquecento

«Grandissima e smisurata paura». Una proposta di lettura di novelle del Cinquecento (Casa Cărții de Știință, Cluj-Napoca, 2021) è il volume, recensito dalla prof.ssa Elena Pîrvu, scritto da Corina Anton, docente di lingua e letteratura italiana alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Bucarest, tra le più valenti italianiste romene attuali. Il lodevole studio indaga il tema della paura e delle fobie nelle loro varie espressioni focalizzandosi su alcune novelle del ‘500 create dal toscano Antonfrancesco Grazzini, detto il Lasca, e dal piemontese Matteo Bandello.



Allo scrittore Norman Manea, in occasione del suo 85° compleanno

A Norman Manea, uno dei maggiori rappresentanti dell'esilio culturale romeno, l’omaggio della nostra rivista in occasione del suo 85° compleanno! Lo scrittore di origine ebraica è nato il 19 luglio 1936 a Suceava. Dopo una dura infanzia in un campo di concentramento per ebrei e un lavoro frustrante come ingegnere sotto il regime di Ceaușescu, Manea scopre la scrittura ed emigra a New York. Il romanzo Il ritorno dell’huligano (il Saggiatore, 2004) è il racconto del suo ritorno in Romania nel 1997 alla ricerca della sua identità. Di Armando Santarelli.



Mirabile prospettiva sulla paura nel Cinquecento

Smaranda Bratu Elian presenta un importante studio di letteratura italiana, «Grandissima e smisurata paura» Una proposta di lettura di novelle del Cinquecento (Casa Cărții de Știință, Cluj-Napoca, 2021, pp. 274), volume frutto delle ricerche di una delle italianiste romene più affermate, sia in Romania che all’estero, che è Corina Anton, docente di letteratura italiana medievale e rinascimentale presso l’Università di Bucarest. La sua pubblicazione costituisce «un avvenimento di spicco per l’italianistica romena recente», una gemma di rigore scientifico e di profondità di analisi.



Autoritratto con tartaruga in cammino verso lo Strega

Smaranda Bratu Elian ci parla di uno dei dodici libri selezionati per il Premio Strega 2021, il romanzo Il libro delle case (Feltrinelli, 2021) di Andrea Bajani, scrittore noto e pubblicato anche in Romania da Humanitas nel 2011 (con De vei lua aminte de greșeli - Se consideri le colpe, Einaudi, 2007, tradotto da lleana Bunget e la stessa Smaranda Bratu Elian). Romanzo profondo e poetico, sospeso tra passato e presente, si distingue per la sua ardita e originale struttura, con al centro le tante case che scandiscono la vita di «Io», voce narrante in terza persona, e una… tartaruga.



«L’omino rosso» di Doina Ruşti, una nuova edizione

Sandro Teti Editore (Roma) pubblica la nuova edizione del romanzo L’omino rosso di Doina Ruști, nella traduzione di Roberto Merlo, pubblicato in prima edizione nel 2012 da Nikita Editore (Firenze). Il volume (in originale: Omulețul roșu) ha conosciutoanche in patria varie edizioni (2004, 2012 e 2021), e conquistato premi letterari. Il romanzo è uno spaccato della vita romena nei primi anni 2000, vista da una grande città dell'Est Europa, Bucarest. Riproponiamo gli spunti di lettura dello scrittore Diego Zandel in occasione della prima pubblicazione della versione italiana.    



Uno scrittore alternativo e un romanzo storico da spiaggia

Lo scrittore veneto Matteo Strukul (n. 1973), ‘romanziere’ alternativo, che con i suoi libri storici e non solo, dall’abile dosaggio di finzione, realtà storica e azione adrenalinica, premiati e molto venduti in patria, e molto tradotti all’estero e perciò fonte di felicità di varie case editrici italiane, è il caso letterario a cui ci introduce Smaranda Bratu Elian in occasione della pubblicazione in romeno del romanzo Inquisizione Michelangelo (Michelangelo Ereticul, Humanitas 2021, trad. e note a cura di Gabriela Lungu), lettura che schizza fra le mani, ideale da gustare in spiaggia.    



A 160 anni dalla nascita di Italo Svevo, un omaggio romeno

Per i 160 anni dalla nascita di Italo Svevo (1861-1927), al secolo Aron Hector Schmitz, rendiamo omaggio allo scrittore triestino presentando un profilo di storia delle traduzioni in romeno dell’opera sveviana e la sua fortuna in Romania, paese molto ricettivo agli scritti del narratore, dimostrata dalla prima traduzione di La coscienza di Zeno nel 1967 fino al florilegio di racconti Viitorul amintirilor. Proză scurtă (Humanitas, 2020), a cura di Mihai Banciu, che corona questo rapporto quasi privilegiato che Svevo si è conquistato nella critica romena. A cura di Smaranda Bratu Elian.



Sud, magia e dintorni

Horia Corneliu Cicortaș recensisce il volume di Emilio Servadio, In viaggio con De Martino nella Lucania rurale tra magia e medicina popolare, a cura di Biancamaria Puma, prefazione di Giovanni Pizza (Alpes Italia, Roma 2019). Il corposo libro ripercorre l’indagine etnografica svolta in Lucania nel 1957 da Ernesto De Martino e da altri tre studiosi, fra cui proprio Emilio Servadio (1904-1995), pioniere della psicoanalisi in Italia e rilevante figura culturale del ‘900, del quale si rendono qui noti materiali di grande valore documentale su quell’esplorazione rimasti finora inediti.



«L’utilità dell’inutile», finalmente rivelata ai romeni

Esce per l’editrice Spandugino (Bucarest), la traduzione romena, a cura di Vlad Russo, del saggio di Nuccio Ordine, Utilitatea inutilului. Manifest. Cu un eseu de Abraham Flexner (in originale: L’utilità dell’inutile. Manifesto. Con un saggio di Abraham Flexner), edito in francese nel 2013, seguito, in versione accresciuta e rivista, dall’edizione italiana). Anticipato nel 2015 sulla nostra rivista in un’intervista all’autore, il saggio è una riflessione sulla presunta «inutilità» di saperi utili e indispensabili per il progresso dell’umanità. A cura di Smaranda Bratu Elian.



Căpitanul Ro: un nuovo supereroe nella fumettistica romena

Pubblicato nel 2018 presso l’editrice Adenium (Bucarest), il romanzo a fumetti Căpitanul Ro. Volumul 1. Război în inima Europei nasce dalla collaborazione fra lo storico e saggista Adrian Cioroianu, sceneggiatore, e l’illustratore Puiu Manu, uno dei più noti fumettisti romeni. Primo supereroe della Romania, il personaggio, una sorta di 007, è al centro di avvincenti missioni in cui la finzione, che strizza l’occhio alla storia e ai miti romeni, è messa a servizio per immaginare scenari di fantapolitica nel segno dell’eterna lotta fra il bene e il male. A cura di Ida Libera Valicenti.



«Dal discorso romanzesco al discorso filmico: Il Gattopardo»

Elena Pîrvu, docente di lingua e letteratura italiana dell’Università di Craiova, recensisce De la discursul romanesc la discursul filmic. Ghepardul de Giuseppe Tomasi di Lampedusa (abordare lingvistico-semiotică) («Dal discorso romanzesco al discorso filmico. Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (approccio linguistico-semiotico»), Ecou Transilvan, Cluj-Napoca 2019, che raccoglie la tesi di dottorato di Anamaria Milonean, docente di lingua italiana al Dipartimento di Lingue Moderne Applicate della Facoltà di Lettere dell’Università «Babeș-Bolyai» del capoluogo transilvano.



«Quel che affidiamo al vento» di Laura Imai Messina, tra poco in romeno

Smaranda Bratu Elian ci invita nel Paese del Sol Levante illustrandoci il romanzo Quel che affidiamo al vento (Piemme, 2020) della giovane nipponista italiana Laura Imai Messina, già autrice di altre fortunate opere divulgative e di prosa sempre imperniate sul suo Paese d’elezione, il Giappone. In questa sua terza proposta come narratrice, che sarà tradotta anche in romeno per Humanitas, si parla dei traumi esistenziali prodotti dallo tsunami, e non solo, del 2011 e di uno speciale, magico telefono terapeutico, «un telefono del tempo» che lenisce le ferite causate dalle tragedie.



Le lingue al tempo del totalitarismo: dall’opera di Gabriela Adameşteanu

Donato Cerbasi ci invita a riflettere su determinati momenti di cruciale importanza nella storia contemporanea non solo della Romania ma anche dell’Europa, analizzando tre romanzi della scrittrice Gabriela Adameşteanu tradotti in italiano (Una mattinata persa, Verrà il giorno e L’incontro). Prendendo spunto da queste tre vette della prosa romena moderna, il professor Cerbasi ripercorre le vicende della Romania fra le due guerre e durante la dittatura comunista, soffermando l’attenzione sull’influenza del totalitarismo sulle lingue e sul loro uso nella società.



Un libro in ricordo dell’artista Constantin Udroiu

Constantin Udroiu (1930-2014), pittore romeno, scelse come terra d'esilio l'Italia. Affascinato dai colori del Sud, ne ha fatto la musa dei suoi affreschi e delle sue pitture che adornano i paesi in Lucania, Abruzzo e Campania. Il volume racconta la vita e le opere di un Maestro romeno accolto dall'Italia negli anni ’70 e alla quale lui ha lasciato tutto il suo amore e la sua straordinaria quanto rara dote artistica. Tutto ciò è condensato nel volume I colori del cuore (Editron, Roma 2019), curato da Luisa Valmarin, nota romenista e vedova dell’artista, e Ida Libera Valicenti. Di Armando Rotondi.



Evento editoriale. Finalmente in romeno «Le Deche» di Machiavelli

Atteso da decenni in Romania da storici, politologi e filologi, è ora finalmente a disposizione degli studiosi e lettori romeni il secondo grande libro politico di Niccolò Machiavelli, Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio, volume di enorme valore pubblicato nella collana «Biblioteca Italiana» dell’editrice Humanitas di Bucarest (Niccolò Machiavelli, Comentarii la prima Decadă a lui Titus Livius, a cura di Gabriel Purghel. Cronologia e supervisione scientifica della prof.ssa Smaranda Bratu Elian, prefazione di Gian Mario Anselmi). Presentazione a cura di Smaranda Bratu Elian.



Le relazioni tra la Romania di Ceauşescu e l’Italia

Ida Libera Valicenti, ricercatrice presso l’ICUB, il Centro di Studi avanzati dell’Università di Bucarest, consegna nel poderoso saggio L’Italia nella politica estera della Romania di Ceaușescu (Nuova Cultura, Roma 2019) uno sguardo acuto e meticolosamente documentato sui rapporti politici e diplomatici intercorsi fra Italia e Romania negli anni 1965-1989. Frutto del suo enorme lavoro negli Archivi romeni, la studiosa ha potuto accedere a numerosi documenti finora secretati, contestualizzandoli storicamente e analizzandoli con la massima attenzione. Di Armando Rotondi.



Tormentato da Dio. Il nichilismo mistico di Emil Cioran

Antonio Di Gennaro, eminente studioso cioraniano, è autore della Premessa al saggio su Cioran scritto dal sacerdote e teologo Mirko Integlia (Tormented by God. The mystic nihilism of Emil Cioran, Libreria Editrice Vaticana, Roma, 2019). È un’opera di particolare significato, sottolinea il prefatore, perché, proprio nella visione di un credente, il volume costituisce «un tassello fondamentale, un anello essenziale» nella disamina e rappresentazione del rapporto con Dio di Cioran, l’«ateo religioso», il «mistico nichilista», nel quadro del panorama filosofico contemporaneo.




Benjamin Fondane. Tra Gerusalemme e Atene

Tra Gerusalemme e Atene. Studi sull’ebraismo, uscito per l’editrice Giuntina (Firenze, 2019) e curato da Francesco Testa e Luca Orlandini, offre per la prima volta ai lettori italiani una prospettiva sul rapporto di Benjamin Fondane con l’ebraismo, introducendoci alla sua personale visione della propria religione. Il volume raccoglie gli articoli che il giovane Fondane (Fundoianu) scrisse per alcune riviste ebraiche di lingua romena, più una sezione antologica dalla sua opera francese. Presentiamo qui tre brevi saggi seguiti dalla Postfazione firmata da Francesco Testa.




Roberta Moretti su I. P. Culianu: «Il sacro, la conoscenza e la morte»

Segnaliamo la recente pubblicazione della corposa monografia di Roberta Moretti dedicata a Il sacro, la conoscenza e la morte. Le molte latitudini di Ioan Petru Culianu (Iaşi 1950 – Chicago 1991), Il Cerchio, Rimini 2019. Si tratta di «una prima analisi sul pensiero dello studioso romeno». L’autrice mette in risalto le implicazioni che le ricerche di Culianu hanno avuto, e possono ancora avere, sul contemporaneo. Ad esempio, l’accento posto sulle differenze tra Gnosi e nichilismo post-moderno, nonché sulla comunanza di intenti della magia e della tecnica. Recensione di Stefano Daniele.



«Il Card. Iuliu Hossu - Spirito della Verità». Un libro per la beatificazione

La visita storica di Papa Francesco in Romania ha regalato al numeroso pubblico di fedeli il momento di beatificazione dei sette vescovi eroi della Chiesa: Vasile Aftenie, Valeriu Traian Frențiu, Ioan Suciu, Tit Liviu Chinezu, Ioan Bălan, Alexandru Rusu e Iuliu Hossu. Alla grande occasione di Blaj del 2 giugno 2019 si è aggiunta la pubblicazione italiana della biografia del Card. Iuliu Hossu, scritta dal nipote Gelu Hossu, che conosce da vicino le delicate realtà biografiche del primo Porporato romeno. Qui un frammento del libro Il Card. Iuliu Hossu - Spirito della Verità, a cura di Laszlo Alexandru.



«L’ Immagine dell’ebreo» secondo Andrei Oișteanu

Davide D’Amico recensisce il volume L’Immagine dell’ebreo. Stereotipi antisemiti nella cultura romena e dell’Europa centro-orientale, pubblicato dall’editore Salomone Belforte, a cura di Horia Corneliu Cicortaș e Francesco Testa, e presentato all'ultimo Salone del libro di Torino. Nella recensione, D’Amico sottolinea l’importanza del volume come nuovo autorevole contributo scientifico nell’ambito degli studi sull’antisemitismo in cui si indagano origini, sviluppo ed eventuale sopravvivenza contemporanea dell’antisemitismo popolare romeno e centro-orientale.



Cioran, «L’insonnia dello spirito». Lettere a Petre Ţuţea

A quello con Linde Birk e Dieter Schlesak segue ora il carteggio di Emil Cioran con Petre Ţuţea nel volume L’insonnia dello spirito, che presenta nove lettere che il filosofo invia all’amico dal 1936 al 1941 da Ineu, da Sibiu, da Parigi, da Mentone e da Vichy e quattro lettere che Ţuţea gli invia da Bucarest nel 1936, nel 1974, nel 1990 e nel 1991, anno della propria morte. Petre Ţuţea, che Cioran, nella prima lettera del 25 luglio 1936 da Ineu, definisce il pontifex maximus del pensiero, è un intellettuale simbolo del travaglio ideologico e politico del ‘900. Recensione di Vivetta Valacca.



Cioran, utopia e prospettive del grottesco nel libro di Paolo Vanini

Un esempio di come si possa analizzare criticamente un pensatore asistematico, dalla vena principalmente aforistica, come Cioran, senza calare dall’alto sulla sua opera un inadatto esprit de système, si trova in Paolo Vanini, Cioran e l’utopia. Prospettive del grottesco (Mimesis 2018). Il volume riesce in un’operazione raffinata, ovvero inquadrare l’opera di Cioran entro le categorie, apparentemente inopinate, di utopico e grottesco, offrendo una lettura d’insieme della riflessione cioraniana che getta luce nuova sull’intera produzione del pensatore romeno. Recensione di Giovanni Fava.



L’incantevole leggerezza della storia: l’ultimo romanzo di Dario Fo

La popolarità di Dario Fo e il fascino della sua scrittura hanno indotto la rapida traduzione dei suoi tre romanzi storici in molte lingue e, naturalmente, anche in versione romena, presso la casa editrice Humanitas, nella prestigiosa collana di «Raftul Denisei», nella bella traduzione di Vlad Russo. Sono: La figlia del papa (Italia 2014, Romania 2016), C’è un pazzo in Danimarca (Italia 2015, Romania 2017) e il terzo, uscito nel 2017, a pochi mesi dalla morte dell'autore, Quasi per caso una donna. Cristina di Svezia, uscito di recente anche in romeno. Di Smaranda Bratu Elian.



Due Trovatori del nuovo millennio: Vivetta Valacca e Dieter Schlesak

Quanto si presenta sulle pagine di Vivetta Valacca e Dieter Schlesak, Parafrasi d’Amore (Book Editore 2019) trae implicitamente le sue origini dalla lirica trovadorica, dall’Amor Cortese. Si è, dunque, in presenza di un dialogo tra due io, un principio maschile ed uno femminile evidenziati dal carattere in tondo l’uno e dal corsivo l’altro. Non solo. Si tratta di un dialogo interculturale dove all’uno e all’altro sono collegati parametri linguistici e letterari differenti, italiano e tedesco, che arrivano a fondersi nell’atto della dichiarazione poetica. Di Pasquale Gallo.



«L'immagine dell'ebreo. Stereotipi antisemiti nella cultura romena»

Un evento editoriale è l’uscita in traduzione italiana del possente volume L'immagine dell'ebreo. Stereotipi antisemiti nella cultura romena e dell'Europa centro-orientale, traduzione e cura di Horia Corneliu Cicortaș e Francesco Testa, Belforte Editore, Livorno 2018) dell’antropologo, etnologo e storico delle religioni romeno Andrei Oișteanu, massimo studioso ed esperto di queste discipline, pluripremiato e dalla sterminata bibliografia (l’editrice Polirom ne cura la serie d’autore), autore di saggi di eccezionale levatura scientifica, come questo presentato qui dagli stessi curatori.



Horia-Roman Patapievici su «Sidereus nuncius» di Galileo Galilei

Nome di grande importanza della cultura romena odierna, fisico, filosofo, esperto delle religioni, Horia-Roman Patapievici presenta Sidereus nuncius o L’annuncio stellare, il libro di Galileo Galilei che ha cambiato il nostro modo di guardare l’Universo, tradotto per la prima volta in romeno da Gheorghe Stratan e pubblicato presso la casa editrice Humanitas nella collana bilingue «Biblioteca italiana». A partire dalla lettera che l’ambasciatore inglese a Venezia, sir Henry Wotton, inviò al re dell’Inghilterra insieme ad un campione del Sidereus nuncius proprio il giorno dell’apparizione dell’opuscolo.



Gabriel Liiceanu, uno sguardo filosofico-etico sull’uomo attuale

Con il suo ventiseiesimo volume d’autore (Așteptând o altă umanitate, Humanitas, București 2018), Gabriel Liiceanu affronta dal punto di vista etico-filosofico alcune grandi questioni attinenti ai «mali cronici» dell’uomo, come l’odio. In uno dei capitoli del libro, l’autore si sofferma anche sul fenomeno della delazione istituzionalizzata e praticata in modo sadico e criminale dal regime comunista in Romania per spezzare la resistenza dei dissenti, un fenomeno di tristissima memoria ancora viva nel ricordo collettivo. Ce ne parla Smaranda Bratu Elian nella sua recensione.


La minoranza tedesca in Romania: viaggio nel passato con Herta Müller

Il tema che Donato Cerbasi analizza nel suo contributo è la forza identitaria della lingua e l’idea di un’altra lingua diversa dalla propria osservabili o testimoniate in determinate situazioni tragiche o di sofferenza. Lo spunto da cui prende le mosse per la sua interessante disamina sono due celebri romanzi della scrittrice premio Nobel Herta Müller, L’altalena del respiro e Il paese delle prugne verdi, nei quali l’artificio narrativo giocato fra lingue nazionali e lingue minoritarie viene colto in un triplice intreccio: storico, letterario e socio-linguistico.



«L’Enigma di Otilia» di George Călinescu, ora anche in italiano

Grazie all’editrice Lithos e ai valenti traduttori Alessio Colarizi Graziani e Laura Vincze, esce uno dei romanzi capolavoro del grande critico letterario e scrittore George Călinescu, L’enigma di Otilia (Lithos editrice, Roma 2018, con una nota introduttiva di Bruno Mazzoni), un evento editoriale di particolare significato, perché per la prima volta in Italia viene pubblicato uno dei classici, già tradotto in altre lingue, della narrativa romena del periodo interbellico. Pubblichiamo l’eccellente nota introduttiva all’edizione italiana a cura di Bruno Mazzoni.



Alla ricerca della terra promessa. Gli Italiani di Romania

În căutarea tărâmului promis. Italienii din România (‘Alla ricerca della terra promessa. Gli Italiani di Romania’) è il suggestivo titolo del volume curato da Bokor Zsuzsa (Casa Editrice dell’Istituto per lo Studio dei Problemi delle Minoranze Nazionali (ISPMN), Cluj-Napoca 2017) che raccoglie gli studi nati nel quadro del progetto ISPMN – La monografia delle minoranze della Romania, contributi che tracciano un profilo generale del fenomeno migratorio italiano in Romania tra il XIX e il XX secolo, e di alcune sue specifiche comunità. Recensione di Monica Iovănescu.



«La Bibbia perduta» di Igor Bergler, un best-seller giallo-poliziesco

Con La Bibbia perduta (Baldini+Castoldi, Milano 2018), il giallo best-seller costruito attorno alla formula del «fact-fiction», con una strizzatina d’occhio a Dan Brown e a Umberto Eco, il timiscioreano Igor Bergler ha riscosso un clamoroso successo in Romania (più di 130.000 copie vendute dall’autunno 2016, quando è stato pubblicato) e ora, caso più unico che raro per un autore romeno, il libro, i cui diritti sono stati venduti in 33 Paesi, ha iniziato la sua avventura nello spazio editoriale internazionale, pronto a scalarne le classifiche. Presentazione di Mauro Barindi, traduttore del romanzo.



Paesaggi del sentire: «Pittoresco e malinconia» di Andrei Pleșu

La natura nella visione dell’uomo è sempre stata travisata da un duplice schematismo estetico fuorviante – quello malinconico e quello pittoresco – che ha impedito di coglierne l’essenza nella sua fluviale ampiezza di movimento. È questo quanto Andrei Pleșu, personalità di spicco della cultura romena contemporanea, sonda nel suo saggio Pittoresco e malinconia. Un’analisi del sentimento della natura nella cultura europea (traduzione dal romeno e cura di Anita Paolicchi, prefazione di Victor I. Stoichita, Edizioni ETS, Pisa 2018) e in cui ci introduce Draga Rocchi con la sua recensione.



Con Marco Carmello sulla poesia di Elsa Morante

Elsa Morante, autrice de L’isola di Arturo e de La storia, è una delle più grandi narratrici del Secondo dopoguerra italiano, mentre meno nota è la sua produzione poetica, con le sue due raccolte di versi, Alibì (1958) e Il mondo salvato dai ragazzini (1968). Marco Carmello, nella sua monografia La poesia di Elsa Morante. Una presentazione (Carocci editore, Roma 2018), ci guida alla riscoperta e rivalutazione della sua poesia che è stata, nella sua peculiarità, «fuori ruolo e fuori tempo rispetto al canone poetico del Novecento». Di Smaranda Bratu Elian.



«Come fratelli»: una storia di successo sulla fratellanza italo-romena

Il prof. Marian Mocanu e la giornalista Irina Niculescu condensano nel loro libro Come Fratelli. La fratellanza italo-romena a 10 anni dall’adesione all’Unione Europea (Unicopli 2017) venti anni di storia dell’immigrazione romena in Italia nel contesto europeo che, pur fra alti e bassi, dimostrano che è stato un processo svoltosi con successo e in maniera pacifica, incidendo anche per alcuni aspetti nell’assetto demografico della Penisola. Il libro si struttura in 21 interviste a personalità che, a vario titolo, testimoniano il fenomeno migratorio romeno in Italia. Di Diego Garassino.



«Lettere a Cioran» di Nicola Vacca

Il carteggio, composto da diciotto missive, fra il poeta pugliese Nicola Vacca e il filosofo romeno Emil Cioran non è solo testimonianza di una amicizia intellettuale e della profonda ammirazione del primo nei confronti del pensatore di Rășinari, ma anche un modo per affacciarsi a tante finestre spalancate sui temi assillanti del pensiero cioraniano. Nicola Vacca unisce poi alla magia poetica il taglio «saggistico» del suo volume (Lettere a Cioran, Galaad edizioni, 2017), un accostamento quanto mai originale. Pubblichiamo la prefazione al volume del prof. Mattia Luigi Pozzi.



Lo zero che sconfigge il nulla: il romanzo di Cristina Mărginean Cociș

Romanzo e storia vissuta si intrecciano indissolubilmente in Zero Positivo, romanzo in cui Cristina Mărginean Cociș racconta la sua sfida con il cancro. Stabilitasi da anni a Udine, l’autrice deve affrontare una prova «grave e fulminante» mentre è in attesa del suo secondo figlio. Una via della croce che si trasforma in via dell'amore. Il romanzo le canta entrambe, con la corposità vera e convincente di una storia vissuta che si fa anche pedagogia della fede: la croce, simbolo di memoria e rinascita corporale e spirituale, è presente in tutto il racconto. Recensione di Carolina Montuori.



Geroglifici di un gioco cosmico: Ioan Petru Culianu e il suo Iocari serio

Il mistero della creazione risiede nel suo carattere ludico e gratuito, e tale gratuità è sempre presente nel gioco metafisico della ricerca della verità: per svelare l’essere bisogna essere disposti a giocare con esso. È questo il presupposto storico e filosofico di Iocari serio, opera di Ioan Petru Culianu, di cui è prevista la presentazione al Salone di Torino. La modernità ha relegato il sapere magico nella sfera dell’irrazionale, irrilevante allo sguardo dei moderni. Non così nel Rinascimento, dove la metafora del gioco è relazionata alla maestria nelle discipline più serie. Uno studio di Paolo Vanini.



Anche Dracula teneva il diario. Il romanzo di Marin Mincu

Demolire il cliché del vampiro cui Bram Stoker e i suoi epigoni ridussero Vlad III, detto l’Impalatore. È il 1992 e Marin Mincu, all’epoca professore universitario in Italia, scrive direttamente in italiano Il diario di Dracula, romanzo in cui tenta di ricostruire un ritratto del voivoda quale fu e avrebbe voluto essere. Nel 2004 il romanzo viene tradotto in romeno e più recentemente in francese. In occasione della presentazione di questa nuova traduzione al Salone del Libro di Parigi 2018, ne pubblichiamo la prefazione di Anca-Domnica Ilea, traduttrice, insieme ad una selezione di testi.



L'esodo delle madri: quando il romanzo urla la tragedia di chi emigra

Storie di esilio e di separazione, dove la povertà totale diventa preferibile all’assenza della madre. È uno dei tanti volti, troppo poco conosciuti e considerati, dell’emigrazione delle madri, storie di dolore che toccano anche molte donne romene emigrate in Italia e altrettanti figlie famiglie che restano in Romania. Ce lo raccontano, con la forza della denuncia e della testimonianza in prima persona, due romanzi di Liliana Nechita e Dan Lungu, qui presentati da Smaranda Bratu Elian. Storie dove l’emigrazione è vissuta come un fallimento, per quelli che partono e per quelli che restano a casa.



Ioan Petru Culianu, il gioco come essenza ultima del mondo

Il gioco come essenza ultima del mondo è la tesi fondamentale di Iocari serio, opera del celebre storico delle religioni romeno I. P. Culianu (ora tradotta in italiano a cura di H. C. Cicortaş) nella quale la verità non viene considerata come un concetto da spiegare ma come un’operazione da compiere. La fonte originaria della conoscenza, secondo Culianu, è potente e pura: per accedervi occorre un sapere che preceda ogni logica, che fondi la razionalità stessa. La sfida è toccare il limite della pensabilità: ascoltare ciò che tiene insieme il gioco del mondo. Recensione di Draga Rocchi.



Sandrone Dazieri e il romanzo giallo italiano di scena in Romania

Lo scorso novembre, la Fiera del Libro Gaudeamus 2017 di Bucarest ha ospitato, tra i numerosissimi ospiti ed eventi, uno scrittore italiano, un genere letterario e un editore non comuni. Si tratta del romanzo giallo, uno dei protagonisti della prestigiosa kermesse bucarestina, mediante il secondo triller di Sandrone Dazieri, L’Angelo, pubblicato dalla editrice romena Crime Scene Press, che già nel 2016 aveva pubblicato dello stesso autore Uccidi il Padre. Smaranda Bratu Elian recensisce, con analisi critica, il romanzo e la sua traduzione in romeno.




«Tra inquietudine e fede»: l'epistolario di Emil Cioran e George Bălan

Si intitola Tra inquietudine e fede. Corrispondenza (1967-1992) il carteggio tra Emil Cioran e George Bălan pubblicato da Mimesis a cura di Antonio Di Gennaro. A Bălan che si chiede come «uno degli spiriti più religiosi del secolo» possa attaccare in maniera così forte il cielo, Cioran risponde: «Tutta la mia vita è stata una ricerca frenetica, accresciuta dalla paura di trovare. Sono certo di aver cercato Dio, ma sono ancora più certo di aver fatto di tutto per non incontrarlo. Un amico francese un giorno mi ha detto che sono come un Pascal che inventerebbe qualsiasi ragione per non credere».



Pirandello a 150 anni dalla nascita: in romeno «Le novelle per un anno»

In occasione dei 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello, l’editrice Humanitas di Bucarest pubblica un volume di ventisei novelle dello scrittore siculo, con traduzione in romeno di Mihai Banciu e Florin Chiriţescu. Miruna Bulumete, curatrice dell’edizione e autrice della prefazione, presenta origine e profilo delle novelle pirandelliane, seguendone le varie fasi creative. Da un primo momento di ispirazione verista, si passa a una moderata apertura verso le avanguardie letterarie di inizio Novecento, per giungere, negli ultimi anni della vita dello scrittore, ad atmosfere e tonalità surreali.



Pierpaolo Pasolini e il linguaggio del potere

Nella serie «Libri e autori da ricordare», Smaranda Bratu Elian passa da Sciascia a Pier Paolo Pasolini. Prendendo spunto dalla scomparsa delle lucciole. Pasolini, sensibile come pochi ai problemi del linguaggio, scrive un articolo in cui analizza la svolta avvenuta, insieme alla scomparsa delle lucciole, nel linguaggio del Potere: quando è apparso un linguaggio completamente nuovo, oscuro e incomprensibile, intento a eludere non a esprimere i problemi e che in sostanza non comunicava niente. L’esempio più clamoroso e ripetutamente fatto da Pasolini era il linguaggio di Aldo Moro.



Professione badante: luci e ombre di molte storie di casa nostra

Sono poco meno di un milione e quasi non c’è italiano che non ne abbia conosciuto una, magari di nome o di viso. Sono le badanti romene, protagoniste in Italia di molte storie, spesso luminose, talvolta opache. Ma cosa sappiamo realmente di loro e della loro vita? Cosa c’è dietro i loro nomi e, spesso, i luoghi comuni che le riguardano? Risponde, con un'ampia panoramica di testimonianze personali, il libro Badanti romene, di Giancarlo Germani e Alexandra Cristina Grigorescu (Viola Editrice, Roma 2015), un'opera di grande interesse di cui pubblichiamo il toccante capitolo dedicato ai figli.



«Una vita con Cioran». La testimonianza di Simone Boué

«È a Cioran che m’interesso, non a me». Una donna riservata, che preferisce la regalità del silenzio a quella della parola, e che mette il proprio uomo sempre in primo piano. È la testimonianza di Simone Boué, compagna di vita di Cioran, raccolta nel libro, a cura di Massimo Carloni, Una vita con Cioran. Intervista con Norbert Dodille (La scuola di Pitagora editrice). Cinquant’anni accanto a Cioran, facendosi carico anche delle ubbie del suo uomo: la testimonianza di Simone Boué apre scorci su un’intimità di vita dalle note sorprendenti, cariche di tenerezza. Recensione di Amelia Bulboacă.



«Dayan e altri racconti». Nei labirinti di Mircea Eliade

Alla consistente lista delle opere di Mircea Eliade tradotte in italiano, si unisce il recente Dayan e altri racconti, a cura di H.C. Cicortaș (Bietti 2015), con tre testi scritti tra il 1975 e il 1982 e pubblicati inizialmente solo in Francia, paese adottivo dello scrittore. Eliade riesce a concentrare in questi racconti temi caratterizzanti il suo pensiero – religione e scienza, filosofia e mitologia – mentre il filo rosso che li unisce è rappresentato dall’elemento politico, con la onnipresente ombra della polizia politica del regime, la famigerata Securitate. Recensione di Elena Lavinia Dumitru.



Per la strada incantata dell'amore: la felicità secondo Nicolae Steinhardt

«Nella cella 34, la gioia e il dolore si mescolano così inestricabilmente che tutto, perfino il dolore, si trasforma in felicità. No, non mi sono avviato al cristianesimo per vie storiche, esegetiche, archeologiche, ma solo per la strada incantata dell’amore». È la testimonianza di Nicolae Steinhardt (1912-1989), che nelle carceri comuniste scopre la sostanza della vita vera, buona e gioiosa nella fede in Gesù Cristo. Lo racconta nel Diario della felicità, di cui auspichiamo la ripubblicazione quanto prima anche in italiano. Presentazione di Armando Santarelli.



«Invito al viaggio in Romania»: arabesco culturale tra geografia e storia

Uno sguardo multidisciplinare ai più diversi aspetti della Romania, con approfondimenti originali e un approccio sgombro da ogni preoccupazione di completezza. Si presenta così Invito al viaggio in Romania, volume a cura di Francesco Guida e Silvia Terzi (RomaTrE-Press 2015), con testi di docenti dell’Università di Roma Tre che hanno conosciuto la Romania sotto diversi profili. Nell'estratto che pubblichiamo, Francesco Guida presenta a mo' di finzione letteraria la figura di Tudor Vladimirescu (1780?-1821), protagonista del primo moto romeno nell’epoca della Restaurazione.



La comune radice latina: «Scritti veneziani», anniversario Nicolae Iorga

Nell'anno che volge ormai a conclusione ricorre il settantacinquesimo anniversario della scomparsa del grande storico romeno Nicolae Iorga, cui si deve la fondazione nel 1930 dell'Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, all'epoca noto come Casa Romena. Per l'occasione è stato pubblicato il volume Nicolae Iorga, Scritti veneziani (Ed. ICR), con articoli, studi, conferenze, relazioni dello storico riguardanti Venezia ed i rapporti politici della Repubblica di Venezia con i Principati Romeni lungo i secoli. Il volume sarà presentato all'Istituto Romeno di Venezia.



Virginia Zeani, la stella italo-romena che brillò con Karajan e Pavarotti

Una stella nel firmamento della cultura italo-romena: ecco Virginia Zeani, forse meno nota alle generazioni giovani, ma astro luminoso della lirica, che ha cantato con tutti i grandi del mondo (Gigli, Del Monaco, Domingo, Pavarotti), sotto le più prestigiose direzioni (von Karajan, Mehta, Giulini) e sui più grandi palcoscenici (Milano, Vienna, New York). Nata nel 1925 in un villaggio della Transilvania, Virginia Zeani si stabilisce nel 1943 in Italia, poi negli Stati Uniti. La sua storia viene narrata nel libro-intervista di Sever Voinescu, ora edito anche in italiano con il titolo Virginia Zeani. Talento e bellezza.



Quando Fondane divenne filosofo: «Rencontres avec Léon Chestov»

Sta per uscire in Italia la traduzione di Rencontres avec Leon Chestov di Benjamin Fondane, testo pubblicato in Francia nel 1892, con i colloqui e gli scambi epistolari tra Fondane e il filosofo russo. «È il bene più prezioso che io possegga», così disse di questi scritti Fondane. In effetti l’incontro con Chestov segna una profonda svolta per il pensatore romeno, che dalla poesia migra verso gli orizzonti della filosofia. Firmata da Olivier Salazar-Ferrer, massimo esperto europeo dell’opera di Fondane, ecco la presentazione del volume, tradotta da Luca Orlandini, curatore dell’opera fondaniana.



«Romania. Storia e cultura». L'opera di Keith Hitchins ora in italiano

È da poco uscito in italiano il volume di Keith Hitchins, Romania. Storia e cultura (Beit editrice, Trieste), grande affresco delle principali tappe della complessa storia romena. Come segnala Alberto Basciani nella articolata postfazione, che qui pubblichiamo, Hitchins fa continui riferimenti ai grandi dibattiti culturali e politici che accompagnarono l’evoluzione delle terre romene, in particolare tra il XVII e il XX secolo. Significativa novità dell'opera è l'aver fatto della questione culturale il vero e proprio tessuto connettivo della narrazione storica e del divenire del popolo romeno.



La dimensione romena di Paul Celan, secondo l'amico Petre Solomon

Gli occhi dell'amico Petre Solomon per illuminare il periodo romeno della vita e dell'opera di Paul Celan. È questa la sostanza del libro di Petre Solomon Paul Celan. La dimensione romena, recentemente pubblicato in italiano per la cura di Giovanni Rotiroti (traduzione di Irma Carannante, postfazione di Mircea Ţuglea, Mimesis 2015). Una comune ricerca poetica lega questi due amici nella Bucarest dell’immediato dopoguerra, dove Celan traduce in romeno, con l’aiuto di Solomon, la prima versione della Todesfuge. Una testimonianza preziosa e di prima mano sul grande Celan.



Benjamin Fondane: «Il lunedì esistenziale e la domenica della storia»

A cura di Alice Gonzi, Morcelliana pubblica Il lunedì esistenziale e la domenica della storia, l'ultimo scritto consegnato da Benjamin Fondane a Jean Grenier per l'opera collettanea L'Existence. Al cuore della riflessione fondaniana, affidata a questo saggio, sta la drammatica necessità di trovare un nuovo modo di filosofare. Fondane cerca nuove prospettive in tutti coloro che possono nutrire il suo titanico progetto di ricongiungere il singolo esistente alla sua esistenza, il pensiero alla realtà, la filosofia al concreto, la vita a se stessa. Recensione di Gaia Giovacchini.



«Tradire la propria lingua»: un Cioran inedito al Salone del Libro

Ritorno a Emil Cioran è il titolo dell’evento dedicato al grande filosofo al Salone di Torino di quest’anno, con la presentazione dei volumi usciti nel 2014 e 2015. Tra questi, E.M. Cioran, Tradire la propria lingua. Intervista con Philippe D. Dracodaïdis (a cura di Antonio Di Gennaro, trad. Massimo Carloni, Napoli 2015), concessa nell’autunno 1985 al giornalista greco Philippe D. Dracodaïdis. Si tratta di un testo in parte inedito, che mette in luce tra l'altro significativi aspetti di quello che l'intervistatore definisce il «lato balcanico» di Cioran. Recensione di A.N. Bulboaca.



Ancora su Cioran: «Ineffabile nostalgia. Lettere al fratello 1931-1985»

Stefano Chemelli recensisce Ineffabile nostalgia, volume curato da Massimo Carloni e Horia Corneliu Cicortaș per Archinto editore, che raccoglie la corrispondenza epistolare (inedita in Italia) tra Emil Cioran e suo fratello Aurel (Relu). Sulla traiettoria parigina che incrocia la terra d’origine, tra il 1931 e il 1985, un sentimento familiare rivive in pagine personalissime, dove scorrono i luoghi del cuore, scenari di un’immaginazione espressa in tocchi brevi ma intensi. Un Cioran meno noto ma molto vero, pagine in cui la memoria parla nel ricordo di un’infanzia mai esiliata dall’anima.



«La tortura del silenzio»: Marius Oprea e i crimini del comunismo

Il comunismo in Romania ha fatto tanti morti: qualcuno se ne ricorda? No, e molto spesso non sappiamo neppure dove andarli a piangere. Marius Oprea, già dissidente all’epoca di Ceausescu, setaccia la Romania alla ricerca di persone assassinate dalla Securitate e da decenni passate sotto silenzio, delle quali oggi restano solo le ossa. Al lavoro di Oprea, sostenuto pubblicamente dal Nobel per la letteratura Herta Müller, Guido Barella ha dedicato il libro La tortura del silenzio (San Paolo, 2014), recentemente tradotto e pubblicato in Romania. Ne pubblichiamo ampi passaggi.



Saper invecchiare è una virtù, anzi un'arte. Parola di Andrei Pleșu

La crisi inevitabile per ogni uomo è quella della soglia della vecchiaia: a ogni età si attende quella successiva, solo nella vecchiaia si attende una vita ‘altra’. Muovono da questo dato di esperienza le considerazioni proposte al XXI Convegno ecumenico di spiritualità ortodossa di Boseda da Andrei Pleșu, nome di prima grandezza nel paesaggio culturale romeno contemporaneo, sul tema della vecchiaia. «L’anziano vive simultaneamente su due piani differenti: nel qui e nell’altrove. Chiunque vi riesce, anche in altra età, acquisisce la virtù della vecchiaia». Di Giacomo Ruggeri.



Tra realtà e fantasia, il «Viaggio in Romania» di Laura Rainieri

Si intitola Viaggio in Romania. Tra realtà, fantasia e utopia il libro che Laura Rainieri dedica ai suoi percorsi di scoperta di questo Paese (Ed. Studia, Cluj Napoca, 2014). Spazialità e temporalità dei luoghi assumono plastica evidenza agli occhi del lettore grazie alla sapiente guida che conduce tra città e paesi, di cui risaltano efficacemente bellezza e peculiarità, ma anche aspetti meno eclatanti. Suggestivi i richiami letterari, di cui l’autrice intesse pagine del suo testo, all'importante poeta Tudor Arghezi e all’illustre italianista Nina Cassian. Recensione di Franca Maria Ferraris.



Viaggio e ritorno: un mito della letteratura d’immigrazione italofona

Il mito del viaggio non ha perso i suoi significati nella letteratura d’immigrazione contemporanea, anzi si è arricchito di nuove espressioni: l’uomo porta in sé questo fantasma e lo perpetua in forme evolute. Ana Maria Tomaziu Pătraşcu analizza il «ritorno a casa» nell'antologia bilingue a cura di Irina Ţurcanu Ritorno a casa (2013), e ne L’italiana di Joseph Zoderer (1982, traduzione italiana 1985). Il viaggio è una scommessa ambivalente: produce alienazione, con l’ego-nomade che si dissipa nel mondo, ma anche ritorno, cioè ritrovamento di sé nel recupero del senso primordiale.



«Salazar e la rivoluzione in Portogallo». Note su Mircea Eliade

Mircea Eliade visse per qualche anno anche a Lisbona lavorando presso la legazione romena e lì, mentre nel resto d’Europa infuriava la guerra, scoprì il regime salazarista, fautore di una rivoluzione spirituale che secondo lo storico delle religioni era da contrapporre non solo al comunismo ma anche al liberalismo e alla democrazia parlamentare. Filippo Coralli riflette su alcuni aspetti di quest’opera, interrogandosi in particolare su una domanda di fondo dello stesso Eliade: è possibile una rivoluzione sulla base di valori come quelli della dottrina sociale della Chiesa?



Esce in italiano il «Falso Trattato di estetica» di Benjamin Fondane

Filosofo per difendere la poesia, ovvero la creatività infinita della vita, Benjamin Fondane giustifica l’essere del mondo e della vita umana come fenomeno estetico e piacere creativo. È, questa, una delle tesi che percorrono il suo Falso Trattato di estetica. Saggio sulla crisi del reale, in uscita in prima edizione italiana presso l'editore Mucchi di Modena, a cura e in traduzione di Luca Orlandini. Navigatore di terrae incognitae, limitrofo di Dio, Fondane canta e pensa con una vitalità sorprendente e la sua vita si chiude come quella dei poeti di cui parla. Presentazione di Luca Orlandini.



E un giornalista incontrò Cioran: «Vivere contro l’evidenza»

Il concetto di r-esistenza espresso da uno sguardo contemplativo e radicalmente disincantato sull’irreparabile è una delle più efficaci testimonianze presenti nel recente E.M. Cioran, Vivere contro l’evidenza, a cura di Antonio Di Gennaro, traduzione di Massimo Carloni (La scuola di Pitagora 2014). Il libro presenta per la prima volta al pubblico italiano l’intervista a Cioran realizzata da Christian Bussy, nel febbraio 1973, per la televisione belga RTBF. Anche se refrattario a telecamere e microfoni, Cioran si è concesso spesso e con efficacia alle domande dei giornalisti. Di Amelia Bulboacă.



Quando la lingua è vita: «lo Zingarelli 2015» (Con una nostra proposta)

La lingua è la casa dell’uomo e nulla di quanto avviene nell’ambito del linguaggio è irrilevante: cambiamenti di civiltà comportano cambiamenti di linguaggio. Lo evidenzia con efficacia il vocabolario lo Zingarelli 2015 (Zanichelli), dove tra 144 mila voci e 380 mila significati, troviamo 500 parole nuove, 3.000 parole da salvare e un'idea originale: 55 «definizioni d’autore», ossia parole commentate da varie personalità. Spunto per una proposta: grande operazione farebbe quell'editore che volesse lavorare a un «lessico culturale italo-romeno». Di Giovanni Ruggeri.



Letteratura migrante: Irina Ţurcanu e «Alia su un sentiero diverso»

Con questo numero iniziamo la pubblicazione di interventi dedicati ai libri più rappresentativi della cosiddetta letteratura romena migrante, cioè prodotta in lingua italiana da autori romeni italofoni che vivono e operano in Italia. Apre la serie il romanzo d’esordio di Irina Ţurcanu, Alia su un sentiero diverso (Edizioni Seneca 2008). Temi centrali del libro sono lo sradicamento e la perdita dell’orizzonte, ma anche la ricerca di una terra fertile dove poter reimpiantare le proprie radici. Un altro luogo per declinare la propria identità. Recensione di Ana Maria Tomaziu Patraşcu.



Luigi Geninazzi: vi racconto l’Est comunista e la sua fine

«Bucarest, maggio 1987. Sono sconvolto dallo spettacolo straziante di un popolo affamato e terrorizzato. Manca il cibo nella Romania di Ceauşescu. Tutto è razionato, anche i prodotti di base come pane, burro, olio, farina e zucchero, spesso introvabili». Testimone della vita impossibile in tutto l’Est durante il comunismo, Luigi Geninazzi, giornalista esperto di politica internazionale, ha appena pubblicato L'Atlantide rossa. La fine del comunismo in Europa (Torino, Lindau, prefazione di Lech Walesa). Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo l’introduzione e l’inserto fotografico.



Un libro al femminile: Adriana Bittel e il suo «Appuntamento a Parigi»

Un’altra scrittrice romena si affaccia sul panorama editoriale italiano. Si tratta di Adriana Bittel con Appuntamento a Parigi, recentemente pubblicato dalla casa editrice Aracne, nella traduzione di Raffaella Tuan. Il libro contiene 11 racconti, ognuno dei quali svela un personaggio femminile. L’autrice racconta storie, amori non corrisposti con una spiccata capacità di esplorare l’animo umano e analizzare le donne e le loro reazioni nel quotidiano, nelle banalità della vita reale. Qualcuno osserva che la prosa di Adriana Bittel ricorda per l’amarezza, la tristezza e la fantasia, i film di Fellini.



«Fine dell’Occidente?». Il best seller di Lucian Boia ora anche in Italia

Grande studioso dell’immaginario e dei miti nazionali romeni, propugnatore di teorie spesso provocatrici, Lucian Boia è uno dei maggiori storici della Romania post-comunista. Autore di autentici best seller, spesso accompagnati da accese polemiche, entra ora nella scena culturale italiana con il suo recente Fine dell’Occidente? Verso il mondo di domani (Ediesse 2014), suggestivo saggio in cui Boia sostiene, contro la tendenza generale, che l’Occidente non è finito, bensì che va preparando una nuova civiltà. Ancora una volta, c'è da esserne certi, farà discutere. Presentazione di Clara Mitola.



«La mattina di un miracolo»: Bujor Nedelcovici tradotto in Italia

Una voce romena ci arriva da Parigi: è quella di Bujor Nedelcovici, scrittore di spicco dell'esilio romeno, ora anche in traduzione italiana con il romanzo La mattina di un miracolo (Rediviva Edizioni, Milano, 2014). La traduttrice Ingrid Beatrice Coman ci introduce al libro, dove campeggia la storia di una donna, Maria, alla ricerca di se stessa, della sua verità ultima e del senso nascosto e misterioso della vita, attraverso le rovine di un passato devastato. Trovando l’amore, ricorda il libro, si trova Dio. Il mistero dell’animo femminile tratteggiato con raffinata abilità dalla mano di un uomo.



«Le giovinezze di Daniel Abagiu»: il ʻridere riflessivoʼ di Paul-Badescu

Irina Turcanu ci introduce al nucleo tematico di Le giovinezze di Daniel Abagiu (Ciesse Edizioni, 2014) di Cezar Paul-Badescu, scrittore e pubblicista, caposervizio della redazione Cultura del quotidiano «Adevarul» e redattore della rubrica settimanale di analisi televisiva Cultura pe sticla (Cultura su vetro) della rivista culturale «Dilema». Il libro è un romanzo di memoria e formazione in cui, raccontando le vicende di Daniel Abagiu – più familiarmente Danutz – l'autore mette in atto due registri tra i più difficili della comunicazione letteraria: l’ironia e l’autoironia.



«L'agonia dell'Occidente», il carteggio tra Cioran e Wolfgang Kraus

Protrattosi per quasi vent’anni, il carteggio tra Cioran e il filosofo della cultura austriaco Wolfgang Kraus (L'agonia dell'Occidente. Lettere a Wolfgang Kraus 1971-1990, a cura di Massimo Carloni, Edizioni Bietti), con le sue centocinquantotto lettere si dimostra uno dei più ragguardevoli tra quelli del grande di Răşinari fino ad oggi pubblicati. A far da sfondo al dialogo epistolare, l'orizzonte della crisi della cultura europea prefigurata dallo sgretolamento dell’Impero asburgico. Il libro è stato presentato al Salone del Libro di Torino il 10 maggio, presso lo Stand della Romania.



«Dalla Romania senza amore», lo sguardo di Anca Martinas

La Romania degli ultimi vent'anni vista con gli occhi di due donne romene emigrate in Italia. Ecco l'orizzonte del romanzo di Anca Martinas Dalla Romania senza amore (Robin Edizioni, 2009). Nata nel 1970 a Roman, Anca Martinas si laurea in Assistenza Sociale e in Teologia all'Università di Bucarest, coltivando nello stesso tempo la passione per il giornalismo scritto e radiofonico. Dal 2004 si stabilisce a Roma, dove lavora come redattrice e speaker nella sezione romena della Radio Vaticana. Questo è il suo primo romanzo in italiano. Presentazione della scrittrice Laura Rainieri.



«Vedute»: Benjamin Fondane-Fundoianu tradotto in italiano

Poeta visionario, pensatore esistenziale, saggista, drammaturgo, cineasta, Benjamin Fondane-Fundoianu è uno dei più grandi scrittori europei del XX secolo. In prossima uscita, il volume Vedute, a cura di Giovanni Rotiroti e Irma Carannante (Edizioni Joker 2014). Si tratta di una raccolta di poesie romene, scritte tra il 1917 e il 1923, tradotte ora in italiano per la prima volta. La poesia di Fondane si inscrive nella letteratura esistenziale di matrice ebraica e questo volume è di fondamentale importanza per lo studio della letteratura europea del Novecento. Di Giovanni Rotiroti.



«De la cuvinte la cărţi»: gli studi di Mariana Istrate

Nel volume De la cuvinte la cărţi (Presa Universitară Clujeană, 2012) Mariana Istrate raccoglie contributi appartenenti a varie aree disciplinari, ma tutti imperniati sulla unità minima di raccordo costituita dalla parola. Si tratta di dieci studi, cinque in romeno e cinque in italiano, che attingono a temi che spaziano dalla storia della lingua e dalla lessicologia fino alla semantica e alla traduzione letteraria, discipline a cui l'autrice si è dedicata nella sua carriera universitaria. Destinatari privilegiati: giovani studenti di italianistica, ma anche studiosi di lungo corso. Segnalazione di Monica Fekete.



Eliade «politico»: il dittatore Salazar e la rivoluzione in Portogallo

Lisbona, 1941. Mircea Eliade è addetto stampa presso la Legazione romena, mentre il Portogallo è nelle mani autoritarie di António de Oliveira Salazar, al potere dal 1932 al 1968. Figura e opera del politico lusitano avvincono Eliade, che dedica al dittatore un libro: Salazar e la rivoluzione in Portogallo, ora pubblicato anche in Italia (traduzione e cura di Horia Corneliu Cicortaş, Bietti, Milano 2013). L’opera ci mostra un Eliade critico verso la democrazia e il sistema dei partiti, ma questo apprezzamento del dittatore portoghese sarà poi oggetto di severa autocritica. Recensione di Alessandro Vagnini.



Mariana Istrate, «Strategie denominative in letteratura»

Strategie denominative in letteratura di Mariana Istrate (Edizioni ETS, Pisa 2012) è un’opera dedicata alle problematiche della tassonomia degli pseudonimi, percorsi denomastici con riferimento alla lingua italiana e al romeno, peculiarità di nomi propri di animali nel testo letterario romeno, toponomastica transilvana. Riferimento di analisi sono grandi opere come il poema eroicomico Ţiganiada (La Zingareide) di Ion Budai Deleanu, il romanzo Ion di Liviu Rebreanu, Luntrea lui Caron (La barca di Caronte) di Lucian Blaga, La Divina Commedia dantesca, La coscienza di Zeno di Italo Svevo.



Benjamin Fondane: «Baudelaire e l’esperienza dell’abisso»

«Il est certain qu’on n’a jamais écrit quelque chose de plus profond sur Baudelaire». Scriveva così Emile Cioran a proposito del testo di Benjamin Fondane che ora possiamo leggere nella prima edizione critica italiana, Baudelaire e l’esperienza dell’abisso (Aragno, Torino 2013, cura e traduzione di Luca Orlandini). Monografia eccentrica, oltre qualsiasi canone di critica letteraria, il Baudelaire di Fondane obbliga ad andare oltre ogni lettura estetica, risultando essenziale per capire l’unicità di Baudelaire. E, naturalmente, si presenta come un testo importante anche per comprendere lo stesso Fondane.



Morto tra i topi del carcere: Papa Francesco beatifica Anton Durcovici

Lo scorso 31 ottobre, Papa Francesco ha dichiarato beato Anton Durcovici, vescovo cattolico di rito latino di Iaşi morto nel carcere di Sighetu Marmaţiei durante il comunismo. «La direzione della prigione – scrive Il vescovo greco-cattolico Ioan Ploscaru – lo aveva messo in isolamento quando si era resa conto che stava per morire. Fu proprio lasciato morire di fame, da solo, perché non se ne avesse notizia. Due giorni dopo un poliziotto mi condusse nella cella 13: mons. Anton Durcovici vi morì come un martire, assistito solo dai topi della prigione». Articolo di Giacomo Ruggeri.



Tatiana Niculescu Bran: «Confessione a Tanacu»

«Un libro molto duro che però non è contro la fede, bensì contro una interpretazione di essa ridotta a una visione cieca e oscurantista di quello che, viceversa, stando alle parole del Cristo, dovrebbe essere un messaggio d’amore  e di apertura verso gli altri». Un caso di cronaca nera, realmente accaduto in Romania nel 2005, è stato ricostruito, con il taglio narrativo proprio del romanzo, da Tatiana Niculescu Bran in Confessione a Tanacu, edito da Hacca. Il caso ha ispirato anche il film Oltre le colline del regista Cristian Mungiu, premiato al Festival di Cannes. Di Diego Zandel.



Errico e Bruto Amante, personalità del Risorgimento italiano e romeno

Nicola Terracciano ci presenta due personaggi profondamente legati al Risorgimento italiano e romeno, Errico e Bruto Amante. Errico Amante fu patriota, giudice, studioso di Giambattista Vico, senatore del Regno d'Italia, una delle figure preminenti del Risorgimento italiano meridionale e molto legato alla Romania. Suo figlio, Bruto Amante, fu alto funzionario nel Ministero della Pubblica Istruzione, Segretario del Ministro Francesco De Sanctis e filoromeno per l’educazione ricevuta dal padre, ma soprattutto per i numerosi rapporti con personalità romene dell’epoca.



L’ortodossia romena, prospettive storiche e odierna presenza in Italia

La specificità culturale del popolo romeno, la cui presenza travalica i confini dell’attuale Romania, è inscindibilmente legata allo spazio in cui esso è vissuto e dove ha intessuto complesse relazioni con altre tradizioni. Sullo sfondo di un'efficace sintesi storica, Cesare Alzati segnala alcuni tratti essenziali dell'odierna presenza dell’ortodossia romena in Italia nel suo studio L’ortodossia nello spazio romeno e il significato della sua presenza in Italia per la comunione tra le Chiese pubblicato nel libro L’ortodossia in Italia. Le sfide di un incontro (EDB, Bologna 2011). Recensione di Giacomo Ruggeri.



Luigi Geninazzi: vi racconto l’Est comunista e la sua fine

«Bucarest, maggio 1987. Sono sconvolto dallo spettacolo straziante di un popolo affamato e terrorizzato. Manca il cibo nella Romania di Ceauşescu. Tutto è razionato, anche i prodotti di base come pane, burro, olio, farina e zucchero, spesso introvabili». Testimone della vita impossibile in tutto l’Est durante il comunismo, Luigi Geninazzi, giornalista esperto di politica internazionale, ha appena pubblicato L'Atlantide rossa. La fine del comunismo in Europa (Torino, Lindau, prefazione di Lech Walesa). Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo l’introduzione e l’inserto fotografico.



«Una strana gioia di vivere». Sandro Penna pubblicato in Romania

Ha visto la luce, per i tipi della Humanitas di Bucarest, la silloge bilingue Poesie / Poezii di Sandro Penna, a cura di Smaranda Bratu Elian. «La poesia di Penna - avverte Alberto Casadei nella prefazione - punta all’immediatezza del rapporto sensazione-parola, alla trasparenza e alla cantabilità. La nettezza stilistica allontana le impurità ma non le elimina, e anzi si giustifica soprattutto come invenzione di una bellezza insieme falsa e vera. La sua è una scrittura che esprime la felicità del vivere attraverso l’azione della poesia: la vita è un bene, nonostante tutto».



Essere bambini in Romania: l’esperienza del gruppo «Gli amici di Sighet»

Da oltre dieci anni il Gruppo di Solidarietà Missionaria «Amici di Sighet», sorto a Fidenza, aiuta bambini e ragazzi in stato di abbandono della città romena di Sighet. Il primo ad essere conquistato da quei bambini bisognosi di una carezza fu Padre Filippo Aliani. Poi fu tutto il Gruppo a buttarsi anima e corpo in progetti mirati a realizzare case di accoglienza, costruire centri giovanili, ricostruire l’orfanotrofio, dar vita a cooperative socio-educative. Una storia di solidarietà italo-romena confluita in un libro edito da Franco Angeli. La presenta Giacomo Ruggeri.



Radu Ţuculescu e il suo «Stalin, con la zappa in spalla»

Stalin, con la zappa in spalla (Aracne Editrice 2013) è un romanzo dal carattere semi-autobiografico, in cui Radu Ţuculescu sviluppa, con eccezionale maestria, un parallelo tra i due periodi della vita di un uomo nato a ridosso degli anni ’50: un’infanzia vissuta all’insegna della spensieratezza, dell’avventura e del pericolo, in un Paese nel quale il senso di reciproco sospetto va diffondendosi in maniera capillare nell’intero tessuto sociale; e l’età adulta, in cui il protagonista, dopo il fallimento del matrimonio, si trova a dover fare i conti con la propria solitudine. A cura di Danilo De Salazar.



«Il caso Kerenes», la Romania dei nostri giorni protagonista a Berlino

Vincitore 2013 dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino, Il caso Kerenes (Poziţia copilului, secondo il titolo originale), diretto da Călin Peter Netzer e ispirato a una storia personale, esplora un complicato rapporto madre-figlio, mentre prospetta un'impietosa indagine della corruzione della società romena e di una nuova borghesia senza scrupoli, che pesa anche il dolore in denaro. Il film, finestra illuminante e al tempo stesso inquietante su una certa Romania dei nostri giorni, ha ricevuto un ampio e unanime consenso. Francesco Saverio Marzaduri ne propone un’approfondita e articolata analisi.



La spiritualità ortodossa romena ai Convegni ecumenici di Bose

Animata da una costitutiva vocazione ecumenica, la comunità monastica di Bose da oltre vent’anni consolida questo suo tratto identitario con un convegno internazionale dedicato alla spiritualità ortodossa. La casa editrice Qiqajon, espressione della comunità, ha pubblicato gli Atti di due Convegni ecumenici, con significativi contributi dedicati alla Chiesa ortodossa romena. In particolare, per il tema comunione e solitudine, un ritratto del grande monaco Cleopa di Sihăstria, quindi un saggio sulla Bibbia nella tradizione ortodossa romena. Presentazione di Giacomo Ruggeri.



La spettacolarizzazione della prosa italiana

Oana Boşca-Mălin, docente di lingua e letteratura italiana all’Università di Bucarest, ha pubblicato un poderoso studio sulla spettacolarizzazione della prosa italiana, che nel 2012 gli ha valso il premio di italianistica «Marian Papahagi». Sotto analisi, gli attuali meccanismi di promozione della letteratura, i filoni narrativi di maggior successo, il rapporto della nuova narrativa con il pubblico e con il mondo editoriale. Forte di una robusta bibliografia, Boşca-Mălin ci consegna un lavoro di carattere interdisciplinare in grado di interessare un largo pubblico. Recensione di Miruna Bulumete.



La memoria dell'oppressione nella prosa di Carmen Bugan

Gli echi dolorosi dell'oppressione comunista e la piena adesione alla condizione di esule delineano l’orizzonte di Burying the typewriter (Picador, Londra 2012), libro di Carmen Bugan, scrittrice romena rifugiatasi oltre Oceano per motivi politici. La ferocia della storia risuona da una lontananza remota, stagliandosi come ombra immane sul paradiso perduto di un'infanzia apparentemente idillica nell'arcaica atemporalità della campagna romena, di fatto sempre insidiata dagli occhi e dalla orecchie dell’onnipresente, famigerata Securitate. Recensione di Matteo Veronesi.



Olocausto e consapevolezza: Ilse Weber, il dolore che trasforma

Nei campi di sterminio dove l’Olocausto ha realizzato la sua strategia di morte, ogni Paese dell’Europa centro-orientale ha i suoi morti da piangere. Ilse Weber, giovane ebrea cecoslovacca internata nel campo di Theresienstadt, a nord di Praga, ha tenuto accesa la lampada della vita in questo mare di dolore. Nel libro Quando finirà la sofferenza? Lettere e poesie da Theresienstadt (Lindau, Torino 2013) sono raccolte le lettere inviate da Ilse all’amica Lilian e le poesie e canzoni scritte per i bambini ebrei del campo di Theresienstadt. Recensione di Giacomo Ruggeri.



Una breve storia del cinema romeno

Il successo dell’invenzione dei Fratelli Lumière giunse con rapidità anche nella lontana Bucarest. La «Piccola» Parigi di fine Ottocento respira Francia a pieni polmoni e il 27 maggio 1896, a soli cinque mesi dalla prima proiezione francese, anche il cinema mette piede in in Romania. Dettaglio curioso: a Roma e Milano le prime pellicole arrivarono nel mese di marzo. Queste e altre notizie aprono il delizioso libro di Marian Ţuţui, O scurtă istorie a filmului românesc (Una Breve storia del cinema romeno), con traduzione a fronte in inglese. Presentazione di Achille Tramarin.



«Uccelli del cielo» di Vasile Andru. Una lettura di Diego Zandel

In Romania la letteratura continua a fare i conti con la propria storia recente, come ben testimoniano i diversi romanzi le cui tematiche affondano le radici negli anni di Ceausescu. Da questa idea muove Diego Zandel nel recensire Uccelli del cielo di Vasile Andru (Edizioni Controluce-Besa, 2008), opera narrativa composta di due storie distinte e tenute insieme da un io narrante che intreccia con i protagonisti un rapporto di complicità esistenziale, sì da diventarne il testimone. Il romanzo stesso incarna questa testimonianza e: gli uccelli del cielo, da cui il titolo, ne sono gi artefici.



«Almanacco degli accidenti». A proposito di Ştefan Agopian

Le opere di Ştefan Agopian vantano caratteristiche di particolare originalità nel panorama letterario della Romania ceauşista. La prosa di questo autore è assimilabile a una corrente antirealista e antipsicologica, basata sull’invenzione fantastica, sull’uso di ardite architetture temporali, sul ricorso alla parodia, al ludico, alla parabola filosofica, oltre che a una ricca e sapiente intertestualità. Almanacco degli accidenti è il primo libro di Agopian pubblicato in Italia (traduzione di Paola Polito, postfazione di Bruno Mazzoni, Felici Editore, Pisa 2012). Paola Polito lo presenta.



Fondare un giornale a Bucarest: Luigi Cazzavillan e «Universul»

Luigi Cazzavillan fu giornalista, imprenditore e filantropo nella Romania di fine Ottocento. Arrivato a Bucarest quale corrispondente di guerra per alcuni giornali italiani, finì per stabilirvisi e fondare la testata «Universul», il più importante giornale della «Romania piccola». A lui è dedicato il volume Un italiano a Bucarest: Luigi Cazzavillan (1852-1903), di Ioan-Aurel Pop e Ion Cârja (Editrice Viella 2012). Verso la fine del XIX secolo, Cazzavillan era considerato una delle più importanti personalità della comunità italiana di Bucarest, promotore anche di varie iniziative caritatevoli.



Eliade/1. Il sacro e l'esoterico, nuove prospettive di interpretazione

Mircea Eliade ha sempre mostrato prudenza verso le interferenze della sua opera con l’esoterismo, cui molti hanno tentato di ricondurlo. A un approfondimento di questo tema, su ampio sfondo ermeneutico, è dedicato il volume Mircea Eliade. Le forme della Tradizione e del Sacro (Mediterranee 2012), frutto dei lavori di un congresso organizzato a Perugia nel 2007. I contributi sono a firma di Grazia Marchianò, Pietro Angelini, Enrico Montanari, Roberto Scagno, Giovanni Casadio, Pietro Mander, Carlo Prandi e Guido Ravasi. Recensione di Constantina Buleu.



Eliade/2. Tra filosofia e medicina: lo scambio con Valeriu Bologa

Mihaela Gligor, ricercatrice dell’Academia Română di Cluj, ha pubblicato Între filosofie şi medicină. Folclorul medical în viziunea lui Mircea Eliade şi Valeriu Bologa (2012), un volume dedicato ai rapporti epistolari tra Mircea Eliade e il medico e folclorista transilvano Valeriu Lucian Bologa, fondatore della scuola scientifica di Cluj insieme al francese Jules Guiart. Questo incontro, come mette ben in luce Giovanni Casadio nell'ampia presentazione, chiarisce tra l'altro alcuni aspetti dell'interesse di Eliade per gli studi di folclore, storia della medicina popolare e alchimia asiatica.



Maestro Ruggero di Puglia e i Tartari alla conquista della Transilvania

A Maestro Ruggero di Puglia, monaco e documentarista del XIII secolo, si deve la storia della conquista della Transilvania e della pianura pannonica da parte dei Tartari nel 1241. Di questo racconto minutamente descrittivo, affidato al Carmen  Miserabile, proponiamo, in prima traduzione italiana a cura di Afdera Zirone, il capitolo XXXIV dedicato alla distruzione della città di Varadino, l'attuale Oradea. Di Walter Scudero, autore del volume Memoria intorno a Maestro Ruggero di Puglia ed il suo «Carmen Miserabile» (Edizioni del Rosone, Foggia 2012), l'ampia presentazione e profilo storico.



Mons. Bercea: Ioan Ploscaru, martire della persecuzione comunista

Arrestato nel 1949, chiuso per quindici anni nelle carceri comuniste, sorvegliato fino al 1989 dalla Securitate, il vescovo greco-cattolico Ioan Ploscaru è una personalità emblematica della comunità cristiana romena, segnata in tutte le sue confessioni dalla testimonianza di uomini che hanno pagato cara la loro fede in Cristo. Di recente è stato pubblicato in Italia il libro-testimonianza di Mons. Ploscaru, Catene e terrore. Un vescovo clandestino greco-cattolico nella persecuzione comunista in Romania (EDB, Bologna). Mons. Virgil Bercea, vescovo di Oradea, ne firma la prefazione.



Poesia è semplicità: Umberto Saba in Romania, a 130 anni dalla nascita

Il poeta Umberto Saba è conosciuto in Romania grazie a traduzioni pubblicate su varie riviste e a tre antologie (1944, 1970 e 2009). La più recente e complessa silloge, La capra e altri poemi / Capra şi alte poeme, è edita da Humanitas nella prestigiosa Biblioteca Italiana, a cura di Smaranda Bratu Elian, con traduzione e postfazione di Dinu Flâmând. «Un messaggio etico di semplicità e umiltà emerge dall’intera opera di Saba, la cui grandezza sta nella convinta adesione alla realtà, nei contenuti e nel linguaggio, insieme colto e semplice». Così Margherita Ganeri nella prefazione.



Matei Vişniec e la poetica del ‘teatro decomposto’

Della drammaturgia di Matei Vişniec, noto per la sua attività in Francia, è uscito nel 2012 'La storia del comunismo raccontata ai malati di mente' e altri testi teatrali (Editoria&Spettacolo Edizioni, saggio introduttivo e cura di Emilia David). Una introduzione al teatro modulare di Vişniec ci viene proposta da Emilia David, che segnala in tale opera microtesti riuniti in sequenza successiva come ‘moduli teatrali da comporre’, instaurando un’estetica della ricerca e della creazione destinata alla variabile riconfigurazione dei «tasselli» e ad un processo creativo con esiti sempre differenti.



Invito alla storia: il nuovo Atlante Storico Zanichelli 2013

Un avvincente invito alla storia, dove vicende, personaggi, congiunture, implicazioni si squadernano lungo i secoli e tra le latitudini, mentre il lettore è invitato e rimandato, dalla ricchezza di efficaci spunti, all’esigenza di approfondimenti su questo o quell’aspetto. È l'offerta dell’Atlante Storico 2013 edito da Zanichelli (Bologna 2012), opera in due volumi più dvd, che spazia dalla preistoria ai nostri giorni. E la Romania? La troviamo richiamata sempre e inevitabilmente in contesti di relazioni e vicende sovranazionali. Recensione di Giovanni Ruggeri.



Esilio ed erranza: Benjamin Fondane, il pensatore «non rassegnato»

La rivista italiana di cultura «Humanitas» ha dedicato nel 2012 un intero numero a un nome di primo piano della cultura europea, ma ancora pressoché sconosciuto al grande pubblico italiano: Benjamin Fondane. Nato in Romania nel 1989, stabilitosi in Francia all'età di 25 anni, Fondane fu un protagonista delle origini del movimento esistenziale francese. L’importanza dell’esilio, la sua relazione con la creazione, è essenziale in questo pensatore, apertamente in opposizione alla cultura dominante. Da Alice Gonzi, curatrice del quaderno monografico, una panoramica introduttiva.



La Transilvania che non c'è più: Dieter Schlesak, «Uomo senza radici»

Nel 2011 Dieter Schlesak ha pubblicato Uomo senza radici, un romanzo dove il protagonista – alter ego dello scrittore – scopre di mancare di radici proprio mentre torna alla sua terra d'origine. La Transilvania, patria di tutti i sassoni che lì sono nati, non c'è più, si è fatta altra, e la morte della madre del protagonista sancisce la fine di un’epoca, con le sue figure e i suoi riti. «Andarmene da questa luce. Non sentire più il rintocco delle ore, non sentire più niente. Nascondermi. Sparire. Essere un nessuno. E così poter sopportare tutto», scrive Schlesak. Vivetta Valacca lo recensisce.



Scrittori romeni tradotti in Italia, è boom. Ecco quel che è uscito nel 2012

La presenza della Romania come Paese ospite al Salone Internazionale del Libro di Torino ha fatto del 2012 l'anno con il maggior numero di autori romeni tradotti e pubblicati in Italia nel XXI secolo. Si tratta prevalentemente di scrittori contemporanei viventi, dove figurano tra l'altro il Premio Nobel Herta Müller, accanto ai ben noti Ana Blandiana, Norman Manea, Mircea Cărtărescu. Afrodita Cionchin presenta una rassegna completa di questi libri, rilevando come la narrativa faccia la parte del leone. I titoli sono inseriti anche nel database di questa rivista Scrittori romeni in italiano.



«Il sogno della letteratura» e la critica pungente di Daniela Marcheschi

L'ultimo libro di Daniela Marcheschi, Il sogno della letteratura – Luoghi, maestri, tradizioni (Gaffi, Roma 2012), è frutto delle riflessioni di una divoratrice smaliziata di libri, che crede ancora nella capacità della critica di opporsi alle caotiche mercificazioni a cui viene sottoposta la cultura oggi. Accanita avversaria del conformismo intellettuale, la Marcheschi denuncia sin dalla Premessa del volume il deplorevole abbandono di molti critici all’improvvisazione e la loro chiusura in uno sterile soggettivismo autoreferenziale. Recensione di Hanibal Stănciulescu.



Celan e Fondane, un dialogo immaginario firmato da Norman Manea

Un luogo immaginario di incontro tra Paul Celan e Benjamin Fondane. Ecco Al di là della montagna, l'ultimo libro di Norman Manea, curato da Marco Cugno (il Saggiatore, 2012), dove due ebrei nati in Romania nello stesso mese e accomunati da una medesima condizione di esilio, che sfocerà nella catastrofe, dialogano idealmente tra loro. Norman Manea, anche lui romeno di origini ebraiche, individua nella posterità della parola lo spazio di scambio tra Fondane e Celan. Inclusa nel libro un’accurata antologia di scritti esegetici e testimonianze sui due poeti.



«Poeti romeni al bivio: continuità e rottura». Antologia di Geo Vasile

Nell'antologia bilingue romeno-italiana Poeti romeni al bivio: continuità e rottura, pubblicata in Romania (Fundaţia Scrisul Românesc, Craiova 2012), il critico e traduttore Geo Vasile presenta una raccolta di saggi e un repertorio di poesia romena moderna e postmoderna, a partire da George Bacovia, Lucian Blaga, Nichita Stănescu e Marin Sorescu, per continuare quindi con Virgil Mazilescu, Cezar Ivănescu, Mariana Marin, e arrivare ai nostri giorni con Ion Mureşan, Ruxandra Cesereanu, Eugenia Ţarălungă e Linda Maria Baros.



Risorgimento antieroico: «Il Cimitero di Praga» di Umberto Eco

Filippo Salvatore analizza la versione antieroica dei fatti storici sul Risorgimento data da Umberto Eco nel suo Il Cimitero di Praga. Eco confuta l’esistenza di un complotto che guida la storia dell’umanità, ma ricorda che, ripercorrendo gli avvenimenti, si scoprono piccole congiure e trame che hanno effetti drammatici per chi ne è vittima. Lo scrittore ci ammonisce che i complotti, anche quando non esistono o sono basati su falsità, hanno fatali conseguenze nella vita reale. Una convinzione resta salda: il primo rimedio contro il male è la conoscenza, la forma più sublime di pietà.



Il nuovo cinema romeno tra parodia del passato e critica dell'attualità

Non è stata solo la Palma d’oro, assegnata a Cristian Mungiu a Cannes nel 2007, a richiamare l’attenzione sulla produzione cinematografica romena: impossibile dimenticare nomi come Wim Wenders, Martin Scorsese o Francis Ford Coppola quali produttori esecutivi di film girati in Romania. Il volume Noul Val (Ed. Archetipolibri 2012) è il primo articolato studio sulla nuova cinematografia romena, un percorso coincidente, come sottolinea l'autore Francesco Saverio Marzaduri, «con l’analisi di un Paese di cui, fino ad ora, davvero poco ci è stato dato di conoscere».



«Verrà il giorno» di Gabriela Adameşteanu. Una lettura di Diego Zandel

Gabriela Adameşteanu ha rappresentato la Romania all'ultimo Festivaletteratura di Mantova (5-9 settembre), con il suo secondo libro uscito quest’anno in Italia: Verrà il giorno (Editore Cavallo di ferro, Roma 2012, traduzione di Celestina Fanella). Diego Zandel offre una stimolante chiave di lettura di questo romanzo: «Gabriela Adameşeanu ha la straordinaria capacità di trasmettere al lettore la dimensione psicologica in cui vive Letiția – il personaggio principale – attraverso le cose, le persone, gli aspetti esterni, il suo sguardo, le descrizioni, che sostituiscono i moti dell’animo».



Cesare Pavese, «un greco del nostro tempo»

L’«Osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo», sorto su iniziativa di Antonio Catalfamo e con sede nella casa natale di Pavese a Santo Stefano Belbo, monitora, grazie a numerosi collaboratori di vari Paesi, il panorama letterario internazionale per individuare e proporre ad un più ampio pubblico nuovi studi dedicati all’opera di Pavese. Di recente l'Osservatorio ha pubblicato il dodicesimo volume della serie: Cesare Pavese, un greco del nostro tempo, a cura di Antonio Catalfamo, qui ampiamente recensito da Hanibal Stănciulescu.



Il «Paradiso riassunto» di Eliza Macadan

«Approssimandoci alla lettura della silloge poetica Paradiso riassunto di Eliza Macadan (prefazione di Marco Conti, Ed. Joker, Novi Ligure 2012), respiriamo una volontà di estetica minimalista che si esprime già nella copertina, semplice e sobria, una poco nota Composizione di Daniel Divrician, e nel titolo stesso. Il paradiso che Eliza Macadan tratteggia è un universo semplice, quasi crepuscolare. Soprattutto, ed è forse questa la sua più grande ricchezza, è una qualcosa di reale, che non ha niente di utopistico». Lo sostiene Lorenzo Spurio nella recensione al volume.



«La luce dell’anima» nei versi di Dieter Schlesak e Vivetta Valacca

La luce dell’anima è una raccolta di versi composta a quattro mani da Dieter Schlesak, noto poeta e scrittore di origine romena, e Vivetta Valacca, saggista e poetessa ligure. «Un unico tema attraversa l’intera silloge: quello dell’amore come ragione profonda e senso dell’esistenza umana. Ci troviamo di fronte ad un confronto/dialogo tra due esperienze circa il mistero, la bellezza e l’ineffabilità del sentimento amoroso. Una voce femminile ed una maschile si alternano a poetare un vissuto: quello potente ed irrazionale dell’Eros». La recensione è di Antonio Di Gennaro.



Sulle ali della poesia. Novità in libreria di Geo Vasile

L’italianista, traduttore e critico Geo Vasile ci presenta i suoi libri più recenti pubblicati in Italia per i tipi delle Edizioni Akkuaria di Catania. Il primo si intitola Fra Inferno e Paradiso (2012), un'antologia poetica di 11 poeti italiani (la maggior parte nati negli anni settanta e ottanta) e non solo. Il secondo, Da Miorizza a Cristian Popescu (2011), è un'antologia bilingue di saggi, testi poetici e lirici romeni, un repertorio di poesia moderna e post-moderna. Il terzo è Resistenze bruciate (2011), un florilegio bilingue dedicato alle maggiori poetesse romene.



«Nostalgia» di Mircea Cărtărescu: romanzo o libro di racconti?

«Romanzo o libro di racconti? L’interpretazione non è facile. Parliamo di Nostalgia di Mircea Cărtărescu, edito da Voland (edizione integrale, 2012), nella traduzione di Bruno Mazzoni. Il dubbio nasce dalla discontinuità della trama, dall’autonomia delle singole parti in cui il libro si divide, anche se nominalmente si chiamano Prologo, poi, al centro, quella che dà il titolo al libro con un terzetto di ʻraccontiʼ a loro volta autonomi, e quindi l’Epilogo. Come in ogni romanzo che si rispetti. Ma così non è». Queste e altre considerazioni nella recensione firmata da Diego Zandel.



«Il sorriso sardo» di Petru Dumitriu

Di Petru Dumitriu, scrittore romeno nato nel 1924 ed emigrato illegalmente in Occidente nel 1960 (quando comincia a scrivere in francese), è uscito il romanzo Il sorriso sardo (tradotto dall’originale francese da Giulio Concu, Edizioni Il Maestrale). Pubblichiamo, per gentile concessione dell’editore, la postfazione di Marinella Lőrinczi a questo libro, ambientato in Sardegna. «Senza pretendere una completa fedeltà geo-etnografica che per la letteratura costituisce un falso obiettivo, l’ambientazione risulta altamente scenografica, arte questa di cui Dumitriu fornisce lezioni magistrali».



Mezzogiorno d'Italia, il fascino della realtà secondo Antonio Catalfamo

Hanibal Stănciulescu recensisce Il racconto della realtà (Edizioni Solfanelli 2012), volume su società e cultura del Mezzogiorno di Antonio Catalfamo, critico letterario e operatore culturale, che dal 2001 coordina l'«Osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo». L’autore, che spazia tra Gramsci, Verga, Camilleri e i grandi problemi del Mezzogiorno, adotta un metodo interpretativo che respinge le esagerazioni di un certo strutturalismo imperniato sulla tesi della autosufficienza dell’opera letteraria. Un percorso analitico focalizzato su vari tipi di realismo, dal romanzo poliziesco al verismo.



Mircea Eliade, «Gaudeamus»: una poetica dell’«esperienza vissuta»

Jaca Book ha appena pubblicato Gaudeamus, di Mircea Eliade (traduzione di Celestina Fanella). «Lo studioso interessato alla biografia dell’autore del Trattato di storia delle religioni – segnala in postfazione Roberto Scagno – potrà trovarvi riscontri di un periodo cruciale di formazione e approfondimenti del contesto storico e culturale romeno degli anni interbellici, per molti versi negletto o misconosciuto. C'è poi la lettura diretta che offre un’immagine singolare di un ventenne alla conquista di se stesso attraverso una "via eroica” e una personalissima "ascesi etica”».



Le metamorfosi del mondo secondo Ana Blandiana

Nel libro Il mondo sillaba per sillaba (Saecula Edizioni 2012), Ana Blandiana, una delle maggiori poetesse romene contemporanee, dispiega tutta la sua arte di scrittrice per compiere un giro intorno al mondo. «Il contenuto, per un lettore attento, è spesso sorprendente», osserva Lorenzo Renzi nella sua postfazione. «Davanti agli occhi di Ana Blandiana sfilano decine e decine di paesaggi. Ma uomini, uomini non ne appaiono mai. Semmai folle anonime, assembramenti. Non c’è nessun dialogo. Mi chiedo se nel genere letteratura di viaggio, ci sia mai stato un caso simile».



Tristan Tzara e le sue poesie «Avant Dada»

«Il nome di Tristan Tzara è legato ai movimenti d’avanguardia più radicali e libertari, in particolare al Dadaismo, che il poeta d’origine romena ha contribuito a lanciare a Zurigo nel 1916 insieme ad altri artisti, prima di arrivare a Parigi ed essere accolto come un messia da André Breton. Da allora in poi Tzara segnerà una tappa unica nella storia del rinnovamento artistico e culturale, esercitando un’enorme influenza non solo in Romania ma anche in Francia». Così scrive Giovanni Rotiroti, curatore del recente libro, Avant Dada. Poesie (traduzione di Irma Carannante, Barbès Editore).



«La fine dei Ceausescu». I fatti del 1989 ricostruiti da Grigore Cartianu

Per la prima volta, dopo oltre vent’anni dal crollo del regime comunista romeno, viene pubblicata anche in italiano una ampia ricostruzione di quel lontano dicembre 1989. Si tratta de La fine dei Ceausescu. Morire ammazzati come bestie selvatiche, scritta dal giornalista romeno Grigore Cartianu (Aliberti editore). Luca Bistolfi, curatore, nota che «alla fine della lettura non avremo incontrato solo il coté politico della faccenda, bensì anche quello umano; scoprire la verità su quegli accadimenti sarà d’aiuto per capire la sofferenza d’un popolo costretto a emigrare in massa».



La «noia moldava» prima di Sartre: il romanzo dell’Io di Max Blecher

«Quando guardo per molto tempo un punto fisso sulla parete mi accade a volte di non sapere più né chi sono né dove mi trovo. Avverto allora alla lontana l’assenza della mia identità, quasi fossi divenuto, per un istante, una persona del tutto estranea». Pochi anni prima de La nausea di Sartre (1938), Max Blecher raffigurava la condizione negativa dell’uomo, impossibilitato a stabilire relazioni familiari con il mondo. Il suo Accadimenti nell’irrealtà immediata, capolavoro del periodo interbellico, esce ora in italiano nella traduzione di Bruno Mazzoni (Keller), cui quest'anno si devono nuove uscite in Italia anche di Herta Müller e Mircea Cărtărescu.



«A Est del Nordest». Un giornalista italiano in viaggio in Romania

Achille Tramarin ci introduce al libro che il giornalista Maurizio Crema ha pubblicato nel 2011: una specie di diario di bordo, dedicato in particolare alla Romania, alla Moldavia e perfino, negli ultimi tre capitoli, alla Transnistria. Il titolo A Est del Nordest si spiega con il fatto che il Nordest d'Italia (Veneto e Friuli), sia per motivi geografici sia per motivi storici ed economici, è diventato la meta preferita di romeni e moldavi in cerca di una vita migliore, in fuga dalle macerie del socialismo reale.



«L’omino rosso» di Doina Ruşti. Una lettura di Diego Zandel

Diego Zandel propone una lettura di L’omino rosso di Doina Ruşti (Nikita, Firenze 2012, traduzione di Roberto Merlo). Il romanzo offre un quadro della vita romena ai nostri giorni, vista da una grande città della periferia europea come Bucarest. Un vero e proprio ritratto della Romania di oggi, con scorie del passato regime ancora ben riconoscibili. Diversi sono i motivi di interesse di questo complesso romanzo, edito peraltro da una editrice che ha il merito di far conoscere le letterature dei paesi dell’Est europeo uscite dalla dittatura comunista: Doina Ruşti è il quarto autore romeno tradotto da Nikita, su 18 titoli finora pubblicati dall'editrice fiorentina.



Nuova pubblicazione per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia

L'Italia e la Romania verso l’Unita Nazionale è il volume, a cura di Francesco Guida, pubblicato dall'Editrice Humanitas nel 2011, che raccoglie i lavori del Congresso internazionale tenutosi all'Università di Bucarest il 16-17 giugno 2011, per celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Come osserva Olivia Simion, «è frutto di una collaborazione benefica tra due spazi culturali, Italia e Romania, offrendo al pubblico romeno articoli di studiosi italiani ai quali diversamente sarebbe stato difficile arrivare».



Auschwitz e il «balbettio» di Schlesak

L’abisso di male che Auschwitz è stato si riflette nella lingua che tenta di dirlo, sconvolta. «Questo è stato Auschwitz, una millenaria frattura nel tempo, questa la lingua accostandosi ad Auschwitz, un balbettio, laddove la lingua viene meno». Così Vivietta Valacca, presentando Il farmacista di Auschwitz di Dieter Schlesak (Garzanti, prefazione di Claudio Magris). «Non si scrive Il farmacista senza soffrire. E non si legge Il farmacista senza soffrire».



I «sussurri armeni» di Varujan Vosganian

Alla storia degli armeni, e non solamente di quelli approdati sui territori romeni, è dedicato, con ricchezza di spunti autobiografici, Il libro dei sussurri, romanzo che Varujan Vosganian ha pubblicato presso Keller Editore (traduzione di Anita Bernacchia). Doina Condrea Derer, uno dei più importanti italianisti di Romania, ce ne propone una penetrante lettura sin dal titolo in cui «Vosganian, fa palese la propria fonte: le memorie evocate sottovoce dai nonni e dai loro amici, memorie introiettate sin dai primi anni di vita».



«Cecilia sono io». Geo Vasile su Stabat Mater di Tiziano Scarpa

Il volume Stabat Mater di Tiziano Scarpa riesce ad essere sull’onda dei più letti libri in questo momento, almeno in Europa: le biografie romanzate (documenti più fiction) di alcuni personaggi tipo Marilyn Monroe, Maria Callas, il marchese de Sade, Petrarca. In questo caso si tratta di Antonio Lucio Vivaldi, soprannominato il Prete Rosso a causa dei suoi capelli color rame, autore dei celeberrimi concerti “le quattro stagioni”, ma anche di lavori di musica sacra, tra cui uno “Stabat Mater”, donde il titolo del libro.



Italo Svevo a 150 anni dalla nascita. Un libro di Giampiero Mughini

Nel 150º anniversario della nascita del grande scrittore triestino Italo Svevo, Giampiero Mughini ha dedicato un saggio a Trieste e al suo illustre scrittore: In una città atta agli eroi  e ai suicidi – Trieste e il caso Svevo (Bompiani, 2011). Elena Bizjak Vinci ce ne offre una recensione, segnalando come il volume renda omaggio ad una città «profondamente diversa dalle altre città italiane», come la definiva Montale. Ed è stato Svevo il cicerone d’eccezione che ha accompagnato Mughini attraverso le vie della città.



«Gli occhi di Beatrice» di Horia-Roman Patapievici

Horia-Roman Patapievici è una delle personalità più eclettiche della cultura romena dei nostri giorni. Scrittore, fisico, filosofo e saggista, è presente anche in Italia con il suo Gli occhi di Beatrice. Com'era davvero il mondo di Dante di cui l'italianista Geo Vasile propone una lettura. «Aggiungendo il suo non indifferente libro alla sterminata, mondiale biblioteca sull’opera di Dante – segnala il critico – il romeno Patapievici abolisce l’assurdo di un universo incentrato su Lucifero, proponendo una cosmologia elegante e coerente, più adeguata al pensiero dell’illustre poeta».



Un volume bilingue: «Aforismul în Italia / L'aforisma in Italia»

È uscito il volume bilingue Aforismul în Italia – Antologia Premiului “Torino in Sintesi” / L’aforisma in Italia – Antologia dal Premio “Torino in Sintesi” (Focus, Petrosani 2011), a cura di Fabrizio Caramagna, prefazione di Valeriu Butulescu e postfazione di Anna Antolisei, traduzione di Simone Enache. Nel libro compaiono gli autori che fanno parte della giuria e del comitato fondatore del Premio “Torino in Sintesi” e gli autori vincitori e menzionati per le opere edite nelle due edizioni 2008 e 2010.



«Oasi di sabbia». Aforismi di Valeriu Butulescu

«Con l'uscita del libro Oasi di sabbia, il pubblico italiano ha finalmente modo di conoscere l'opera di uno dei più grandi interpreti dell'aforistica contemporanea in Romania e non solo. Gli aforismi di Valeriu Butulescu sono scettici e ironici, paradossali e tuttavia veritieri, poetici e graffianti, seri e faceti. In ogni aforisma ci costringe a sentire parole conosciute in modo totalmente diverso». Così Fabrizio Caramagna nella prefazione al volume Valeriu Butulescu, Oasi di sabbia – Aforismi, traduzione di Alina Breje, Genesi Editrice, Torino 2011.







Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

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