INTERVENTI

Invito a editori e studiosi: creiamo insieme la «Biblioteca Orizzonti»

Nel quarto anniversario di pubblicazione, la nostra rivista lancia la nuova iniziativa di una «Biblioteca Orizzonti» per offrire integralmente (in formato pdf) libri già pubblicati e testi inediti relativi alla cultura romena e italiana, nonché ai rapporti culturali italo-romeni. Invitiamo gli editori italiani e romeni, tutti i romenisti italiani, gli italianisti romeni e gli studiosi di varie specialità a contribuire con l’invio di loro pubblicazioni e/o lavori inediti dedicati ai legami tra i due Paesi e culture. Saremo lieti di pubblicarli, a vantaggio di una loro maggior circolazione e diffusione.



«Storia dei romeni e delle interferenze italo-romene»: nuovo database

La nostra rivista, in collaborazione con l'Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, dà il via ad un nuovo progetto volto a creare un database online dedicato alla «Storia dei romeni e delle interferenze italo-romene dal medioevo all’età contemporanea». Il database segnalerà i libri relativi alla storia dei romeni e alle relazioni bilaterali tra i due Paesi dal Medioevo all’età contemporanea. Storici e romenisti sono invitati a dare il loro prezioso contributo a questo progetto, inviando un elenco dei titoli suddivisi per anno di pubblicazione, dal 2014 a ritroso.



«Se io uccido un romeno...». Quando la giustizia italiana non funziona

Lo scorso 30 gennaio il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo dello scrittore Antonio Pennacchi, premio Strega 2010, con al centro due notizie di cronaca nera e giudiziaria che hanno visto coinvolte, con opposti ruoli, due cittadine romene. La tragicità dei fatti, delle conseguenze e delle implicazioni solleva gravi interrogativi circa il sistema giudiziario italiano e il contesto in cui esso opera. Giovanni Ruggeri segnala alcuni aspetti bisognosi di urgenti interventi, primi tra tutti certezza della pena, superamento del formalismo, realizzazione di adeguati accordi internazionali tra Italia e Romania.



«Atac în bibliotecă», il grande giallo di George Arion

Salutato dalla critica come il primo vero romanzo poliziesco romeno, Atac în bibliotecă di George Arion è un giallo spassoso e quasi parodistico di questo genere paraletterario. Stile vivace e ironico, l’autore punta con frecciatine allusive e asprigne alla realtà sociale e al clima politico dell’epoca (dittatura di Ceaușescu), bolsaggine del relativo linguaggio inclusa, sfuggendo incredibilmente alle grinfie della censura. Pubblicato a Bucarest nel 1983, il romanzo si sta facendo ora conoscere nei Paesi di lingua inglese e francese, in attesa di trovare un editore anche in Italia. A cura di Mauro Barindi.



Hortensia Papadat-Bengescu e il suo «Concert din muzică de Bach»

Un concentrato di debolezze e di miserie umane, di cinismo e di arrivismo, di amore e di eros piegati il più delle volte a fini puramente carnali o utilitaristici. Un panorama di introspezione psicologica desolante e spietato, incastonato nella cornice urbana di Bucarest: questo è ciò che offre Hortensia Papadat-Bengescu (1876-1955) in Concert din muzică de Bach (1927), il romanzo più noto di questa scrittrice nonché una delle prove più smaglianti della narrativa romena interbellica. Postilla: un altro «classico» non ancora tradotto in italiano e in attesa di editore. A cura di Mauro Barindi.



Galileo Galilei a 450 anni dalla nascita. Interviene Magda Stavinschi

Magda Stavinschi, maggior astronomo romeno contemporaneo, direttore dell'Osservatorio Astronomico dell’Accademia Romena tra il 1990 e il 2005, propone un ritratto di Galileo Galilei a 450 anni dalla nascita del grande toscano. La vita e le scoperte, e in particolare le vicende legate al processo, sono al centro dell’attenzione della studiosa, che sottolinea come tale processo si sia concluso soltanto nel 1992, quando il papa Giovanni Paolo II propose una rinnovata ermeneutica dei rapporti tra scienza e fede ed espresse profondo rincrescimento per il modo in cui venne trattato il caso Galilei.



«I Romeni e la Grande Guerra»: in mostra a Torino documenti e foto

La Prima guerra mondiale costò molto all’esercito romeno: 365 mila perdite tra morti e dispersi, pari al 36% dei chiamati alle armi. In occasione del centenario del conflitto, l'Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia propone la mostra foto-documentaria «I Romeni e la Grande Guerra», aperta fino al 14 dicembre al Museo del Risorgimento di Torino. Pubblichiamo il testo introduttivo al catalogo di Rudolf Dinu, direttore dell'Istituto Romeno di Venezia, e l’intervento di Ana Victoria Sima dell’Università «Babeş-Bolyai» di Cluj-Napoca su «I transilvani nella Grande Guerra».



«FEM», di Magda Cârneci: un tributo al mondo femminile

Libro-confessione, biografia spiritual-sentimentale, libro di ricordi, diario intimo, libro epistolare, poema in prosa: tutte queste pur significative definizioni del romanzo FEM di Magda Cârneci (Cartea Românească, 2011) risultano insufficienti e limitative, incapaci di rendere l’idea di fondo di questa prima incursione nella prosa che scandaglia l’intimo universo della scrittrice, un universo che vola da episodi legati all’infanzia a quelli della donna adulta, alla sua (fallita) storia d’amore, ai fantasmi femminili debordanti che popolano, si potrebbe dire fellinianamente, il suo vissuto. A cura di Mauro Barindi.



AAA Cercasi editore per George Călinescu e il suo «Enigma Otiliei»

Personalità enciclopedica della cultura e della letteratura romena, George Călinescu (1899-1965) è autore, tra l’altro, di Enigma Otiliei, un romanzo che sorprende per il numero di traduzioni che ha conosciuto in varie lingue, tranne che in italiano. In verità, dei cinque romanzi che Călinescu ha scritto, nessuno in Italia ha mai pensato di pubblicarne almeno uno, in traduzione. Eppure i legami e i contatti che lo scrittore, nonché italianista, Călinescu aveva con l’amato Belpaese avrebbero auspicato una sua diffusione nella penisola. Provvederanno gli editori dei nostri giorni? A cura di Mauro Barindi.



«Sentinella, a che punto è la notte?». Gli 80 anni di Dieter Schlesak

Il 7 agosto scorso, Dieter Schlesak ha compiuto 80 anni. Insieme agli auguri della nostra redazione, pubblichiamo un articolo di Vivetta Valacca, amica e collaboratrice dello scrittore. «Il suo destino – osserva la Valacca – è di essere testimone: prezioso, per quanti vogliono sapere, e scomodo, per quanti vogliono mistificare, di un secolo che ha attraversato regimi totalitari, conflitti e revisioni storiche. Non è semplicemente un testimone, bensì una sentinella per le nostre coscienze: la sua testimonianza, come la sua vita, è contrassegnata da una profonda eticità».



«I gigli della prima liceo»: Gabriel Liiceanu e l’amore a prima vista

L’amore a prima vista: cinque storie e autori d’eccezione, Gabriel Liiceanu, Adriana Bittel, Ana Blandiana, Nicolae Manolescu e Ioana Pârvulescu, in Povești de dragoste la prima vedere (Humanitas, 2008). Pubblichiamo il racconto che apre la raccolta, incentrato sugli amori liceali. È quello che accade ai protagonisti: Liiceanu, invaghito di una compagna di classe dai capelli d’oro, la convince che sublime suggello per il loro amore incompreso debba essere un talamo di gigli il cui mortifero afrore li condurrà avvinti verso l'eterna passione. A cura di Mauro Barindi.



L’eredità armena di Eminescu secondo Arşavir Acterian

Pubblichiamo la traduzione di Despre originea lui Mihail Eminescu (1935) di Arşavir Acterian, testo ripubblicato dalle edizioni Ararat nel volume Eminescu văzut de armeni (2000). L’autore, romeno di nascita ma di origine armena, pensava che la famiglia di Eminescu fosse imparentata con un mercante venuto dal paese caucasico, ed emigrato successivamente in Europa orientale. Il saggio è un commento ad alcuni passaggi della biografia Viaţa lui Mihai Eminescu (Vita di Mihai Eminescu), scritta nel 1932 dal critico letterario George Călinescu. A cura di Francesco Testa.   



Camil Petrescu, l'innovatore del romanzo romeno

Nel 2014 ricorrono 120 anni dalla nascita di Camil Petrescu, romanziere, drammaturgo e poeta, membro dell’Accademia Romena. Per i suoi romanzi di analisi psicologica, è considerato «l’innovatore del romanzo romeno». Petrescu è stato proposto in Italia già nel 1956 nella traduzione di Anna Colombo, nell'Antologia della narrativa romena curata da G. Petronio, senza che i suoi romanzi venissero poi editi in volume. Pubblichiamo un frammento del romanzo introspettivo Il letto di Procuste (1933), nell'auspicio che venga integralmente tradotto e fatto conoscere al pubblico italiano.



Dalla Romania: omaggio a Mario Luzi nel centenario della nascita

«Una vita dedicata alla difesa e alla dignità della parola poetica». È il ritratto che del grande Mario Luzi propone l’italianista Geo Vasile, ripercorrendo gli snodi essenziali dell’opera del maestro. Ieratica e duttile, la poesia di Luzi prende di mira il cuore dell’enigma. Vasile riporta anche un breve scambio epistolare personale con il grande poeta, non senza accenni alla poesia romena e a Eminescu, di cui Luzi scrive: «Ha fatto ciò che nel secolo successivo al suo e anche oggi si tenta di fare per convinzione o per calcolo: una letteratura senza frontiere tra germanesimo e retaggio latino».   



Violenza sulle donne: un «no» al femminile dall'Italia alla Romania

Ogni due minuti, mentre il mondo fa un passo in avanti, una madre, una sorella, una donna subiscono violenza. A questo triste tema, di drammatica attualità, è dedicata l’antologia Io scelgo, a cura di Irina Turcanu (Rediviva Edizioni, Milano 2014), dove scrittrici italiane e romene uniscono i loro testi per dire no alla violenza sulle donne. Da questa raccolta, pubblichiamo il racconto di Luiza Diculescu, Vacanza angelica, dove, nonostante le umane sembianze, un amore finisce per assumere i contorni del demoniaco. Accade quando si attende troppo e la vita alla scelta, come un precipizio.



Letteratura romena e mercato editoriale italiano: panorama e tendenze

Segnali positivi: La Romania al Salone del Libro 2014. È stato questo il tema dello stand nazionale della Romania al Salone di Torino, che ha confermato la tendenza positiva della presenza della letteratura romena nel mercato editoriale italiano, anche in tempi di crisi. A partire dai dati dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, specie del Centro Nazionale del Libro e dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, nonché del database «Scrittori romeni in italiano» creato dalla nostra rivista, Afrodita Cionchin tratteggia un panorama generale e alcune tendenze in atto.



«Amândoi», il sorprendente giallo di Liviu Rebreanu

«Duplice assassinio in via Speranza»: potrebbe essere questo il sottotitolo dell’ultimo, sorprendente romanzo di Liviu Rebreanu (1885-1944), scrittore noto per il suo realismo. Pubblicato nel 1940 e ambientato nella tranquilla e provinciale città di Pitești, Amândoi è la storia di un efferato omicidio. Un romanzo poliziesco in piena regola, dunque, ricco di suspense, che regala un colpo di scena finale da togliere il respiro, ma che al contempo – come sottolineava la critica già alla sua uscita – racchiude nella sua trama una garbata satira del genere stesso. A cura di Mauro Barindi.



Slow Food/Lingua Madre 2014, il premio a Ramona Hanachiuc

Il Premio Speciale Slow Food-Terra Madre del IX Concorso letterario nazionale Lingua Madre è stato vinto da Ramona Hanachiuc, con il racconto Magie del passato. «Illustra un gesto semplice, quotidiano, come quello della panificazione, come fosse una magia, una sorta di rituale, dove i movimenti delle mani sono coordinati da una sapienza secolare, che le nonne trasmettono alle nipoti». Nata nel 1976 a Vaslui, Ramona Hanachiuc vive e lavora in Italia dal 1999, e nel tempo libero ama dedicarsi alla scrittura. Si presenta nell'intervista e nel racconto R come ribelle che qui pubblichiamo.



«Falso trattato di manipolazione»: la grande sintesi di Ana Blandiana

«Non sono fatta per comandare le persone bensì per emozionarle e convincerle». Si può condensare in questa frase un aspetto essenziale dell'ultima, straordinaria uscita editoriale di Ana Blandiana, Fals tratat de manipulare (Falso trattato di manipolazione, Humanitas, 2013, 481 pp.), una sorta di testamento morale della sua vita. Il libro riassume il senso profondo della visione che questa grande autrice ha maturato su se stessa e sul proprio percorso intellettuale e politico nell’arena pubblica romena, dove si staglia possente la sua rettitudine civica e morale. A cura di Mauro Barindi.



Andrei Pleşu: «La gioia nell’Est e nell’Ovest»

Le differenze di mentalità tra l’Est e L’Ovest europeo, a partire dal ʻconcettoʼ di gioia. Vengono messe in luce dal testo di Andrei Pleşu che qui proponiamo, scritto appositamente per un pubblico non romeno, al fine di presentare, attraverso una brillante analisi comparativa, aspetti essenziali di mentalità diverse. «Una delle ragioni per cui l’Est e l’Ovest a volte faticano a capirsi segnala Pleşu è il fatto che non si “sottintendono”, che hanno esperienze diverse su quello che, nella vita di tutti i giorni, è “dato per scontato”». Un autore da tradurre. A cura di Natasha Danila.



«Așteptând ceasul de apoi», il romanzo postumo di Dinu Pillat

Un ritratto della gioventù smarrita e ammaliata dal demone delle ideologie estremiste (di destra) intrise di misticismo e anarchia che segnarono la storia della Romania interbellica. Ecco il romanzo postumo di Dinu Pillat, Așteptând ceasul de apoi (Humanitas 2010), opera il cui destino è legato strettamente a quello del suo autore, del quale condizionò drammaticamente la vita. Per la macchina repressiva comunista romena degli anni ’50, infatti, questo romanzo avrebbe rappresentato uno dei gravi capi d’accusa nel processo-farsa noto come «lotto Noica-Pillat». A cura di Mauro Barindi.



Octavian Paler: «Non ho paura di amare ciò che deve morire»

Octavian Paler (1926-2007) è stato uno dei più grandi scrittori del Novecento romeno, figura di grande rilievo della società civile, giornalista e politico. Ha attraversato periodi e stagioni importanti, che hanno lasciato la loro impronta culturale e ideologica sulla sua opera. Ricco di una storia straordinaria e di una formidabile capacità espressiva, Paler è diventato una sorta di emblema dell'ideale classico di tante persone che hanno letto i suoi scritti, intrisi di grandi concetti e verità. Offriamo al lettore italiano una selezione di aforismi a cura di Alina Breje, come invito alla lettura dell'opera di Paler.



Cultura e società nella Romania degli «anni bui»

Onofrio Cerbone, già lettore d’italiano all’Università di Iasi negli anni ’70, racconta la sua esperienza umana e professionale nella Romania dell'epoca. «Estremamente colta e raffinata, la cultura romena di quei tempi costruiva un mondo parallelo e sotterraneo a quello che la politica voleva; pagava però il prezzo all’antipolitica. La giusta e legittima difesa ad oltranza del soggetto si dissolveva in una oggettività speculare a quella della politica totale che dopo l’89, con la sconfitta definitiva di ogni pensiero totale, porrà una seria ipoteca sulla società, sulla cultura e sull’insegnamento».



Antonio Batani: Grand Hotel Italia, ecco il mio sogno per Cluj-Napoca

«In quel cocuzzolo, ci starebbe bene un albergo, anzi il più bell’albergo della città». Italiani in Romania, storia di un’imprenditoria sempre sorprendente, specie se si tratta di raffinata ospitalità e prelibatezze a tavola. Così è la storia di Antonio Batani, grande nome dell’hotellerie italiana – suoi sono Select Hotels Collection e il leggendario Grand Hotel di Rimini – che a Cluj-Napoca ha realizzato da zero il più grande e lussuoso hotel cinque stelle della Transilvania. Scommettendo su un Paese che lo sta ripagando con molte soddisfazioni. Servizio di Giovanni Ruggeri.



Bucarest reietta: Adrian Schiop e il suo nuovo «Soldații»

Adrian Schiop è un autore coraggioso, capace di sbatterci in faccia il lato più crudo di chi sta ai margini della città. Con il suo nuovo romanzo, Soldații – Poveste din Ferentari (Polirom 2013), ci si imbarca per un viaggio in un mondo sconosciuto, in quel quartiere-pianeta della Bucarest schivata, nascosta, reietta, chiamato Ferentari: sideralmente lontano dalla Bucarest perbene che, esterrefatta, ci vive accanto e lo guarda dall’alto in basso. Forse Schiop pecca talvolta di ingenuità, ma è proprio questo suo lato innocente e schietto che lo rende unico. A cura di Mauro Barindi.



«Il sex-appeal delle missionarie». Daniel Vighi e le parodie italo-romene

Daniel Vighi è un romanziere, saggista e giornalista romeno appartenente alla schiera degli scrittori postmoderni degli anni Ottanta. Dopo il debutto, nel 1985, numerosi volumi sono venuti a confermarne il profilo di intellettuale interessato all’arte e alla cultura in ogni sua forma. Pubblichiamo un frammento di un suo romanzo inedito che, prendendo spunto da aspetti a dir poco risibili, propone la parodia di una tipologia di personaggi più che improbabili della comunità di affari italo-romena, costituitasi in Romania dopo il 1989. A cura di Mauro Barindi, traduzione di Valentina Elia.



Arnoldo Foà, la profonda voce dai mille volti

Lo scorso 11 gennaio si è spento a Roma, all’età di 97 anni, Arnoldo Foà, grande protagonista della scena italiana novecentesca, attore di teatro, cinema e tv, regista, ma anche scultore, pittore e poeta. Roxana Utale, docente all’Università di Bucarest, ci propone un’originale memoria di Foà, seguendo l’unica traccia realmente praticabile alla stragrande maggioranza dei romeni, che non hanno potuto vedere il grande Foà a teatro ma ne hanno conosciuto l’inconfondibile, profonda e vibrante voce di doppiatore di grandi indimenticabili del cinema, da Anthony Quinn a John Wayne.



Tutto l'amore di «Adela». Cercasi editore per Garabet Ibrăileanu

Mai prima d’ora uno scrittore romeno era riuscito a scavare così a fondo nei sentimenti di un uomo e di una donna, sorpresi a fare i conti con i propri fantasmi d’amore. Accade in Adela di Garabet Ibrăileanu (Ed. Adevărul, Bucarest 1933), primo grande romanzo sentimentale romeno, storia tenera e coinvolgente, giocata sull’esile confine, sul sottile filo tra amore fisico e amore platonico, amore filiale-paterno e amore che non osa andare oltre, tra il detto e il non detto. Un romanzo che vinse subito il premio nazionale per la prosa e che andrebbe oggi nuovamente tradotto. A cura di Mauro Barindi.



«Literatura de azi», benvenuto a un nuovo sito letterario in lingua

Inaugurato alcuni mesi fa, «Literatura de azi» è un sito ideato da una delle nuove leve di critici letterari romeni, Daniel Cristea-Enache, che ne è anche direttore. La rivista vuole essere una piattaforma di dialogo e discussione, una vetrina sulla cultura e sulla letteratura in generale, non solo romena, anche se questa ne è l’ingrediente principale, con il contributo di saggi, interventi, commenti, tratti da opere di scrittori. Tredici le rubriche e un parterre di collaboratori, critici, scrittori e artisti di primo piano. Ai colleghi di «Literatura de azi» un cordiale benvenuto e… spor la lucru!



Urmuz, il precursore romeno della letteratura Dada in Europa

Il 2013 ha segnato la ricorrenza dei 130 anni dalla nascita e 90 anni dalla scomparsa di Urmuz, pseudonimo letterario di Demetru Demetrescu-Buzău (1883-1923). Definito da Eugène Ionesco un anticipatore della «tragedia del linguaggio», Urmuz è considerato un precursore della letteratura Dada in Europa. Ne evochiamo l'opera mediante due «antiprose» illustrative, L'imbuto e Stamate e Ismaïl e Turnavitu, tratte dall’antologia Poesia romena d’avanguardia. Testi e manifesti da Urmuz a Ion Caraion (a cura di Marco Cugno, con la collaborazione di Marin Mincu, Milano, Feltrinelli 1980).



Lambretta o vespa? Gli italiani negli anni del «miracolo economico»

Lo scorso ottobre, il documentarista Enrico Settimi è intervenuto all'Università di Timisoara con un originale contributo dedicato al miracolo economico italiano degli anni Sessanta, visto attraverso il «filtro» della lambretta (cui ha dedicato un documentario distribuito dall'Istituto Luce). In questo articolo, senza trascurare la rivalità tra vespa e lambretta, Settimi analizza la rappresentazione di sé degli Italiani in quel periodo. Il quadro ci restituisce l'immagine di anni in chiaroscuro, pieni di luci e di ombre, ben lontani dai colori pastello dell'iconografia successiva.



«Castelli in Spagna»: la repressione comunista secondo Petre Sirin

Amori, illusioni, speranze, drammi e repressione politica dell’élite omosessuale romena degli anni ’50. Tutto ciò è stato vissuto e raccontato in prima persona da un testimone d’eccezione, Petre Sirin, nel suo diario Castele în Spania edito da Humanitas (Bucarest 2013). Il brano che offriamo in traduzione ripercorre le fasi dell’arresto di Petre Sirin in seguito all’azione su ampia scala, da parte del regime, tesa a far piazza pulita degli intellettuali scomodi e degli oppositori politici, con azioni giustizialiste e «moralizzatrici» per colpire l’opinione pubblica. A cura di Mauro Barindi.



«Do Not Cross»: eros e ricerca di sé nel nuovo romanzo di Dora Pavel

Le pulsioni erotiche e la ricerca di se stesso di un giovane omosessuale sono al centro del nuovo e avvincente romanzo, quasi un thriller, di Dora Pavel, intitolato Do Not Cross (Polirom, Iaşi 2013), un romanzo psicologico e forte dove tensione e introspezione si compenetrano sullo sfondo del drammatico rapimento del protagonista ad opera di uno psicolabile. Do Not Cross è certamente uno dei romanzi più interessanti e intensi usciti quest'anno in Romania, dove ha subito ricevuto una positiva accoglienza da parte della critica. A cura di Mauro Barindi.



Settimana della lingua italiana nel mondo: l’italiano parlato in Eritrea

Per la XIII Settimana della lingua italiana nel mondo, il Consolato Generale d’Italia a Timişoara, rappresentato dal dott. Flavio Ceneda, ha organizzato una serie di eventi tra i quali un’interessante conferenza del prof. Giampaolo Montesanto sull'italiano parlato in Eritrea. Il testo che qui pubblichiamo evoca la breve storia coloniale italiana e analizza i fenomeni linguistici che più hanno colpito l’attenzione del prof. Montesanto, docente di Lingue e Letterature Straniere presso l’Istituto Omnicompresivo ‘Guglielmo Marconi’ di Asmara, nel corso dei tredici anni trascorsi in Eritrea.



«Farse alle porte dell’Oriente», ecco la Romania di Andrei Pleşu

Comédii la porțile Orientului di Andrei Pleșu (Humanitas 2005) è un libro carico di graffiante, sarcastica, quasi irriverente verve ironica su vizi e virtù della Romania post-comunista. Il volume raccoglie articoli pubblicati da Pleșu tra il 1991 e il 2004 sulle riviste «Dilema», «Plai cu boi» e sul quotidiano «Jurnalul Național». Con il suo tipico stile, tagliente ma calibrato, senza peli sulla lingua ma mai sopra le righe, Pleșu ci conduce nelle pieghe della società romena ʻorientaleʼ, stordita e orfana di Ceaușescu, libera e smarrita dopo anni di asfissiante regime comunista. A cura di Mauro Barindi.



«Diario 1935-1944», le provocazioni di Mihail Sebastian

Accolto alla sua pubblicazione (1996) dalla critica internazionale come un vero evento letterario e subito tradotto in numerose lingue, il Diario 1935-1944 di Mihail Sebastian (nome d’arte di Iosef Hechter, di origine ebrea, nato a Brăila nel 1907) custodisce la memoria di un’epoca drammatica e complessa. Eppure non è ancora tradotto in Italia. Mauro Barindi traccia un ampio profilo biografico di questo illustre romeno, imbevuto di cultura francese e contemporaneo degli altri grandi romeni della diaspora parigina (Cioran, Eliade, Ionescu), proponendo quindi in traduzione alcuni brani della sua opera.



«320 gatti neri». Rodica Ojog-Brașoveanu, la «Agatha Christie» romena

Rodica Ojog-Brașoveanu (1939-2002) è unanimemente considerata come la maggiore, se non l’unica, scrittrice romena di romanzi gialli e per tale ragione è stata soprannominata, a giusta ragione, la «Agatha Christie» romena, la «maestra del romanzo poliziesco romeno». Pubblichiamo qui, a cura di Mauro Barindi, alcuni brani del 320 gatti neri, uno dei suoi gialli più riusciti e amati dal pubblico. La storia cucita con ironia e umorismo, e sorretta con intelligenza, condita da tutte le trovate tipiche del genere, ha come sfondo una Bucarest vintage, quasi irreale e sospesa nel tempo.



Matei Vişniec: «Sindrome da panico nella Ville Lumière»

Il ruolo dello scrittore e lo choc degli intellettuali dell’Europa dell’est a contatto, negli anni del socialismo reale, con l’Occidente. Sono alcuni dei temi ricorrenti in «Sindrome da panico nella Ville Lumière» (Cartea Românească, 2009), secondo romanzo di Matei Vișniec, poeta, scrittore e drammaturgo nato in Bucovina (1956) ed emigrato in Francia. Libro-puzzle metaforico, (auto-)ironico e autobiografico, labirintico e insieme allegro, ha ricevuto un'ottima accoglienza dalla critica romena e francese, e nel 2012 è stato tradotto in Francia. A cura di Mauro Barindi.



Serenata dell’Angelo, un leitmotiv per la Transilvania

Proponiamo alcune pagine del libro di Walter Scudero Emozioni di viaggio (Genesi Editrice, Torino 2008), dove l'autore raccoglie narrazioni scaturite da suoi viaggi. Il testo che pubblichiamo riprende la memoria di un soggiorno in Romania a soli due anni dalla deposizione di Ceauşescu. Quali impressioni? «Per questo mio viaggio nei Carpazi, attraverso la Valacchia e la Transilvania – scrive Scudero – m’è parso che la composizione musicale più idonea, da scegliere come leitmotiv fosse quella, languida ed evocativa, della Serenata dell’Angelo di G. Braga».



Il «sale del pensiero»: l'aforisma romeno contemporaneo

«Un aforisma è un semplice granello di metallo nobile, ma può avere il peso del mondo. La letteratura aforistica è il sale del pensiero». Non aveva dubbi il grande Lucian Blaga, considerato tra l’altro anche il maggior esponente dell'aforisma romeno del Novecento, circa questo genere letterario, non «marginale» eppure assolutamente «marginalizzato» dall'editoria e dalla critica. Ampia panoramica di voci e temi è, al riguardo, la recente Antologia dell'aforisma romeno contemporaneo (Genesi, 2013), pubblicata a cura di Fabrizio Caramagna, con la collaborazione di Alina Breje.



Eminescu in fiction: «Vietile paralele» di Florina Ilis

Ancora una volta Florina Ilis sorprende e spiazza con il suo nuovo romanzo, Vieţile paralele (2012), un romanzo di ciclopiche dimensioni (quasi 700 pagine) per un ciclope della letteratura romena ed europea, Mihai Eminescu, colto dalla scrittrice in modo significativo negli ultimi suoi tormentati anni di vita, segnati in modo drammatico dalla malattia mentale e dal declino fisico. Nell’intervista la scrittrice ci illustra alcuni aspetti di questo romanzo poderoso, sorprendente, geniale, diventato un caso letterario in Romania e al quale sono già stati tributati due premi. A cura di Mauro Barindi.



Romania da tradurre: Andrei Pleşu e i suoi «Minima moralia»

Andrei Pleşu, scrittore di spicco della Romania contemporanea, è ancora in Italia quasi un signor sconosciuto. Eppure la sua prosa, animata da un contrasto formale tra una problematica impegnativa (morale, teologica, esistenziale) e un approccio diretto, spesso ludico e ironico, si segnala per uno stile inconfondibilmente elegante e largamente accessibile. Horia-Corneliu Cicortaş traduce alcuni brani di una nota opera di Pleşu, Minima moralia: elementi per un’etica dell’intervallo. Un aperto invito all’editoria italiana a prestare attenzione a questo raffinato autore.



Romeni a Torino: la Parrocchia Ortodossa «Santa Croce»-Torino II

Portati da un flusso migratorio divenuto percepibile soprattutto a partire dal 1991, i romeni presenti a Torino provengono da tutta la Romania, specialmente dalla Moldavia. La prima Chiesa romena che ha seguito i suoi fedeli in città è stata quella Ortodossa, con un’assistenza da Milano già dal 1975, poi nel 1979 con la Parrocchia «Santa Parasceve» di Torino. Il forte aumento dell’immigrazione in questa città ha indotto a fondare nel 2001 la Parrocchia «Santa Croce»-Torino II, guidata da padre Lucian Roşu. Nell'articolo, un ritratto di questa comunità e delle sue iniziative pastorali e caritative.



Mateiu Ion Caragiale e «I dissoluti dell’Antica Corte»

Libro-culto per eccellenza della letteratura romena, Craii de Curtea-Veche di Mateiu I. Caragiale è uno scrigno narrativo di profondo splendore letterario, un unicum nella storia letteraria romena. Come tutti i capolavori, la sua lettura non è facile, né immediatamente fruibile per la sua densità stilistica e linguistica. Stranamente, l'opera non è mai entrata negli interessi della schiera di traduttori italiani che tanto si erano prodigati invece per molte opere classiche del periodo interbellico. La traduzione del primo capitolo che qui proponiamo è la prima in assoluto per l’Italia. A cura di Mauro Barindi.



«Sulla bellezza dimenticata della vita». La saggezza di Andrei Pleşu

Andrei Pleşu è una personalità di primo piano della cultura romena contemporanea. Scrittore, saggista, storico dell’arte e fondatore di riviste culturali, è autore di opere tradotte in diverse lingue, tra le quali non figura ancora l'italiano. Quasi a mo' di invito per l'editoria del Belpaese, Afrodita Cionchin ne presenta Sulla bellezza dimenticata della vita (Humanitas 2011), godibile opera che, in un singolare mix di acume, raffinatezza e ironia, si sofferma sul «qui ed ora» del nostro vivere quotidiano, in cerca di una risposta alla stringente domanda: «Cosa facciamo della nostra vita?».



«Morte di un ballerino di tango». Stelian Tănase e la Romania innocente

La Bucarest degli anni ’40 è lo scenario in cui si staglia la figura di Gogu Vrabete, detto Tango, una sorta di «pícaro» balcanico della mahala bucarestina, splendido protagonista di questo romanzo di respiro «dickensiano» – così l’ha definito lo stesso Stelian Tănase – sullo sfondo di una Romania in procinto di perdere la sua innocenza, una Romania colta in quel limbo, in quel purgatorio inverso che conduce dall’Eden della fine del periodo d’oro interbellico agli inferi del durante e del secondo dopo-guerra. Proponiamo un frammento del romanzo, a cura di Mauro Barindi.



«La parrocchia» di Dan Coman, sguardo su un Paese giunto alla fine

Un villaggio, uno qualsiasi tra i monti e i boschi della Romania comunista alla fine degli anni ’80, e una casa parrocchiale intorno alla quale ruota un microcosmo di tipi umani, storie e quotidianità che si muovono insieme alla terra e al ritmo delle stagioni. Questo l'universo del romanzo di Dan Coman, costruito per giustapposizione d’immagini più che su base cronologica. La voce narrante sviluppa uno stile a metà strada tra prosa e poesia – Coman è anche poeta – in cui trovano spazio il brutale e l'innocente, il reale e l'onirico, la tragedia e l'umorismo. A cura di Clara Mitola.



Il Salinger romeno: Constantin Fântâneru e il suo «Interno»

Constantin Fântâneru (1907-1975) è il grande dimenticato e il grande solitario (a ragione gli è stato affibbiato l’appellativo de «il Salinger romeno») della straordinaria stagione letteraria romena del periodo interbellico. Scrittore avvolto nel mistero, rappresenta la primissima voce, la punta di diamante di quella generazione di intellettuali e di giovani scrittori (Cioran, Eliade, Ionesco, Blecher) che cominciavano a tracciare un solco di rinnovamento nella cultura romena del ’900. A cura di Mauro Barindi, proponiamo un frammento del suo romanzo Interior (Interno).



Il teatro di Maria Stefanache e la «Memoria passata del personaggio»

Maria Stefanache è una regista romena che vive e lavora da venti anni a Milano, dove ha fondato il Centro di Produzioni Teatrali. «Il mio lavoro di regista – dichiara – è stato sempre focalizzato sull’attore: ho sempre pensato a come poter aiutare e rinforzare l’attore nel lungo processo di studio, lavoro e ricerca necessario alla costruzione del personaggio che gli è stato assegnato». Queste riflessioni hanno preso corpo in due libri: Memoria passata del personaggio. Un metodo innovativo per Teatro, Aziende e Università e La parola alla regia (Editore Uroboros 2011).



Inedito. Andrei Ruse, «Spacciatore per un giorno»

Andrei Ruse è un giovane scrittore romeno, promotore di vari progetti online in ambito culturale. Offriamo per la prima volta in italiano, a cura di Mauro Barindi, un frammento del suo romanzo Dilăr pentru o zi (Spacciatore per un giorno). Radu Călin, agente della Squadra antinarcotici della Polizia di Bucarest, decide di infiltrarsi nel mondo dello spaccio della droga, correndo seri rischi per sé e per la sua famiglia, con ripercussioni imprevedibili. Una trama avvincente, per un romanzo coraggioso e insolito che non mancherà certo anche di far discutere.



«Zabriskie Point»: lo sguardo di Antonioni sull'America (e su di noi)

Filippo Salvatore reinterpreta, circa quarant'anni dopo la sua uscita, il film Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni. Il regista riesce a captare gli aspetti appariscenti e grotteschi della società dei consumi, insistendo molto sulla banalità e sulla bruttezza. Antonioni, nato e cresciuto a Ferrara, in una realtà urbana caratterizzata dalla raffinatezza estetica, è stato un acuto interprete delle forze esterne che impediscono ai contemporanei di gioire di un equilibrio paragonabile all'aurea mediocritas, ideale proposto dall'altro grande ferrarese della corte estense: Ludovico Ariosto.



«Oltre le colline»: Cristian Mungiu e l’altra faccia dell’amore

Il film del regista romeno Cristian Mungiu, Oltre le colline (După dealuri), ha ricevuto il Premio per la sceneggiatura alla 65.a edizione del Festival Internazionale del Film di Cannes, nonché il Premio per la miglior attrice (ex aequo Cosmina Stratan e Cristina Flutur, le due attrici principali). Francesco Saverio Marzaduri propone un'analisi approfondita del film, nel quale per la prima volta lo sguardo di un cineasta romeno entra nella clausura d’un monastero femminile, ne ostenta regole e figure, facendo affiorare contraddizioni e limiti, ma senza mai cadere nel colpo di scena.



Letteratura migrante: «Pegno per mamme», di Ingrid Beatrice Coman

Il volume bilingue Satul fără mămici/ Il villaggio senza madri (Rediviva Edizioni, 2012) di Ingrid Beatrice Coman dà voce a «dieci bambini che avevano qualcosa da dire. Io non ho fatto molto – afferma l’autrice –. Mi sono soltanto messa in ascolto, in rispettoso silenzio, in quei momenti sacri della giornata in cui tutto tace, tutto dorme, e allora si può sentire, appena sussurrata, la voce nascosta e misteriosa di chi non parla mai, ma manda fuori nel mondo le vibrazioni del proprio cuore, affinché qualcuno possa raccoglierle e raccontarle». Pubblichiamo qui Pegno per mamme.



Petre Solomon e Paul Celan: l’amicizia tra due poeti diventa un film

Il film di Alexandru Solomon, Duo pentru Paoloncel şi Petronom, ripresentato a Bucarest al Festival del film documentario DocuArt Fest 2012, è una efficace memoria dell’amicizia tra suo padre Petre Solomon e Paul Celan, entrambi nella capitale romena tra il 1946 e il 1947. La pellicola ripercorre la storia dell’amicizia di due autentici poeti, mai esauritasi nell’intersoggettività immaginaria, perché la sostanza di questo rapporto ha assunto le sembianze di un contrappunto musicale, che ha consentito alla poesia di non rinchiudersi mai in se stessa. Una lettura di Giovanni Rotiroti.



Anteprima. Tatiana Niculescu Bran: «Nella Terra di Dio»

La terra divina cui si fa riferimento nel titolo del libro di Tatiana Niculescu Bran non è quella biblica, ma una ben delimitabile geograficamente, ossia il Corno d’Africa (tra Somalia, Eritrea ed Etiopia). Agli occhi degli antichi Egizi, era una sorta di meraviglioso Eldorado perduto, una Terra di Dio, appunto. Qui, gli Egizi lasciarono in eredità alle popolazioni indigene una pratica ancestrale, successivamente fatta sua dalla religione, che l'ha trasformata in un feroce rito imposto alle donne: l’infibulazione, ossia l'asportazione del clitoride. Presentazione di Mauro Barindi.



«Il cavallo del diavolo». Nel centenario di Ion Luca Caragiale

Nel 2012 ricorre il centenario della morte di Ion Luca Caragiale, creatore del teatro romeno moderno. La sua genialità di commediografo si rivelò con Una notte tempestosa (1879) e Una lettera smarrita (1884). La sua sorprendente capacità d'invenzione verbale anticipa, nell'arte di ridurre il dramma a puro automatismo verbale, la tecnica di Ionesco. Caragiale trascorse gli ultimi anni a Berlino, dedicandosi al giornalismo e alla prosa, specie d'ispirazione fantastica, come dimostra Il cavallo del Diavolo che qui pubblichiamo, e che riprende il motivo di Belfagor di Machiavelli.



Anteprima: «Imigranţii» di Ioana Baetica Morpurgo

Imigranţii di Ioana Baetica Morpurgo costituisce una testimonianza di rilievo delle potenzialità della prosa romena contemporanea. Il romanzo è costruito attorno alle storie di cinque personaggi (con altrettanti capitoli), tutti diversissimi tra loro per estrazione, ambiente, stile di vita, cinque personaggi che si sfiorano appena nel corso della narrazione, pur essendo tutti accomunati da una medesima, duplice condizione: sono romeni emigrati in Inghilterra per varie ragioni (studio, lavoro, motivi coniugali, indigenza) e tutti abitano a Londra. Presentazione e traduzione di Mauro Barindi.



Daniela Zeca e la sua «Storia romanzata di un safari»

Daniela Zeca pubblica un romanzo che è la storia di un amore impossibile o destinato a un ineludibile fallimento tra una donna europea e un uomo nord-africano. Incontro di due mondi, di due sensibilità, di due mentalità che si offrono in tal modo come metafora dell’«incontro-scontro» di due civiltà, quella europea, occidentale, e quella araba. Il romanzo è un viaggio ed è un’altra angolazione che offre al lettore dentro la personale ricerca dell’amore della protagonista, che si tramuta anche e soprattutto in una ricerca di se stessa. Presentazione a cura di Mauro Barindi.



In memoriam Marco Cugno: testi di Renzi, Bratu Elian, Lőrinczi, Barindi

Il 5 giugno 2012 si è spento improvvisamente a Torino il professor Marco Cugno, titolare della cattedra di lingua romena della medesima Università. Insigne studioso della letteratura romena, con all'attivo prestigiose traduzioni (tra le più note, alcune opere di Norman Manea e una monumentale antologia della poesia romena del Novecento), Cugno ha dedicato la sua vita alla promozione della cultura romena in Italia. Pubblichiamo gli interventi in memoriam dei professori Lorenzo Renzi, Smaranda Bratu Elian, Marinella Lőrinczi e del traduttore Mauro Barindi.



Quando i bambini diventano «nemici del popolo»

Bambini. Nemici del popolo rappresenta il debutto editoriale di Lăcrămioara Stoenescu. Siamo in Romania, in pieno periodo stalinista, con le purghe e gli arresti indiscriminati. La famiglia di Lăcrămioara ha il solo torto di appartenere a una classe sociale borghese, quindi «nemica» del proletariato. L’autrice narra senza patetismi e con lucidità la voragine in cui da un giorno all’altro venne fatta precipitare. Una storia drammatica sul cinismo di un regime bestiale e sulla spirale d’odio e di fanatismo in cui l’uomo viene risucchiato. Presentazione a cura di Mauro Barindi.



Dora d’Istria fra Oriente europeo e Belpaese

Un ritratto di Dora d’Istria, pseudonimo letterario della nota principessa Elena Ghica, nata a Bucarest nel 1828 da una delle più importanti famiglie aristocratiche del tempo. Lo firma Antonio D’Alessandri, autore di un'importante opera su questa figura, di cui vengono riprese le tre questioni maggiori che l'hanno interessata: la dialettica fra religione e politica nei mutamenti che, dopo la Rivoluzione francese, stavano investendo radicalmente la società europea; le questioni nazionali delle popolazioni del Sud-est europeo e la condizione femminile in Europa orientale e occidentale.



Nicolae Paulescu, scopritore dell’insulina. Storia di un Nobel mancato

Il medico-scrittore Emil Petru Raţiu evoca una grande scoperta e un grande scienziato del Novecento. La scoperta, avvenuta nel 1916 in piena guerra mondiale, è quella dell’ormone pancreatico, l’insulina, e lo scopritore è Nicolae Paulescu, allora professore di fisiologia all’Università di Bucarest. Malgrado l’ormone pancreatico fosse già stato isolato e iniettato sin dal 1916, a un cane reso diabetico, dal medico romeno, il Nobel venne assegnato nel 1923 ai canadesi Banting e MacLeod. L’articolo ci presenta questa storia, poco nota ma intrigante per le vicende e vicissitudini che la sottendono.



Bratu Elian: «Strategia vincente, con progetti e prospettive promettenti»

Un'ampia panoramica di quel che al Salone è accaduto e utili informazioni su iniziative da riprendere in futuro. Le propone Smaranda Bratu Elian, italianista e coordinatrice di prestigiose iniziative editoriali in Romania legate alla cultura italiana. Presentando il contributo degli italianisti dell’Università di Bucarest all’evento torinese, l’autrice riferisce anche di tre progetti preparatori al Salone che hanno coinvolto scuole italiane e romene, nonché di pregevoli iniziative editoriali in Romania. Progetti preziosi, che dischiudono promettenti prospettive.



Inedito. «Gli straordinari viaggi di Orfeo», di Emil Petru Raţiu

Pubblichiamo il capitolo intitolato Venezia del romanzo inedito di Emil Petru Raţiu. Così l'autore lo introduce: «In parte, il romanzo è nato dalla constatazione dell’ignoranza dell’Occidente verso il mio Paese e, d’altra parte, dall’incoscienza del genere umano verso il creato e la natura. Gli straordinari viaggi di Orfeo è un romanzo storico-fantastico e filosofico in cui l’epicentro dell’azione ha luogo a Bucarest. Da qui partono le gallerie del tempo invisibili all’occhio profano che, svincolate dal senso unidirezionale del tempo dell’orologio, portano nel passato e anche nel futuro».



Vitalie Sorbală, il destino spezzato di un romeno di Bessarabia

Il linguista Andrei Crijanovschi evoca il destino di un intellettuale romeno di Bessarabia, Vitalie Sorbală (1926-1979), personalità di spicco costretto a subire l’oppressione da parte del regime comunista sovietico, che «gli aveva creato intorno un’atmosfera ostile e venefica, obbligandolo ad abbandonare l’università di Chişinău nel 1967 e a trasferirsi a Kiev, presso l’Istituto di Lingue Straniere. Seguì una persecuzione in libertà, che lo costrinse a non restare a lungo in un istituto. Eccolo allora passare da Kiev a Odessa e poi a Cernăuţi». Traduzione del testo di Achille Tramarin.



Anteprima: «La belle Roumaine» di Dumitru Ţepeneag

Dumitru Ţepeneag è uno dei più noti e tradotti scrittori romeni. Residente da anni in Francia, arriva quest'anno anche in Italia con due libri: La belle Roumaine e Hotel Europa, tradotti da Ileana M. Pop. «La vita non dev’essere un romanzo impostoci, bensì un romanzo fatto da noi»: con queste parole di Novalis, Ţepeneag ci catapulta nella tormentata storia di Ana, la belle Roumaine capace di trasformare la sua vita proprio in un romanzo, ossia in un'opera d’arte. Qui in anteprima alcuni brani del libro, con introduzione della traduttrice.



Adrian Schiop, l'«altra letteratura» che non frequenta i salotti di Bucarest

pe bune/pe invers, primo vero romanzo apertamente gay della letteratura romena, segnala la singolarità di Adrian Schiop nel paesaggio letterario romeno. Insofferente agli schemi di genere e libero da sovrastrutture ideologiche, Schiop preferisce stare ai margini, frequentare la cultura non ufficiale, quella dei quartieri popolari, invisibile alle cerchie esclusive ed elitiste del mondo letterario bucarestino. Il romanzo che presentiamo può non convincere ancora del tutto ma di sicuro è coraggioso e pionieristico. Presentazione e traduzione di Mauro Barindi.



Scrittura migrante romena: Manuela Pană e le sue «Parole dal silenzio»

Manuela Maria Pană (Timişoara, 1973) vive da vent'anni a Firenze, dove ha iniziato il suo percorso letterario in italiano. Dopo la raccolta di poesie Radici d’anima (Bastogi 2010), sta lavorando al romanzo di cui pubblichiamo alcuni brani. Il passaggio dalla poesia alla narrativa prende corpo con naturale scioltezza: «Sono partita con una istintiva leggerezza di scrivere pensieri, diventati versi. Poi, qualsiasi pensiero si formasse via via nella mia mente diventava quando verso, quando aforisma, racconto o come adesso piccoli passi in un qualcosa di più grande, come il romanzo».



Lo sguardo dell'abbandono: i ragazzi di strada della Romania

Dimenticami, ormai è tutto spento è il titolo del libro fotografico di Giada Connestari dedicato ai ragazzi di strada di Bucarest. La giovane fotoreporter marchigiana ha vissuto per diversi mesi in Romania, conoscendo di persona ragazzi e ragazze che vivono sulla propria pelle la drammatica esperienza delle fogne della capitale romena, usate come ambienti dove cercare di sfuggire al freddo. Volti, parole, dialoghi: un incontro che tocca e scuote, una struggente testimonianza su una realtà che conosciamo poco e male. I proventi della pubblicazione andranno in beneficienza.



Esclusivo. Da «La sposa dalle calze rosse» di Adela Greceanu

Adela Greceaunu è un nome affermato della letteratura romena contemporanea. Nata a Sibiu nel 1975, debutta come poetessa nel 1997 e, dopo la poesia, si è voluta cimentare anche nella prosa con il romanzo Mireasa cu șosete roșii (La sposa dalle calze rosse), di cui offriamo in anteprima un estratto, con la presentazione del traduttore Mauro Barindi. Il libro, diviso in due parti, ci invita e conduce a circumnavigare due mondi distinti, ma intersecantisi: quello sospeso in una dimensione onirica e, quasi come per contrasto, quello calato nella realtà più banale.



Il cinema romeno durante la dittatura comunista

Durante la dittatura comunista, anche in Romania, come in tutti i paesi dell'Est Europa, il cinema diventa uno strumento di propaganda dell’ideologia comunista. Specialmente negli anni Ottanta, il culto della personalità si diffonde fino al parossismo, secondo un progetto «scientifico» che trova nel cinema il veicolo ideale. In ogni caso, come evidenzia Achille Tramarin nel suo contributo, in questo clima di costrizione si sono espressi registi che hanno saputo affrontare con coraggio la dittatura, utilizzando un linguaggio allusivo o simbolico, col quale si sono fatti conoscere.



Una storia tragica di moderni eroi: Uccelli del cielo» di Vasile Andru

Un quinto della superficie della Bucarest antica, annientato, distrutto, sbriciolato per sempre dalla criminale determinatezza della coppia più cupa tra i regimi comunisti dell’Est europeo, quella di Nicolae e Elena Ceauşescu, per fare erigere, sovrastante su tutti gli altri edifici, l'immane Palazzo del Popolo. Questo è il contesto storico che il lettore italiano deve aver presente per cogliere, almeno in parte, i contorni della tragedia collettiva della Bucarest di quei tristi anni, una città trasformata in enorme cantiere e raffigurata in modo forte e netto nel romanzo di Vasile Andru, Uccelli del cielo. Presentazione e traduzione di Mauro Barindi.



«Sogno e incubo». Il racconto di un viaggio in Bucovina

«"Il cuore della Romania è in Bucovina, lì la gente è ancora aperta e non pensa come in tutto il resto dell’Est solo al denaro", mi disse lo ‘zio’ di Bucarest. Così sembra spiazzante, ma in realtà ti apre la porta a un nuovo sogno, a un altro viaggio. Quello verso la Bucovina, la terra dei monasteri affrescati protetti da castelli turriti e che un tempo – quello di Stefano ‘il Grande’ – faceva da baluardo contro l’Impero ottomano». È l'inizio di uno dei racconti di Maurizio Crema del libro A Est del Nordest. In spider alla conquista del Far East d’Europa (Ediciclo Editore 2011).



Nicanor Rusu, il destino di un italianista romeno di Bessarabia

Il linguista, lessicografo e diplomatico Andrei Crijanovschi evoca il destino dell’italianista romeno di Bessarabia Nicanor Rusu (1910-1990): «Ha provato il calvario che si è abbattuto su di noi in questo evo della civilizzazione», triste esempio di personalità di spicco costretto a subire l’oppressione intellettuale da parte del regime comunista sovietico. Arrestato e rinchiuso nei lager sovietici per i prigionieri di guerra, per il solo fatto di aver studiato nell’Italia di Mussolini, ha vissuto per ben quattro anni in condizioni durissime. Traduzione del testo di Achille Tramarin.



Nel segno dell’assenza. Omaggio a Wisława Szymborska

«Non c’è fine al mio stupore / al mio tacerlo, ascolta come mi batte forte il tuo cuore». Voce tra le più alte della poesia contemporanea dell’Est Europa, la polacca Wisława Szymborska, premio Nobel nel 1996, è scomparsa il 1 febbraio 2012. «Si dice che un poeta non muore mai. Muore l’uomo: a chi resta il compito di fecondare la sua assenza». Così scrive Gabriella Valera Gruber nel suggestivo percorso di lettura che qui propone a memoria e omaggio della grande poetessa polacca.



La Romania al cinema. Viaggio nella recente produzione italiana

Se guardiamo al modo in cui la cinematografia italiana dei nostri giorni riflette la Romania e in particolar modo l'immigrazione romena in Italia, bisogna riconoscere che l’immagine che ne esce è molto positiva, senza essere buonista. Achille Tramarin evidenzia che «al contrario dell’opinione pubblica più diffusa, pilotata da campagne mediatiche e politiche che intervengono senza ponderare pensieri e parole, il cinema ha trattato il fenomeno con delicatezza e comprensione».



Immigrati e disagiati nei «Canti dell’offesa» di Fabio Franzin

I «Canti dell’offesa» che ci propone Fabio Franzin spuntano dalla convinzione che «il poeta non può più limitarsi solo a scrivere dei “bei versi”, ma che deve ergersi a testimone della sua epoca, epoca travagliata che segna uno spartiacque fra la civiltà dei consumi, dell’abuso sulla natura e il paesaggio, e quella del necessario ripensamento, tanto più che si è ormai giunti, volenti o nolenti, a una sorta di resa dei conti con le istanze suddette». Con una nota di Paolo Polvani.



Ivano Mugnaini, il racconto Il decreto premiato al «Gramsci»

Si intitola Il decreto e ha vinto il secondo premio della sezione lingua italiana del Premio Letterario «Antonio Gramsci», XII edizione. Autore del racconto è Ivano Mugnaini, poeta e scrittore. Insieme al suo racconto, Mugnaini ci offre preliminarmente alcune considerazioni sul tema della ricezione della letteratura romena in Italia, in una prospettiva di interesse generale. «La sfida è quella dell'incontro, reale, con una civiltà complessa, multiforme, piena di contraddizioni, aperta al dialogo autentico».



«Eh bien, monsieur, vous avez raison». Ricordando Eugène Ionesco

Badia Fiesolana, 13 novembre 1986. Un giovane studente italiano assiste ad una conferenza tenuta da Eugène Ionesco e, durante la discussione con il pubblico, ardisce segnalare l'influenza esercitata dall'opera di Urmuz sul padre del Teatro dell’Assurdo. Ionesco riconosce. Quello studente era Giovanni Rotiroti, oggi psicanalista, scrittore e docente di Lingua e Letteratura Romena all’Università di Napoli «L’Orientale». Ci racconta come andò.



Il «piccolo mondo comunista» di Mariana Codruţ

La traiettoria esistenziale di una donna della minoranza dei Sassoni di Transilvania, che emigra in Germania durante il regime comunista, dà corpo e sostanza al racconto di Mariana Codruţ, di cui pubblichiamo un ampio estratto. Le angherie e il ricatto su una popolazione spesso usata come moneta di scambio in vere e proprie compravendite, come pure la fatica di ritrovarsi a casa in terra straniera rivivono in questo originale racconto scritto a mo' di intervista. Saggio introduttivo di Mauro Barindi.



«Il console romeno». Un racconto di Diego Zandel

«Penso che capiti un po’ a tutti coloro che lavorano nel mondo della comunicazione: essere avvicinati da personaggi che poi scopri essere uomini dei servizi segreti. A me è capitato due volte, ad anni di distanza. Erano agenti di due diversi Paesi dell’Est. Alla prima di queste volte, negli anni Ottanta, è ispirato il racconto Il console romeno». Così Diego Zandel nella testimonianza premessa al racconto «Il console romeno», che qui pubblichiamo.



«L'aforisma in Italia». Dall'Antologia del Premio «Torino in Sintesi»

È uscito il volume bilingue Aforismul în Italia – Antologia Premiului “Torino in Sintesi” / L’aforisma in Italia – Antologia dal Premio “Torino in Sintesi”, a cura di Fabrizio Caramagna e traduzione di Simona Enache. Nel libro figurano gli autori che fanno parte della giuria e del comitato fondatore del Premio “Torino in Sintesi” e gli autori vincitori e menzionati per le opere edite nelle edizioni 2008 e 2010. Presentiamo qui Donato Di Poce, Rinaldo Caddeo, Mauro Parrini, Silvana Baroni, Mario Postizzi.



Lorenzo Mazzoni e Marco Belli, una provocazione sulla Romania di oggi

Un libro provocatorio di Lorenzo Mazzoni e Marco Belli: Porno bloc (Rotocalco morboso dalla Romania post post-comunista), «sorprendente e originale storia sullo Stato carpatico, garantita non solo dal riferimento poco letterario del titolo: porno non abbisogna di apparati filologici; bloc in romeno indica un edificio di numerosi appartamenti, tutti squallidamente uguali, quegli anonimi casermoni del socialismo reale, descritti dagli autori nel testo e nelle fotografie.» (Roberto Coaloa). Ne riproduciamo alcuni brani.

Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.


Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.