La vita e le passioni di Cristo nella pittura italiana dal Trecento al Seicento

Segnaliamo la recente pubblicazione del libro La vita e la passione di Cristo nella pittura italiana dal Trecento al Seicento, edito in lingua italiana dalla casa editrice Eikon di Bucarest e firmato da Otilia Doroteea Borcia, docente presso l’Università Nazionale di Belle Arti di Bucarest, con la prefazione di Angelo Manitta, fondatore e direttore della rivista «Il Convivio» di Castiglione di Sicilia.

È un’opera molto indicativa sin dal titolo e ci offre dei dati fondamentali per la storia della pittura e dell’arte italiana avendo come tema la vita di Gesù Cristo. Si tratta di un lavoro di ricerca di oltre vent’anni, che l’autrice ha puntualmente curato nei dettagli sia sugli artisti che sulle loro opere. Conoscendola personalmente, so quanto entusiasmo lei mette quando si tratta di un’opera d’arte. Il volume, che non è solo un lavoro di ricerca, scaturisce soprattutto dalla passione per l’arte della professoressa Borcia, che è anche una guida turistica e conosce molto bene sia l’Italia che la Romania, come altre nazioni, e non solo europee. Abbiamo sperimentato direttamente a Bucarest tali sue conoscenze e soprattutto questa sua partecipazione emotiva, quando ci ha presentato la città, avendo per ogni monumento una sua storia da raccontare e un’osservazione da fare.

Il libro La Vita e la passione di Cristo nella pittura italiana dal Trecento al Seicento è un corposo volume di oltre trecento pagine nel quale si possono individuare quattro percorsi: artistico, storico, cristologico e spirituale, proprio per questo non si presenta quale libro monocolore e non annoia in quanto offre tante curiosità e dettagli che coinvolgono il lettore.

Nel percorso artistico viene individuata l’analisi puntuale delle opere dei più importanti pittori italiani, andando dall’Umanesimo e Rinascimento per giungere fino al Barocco, sia sotto l’aspetto estetico che artistico, coloristico e strutturale, evidenziato e rapportato alla biografia di molti noti pittori come Raffaello, Michelangelo, Pinturicchio, Perugino, Beato Angelico, Giotto, Caravaggio, Mantegna, ma anche di pittori meno noti, come Agnolo Gaddi o Nardo di Cione, che nelle loro opere hanno presentato la vita di Cristo, da una parte idealizzandola, ma dall’altra molto spesso avvicinandola alla vita degli uomini con le sue essenziali emozioni: la gioia, la sconfitta, la tristezza, la vittoria.

Nel secondo percorso individuabile, quello storico, vi sono presentati non solo dettagli storici sui pittori, ma pure, ad esempio, la storia del presepe con i suoi protagonisti, come il cacciatore, il pescatore, il venditore, con i luoghi peculiari, come il bosco, la fontana, il ponte, dando ampio risalto anche alle caratteristiche del presepe napoletano. Nel capitolo della Crocifissione, invece, largo spazio è dedicato ai metodi usati dai romani nell’infliggere tale punizione. Per quanto riguarda la Resurrezione, infine, essa è presentata storicamente a partire dagli egiziani e, attraverso Zoroastro e le religioni iraniche, giungere alla sublimazione di tale concetto da parte dei cristiani. Colpisce il fatto che gli argomenti vengono trattati senza alcun pregiudizio, ma solo voluti da desiderio di conoscenza e sapere.

Il terzo percorso è quello cristologico che presenta cronologicamente, attraverso le immagini dei più noti pittori, la vita di Gesù Cristo a partire dall’Annunciazione per proseguire con la Natività, il Battesimo, la Trasfigurazione, la Crocifissione, la Deposizione, la Resurrezione e l’Ascensione. Tutto questo lascia percepire una ideale finalità che conduce l’essere umano verso una meta che possa dare un senso alla sua vita e che si tramuta nel quarto percorso, quello spirituale.

Chi conosce Otilia Borcia sa che la sua opera nasce anche dalla sua fede religiosa, sentita senza preconcetti. Il percorso esteriore e fisico, sia esso artistico, storico o cristologico, si tramuta quindi in un percorso interiore che il lettore attento chiaramente percepisce, percorso che spinge tendenzialmente verso l’alto e verso il Creatore tramite quel desiderio di salvezza e di pace interiore che volge alla contemplazione della divinità e quindi alla percezione spirituale.

Questo percorso di poliedrica ricerca da parte della professoressa Borcia è da vedere non solo come un arricchimento interiore, ma anche un arricchimento storico e culturale che può essere di grande valore per chiunque decida di incamminarsi, attraverso le immagini, nella storia della cristianità, che è anche la storia dell’uomo, un excursus attraverso la rappresentazione di alcuni fra i soggetti che hanno ispirato i grandi pittori di ogni tempo, ognuno dei quali ha proposto la propria interpretazione personale, cosa che ci consente allo stato attuale di ammirare capolavori immortali che, pur rappresentando lo stesso evento, parlano un linguaggio proprio, rituale, spirituale, metaforico, a volte provocatorio.







Angelo Manitta

(n. 6, giugno 2021, anno XI)