A Matera, il successo della prima edizione del Premio Constantin Udroiu

La pubblicazione del volume Constantin Udroiu. I colori del cuore (Editron, 2019) di Luisa Valmarin e Ida Libera Valicenti è stato un seme che ha già dato i propri frutti. È stato, infatti, un fondamentale input per la creazione, su proposta di Valicenti – idea abbracciata da Valmarin –, del Premio Constantin Udroiu, che ha celebrato la sua prima edizione il 28 dicembre scorso a Matera, nell’ambito degli Eventi di Capitale Europea della Cultura.

Il nome e l’arte di Udroiu si legano con forza alla Basilicata e il premio rappresenta un ulteriore tassello nel ricordare, riproporre e rinnovare questo legame tra l’artista romeno, il suo lascito intellettuale e la cultura locale.

(Nella foto, Constantin Udroiu anni ’90)

A chiusura di Matera Capitale della Cultura 2019, insieme alla Fondazione Matera 2019 e all'Associazione Arte per la Valle e con il patrocinio della Soprintendenza, sono stato così assegnati sette premi, intitolati e dedicati al Maestro Udroiu, a giovani talenti lucani nell'ambito delle arti visive e provenienti da scuole di tutta la regione. Nello specifico sono stati vincitori gli studenti del Liceo artistico «Mario Festa Campanile» di Melfi, città di grande importanza nel cuore e nella carriera di Udroiu e alla quale, nel 1995, il Maestro romeno donò un’icona della Madonna di Nazareth, ora conservata nella cappella del Duomo. Un riconoscimento speciale è stato inoltre assegnato dalla Commissione all'ideatrice del Premio, la dottoressa Valicenti.

Il Premio Constantin Udroiu rappresenta senza dubbio un progetto che rafforza i rapporti tra due culture: quella italiana – e lucana – e romena. Un progetto che dovrebbe essere istituzionalizzato e crescere annualmente sempre di più. Come fortemente ci si augura.

Armando Rotondi


Primo posto ex aequo: Serena Sinisi, Tracce indelebili, e Davide De Nigris, Sassi di Matera


Serena Sinisi, Tracce indelebili, elementi tipici della cultura materana -
malte e chine colorate - 50x70




Davide De Nigris, Sassi di Matera, acrilico su tela graffiata - 80x80


Secondo posto ex aequo: Giovanna Caprioli, Natura scomposta, e Sara Sisto, Quercia del Vulture con Bramea


Giovanna Caprioli, Natura scomposta
rappresentazione cubista di un elemento naturale l’ulivo
colla, cera e china su tela 50x70




Sara Sisto, Quercia del Vulture con Bramea
acquatinta con acquerelli su carta 40x50



Terzo posto ex aequo:
Whang Chan Hao, Castello di Melfi, Marika Fornuto, Fanciullo con il pane, e Michela Fuggetta, Laghi di Monticchio


Whang Chan Hao, Castello di Melfi, acquerello su carta 30x42



Marika Fornuto, Fanciullo con il paneo
lio su tela 50×70




Michela Fuggetta, Abbazia di San Michele Arcangelo - Laghi di Monticchio
acquerello su carta 70x43



Constantin Udroiu, maestro d’arte e di vita

«Considero il Bizantino Rumeno come il principale punto di partenza per un pittore rumeno. Sono infatti legato intimamente alla tradizione culturale del mio paese.
L’arte senza un obiettivo è un postulato illusorio che non accetto. La metafora si sostituisce alla concretezza nell’ordine delle astrazioni; è lo strumento che riflette istantaneamente il concreto».

Constantin Udroiu è nato a Bucarest nel 1930. Ha compiuto gli studi presso la Facoltà di Belle Arti di Bucarest. Dal 1954 al 1964 è stato detenuto politico, avendo subito una condanna a 22 anni di lavori forzati per reato d’opinione. È stato membro dell’Unione degli Artisti Plastici Rumeni. Ha partecipato come pittore a numerose mostre nazionali in Romania e internazionali all’estero. Nel 1971, su iniziativa della stampa sarda, è stato invitato ad organizzare una mostra nella città di Sassari; sempre nel 1971, ha vinto il 3° premio in occasione della biennale di arte contemporanea svoltasi nella città di  S. Teresa di Gallura. Da allora, la sua attività si è spostata definitivamente in Italia dove, fino alla sua morte, nel marzo 2014, ha organizzato oltre 200 mostre portandole anche in diversi stati europei. Ha eseguito affreschi in chiese rumene bizantine ed italiane, oltre che in vari edifici italiani, pubblici e privati. Fra questi vanno ricordati soprattutto gli affreschi rappresentanti La festa del maggio sulla facciata del comune di Accettura (1976-7) e L’Ultima cena e la Cena in Emaus eseguiti nel 1990 nel Seminario nuovo di Benevento, inaugurati e benedetti da S. Giovanni Paolo II.
Interessato anche degli aspetti storico-critici dell’arte, ha partecipato a numerose manifestazioni culturali e convegni scientifici, dove si è presentato nella doppia veste di pittore, con mostre personali, e partecipante effettivo, con comunicazioni. Ha infine tenuto numerose conferenze, aventi per soggetto l’arte bizantina, in diverse città italiane e con numerosi commenti da parte della stampa. Nel 1993 è tornato ad esporre in Romania, con una mostra organizzata dal Museo di Târgoviște.
Nel giugno 1991 è stato nominato Senatore dell’Accademia Internazionale di Arte Moderna del cui comitato direttivo ha fatto parte fino alla sua morte.
Tra i numerosi riconoscimenti attribuitigli, è da ricordare che per i suoi meriti artistici nel 1984 è stato insignito della cittadinanza onoraria ad Accettura (Matera), nel 1986 a Vitulano (Benevento) e nel 2012 a Passignano sul Trasimeno.




Insegnare ai giovani: la fucina d’arte «Nikopeia»


Durante le mostre Constantin Udroiu tiene lezioni, teoriche, sulla tecnica delle icone e dell’affresco: è una manifestazione che testimonia il desiderio del Maestro di condividere soprattutto con i giovani una tecnica a cui si è dedicato per tutta la vita e di cui conosce ormai tutti i segreti che desidera trasmettere ai suoi scolari. Nel gennaio 1993, realizzando una Ultima Cena per il Convento francescano di S. Pasquale ad Airola (Benevento), il maestro ha colto l’occasione per iniziare alla difficile arte dell’affresco tre giovani studentesse del liceo artistico dalle quali si è fatto «aiutare» spiegando loro i segreti di questa tecnica antica della quale erano totalmente digiune. Un anticipo di questa sua aspirazione si può vedere nell’affresco realizzato nel Cilento, ad Acquavella, nell’estate del 1984. Constantin Udroiu, giunto qui per una personale insieme a suo figlio Ion, durante l’esposizione si diverte a realizzare un’opera molto singolare intitolata Viviamo insieme, affresco dedicato ad Acquavella che viene dipinto dagli alunni della scuola media insieme a Ion, sotto la guida di Constantin. In questo modo nasce la Scuola d’affresco «Nikopeia».
Non è dunque difficile capire perché più tardi, nel 2006, a Matera si proponga di rilanciare il suo desiderio di creare nella Città dei Sassi una Scuola internazionale di Arte Sacra e Affresco, proposta dieci anni prima all’Amministrazione comunale, quando era stato sollecitato anche da pittori locali i quali gli chiedevano di aprire qui una scuola di affreschi. Così, la Chiesa dell’Annunziata, di cui è parroco don Pierdomenico Di Candia, nel rione Piccianello, viene abbellita da due affreschi realizzati da Constantin Udroiu insieme a tre allieve che ha introdotto all’arte dell’affresco. Si tratta di un’edicola in pietra che ospita l’affresco dal titolo L’annunciazione, mentre all’interno della chiesa viene collocato un affresco su pannello con la Madonna di Picciano. Le sue collaboratrici sono Marcella Adago, Francesca Cascione e Loredana Di Marsico, le prime allieve della Scuola d’affresco «Nikopeia» che Constantin Udroiu così ha fondato e voluto proprio a Matera per tramandare questa ormai rara tradizione pittorica.
La Scuola d’arte Fucina Nikopeia è nata come affiliata all’A.I.A.M. (Accademia Internazionale di Arte Moderna, Istituto superiore di cultura con sede in Roma): i corsi sono gratuiti e alla fine, dopo un esame pratico, i corsisti ricevono da parte della Scuola Nikopeia un diploma annuale. I partecipanti sono obbligati a realizzare un’opera in una delle varie tecniche imparate durante i corsi che hanno per oggetto programmi di pittura in tecnica affresco «umido»; pittura delle icone; pittura su vetro cui all’inizio si sono affiancati i principi dell’incisione e della stampa.
La sua attività si è svolta in modo transitorio, oltre che a Matera, anche in altre località come S. Giorgio del Sannio, Benevento, Passignano sul Trasimeno, Monterotondo. Dal 2010, quando Constantin Udroiu è andato a vivere in Sabina, la sede della Scuola è fissata a Passo Corese, in un locale messo a disposizione dall’assessorato alla cultura della Città di Fara in Sabina. Da allora gli allievi della Scuola guidati da lui hanno esposto annualmente i loro lavori in mostre laboratorio organizzate in primo luogo presso la scuola stessa. Nel dicembre 2013, presso l’Accademia di Romania in Roma, viene presentata provvisoriamente, in attesa di giungere a Perugia, l’esposizione Omaggio all’Umbria, l’ultima che il maestro Udroiu ha organizzato insieme al gruppo di allievi della Fucina d’arte Nikopeia. Dopo di allora, la scuola si è trasformata in Associazione Nikopeia – Scuola d’arte fondata da Constantin Udroiu così da poter proseguire il progetto da lui ideato e voluto con passione nel corso di tanti anni.




Satriano di Lucania 1985: Affresco di Constantin Udroiu – Cappella di San Giuseppe- con Luciano La Torre


Luciano La Torre e Constantin Udroiu


Luciano La Torre incontra Constantin Udroiu a Satriano di Lucania nell’estate del 1985. A Udroiu era stato commissionato un affresco nella cappellina di San Giuseppe alla fine di via San Eustachio e per quattro giorni Luciano La Torre, anch’egli artista specializzato in arte muraria e restauro, lavorò insieme a lui alla realizzazione.

Il Ricordo di Luciano La Torre

Trovai nel maestro Udroiu una persona squisita, di grande spessore culturale. Mi parlò a lungo della tecnica che utilizzava per l’esecuzione delle sue opere e mi invitò a partecipare alla realizzazione del lavoro a Satriano.
Udroiu era solito impiegare pigmenti in polvere su malta fresca, con una tecnica che richiedeva una certa rapidità nell’esecuzione per evitare che la superficie si asciugasse compromettendo il risultato. Ricordo che, nelle rare pause dal lavoro, eravamo costretti a consumare un panino sul posto pur di non allontanarci dall’affresco in corso d’opera.
Dopo quattro giorni, il lavoro era ultimato e non restava che applicare una sostanza protettiva fissativa sul dipinto. Udroiu mi rivelò che il latte, a contatto con la malta a base di calce, diventava caseina e consolidava il dipinto, rendendolo resistente e duraturo e preservandone l’integrità dalla minaccia di agenti esterni e dal trascorrere del tempo.
Anche se solo per quattro giorni, Constantin Udroiu fu per me uno stimolo e un incoraggiamento a proseguire nella mia attività di artista. Per questa ragione, reputo Udroiu uno dei miei maestri al pari di Augusto Perez, Antonello Leone, Migliaccio e di altri grandi artisti che ho avuto la fortuna di incontrare durante i quaranta anni del mio percorso.
Ancora oggi, custodisco gelosamente, quasi come una reliquia, la sua scorta di pigmenti in polvere che volle donarmi alla fine del suo intervento a Satriano di Lucania.


(dal Catalogo del Premio Constantin Udroiu)


(n. 2, febbraio 2020, anno X)