SPAZIO CIORAN

Database con tutti i titoli di Cioran in lingua italiana

«Cioran in italiano». È questo il titolo di un nuovo progetto volto a realizzare un database online, comprendente i titoli degli scritti di Emil Cioran editi finora in italiano e i testi pubblicati in Italia su questo grande romeno. L’iniziativa punta a creare uno strumento operativo centralizzato, di grande utilità sia agli addetti ai lavori che al più largo pubblico interessato all'opera di uno dei più noti e influenti pensatori del ventesimo secolo. Il nuovo database, in fase di progressivo aggiornamento, è coordinato da Antonio Di Gennaro. Sono benvenuti apporti ed integrazioni.



«Tradire la propria lingua»: un Cioran inedito al Salone del Libro

Ritorno a Emil Cioran è il titolo dell’evento dedicato al grande filosofo, nell’ambito del Salone di Torino di quest’anno, con la presentazione dei volumi usciti nel 2014 e 2015. Tra questi, E.M. Cioran, Tradire la propria lingua. Intervista con Philippe D. Dracodaïdis (a cura di Antonio Di Gennaro, trad. Massimo Carloni, Napoli 2015), concessa nell’autunno 1985 al giornalista greco Philippe D. Dracodaïdis. Si tratta di un testo in parte inedito, che mette in luce tra l'altro significativi aspetti di quello che l'intervistatore definisce il «lato balcanico» di Cioran. Recensione di A.N. Bulboaca.



Ancora su Cioran: «Ineffabile nostalgia. Lettere al fratello 1931-1985»

Stefano Chemelli recensisce Ineffabile nostalgia, volume curato da Massimo Carloni e Horia Corneliu Cicortaș per Archinto editore, che raccoglie la corrispondenza epistolare (inedita in Italia) tra Emil Cioran e suo fratello Aurel (Relu). Sulla traiettoria parigina che incrocia la terra d’origine, tra il 1931 e il 1985, un sentimento familiare rivive in pagine personalissime, dove scorrono i luoghi del cuore, scenari di un’immaginazione espressa in tocchi brevi ma intensi. Un Cioran meno noto ma molto vero, pagine in cui la memoria parla nel ricordo di un’infanzia mai esiliata dall’anima.



«Il nulla e l'assurdo». Tesi di Umberto Cardinale sul grande di Raşinari

Pubblichiamo integralmente la tesi universitaria di Umberto Cardinale dal titolo Cioran, il nulla e l'assurdo. Nel testo anticipato in pagina, ci si sofferma in particolare sull'accostamento tra Leopardi e Cioran: chi non è più illuso sul mondo ama l’illusione, paradosso tanto della poesia leopardiana quanto della prosa cioraniana: «Ho provato, in un silenzio e in una solitudine immensi, in mezzo alla natura, lontano dagli uomini e vicino a me stesso, una sensazione di tumulto infinito, in cui il mondo mi ha invaso con l’irruenza di un torrente, simile a un fluido trasparente e impercettibile» (E. Cioran).



La «Ineffabile nostalgia» di Cioran: pubblicate le lettere al fratello Aurel

Decisiva per ripercorrere la parabola umana del grande pensatore, la corrispondenza tra Cioran e il fratello Aurel copre un arco di oltre mezzo secolo. L’editore Archinto ha appena pubblicato il volume che la raccoglie: Ineffabile nostalgia. Lettere al fratello 1931-1985 (trad. di Massimo Carloni e Horia Corneliu Cicortas). Si tratta di 237 lettere, su un corpus totale stimabile intorno alle 400 unità. Privilegiati dalla scelta dei curatori i contenuti di particolare interesse letterario, filosofico e storico, senza trascurare quei documenti che rivelano il lato privato e affettivo di Cioran.



Cioran l'eretico. Tesi universitaria di Mattia Luigi Pozzi

«Un’eresia. Se esiste una possibilità di definizione per il pensiero e l’opera di Emil Michel Cioran, essa risiede proprio in questa parola così affilata e, al contempo, così vaga. Eterodosso rispetto a qualunque ortodossia, Cioran corrisponde al suo destino di pensatore dispiegando un pensiero frammentario che si declina come feccia, come residuo. E donandoci un’opera miracolosa per tono e stile, per la capacità di mostrare il lavorio del silenzio attraverso le parole, per la possibilità di dire nascondendo». Tesi universitaria di Mattia Luigi Pozzi.



XX Colloquio internazionale di studi «Emil Cioran»: Sibiu, 7-9 maggio

Dal 7 al 9 maggio prossimo avrà luogo a Sibiu e a Răşinari la XX edizione del Colloquio internazionale di studi «Emil Cioran», organizzato dal Dipartimento di Studi romanzi dell’Università «Lucian Blaga» di Sibiu, a continuazione della lungimirante iniziativa ideata, avviata e condotta per anni dal compianto professor Eugène van Itterbeck. Tema dell’edizione 2015 sarà la morte, ossessione che attraversa l’insieme dell’opera di Cioran e che si impone come soggetto di studio a 20 anni dalla sua scomparsa. Gli interessati a partecipare possono inviare la loro comunicazione entro il 15 marzo.



Cioran, «una verità enigmatica e mutante». Parla Giovanni Rotiroti

«Cioran è colui che aiuta a scorgere nel buio delle parole un’apertura che non nasconde nulla di riducibile al sapere, e che per questo consente di entrare in dialogo con se stessi senza rimanerne sopraffatti. Quella dell’opera di Cioran è una verità enigmatica e mutante, che ama mantenersi sempre aperta nel campo della lingua e del desiderio di domandare». È quanto afferma Giovanni Rotiroti, professore all'Università Orientale di Napoli, in un'ampia intervista dedicata ad alcuni temi di fondo dell'opera di Emil Cioran, con l'apporto di originali prospettive ermeneutiche.



Leggere la storia alla luce dell’utopia. Tesi di Paolo Vanini

Rileggere l’opera di Cioran come una variazione filosofica sul tema dell’utopia. È quanto si propone Paolo Vanini, nella sua tesi di laurea che qui pubblichiamo. «Rispetto alla letteratura critica degli ultimi anni, che ha visto nell’utopia di Cioran una specie di corollario all’interno della tematica storica, noi – scrive Vanini – vogliamo osservare la storia alla luce dell’utopia». La tesi rilegge, sulla base di questo registro, tutta l’opera di Cioran, segnalando come questo pensatore, nonostante il pessimismo che lo caratterizza, sia capace di creare uno spazio etico, pur privo di un ideale normativo positivo.



«Indimenticabile Jenny!». Due lettere di Cioran a Jeni Acterian

Jeni Acterian è stata, insieme ai fratelli Arşavir e Haig, sensibile testimone del dibattito culturale interbellico in Romania. Di lei ci sono rimasti il diario intimo e una raccolta di lettere. Tra i suoi diversi corrispondenti figura Emil Cioran, con il quale intrattenne uno scambio epistolare nei primi anni del suo definitivo trasferimento a Parigi. Per la prima volta in traduzione italiana presentiamo due lettere scritte verso la fine degli anni ’30. Vi traspaiono dettagli interessanti della biografia esteriore e interiore di un giovane Cioran, da poco giunto in Francia. A cura di Francesco Testa.



Tra gnosticismo e redenzione: note al «Cahier de Talamanca»

Nell’estate del 1966, come si legge nel Cahier de Talamanca (tr. it. Adelphi 2011), Cioran progetta un saggio sulla redenzione. Umberto Cardinale analizza le corrispondenze di questo concetto quale si trova in Basilide, famoso eresiarca gnostico del II secolo, e lo schopenhaueriano Philipp Mainländer, autore di una Filosofia della redenzione, con l’obiettivo di delineare una fenomenologia dello gnostico in Cioran. Il dubbio dello scettico di Raşinari resiste tanto alla forma d’assoluto dell’ortodossia gnostica quanto a quella della radicale redenzione mainländeriana.



E Cioran fece il ritratto del suo «miglior amico»: Benjamin Fondane

«Il suo temperamento era così esplosivo che avrebbe voluto far scoppiare le limitazioni del linguaggio, avrebbe voluto far esplodere le parole... ma, allo stesso tempo, era uomo della parola. Era un uomo nobile che viveva in un’epoca buia. Pensare a lui è come pensare a una persona nobile. Non era né credente né non-credente, ma entrambe le cose». Così scrive Cioran del suo amico Benjamin Fondane: un incontro decisivo nel 1942, in una Parigi occupata dai nazisti, che porterà Cioran a fare i conti con gli abbagli ideologici della propria giovinezza. Ampio studio di Giovanni Rotiroti.



E un giornalista incontrò Cioran: «Vivere contro l’evidenza»

Il concetto di r-esistenza espresso da uno sguardo contemplativo e radicalmente disincantato sull’irreparabile è una delle più efficaci testimonianze presenti nel recente E.M. Cioran, Vivere contro l’evidenza, a cura di Antonio Di Gennaro, traduzione di Massimo Carloni (La scuola di Pitagora 2014). Il libro presenta per la prima volta al pubblico italiano l’intervista a Cioran realizzata da Christian Bussy, nel febbraio 1973, per la televisione belga RTBF. Anche se refrattario a telecamere e microfoni, Cioran si è concesso spesso e con efficacia alle domande dei giornalisti. Di Amelia Bulboacă.



«Orizzonti» pubblica le tesi universitarie sul grande romeno

Nell’ambito della rubrica «Spazio Cioran», inauguriamo una sezione dedicata alle tesi di laurea sul filosofo romeno, a cura di Antonio Di Gennaro. Apre un lavoro di Alessandro Seravalle, dal suggestivo e paradossale titolo Ogni parola è una parola di troppo. «Il mio intendimento - scrive Seravalle - è l’individuazione di alcune tematiche forti, decisive nel funzionamento del pensiero di Cioran e il tentativo, il più possibile attento a non sfociare in un troppo soggettivo commento, di articolarle tra loro». Di questa e di tutte le altre tesi che seguiranno, disponibile il testo integrale in pdf.



Cioran terapeutico: ermeneutica psicologica del pensiero negativo

Uno strumento pratico di una terapia spirituale basata sul cosiddetto pensiero negativo: ecco la sostanza del libro di Horia Pătraşcu Terapia prin Cioran. Forţa gândirii negative (Ed. Trei, Bucarest 2014). Cioran ha elaborato un sistema di pensiero coerente, una psicologia dei sentimenti spirituali, metafisici dell'uomo, catalogati con massima sottigliezza analitica. La sua filosofia, secondo Pătraşcu, è in grado di suggerire una vera e propria terapia psicologica e spirituale, dove l’assunzione del negativo è cardine imprescindibile. Recensione di Amelia Bulboacă.



Renzo Rubinelli: l’uomo, centro e sostanza del pensiero di Cioran

«Non si esagera se si sostiene che l’uomo è l’unico argomento del pensiero di Cioran. L’uomo gettato in un universo senza senso, costretto a restarvi, forgiandosi continuamente delle lusinghe in grado di prorogare indefinitamente l’appuntamento con l’ineluttabile non senso del tutto». È l’assunto da cui muove l’analisi proposta da Renzo Rubinelli nel suo volume Tempo e destino nel pensiero di E.M. Cioran (Aracne, 2014). L’esegesi si sviluppa prefigurando un dialogo fra due polarità estreme: l’eternità di Emanuele Severino e il nichilismo di Cioran. Una sezione fotografica arricchisce l’opera.



Cioran/1: L’intellettuale senza patria

Spettatori indiscreti di uno spettacolo a cui non a tutti è dato prender parte. Questa è la sensazione che si prova nel leggere Emil Cioran. L’intellettuale senza patria. Intervista con Jason Weiss, recentemente pubblicato per la cura di Antonio Di Gennaro, con traduzione di Pierpaolo Trillini (Mimesis Edizioni, 2014). Il volume riporta l’intervista rilasciata da Cioran al giornalista, scrittore e traduttore americano Jason Weiss, nella famosa mansarda parigina in rue de l’Odéon 21, nell’agosto del 1983. Ora viene pubblicata per la prima volta in italiano. Recensione di Marisa Salzillo.



Cioran/2: Il nulla. Lettere a Marin Mincu (1987-1989)

La figura di Constantin Noica, un testo in memoria di Eminescu e una discussione sulla pubblicazione delle opere di Cioran in Italia. Sono questi i tre temi principali attorno ai quali si raccoglie lo scambio epistolare tra Cioran e Marin Mincu, avvenuto tra il 1987 e il 1989, ora pubblicato nel volume Il nulla. Lettere a Marin Mincu (1987-1989). Il libro, curato e tradotto da Giovanni Rotiroti, ha una postfazione di Mircea Ţuglea e un'appendice di Antonio Di Gennaro (Mimesis Edizioni, 2014). Di non secondario interesse, anche il suo valore documentario. Presentazione di Irma Carannante.



Arşavir Acterian: «Ricordi di Emil Cioran»

«Emil Cioran è stato uno degli amici con cui negli anni ’30 mi intendevo meglio. Ci preoccupavamo intensamente di trovare un motivo all’ineluttabilità della sofferenza e della morte, cercando di convincerci reciprocamente che questa vita, a dispetto di tutti i suoi piaceri, non avesse alcun senso». Amintiri despre Emil Cioran è un ritratto-ricordo che Arşavir Acterian scrisse attorno agli anni ’90, pubblicando una corrispondenza epistolare che va dal 1933 ai primi anni Novanta, dove ben si riflettono molti tratti del carattere e del pensiero di Cioran. A cura di Francesco Testa.



«Cioran, la passione del pensiero». Intervista ad Antonio di Gennaro

«La filosofia, secondo Cioran, ha a che fare con la radice più propria della soggettività: i sentimenti, le emozioni, le passioni. Io credo che Cioran sia uno dei più importanti filosofi del Novecento, anche se non è mai stato un filosofo di professione, un accademico, un docente universitario, quanto piuttosto un pensatore privato, un libero scrittore, un ʻviandanteʼ o un clochard della filosofia». Uno sguardo a tutto campo sull'opera di Emil Cioran è la sostanza dell'intervista che il filosofo romeno Ciprian Vălcan propone ad Antonio di Gennaro, acuto studioso del pensatore di Răşinari (Sibiu).



Lucidità e vergogna: intorno alle lettere giovanili di Cioran

Le lettere di Emil Cioran redatte al tempo della composizione del suo primo libro pubblicato in Romania: le troviamo nel volume Lettere al culmine della disperazione, curato da Giovanni Rotiroti, in traduzione di Marisa Salzillo, presentato al recente Salone del Libro di Torino. Appassionate e aggressive, oppure tenere e affettuose, le missive di quel periodo precisano il contesto emozionale nel quale hanno preso campo le idee e le ossessioni che anticipano di qualche anno Al culmine della disperazione. E non mancano ombre a ambiguità del periodo berlinese. Testo di Giovanni Rotiroti.



Cioran: «Al culmine della disperazione. Ma non rinuncio all'amore»

«Per quanto combatta al culmine della disperazione, non vorrei né potrei rinunciare all’amore neppure se la disperazione e la tristezza oscurassero la fonte luminosa del mio essere, dislocata in chissà quali angoli remoti della mia esistenza». Così Cioran nelle sue lettere giovanili, efficaci testimonianze della vita privata del giovane scrittore, ma anche florilegio di emozioni, desideri, derive che il ventenne romeno aveva la necessità di esprimere e condividere. Irma Carannante traccia una panoramica dei motivi e delle circostanze di questi scritti.



«Cioran in Italia», un volume per i cento anni dalla nascita del filosofo

Gabriella Molcsan e Antonio di Gennaro presentano il volume Cioran in Italia (Aracne Editrice, 2012), che raccoglie gli interventi dell’omonimo convegno organizzato nel 2011 a Roma, presso l’Accademia di Romania, in occasione del centenario della nascita di Emil Cioran. Figura di spicco della scena culturale europea, Cioran resta un autore tuttora inspiegabilmente trascurato in ambito accademico, soprattutto in Italia. Dai contributi di questo volume, prospettive illuminanti sullo stretto intreccio tra vita e pensiero che fu proprio del pensatore di Sibiu.



Cioran e il suicidio. Ciprian Vălcan a colloquio con Andrea Rossi

Il suicidio e i suoi vari significati, riletti anche con rimando all'opera di Cioran, nichilista per eccellenza. Verte attorno a questo tema il dialogo tra il filosofo romeno Ciprian Vălcan e il suo interlocutore italiano Andrea Rossi, curatore e autore di pubblicazioni sul comportamento suicidario e socio fondatore dell’associazione L’Orecchio di Van Gogh, che ha pubblicato nel 2010 l'epistolario tra Emil Cioran e Friedgard Schulte-Thoma, Per nulla al mondo. Un amore di Cioran. Una lettura, quella di Rossi, che cerca una mediazione tra approcci diversi a un tema sempre inquietante.



«Metafisica dell’addio». Studi su Emil Cioran

Cioran letto sui banchi del liceo non è l'ultima tappa della storia del pensiero, ma l'occasione di un complesso viaggio dello spirito, che, sul piano letterario, attraversa il pessimismo cosmico di Leopardi, lo spleen di Baudelaire, il caos e le maschere di Pirandello, l’esistenzialismo di Sartre, e perfino la visione verghiana dei vinti. Temi, questi, che costituiscono una liaison fra epoche e culture, ma cui Cioran conferisce una nuova dignità. È quanto viene in evidenza in Metafisica dell'addio. Studi su Emil Cioran, volume firmato da Antonio Di Gennaro e qui presentato da Vivetta Valacca.



Cioran il romeno, storia di un ineluttabile destino

Giuseppe Savarino analizza il rapporto di Cioran con il suo essere romeno, un rapporto che ha conosciuto notevoli variazioni nel tempo. «Con l’avanzare dell’età, Cioran avvertirà prepotentemente il richiamo della propria terra di origine; percepirà istintivamente di essere più romeno di quanto lui stesso volesse o pensasse. Quel fatalismo che aveva attribuito più volte al popolo romeno in realtà gli apparteneva pienamente, come un marchio originario indelebile; anzi, è stato l’elemento portante della filosofia e dello scetticismo che caratterizzerà tutta la sua brillante produzione».



Cioran, l'orrore e l'estasi della vita. Dialogo con Massimo Carloni

La figura del grande pensatore romeno, il suo rapporto con la tradizione filosofica e religiosa, come pure la ricezione della sua opera in Italia sono al centro del dialogo tra Ciprian Vălcan e Massimo Carloni, studioso del filosofo di Răşinari. «Di Cioran – rivela Carloni – mi seduce la sincerità con la quale abborda le problematiche della vita. La chiave decisiva per comprendere la sua figura la fornisce lui stesso, riprendendo una formula di Baudelaire: l’orrore e l’estasi della vita, sentiti simultaneamente. Occorre sempre tenere insieme questi due atteggiamenti».



Ironia in lutto: Cioran

«Tutti i nichilisti, razza di uomini lucidi e stravolti, hanno avuto alterchi con Dio: prova ulteriore della contiguità tra il nulla e il divino. Ma Cioran è di quelli che ti stendono al suolo. Non è tra i nichilisti tiepidi, capaci di fremere al comizio del beniamino: è uno che non scherza, è mescalina pura, che assaggi e non abbandoni più». Lo scrive Antonio Castronuovo, autore del libro Emil Michel Cioran, Liguori 2010, in un testo con il quale inauguriamo la nuova rubrica «Spazio Cioran», dedicata al grande filosofo romeno.



Mario Andrea Rigoni: «Delizioso e sorprendente, così era Cioran»

«Delizioso e sorprendente, aperto con chiunque, salvo che con gli indiscreti o gli imbecilli». Mario Andrea Rigoni, colui che ha diretto per l'editore Adelphi la traduzione italiana degli scritti di Emil Cioran, così ricorda l’incontro e la frequentazione con il grande pensatore romeno. Studioso di Leopardi, Rigoni segnala anche l’influsso avuto da Cioran sul suo lavoro. «L’amicizia di Cioran e la conoscenza dei suoi libri hanno indubbiamente salato il mio sangue letterario. Mi hanno aiutato a liberarmi dalle tracce di erudizione e di accademia che, per il mio mestiere, non potevo non avere».



Né con Dio, né senza Dio. Cioran, il mistico

«È religioso chi può dispensarsi dalla fede, ma non da Dio», sosteneva Cioran, prima di congedarsi definitivamente dall’idioma romeno. Lo studio di Massimo Carloni evidenzia che «diversamente dall’amico Eliade, il cui procedere enciclopedico finisce per fare della religione un oggetto d’erudizione, da studiare ed approfondire in tutte le sue varie manifestazioni, Cioran drammatizza il rapporto con il divino, alla stregua di un combattimento corpo a corpo, senza esclusione di colpi, come un Giacobbe contro l’Angelo».



Pierpaolo Trillini: «Tradurre Friedgard Thoma, più difficile che Cioran»

Il filosofo nichilista che si innamora della giovane professoressa tedesca. Zucchero per chi è a caccia di sensazionalismo. Ma non per chi ne ha tradotto in italiano la storia. «Tradurre Friedgard Thoma è stato un vero e proprio “bagno di sangue”. Donna di una sensibilità profonda e ricercatrice spasmodica dell’artifizio letterario, mi ha messo in seria difficoltà nonostante non fosse la prima volta che traducevo dal tedesco». Lo racconta Pierpaolo Trillini, traduttore del libro Per nulla al mondo. Un amore di Cioran.




«Aurel Cioran, il mio fratello rimasto a casa»

In questo saggio dedicato alla figura di Aurel Cioran, il fratello minore di Emil, Renzo Rubinelli parte dall'idea che Aurel sia «la vera incarnazione dei pensieri di Cioran, che sia lui il vissuto reale di sofferenza, distillato nei libri del fratello. Non solo per gli anni di carcere, quanto per un’inclinazione incerta, per un’adesione più labile alla vita, meno convinta e istintiva rispetto ad Emil, il quale, negando a parole, aderì di fatto all’esistenza con una propensione naturale del carattere». Una testimonianza forte che fa riflettere.




Renzo Rubinelli: Testimonianza nel centenario della nascita di Cioran

Presentiamo un'intervista con Renzo Rubinelli realizzata da Mihaela-Genţiana Stănişor. Rubinelli ha conosciuto Cioran, come anche Simone Boué e Friedgard Thoma. Nel 1987 ha visitato la Romania, i luoghi d’infanzia cari a Cioran e ha conosciuto il fratello del filosofo, Aurel. A Paltinis Rubinelli ha incontrato Constantin Noica, dal quale ha ricevuto suggerimenti per la sua tesi. Conserva una decina di lettere di Emil Cioran e due di Aurel Cioran.



MARIO ANDREA RIGONI
Ricordando Cioran,
La scuola di Pitagora, 2011



ANTONIO DI GENNARO
Metafisica dell'addio.
Studi su Emil Cioran
,
Edizioni Aracne, 2011


ANTONIO CASTRONUOVO
Emil Michel Cioran,
Liguori Editore, 2009