FEMMINILE PLURALE

Donne che raccontano le donne. I nostri incontri con le scrittrici

Nella serie Femminile plurale, a cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone, dialoghiamo con le scrittrici sulle molteplici sfaccettature delle tematiche muliebri affrontate nei loro libri usciti negli anni 2020. Sfilano qui, con le protagoniste dei loro romanzi e saggi, Giulia Caminito, Carola Carulli, Emanuela Chiriacò, Barbara Costa, Gianpaola Costabile, Eliana Di Caro, Cristina Di Stefano, Noemi Ghetti, Lisa Ginzburg, Titti Marrone, Daniela Musini, Marilù Oliva, Arianna Ninchi e Silvia Siravo, Michela Panichi, Isabella Pinto, Orsola Severini, Tiziana Francesca Vaccaro, Elena Vesnaver.



Ornella Spagnulo: «Alda Merini è un esempio di amore»

«La figura di Alda Merini rappresenta salvezza, la salvezza di una che ce l’ha fatta, ha sconfitto la malattia, ha sconfitto l’incomprensione degli ‘addetti ai lavori’ che non la ritenevano abbastanza brava da volerla pubblicare, e poi, alla fine, se la sono contesa. Alda Merini ha sconfitto tutto, perfino la morte, tanto che è ancora più viva oggi tra di noi di quando era ancora viva». Così Ornella Spagnulo, autrice di E gli angeli sono distanti (L’Erudita, 2019), un saggio di interviste su Alda Merini di cui ci parla nell'intervista a cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Con Isabella Cesarini su Clarice Lispector, grande voce del ’900

Chi è Clarice Lispector? Ci dice Isabella Cesarini: «Mi giunge immediata la risposta attraverso le parole della Lispector: “Sono talmente misteriosa da sfuggirmi”. Il libro Con la parola vengo al mondo (Tuga Edizioni, 2021) si profila nell’attraversamento dell’opera clariciana e, in vista di tale passaggio, Clarice è insondabile creatura che si sorprende di scrivere; Clarice conosce la propria scrittura come l’inesorabile del proprio destino; lei sente continuamente nostalgia, anche quella dolorosa di scrivere libri». A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Veronica Tomassini: «Il mio sguardo deraglia puntualmente»

Da Sangue di cane (2010) a Il polacco Maciej (2012), L’altro addio (2017) e Mazzarrona (2019), fino a Vodka siberiana. Lettere epiche e alticce (2020, self-publishing come gesto politico, contestatario). Sui temi dei suoi libri, Veronica Tomassini ci dice: «Il mio sguardo, più che altro, deraglia puntualmente, rovina dove gli altri lo tolgono. Dove per gli altri dimorano le ombre, per me comincia la luce. Quindi, sono riflessioni sul filo di una umanità provata di solito, che indugia su luoghi scomodi, sulla porzione di mondo più ostile, se vogliamo». A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Ilaria Palomba: «Scrivere mi fa male, non posso sottrarmi alla voce»

«Scrivere è anche sopportare. Tutta questa esistenza, a tratti insostenibile, un sentimento sartriano di nausea. Scrivere adesso mi fa male, non posso sottrarmi alla voce, ma rileggere mi ferisce. Sento l’immane fatica di dover ricostruire una vita che era vissuta in un certo modo perché aderiva a una presenza, che adesso sento labile, invasa». Così Ilaria Palomba nell'intervista che parte dal suo ultimo libro, Brama (Giulio Perrone, 2020), la cui protagonista è Bianca, fragile trentenne, ricoverata più volte in psichiatria per i suoi tentativi di suicidio. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Federica Iacobelli: «Leggere e scrivere mi accompagnano da sempre»

Federica Iacobelli è scrittrice, sceneggiatrice e drammaturga: «I diversi ambiti in cui spazio sono in realtà declinazioni differenti di un unico strumento di lavoro: la scrittura. Leggere e scrivere sono azioni e passioni che mi accompagnano da sempre o quasi: e leggere, in verità, più che scrivere. Poi, un po’ anche per caso come accade, in accordo con certe mie inclinazioni ma pure con certe mie ferite, o mancanze, la scrittura è diventata la base del mio lavoro. In origine c’era stata un’ulteriore declinazione, quella del giornalismo». A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Stefania Mazzone: «Il femminile, universo moltitudinario e nomadico»

Esiste un fil rouge che annoda le plurime e molteplici anime della letteratura declinata al femminile? «Molto difficile ridurre a unità un universo che, per definizione, è moltitudinario e nomadico. Proprio questa caratteristica, insieme alla plurivocità, l’incoerenza, l’esodo, il meticciato, rende la letteratura, letteratura femminile». Stefania Mazzone, professore associato di Storia delle dottrine politiche all'Università degli Studi di Catania, studia il rapporto tra ideologie e istituzioni, con particolare attenzione alle manifestazioni artistiche, letterarie e di genere. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.



Lella Seminerio: «Il coraggio, il filo rosso che unisce le donne scrittrici»

«Sono sicura che ogni donna scrittrice condivida un sentimento a cui, prima o poi durante la sua vita, abbia fatto appello, e in nome del quale abbia lottato più o meno duramente: il coraggio. È questo sentimento che sono sicura possa essere un unico filo che si intreccia alle loro anime e che permette a tutte di sentirsi più vicine». Così la scrittrice catanese Lella Seminerio la quale, con la sua penna arguta e vivace, combatte con forza la violenza sulle donne. Nell’intervista a cura di Giusy Capone e Afrodita Cionchin parla anche del suo romanzo Rosso ulivo (Siké, 2019).



Anna Rollando: «Ci serve la rappresentazione del reale fatta da donne»

«Il problema non è realmente rappresentato da una reale differenza qualitativa e oggettiva tra uomo e donna, ma dalla percezione che la società ha di tale differenza. Sarebbe forse necessario rivedere con occhio critico il passato, recuperando la rappresentazione del reale fatta dalle donne, traendo forza dalle relative differenze sempre nel rispetto reciproco, per costruire il nostro futuro, donne e uomini insieme». Lo sostiene Anna Rollando, autrice di Le invisibili Signore della Musica. Storie vere di artiste di talento (Graphofeel, 2021). A cura di Giusy Capone e Afrodita Cionchin.



Flora Fusarelli: «La scrittura, una potente arma bianca»

«La scrittura è un’arma bianca potente e distruttiva, sferzante e costruttiva. Altra cosa è invece la letteratura analizzata all’interno dell’attuale panorama editoriale che non permette – a causa della grande distribuzione imperante e di un tipo di informazione standardizzata – una diffusione che si muove in base ai meriti e che dia a chi scrive la possibilità di essere letto». È l’analisi di Flora Fusarelli, autrice di numerose recensioni di libri. Con Le deboli (4Punte edizioni, 2021) si cimenta nel suo primo romanzo. A cura di Giusy Capone e Afrodita Cionchin.



Orsola Severini: «Stiamo dando vita a un femminismo rinnovato»

«Credo che stiamo dando vita a un femminismo rinnovato in cui non esiste un solo modello di donna, ma tanti modi di affermare i propri diritti purché sia nel rispetto, nella libera scelta e nell’autodeterminazione delle donne». Così Orsola Severini, ospite della serie Femminile plurale con il suo primo romanzo, Il consolo (Fandango Libri, 2021). L’aborto terapeutico è il tema centrale e il libro vuole essere un atto di forte denuncia a sanità e società italiana, che condannano le donne a rimanere sole di fronte a questa scelta. A cura di Giusy Capone e Afrodita Cionchin.



Con Eliana Di Caro su «Le Madri della Costituzione»

Eliana Di Caro, giornalista del Sole 24 Ore, scrive dei temi legati alle donne, dei loro diritti e dell’emancipazione femminile. Le Madri della Costituzione (Il Sole 24 Ore, 2021) rende omaggio alle 21 donne di diverse generazioni (la più anziana era Lina Merlin, nata nel 1887, la più giovane Teresa Mattei, nata nel 1921), di diversa estrazione sociale, di diverso colore politico, che fecero parte dei 556 parlamentari che scrissero la Costituzione. Nel tempo, quasi tutte loro sono state dimenticate, nonostante la loro lezione e il segno che hanno lasciato nella Carta. A cura di Giusy Capone.




Nadia Terranova: «La scrittura, espressione di una libertà assoluta»

Afrodita Cionchin dialoga con la scrittrice Nadia Terranova in margine al colloquio tenutosi il 18 gennaio 2022 tra lei e lo scrittore Claudiu M. Florian per «Incontri tra scrittori italiani e romeni» organizzati dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest. Al centro del confronto, moderato dal prof. Roberto Merlo, i rispettivi romanzi, Addio fantasmi (Einaudi, 2018), finalista Premio Strega 2019, e Le età dei giochi (Voland, 2019), vincitore Premio Europeo per la Letteratura 2016. L’autrice parla di sé, di scrittura e biografia e del suo prossimo romanzo.



«Dikotomika. Scarpe rosse per non dimenticare»

Segnaliamo Dikotomika. Scarpe rosse per non dimenticare (Guida Editori, 2021). Un volume collettivo di 11 racconti, a cura di Valeria Frontone, dove musica e scrittura si fondono arricchendosi a vicenda. Vi sono protagoniste le donne che mettono a nudo una parte di sé, ma più di tutto che soffrono, vittime di un virus antico quasi quanto l'umanità, quello della violenza perpetrata dagli uomini. E ognuna di loro ha il suo modo per metabolizzare e combattere quella violenza. Finali dolceamari, vittorie e sconfitte, le gioie e i dolori, l'amore e l'odio. A cura di Afrodita Cionchin e Giusy Capone.




Con Carola Carulli su «Tutto il bene, tutto il male»

Carola Carulli, romana, è giornalista televisiva del Tg2 Cultura molto nota che da qualche anno ha scelto di affrontare con passione anche la scrittura (il suo primo romanzo, Bambole di carta, è del 1998), tracciando un percorso d’autrice sensibile che l’ha portata al suo secondo libro, Tutto il bene, tutto il male (Salani, 2021), tema del dialogo con Giusy Capone. Dietro il titolo, con «le luci e le ombre che attraversano le nostre vite», si cela una storia che demolisce vecchi schemi mentali incardinata attorno alla famiglia, alla maternità e agli stereotipi sull’amicizia fra donne.



Michela Panichi, vincitrice del Premio Campiello Giovani 2020

Michela Panichi è la vincitrice del Premio Campiello Giovani 2020 con il «racconto di formazione» Meduse, in cui sonda i legami famigliari di una madre, cameriera in un bar che rimane incinta di una bimba con un turista tedesco, e il suo rapporto complesso con i figli adolescenti, Tommaso e Bruno, posti di fronte a questo evento per loro inatteso. Nel dialogo con Giusy Capone e Afrodita Cionchin l’autrice afferma di aver scelto «una storia di gelosia e crescita» in cui i lettori si sarebbero riconosciuti, perché il dramma famigliare è «specchio di situazioni banali ma fortissime».



Chi è «La donna capovolta»? In dialogo con Titti Marrone

La donna capovolta (Iacobelli, 2019) è il romanzo al centro del dialogo curato da Giusy Capone e Afrodita Cionchin con l’autrice Titti Marrone, napoletana, che in questa storia «di stringente attualità relativa alla complessità dell’accoglienza» è narrato il difficile rapporto tra due donne, Eleonora e Alina, la badante moldava che lavora da lei per accudire la madre Erminia. Entrambe dalla forte personalità e con una solida cultura, aspetto che contrasta in Alina, afflitta dallo stereotipo della donna dell’Est incolta e povera, si guatano ‘capovolte’ nelle loro diversità e delusioni.



In dialogo con Marilù Oliva su «Biancaneve nel Novecento»

Biancaneve nel Novecento (Solferino, 2021) è l’ultimo romanzo di Marilù Oliva, vincitore del «Premio Libri a 180 Gradi - Città di Sant’Elpidio a Mare», nell’ambito del festival letterario in programma dal 2 al 10 ottobre 2021, libro già candidato per lo Strega di quest’anno. Nel dialogo con Irina Ţurcanu, l’autrice ci introduce alla storia, a cui fanno da sfondo gli anni ’80, che sonda il complesso rapporto tra la bambina Bianca e un padre ‘autobiografico’ e una madre ‘matrigna’. Tra di loro si inserisce la ‘lontana’ figura di Lili con il suo carico umano di tragedia e di vita vissuta.



Con Giulia Caminito su «L'acqua del lago non è mai dolce»

Giusy Capone dialoga con Giulia Caminito attorno al suo romanzo L'acqua del lago non è mai dolce (Bompiani, 2021), vincitore del «Premio Strega Off» della celebre rassegna letteraria estiva. In questo suo terzo libro, l’autrice «guarda dentro e fuori di sé per raccontarci in prima persona cosa ha significato il passaggio a questo nuovo secolo» per coloro che, come lei, oggi, nati e cresciuti in periferia, hanno trent'anni. Protagonista è Gaia, adolescente alle prese con le asperità della vita, educata dalla madre Antonia, «onestissima e feroce», «a non aspettarsi nulla dagli altri».



Con Lisa Ginzburg su «Cara pace»

Cara pace (Ponte alle Grazie, 2020) è il romanzo attorno cui ruota il dialogo tra l’autrice Lisa Ginzburg, figlia dello storico Carlo Ginzburg, e Giusy Capone. Libro finalista al Premio Strega 2021, narra la vicenda di due sorelle, Maddalena e Nina, che «hanno costruito la loro infanzia e adolescenza intorno a un grande vuoto, un'assenza difficile da accettare» e che tentano di colmare ora lontane, ora nella casa di Roma, «dove la loro strana vita, simbiotica e selvatica, ha preso forma». Una trama che sul gioco di parole ‘cara pace/carapace’ cuce insieme una storia di sorellanza.



«Sindrome Italia». Dialogo con Tiziana Francesca Vaccaro

Nel dialogo con la scrittrice e attrice catanese Tiziana Francesca Vaccaro, prendendo spunto dal suo recente graphic novel Sindrome Italia (BeccoGiallo, Padova), ci si interroga chi fossero prima e chi siano quelle figure di donne dell’Est in Italia provenienti da Romania, Ucraina, Polonia ecc, definite sbrigativamente badanti, che emigrano dai loro paesi alla ricerca di un futuro migliore, ma che cadono vittime tornate in patria della cosiddetta «Sindrome Italia», un disturbo mentale traumatizzante che gli studi di psichiatria hanno riconosciuto come tale in questi anni. A cura di Giusy Capone.



In dialogo con Arianna Ninchi e Silvia Siravo su «Musa e getta»

Nel volume dall’ispiratissimo titolo Musa e getta (Ponte alle Grazie, 2021), sedici grandi autrici italiane si mettono nei panni di altrettante grandi «muse» femminili – dalle pop Kate Moss e Amanda Lear, alla ‘rivoluzionaria’ Nadia Krupskaja passando per Maria Callas e Rosalind Franklin - donne che per convenzione maschilista sono state ‘appendici’ dei loro mecenati o pigmalioni per compiacenza all’inelegante detto «dietro ogni grande uomo c’è una grande donna»: più che dietro, o davanti, erano sopra… Su ciò, nel dialogo di Giusy Capone con le curatrici, Arianna Ninchi e Silvia Siravo.    



Francesca Recchia Luciani: Simone Weil e la filosofia della resistenza

Antigone, Elettra e Filottete sono le eroine protagoniste delle omonime tragedie di Sofocle, tre figure femminili di resilienza al centro del saggio del 1936 di Simone Weil, Filosofia della resistenza. Antigone, Elettra e Filottete, uscito nel 2020 per il melangolo, curato da Francesca Recchia Luciani, docente di Filosofie contemporanee e saperi di genere dell’Università di Bari Aldo Moro, e argomento del dialogo a cura di Giusy Capone, in cui la professoressa sottolinea, come esse valgano ancora come modello «a chi rischia di soccombere alle forme di sopraffazione».



Elena Vesnaver: «Le irriverenti. I volti femminili delle grandi rivoluzioni»

È da poco uscito per l’editrice Liscianilibri (2021) Le irriverenti. I volti femminili delle grandi rivoluzioni di Elena Vesnaver. Nel dialogo di Giusy Capone con l’autrice scopriamo che il libro è una carrellata lungo la storia su trentadue donne «rivoluzionarie» tutte accomunate e mosse dallo spirito di libertà e dal bisogno di scrollarsi di dosso stereotipi e secoli di patriarcato. Determinate a prendere in mano la propria vita «senza dipendere da nessuno», le donne devono vigilare sulle conquiste ottenute perché non possono essere date per scontate in eterno.



«Il bambino è il maestro». Cristina De Stefano su Maria Montessori

È emblematico come da bambina Maria Montessori (1870-1952) detestasse la scuola, eppure è proprio facendo tesoro dei ‘traumi’ scolastici che la grande educatrice, il cui metodo è riconosciuto in tutto il mondo, ha rivoluzionato la pedagogia moderna. Da questa considerazione, che riecheggia nell’incipit de Il bambino è il maestro. Vita di Maria Montessori (2020), Giusy Capone dialoga con l'autrice, Cristina Di Stefano, che, attraverso testimonianze dirette e carteggi inediti, ci svela una Montessori sorprendente e poco conosciuta, fra ombre e luci, ma sempre geniale.



Con Barbara Costa, un «viaggio nei segreti del sesso contemporaneo»

Che cos’è il sesso, oggi? Cos’è la libertà? Adulti che si eccitano pagando per essere trattati come bambini, ultrasettantenni infoiati, maschi che si trasfigurano in drag queen. Sono alcuni dei tanti argomenti che ruotano attorno al saggio Pornage. Viaggio nei segreti e nelle ossessioni del sesso contemporaneo (Il Saggiatore, 2018) e all’intervista rilasciata dall’autrice, Barbara Costa, a cura di Giusy Capano, in cui ci vengono spalancate le porte del mondo del sesso e della sessualità di oggi fatto di passioni, di segreti inconfessabili e di perversioni al di là di ogni immaginazione.



«Le magnifiche». In dialogo con Daniela Musini

Le magnifiche. 33 vite di donne che hanno fatto la storia d'Italia (Edizioni Piemme, Milano, 2020) di Daniela Musini: L'autrice ci racconta le vite fiammeggianti di trentatré donne emblematiche. Da Messalina a Grazia Deledda, dalla regina Margherita di Savoia a Wanda Osiris, passando per colei che ispirò il Manzoni per la monaca di Monza, trentatré donne, diversissime tra loro ma accomunate dalla grandezza del proprio operato. Dal canto alla scienza, dal cinematografo alla guida di uno stato, ognuna di loro ha lasciato il segno nella nostra storia. Intervista di Giusy Capone.



«Le imperfette». In dialogo con Emanuela Chiriacò

Le Imperfette. Storie di donne nell’Inghilterra vittoriana e post vittoriana (Primiceri Editore, Padova, 2020) a cura di Emanuela Chiriacò, è una raccolta di dieci racconti inglesi, nove dei quali mai tradotti prima in italiano, pubblicati tra il 1880 e il 1923; un quarantennio durante il quale si assiste al superamento dello stereotipo vittoriano femminile e all’affermazione della New Woman. In ambito letterario, un passaggio che coincide con la rottura dalla tradizione letteraria vittoriana e la nascita del modernismo. Un'ntervista di Giusy Capone.



Un progetto dedicato a Trotula De Ruggiero, pioniera nel campo medico

Trotula de Ruggiero (1050-1097), di nobili origini normanne, fu pioniera della medicina, una delle più note mulieres Salernitanae appartenenti alla cerchia di studiose che nell’XI secolo erano attive presso la celebre Scuola medica salernitana. Considerata l’antesignana dell’ostetricia e della ginecologia, è autrice, anche se ancora sub iudice, di trattati medici. Un gruppo di professioniste si è ispirato a lei per un progetto culturale con l’intento di divulgarne, tra fiaba e racconto storico, i valori. Giusy Capone ne parla dialogando con la portavoce, Roberta Pastore.



Isabella Pinto: «Elena Ferrante. Poetiche e politiche della soggettività»

All’incrocio tra critica letteraria e filosofia, il volume Elena Ferrante. Poetiche e politiche della soggettività (Mimesis Edizioni, 2020) di Isabella Pinto, esplora la scrittura di Elena Ferrante ed il rapporto tra soggettività e narrazione, individuando tre diverse partizioni. Il volume rende così visibile come Elena Ferrante - voce femminile e, al contempo, affermativamente depersonalizzata - si inserisca in un «multiverso temporale transfemminista», dove solo le soggettività impreviste e postumane sono in grado di trasformare il potere dello storytelling in potenza poethica. Intervista di Giusy Capone.



«Gramsci e le donne». In dialogo con Noemi Ghetti

Dimensione politica e vita privata, affetti familiari e relazioni sentimentali s’intrecciano nella vicenda umana di Antonio Gramsci, convinto, intimamente e spontaneamente, incrollabilmente certo della sostanziale uguaglianza di tutti gli esseri umani: bambini, proletari e donne incluse. Un’attenta ricostruzione del ruolo storico che Gramsci attribuisce alle donne negli ininterrotti processi di liberazione, nel libro di Noemi Ghetti  Gramsci e le donne. Gli affetti, gli amori, le idee (Donzelli 2020). Intervista di Giusy Cappone.



Gianpaola Costabile: «Donne - Madonne. Memorie al femminile»

Donne - Madonne. Memorie al femminile è il libro di Gianpaola Costabile pubblicato da Edizioni Scientifiche Italiane nel 2019: dodici ritratti di donne, differente per età, condizione, funzione sociale ma accomunate dalla abilità, tutta muliebre, di salpare dalla propria storia personale per dedurne cognizione di vita universale. Madri che nel riesaminare il proprio ruolo di figlie non sciolgono giammai il laccio con la donna per antonomasia, la Madonna. Sulla loro spiritualità, che è il focus del libro, verte l'intervista di Giusy Capone all'autrice del libro.








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dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

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