BIBLIOTECA ORIZZONTI INEDITI


«Biblioteca Orizzonti», editi e inediti in traduzione

Nella nostra «Biblioteca Orizzonti» intendiamo riunire sia opere edite (volumi in formato pdf integrale o parziale e articoli individuali in pdf), sia estratti inediti di opere romene in traduzione italiana - narrativa, poesia, saggistica, che sono costantemente pubblicati sulla nostra rivista. Per arricchire la sezione delle opere edite, rivolgiamo un invito agli editori e agli operatori culturali in generale a contribuire con volumi che saremo lieti di pubblicare, a vantaggio di una loro maggior circolazione e diffusione, permanentemente consultabili online. La sezione EDITI è accessibile qui.




ANTOLOGIA ORIZZONTI INEDITI. NARRATIVA E SAGGISTICA ROMENA


Arşavir Acterian: sull’eredità armena di Eminescu

Pubblichiamo la traduzione di Despre originea lui Mihail Eminescu (1935) di Arşavir Acterian, testo ripubblicato dalle edizioni Ararat nel volume Eminescu văzut de armeni (2000). L’autore, romeno di nascita ma di origine armena, pensava che la famiglia di Eminescu fosse imparentata con un mercante venuto dal paese caucasico, ed emigrato successivamente in Europa orientale. Il saggio è un commento ad alcuni passaggi della biografia Viaţa lui Mihai Eminescu (Vita di Mihai Eminescu), scritta nel 1932 dal critico letterario George Călinescu. A cura di Francesco Testa.   



Cristina Andrei, esordio letterario: «Abonatul nu poate fi contactat»

Coinvolgente, forte e sincero. Il romanzo di debutto di Cristina Andrei, Abonatul nu poate fi contactat (Nemira, Bucarest 2014), è un bel biglietto da visita per l'autrice, qui alla sua prima esperienza in prosa dopo una lunga consuetudine professionale col giornalismo televisivo. Eclettismo stilistico, cura dei dettagli, capacità di delineare con pochi tratti tanti tipi psicologici sono evidenti in tutto il libro, i cui temi maggiori sono il vuoto di comunicazione, la perdita dei valori e lo sgretolamento dei rapporti tra le persone, con sullo sfondo il tema religioso. A cura di Mauro Barindi.



George Arion con il suo grande giallo, «Atac în bibliotecă»

Salutato dalla critica come il primo vero romanzo poliziesco romeno, Atac în bibliotecă di George Arion è un giallo spassoso e quasi parodistico di questo genere paraletterario. Stile vivace e ironico, l’autore punta con frecciatine allusive e asprigne alla realtà sociale e al clima politico dell’epoca (dittatura di Ceaușescu), bolsaggine del relativo linguaggio inclusa, sfuggendo incredibilmente alle grinfie della censura. Pubblicato a Bucarest nel 1983, il romanzo si sta facendo ora conoscere nei Paesi di lingua inglese e francese, in attesa di trovare un editore anche in Italia. A cura di Mauro Barindi.



Lucian Blaga, confidenze di una vita nel postumo «Luntrea lui Caron»

Nel 1990 esce a Bucarest Luntrea lui Caron, il romanzo postumo del grande filosofo e poeta Lucian Blaga, in cui la sequenza degli eventi illustra narrativamente e in chiave autobiografica gli episodi di una vita. Ne proponiamo una introduzione critica con traduzione di alcuni brani, segnalando come il libro – coincidente con gli anni della maturità di Blaga – sia anche un racconto in chiave morale e filosofica, ricco di sconfinamenti poetici e meditativi, della tragedia vissuta dall’intellettualità borghese romena durante il comunismo. A cura di Mauro Barindi.



Ana Blandiana e il suo straordinario «Falso trattato di manipolazione»

«Non sono fatta per comandare le persone bensì per emozionarle e convincerle». Si può condensare in questa frase un aspetto essenziale della straordinaria uscita editoriale di Ana Blandiana, Fals tratat de manipulare (Falso trattato di manipolazione, Humanitas 2013), una sorta di testamento morale della sua vita. Il libro riassume il senso profondo della visione che questa grande autrice ha maturato su se stessa e sul proprio percorso intellettuale e politico nell’arena pubblica romena, dove si staglia possente la sua rettitudine civica e morale. A cura di Mauro Barindi.



Camelia Cavadia: dalla violenza in famiglia le «Maschere della paura»

Si intitola Măștile fricii (Le maschere della paura) il nuovo romanzo di Camelia Cavadia, autrice acutissima di storie che scandagliano nei drammi quotidiani delle persone. Stavolta è di scena la violenza in famiglia, con tutte le sue ricadute sul piano personale e sociale. Ema, Sofia e David sono le vittime predestinate di un padre-orco e di una madre arrendevole. Cavadia ne segue le vicende dall’infanzia all’età adulta, in un romanzo duro e diretto, pienamente meritevole del successo di critica e pubblico che l’autrice ha saputo raccogliere attorno a sé. A cura di Mauro Barindi.



Magda Cârneci, «FEM»: un tributo al mondo femminile

Libro-confessione, biografia spiritual-sentimentale, libro di ricordi, diario intimo, libro epistolare, poema in prosa: tutte queste pur significative definizioni del romanzo FEM di Magda Cârneci (Cartea Românească, 2011) risultano insufficienti e limitative, incapaci di rendere l’idea di fondo di questa prima incursione nella prosa che scandaglia l’intimo universo della scrittrice, un universo che vola da episodi legati all’infanzia a quelli della donna adulta, alla sua (fallita) storia d’amore, ai fantasmi femminili che popolano, si potrebbe dire fellinianamente, il suo vissuto. A cura di Mauro Barindi.



Matei Călinescu, «Ritratto di M»: «Ogni morte è una grande tragedia»

Anca-Domnica Ilea ci regala in traduzione un toccante brano dal romanzo «Ritratto di M» (Portretul lui M, Polirom 2003; Humanitas 2016) dello scrittore e teorico letterario romeno Matei Călinescu (1934-2009), emigrato negli USA nel 1973. Quella M sta per Matthew, il figlio affetto da sindrome di Asperger, morto a soli ventisei anni per una crisi epilettica sotto gli occhi dei genitori. Tale è stata la disperazione per la sua perdita da indurre lo scrittore, «in pace col suo dolore, rasserenato nella sua tristezza», a scriverne un intimo e commovente ritratto, quasi universale.



Ioana Celibidache: Ritratto di un grande musicista, Sergiu Celibidache

In queste due 'lettere', tradotte da Valentina Elia, tratte dal volume Sergiu, altfel… (Ed. Do-minor, Iași, 2001) di Ioana Celibidache, moglie del celebre direttore d’orchestra, Sergiu Celibidache, abbiamo un saggio del vulcanico genio di una delle più straordinarie bacchette del mondo sinfonico. Figura idolatrata e al tempo stesso criticata o incompresa per il suo anticonformismo, non solo nella direzione, ma anche nella vita e nella sua filosofia di fare musica, Celibidache è stato un «grande artista, tanto eclettico quanto schivo e riservato», ma dallo spirito cosmopolita e schietto.



Adrian Cioroianu: «Non si può evadere dalla nostra storia» (I)

Nu se poate evada din istorie noastră è il secondo volume della raccolta Cea mai frumoasă poveste («La storia più bella», Curtea Veche, Bucarest 2014), di Adrian Cioroianu, storico, giornalista, politico e saggista, professore presso la Facoltà di Storia dell’Università di Bucarest, ora anche Ambasciatore della Romania presso l’UNESCO. Ida Libera Valicenti, ricercatrice in Storia della Romania, traduce in esclusiva il capitolo che ricostruisce uno dei momenti più drammatici e inquietanti della storia romena: la cattura, il processo farsa e la fucilazione dei coniugi Ceaușescu.



Adrian Cioroianu: «Non si può evadere dalla nostra storia» (II)

Nuovo capitolo da Nu se poate evada din istoria noastră, secondo volume della raccolta Cea mai frumoasă poveste («La storia più bella»), Curtea Veche, Bucarest 2014, di Adrian Cioroianu, storico, giornalista, politico e saggista, professore presso la Facoltà di Storia dell’Università di Bucarest, attuale Ambasciatore della Romania presso l’UNESCO. Ida Libera Valicenti, ricercatrice in Storia della Romania, traduce in esclusiva «L’Operazione Rosa» in cui viene ricostruito il macabro episodio «horror» della cremazione in segreto delle prime vittime della Rivoluzione romena dell’89.



Adrian Cioroianu: «Non si può evadere dalla nostra storia» (III)

Nuova puntata da Nu se poate evada din istorie noastră, secondo volume della raccolta Cea mai frumoasă poveste («La storia più bella»), Curtea Veche, Bucarest 2014, di Adrian Cioroianu, storico, giornalista, politico e saggista, professore presso la Facoltà di Storia dell’Università di Bucarest, attuale Ambasciatore della Romania presso l’UNESCO. Ida Libera Valicenti, ricercatrice in Storia della Romania, traduce il capitolo Il comizio fatale del 21 dicembre 1989, ultimo episodio, ancora carico di misteri, in cui i coniugi Ceașescu calarono su sé stessi il sipario del loro regime.



Adrian Cioroianu: È stata o non è stata rivoluzione? (dicembre 1989)

Nuovo capitolo da Nu se poate evada din istoria noastră, secondo volume della raccolta Cea mai frumoasă poveste («La storia più bella», Curtea Veche, Bucarest 2014), di Adrian Cioroianu, storico, giornalista, politico e saggista, professore presso la Facoltà di Storia dell’Università di Bucarest, e Ambasciatore della Romania presso l’UNESCO. Ida Libera Valicenti, ricercatrice in Storia della Romania, traduce in esclusiva È stata o non è stata una rivoluzione?, altro tassello sui tanti retroscena e sul ruolo di Mosca nelle dinamiche che portarono alla Rivoluzione romena del 1989.



Mariana Codruţ e il suo «piccolo mondo comunista»

La traiettoria esistenziale di una donna della minoranza dei Sassoni di Transilvania, che emigra in Germania durante il regime comunista, dà corpo e sostanza al racconto di Mariana Codruţ, di cui pubblichiamo un ampio estratto. Le angherie e il ricatto su una popolazione spesso usata come moneta di scambio in vere e proprie compravendite, come pure la fatica di ritrovarsi a casa in terra straniera rivivono in questo originale racconto scritto a mo' di intervista. Saggio introduttivo di Mauro Barindi.



Dan Coman, «La parrocchia»: sguardo su un Paese giunto alla fine

Un villaggio, uno qualsiasi tra i monti e i boschi della Romania comunista alla fine degli anni ’80, e una casa parrocchiale intorno alla quale ruota un microcosmo di tipi umani, storie e quotidianità che si muovono insieme alla terra e al ritmo delle stagioni. Questo l'universo del romanzo di Coman, costruito per giustapposizione d’immagini più che su base cronologica. La voce narrante sviluppa uno stile a metà strada tra prosa e poesia - Coman è anche poeta - in cui trovano spazio il brutale e l'innocente, il reale e l'onirico, la tragedia e l'umorismo. A cura di Clara Mitola.




Andrei Cornea e «I cani» dal suo «Paroliere senza frontiere»

Lo scrittore, filosofo, saggista, storico dell’arte e giornalista Andrei Cornea pubblica nel 2013 per Humanitas (Bucarest) un volume che raccoglie gli articoli pubblicati fra il 2000 e il 2001 sulla rivista «Observator cultural». Sono scritti che testimoniano da un lato la sua preparazione classica e dall’altro la sua capacità di entrare nel corpo delle parole vittime di malintesi e di errori di interpretazione (anche etimologici). È un «breve trattato di lessicografia ludica» in 44 parole di cui la sperimentata traduttrice Anca-Domnica Ilea ci offre in traduzione un gustoso assaggio.


Ion Creangă, «La storia del fannullone». Classici da riscoprire

Anca-Domnica Ilea ha come missione accostarsi a testi da trasporre in italiano che sono spesso una sfida incitante per un traduttore. Così accade anche in questa occasione in cui la traduttrice affronta una novella breve La storia del fannullone (Povestea unui om leneș, prima pubblicazione 1878 sulla rivista «Convorbiri literare» di Iasi) di Ion Creangă, autore fra i grandi classici romeni la cui scrittura, per stile e vocabolario, è nota in generale per la sua funambolica complessità. Arricchiscono la sua prova alcune pertinenti considerazioni sul testo e cenni biografici sull’autore.



Ioan P. Culianu. Rievocazione di un omicidio (opera della Securitate?)

Il 21 maggio 1991 Ioan Petru Culianu viene rinvenuto senza vita nella toilette della Swift Hall dell’Università di Chicago, dove insegnava Storia delle religioni e Storia del cristianesimo. L’assassinio, accuratamente preparato e professionalmente eseguito, ha come sua esplicazione più plausibile un’azione punitiva pianificata ed eseguita da elementi dell’apparentemente disciolta Securitate. Mauro Barindi ripropone i dati salienti di questo tragico evento e del contesto ideologico in cui maturò, includendo un racconto emblematico tratto da Arta fugii, dello stesso Culianu.



Constantin Fântâneru e il suo «Interno». Il Salinger romeno

Constantin Fântâneru (1907-1975) è il grande dimenticato e il grande solitario (a ragione gli è stato affibbiato l’appellativo de «il Salinger romeno») della straordinaria stagione letteraria romena del periodo interbellico. Scrittore avvolto nel mistero, rappresenta la primissima voce, la punta di diamante di quella generazione di intellettuali e di giovani scrittori (Cioran, Eliade, Ionesco, Blecher) che cominciavano a tracciare un solco di rinnovamento nella cultura romena del ’900. A cura di Mauro Barindi, proponiamo un frammento del suo romanzo Interior (Interno).



Filip Florian e il suo romanzo «I giorni del re»

Filip Florian esordisce fa il suo debutto al grande pubblico nel 2005 con il romanzo Degete mici (Ed. Polirom, pubblicato in Italia nel 2010 da Fazi Editore con il titolo Dita mignole). Il romanzo Zilele regelui (I giorni de re, Ed. Polirom, 2008), di cui pubblichiamo un saggio di traduzione, ci trasporta nella Romania del XIX secolo, crocevia di popoli e di culture. I giorni del re racconta la storia del dentista berlinese Joseph Strauss, quella del suo gatto, Siegfried, e quella del futuro re dei Principati Uniti di Romania. Queste storie sono parallele e interdipendenti. A cura di Maria Luisa Lombardo..



Cristian Fulaș:«Fâșii de rușine», il convincente debutto narrativo

«Romanzo-parabola», così si potrebbe definire il romanzo Fâșii de rușine (Vinea-Gestalt Books, Bucarest 2015) che segna il debutto come prosatore (ma con passate incursioni nella poesia) di Cristian Fulaș (1978), un romanzo in parte autobiografico, come ha dichiarato l’autore stess, che  racconta in prima persona, con estrema franchezza e lucidità e in un linguaggio diretto, serrato ed efficace, l’odissea di un giovane intellettuale di Bucarest imprigionato nella sua condizione, drammatica e distruttiva, di alcolizzato e tossicodipendente. A cura di Mauro Barindi.



Cristian Fulaș, «Il silenzio». Un frammento in esclusiva

Il silenzio, racconto di cui offriamo qui in esclusiva un frammento, fa parte di un progetto per un nuovo libro – il cui titolo provvisorio è I belli e i buoni – che nelle intenzioni dell’autore, lo scrittore Cristian Fulaș, dovrebbe accogliere più voci narranti che si snodano su altrettanti temi, usando ogni volta uno stile diverso. Il brano proposto è incentrato sul monologo di una madre di due figli i quali cercano disperatamente di strapparla alla morte. Ciò che è notevole nella scrittura di Cristian Fulas è la capacità di calarsi nella psicologia della madre. A cura di Mauro Barindi.



Cristian Fulaș, nuovi racconti: riconferma di uno scrittore di talento

Ritorno più che convincente dello scrittore Cristian Fulaș, non più come «outsider», ma come una delle voci fra le più versate dell’attuale schiera di prosatori romeni saliti alla ribalta in questi ultimi anni. I cinque racconti presenti nel suo nuovo volume, Cei frumoși și cei buni (Polirom, 2017), confermano il talento di un prosatore acuto e incisivo, facendogli superare con successo, tramite una scrittura scorrevole ma densa e incisiva, il banco di prova della prosa in forma breve. Ne pubblichiamo, in anteprima, il racconto Giovanni. A cura di Mauro Barindi.



Tudor Ganea: «Casamatta», un esordio vincente

Tudor Ganea (classe 1983), di professione architetto, fa il suo sorprendente debutto come scrittore (con alle spalle un corso di scrittura creativa sotto la guida di Florin Iaru e Marius Chivu, da cui sono usciti altri/e scrittori/scrittrici esordienti) con il romanzo Cazemata (Polirom, Bucarest 2016, pp. 207) centrando in pieno l’obiettivo e confezionando una storia che combina la suspense con il mistero, il fiabesco con la realtà, l’affabulatorio con le tinte poetiche, il romanzo giallo con il realismo magico. A cura di Mauro Barindi.



Mariana Gorczyca e il suo fantastico viaggio letterario

Sorprendenti e accattivanti le sette prose che Mariana Gorczyca ha saputo fondere nel suo ultimo volume Să iau cuvintele cu mine - 7 povești, 7 zile, 7 locuri (Tracus Arte, București 2016, pp. 155), la cui immagine di copertina offre già al lettore un anticipo di ciò che vi troverà narrato: itinerari tra l’immaginario, il fantastico e il verosimile e l’autobiografico possibile condensati in esperienze di viaggio, da un paese all’altro dell’Europa – dall’Islanda alla Romania passando per Francia e Italia –, nelle quali il dato oggettivo è filtrato da quello personale. A cura di Mauro Barindi.



Adela Greceanu: «La sposa dalle calze rosse»

Adela Greceaunu è un nome affermato della letteratura romena contemporanea. Nata a Sibiu nel 1975, debutta come poetessa nel 1997 e, dopo la poesia, si è voluta cimentare anche nella prosa con il romanzo Mireasa cu șosete roșii (La sposa dalle calze rosse), di cui offriamo in anteprima un estratto, con la presentazione del traduttore Mauro Barindi. Il libro, diviso in due parti, ci invita e conduce a circumnavigare due mondi distinti, ma intersecantisi: quello sospeso in una dimensione onirica e, quasi come per contrasto, quello calato nella realtà più banale.



Garabet Ibrăileanu, tutto l'amore di «Adela»

Mai prima d’ora uno scrittore romeno era riuscito a scavare così a fondo nei sentimenti di un uomo e di una donna, sorpresi a fare i conti con i propri fantasmi d’amore. Accade in Adela di Garabet Ibrăileanu (Ed. Adevărul, Bucarest 1933), primo grande romanzo sentimentale romeno, storia tenera e coinvolgente, giocata sull’esile confine, sul sottile filo tra amore fisico e amore platonico, amore filiale-paterno e amore che non osa andare oltre, tra il detto e il non detto. Un romanzo che vinse subito il premio nazionale per la prosa e che andrebbe oggi nuovamente tradotto. A cura di Mauro Barindi.



Florina Ilis, «Vietile paralele»: Eminescu in fiction

Ancora una volta Florina Ilis sorprende e spiazza con il suo nuovo romanzo, Vieţile paralele (2012), un romanzo di ciclopiche dimensioni (quasi 700 pagine) per un ciclope della letteratura romena ed europea, Mihai Eminescu, colto dalla scrittrice in modo significativo negli ultimi suoi tormentati anni di vita, segnati in modo drammatico dalla malattia mentale e dal declino fisico. Nell’intervista la scrittrice ci illustra alcuni aspetti di questo romanzo poderoso, sorprendente, geniale, diventato un caso letterario in Romania e al quale sono già stati tributati due premi. A cura di Mauro Barindi.



Sonia Larian con «Poveri corpi». Quando il male si fa carne

Lo scorso 23 gennaio 2016 si è spenta a Parigi la scrittrice Sonia Larian, pseudonimo di Ariane Leibovici-Lewenstein. Nata nel 1931 a Bucarest, esordì nel 1952 con racconti per ragazzi, unico genere che le consentì di pubblicare senza sottostare a compromessi ideologici. Il suo primo «vero» romanzo, Biblioteca fantastică (Cartea Românească, 1976), ricevette il premio dell’Unione degli Scrittori di Romania, ma il suo capolavoro è e rimane il secondo romanzo, Bietele corpuri (Cartea Românească, 1986). Ne pubblichiamo un frammento, a cura di Anca-Domnica Ilea.



Cristi Lavin e «Le Viking Rose», un thriller intrigante e anticonformista

Un romanzo curioso e intelligente, costruito con sensazionalismo e introspezione, visione personale della psicologia romena e destrezza stilistica, anticonformista su temi scottanti come l’omosessualità. È Le viking rose di Cristi Lavin (Tracus, Bucarest 2012), thriller il cui titolo evoca la sua particolare trama e storia, ambientata tra Norvegia e Romania. Pubblicato in francese e in versione elettronica da Raoul Weiss, editore e traduttore, il romanzo è uscito poi in edizione romena ma con lo stesso titolo, in omaggio al riconoscimento iniziale. A cura di Mauro Barindi.



Florin Lăzărescu e la sua prosa breve: «Eventi e personaggi»

Pubblicato due mesi fa da Polirom, l’ultimo libro di Florin Lăzărescu, Eventi e personaggi (Întâmplări și personaje), è un piccolo tesoro di prosa, ancora più prezioso in quanto prosa breve, genere poco ricorrente nella letteratura romena. Ma non è questo aspetto statistico a renderlo prezioso, quanto la singolarità dello stile, che tiene insieme oltre duecento racconti, pieni di eventi e personaggi, e soprattutto dello stesso autore. I testi che compongono l’opera provengono dal diario degli ultimi tredici anni di Florin Lăzărescu. A cura di Clara Mitola.



Gabriel Liiceanu e l’amore a prima vista: «I gigli della prima liceo»

L’amore a prima vista: cinque storie e autori d’eccezione, Gabriel Liiceanu, Adriana Bittel, Ana Blandiana, Nicolae Manolescu e Ioana Pârvulescu, in Povești de dragoste la prima vedere (Humanitas, 2008). Pubblichiamo il racconto che apre la raccolta, incentrato sugli amori liceali. È quello che accade ai protagonisti: Liiceanu, invaghito di una compagna di classe dai capelli d’oro, la convince che sublime suggello per il loro amore incompreso debba essere un talamo di gigli il cui mortifero afrore li condurrà avvinti verso l'eterna passione. A cura di Mauro Barindi.



Ciprian Măceșaru: Una post-società ai margini della modernità

Affresco tragicomico, e verosimile, della vasta Romania di provincia, nascosta e sprofondata nelle viscere del tessuto sociale lontano dal baluginio e dalla frenesia delle grandi città, Trecutul e întotdeauna cu un pas înaintea ta (Cartea Românească, Bucarest 2016, pp. 138), agile romanzo di Ciprian Măceșaru, classe 1976, diverte e stupisce facendo abbozzare sulle labbra del lettore sorrisi dal gusto tra l’amaro e l’agrodolce, facendogli provare sentimenti tra l’indignazione e l’incredulità, calandolo in situazioni surrealiste e altre spietatamente reali.. A cura di Mauro Barindi.



Ciprian Măceșaru e i suoi nuovi racconti sulla realtà della Romania

Otto racconti danno forma al nuovo approdo editoriale di Ciprian Măceșaru (1976), editi per la casa editrice da lui stesso fondata (Și se făcu întuneric, NEXT PAGE, Bucarest 2018, pp. 112); l’autore di nuovo ci sorprende positivamente per l’immediatezza e il brio della sua scrittura, qui ora quasi «minimalista», che centrano le tematiche a lui più consone: lo sguardo sulla realtà, i rapporti umani declinati in varie forme, la difficoltà dell’essere umano a trovare una sua strada, lo smarrimento dell’io, la realtà che cozza contro i nostri intimi desideri (spesso) irrealizzabili. A cura di Mauro Barindi.



Ion Mihăileanu e i suoi «Ritratti di attori»

Nato nel 1921 a Iași, la capitale storica e culturale della Moldavia romena, Mordechai Buchman, letterato ebreo fuggito da un campo del regime filonazista di estrema destra, cambiò (una «impostura positiva», come ebbe a dire lui stesso) il suo nome di nascita in Ion Mihăileanu e debuttò nel 1943 come giornalista. La sua opera principale è Ritratti di attori (Portrete de actori, Printech, Bucarest 2011, frutto di un’appassionata immersione nell’universo dei più grandi attori romeni degli anni Settanta. A cura di Anca-Domnica Ilea.



Ion Minulescu, «La casa dai vetri arancioni» ora tradotta in italiano

Il 1908 è un anno cruciale per l’allora quasi trentenne Ion Minulescu (1881-1944), poeta e scrittore, esponente del «rinnovato» simbolismo romeno: è l’anno del suo doppio esordio editoriale, con le raccolte liriche Romanțe pentru mai tîrziu e Liturghii profane, composizioni apparse tra il 1906 e il 1908 in varie pubblicazioni, cui fa seguito il volume di novelle che comprende, oltre a Casa cu geamurile portocalii, proposta qui in traduzione italiana per la prima volta, anche Spovedania unui om putred, În grădina prietenului meu e Manuscrise găsite. A cura di Mauro Barindi.



Ioana Baetica Morpurgo: «Imigranţii»

Imigranţii di Ioana Baetica Morpurgo costituisce una testimonianza di rilievo delle potenzialità della prosa romena contemporanea. Il romanzo è costruito attorno alle storie di cinque personaggi (con altrettanti capitoli), tutti diversissimi tra loro per estrazione, ambiente, stile di vita, cinque personaggi che si sfiorano appena nel corso della narrazione, pur essendo tutti accomunati da una medesima, duplice condizione: sono romeni emigrati in Inghilterra per varie ragioni (studio, lavoro, motivi coniugali, indigenza) e tutti abitano a Londra. Presentazione e traduzione di Mauro Barindi.



Costache Negruzzi, l'«Alexandru Lăpușneanu» in nuova traduzione (I)

A 86 anni dalla prima traduzione in italiano di uno dei capolavori della letteratura romantica romena, Alexandru Lăpușneanu di Constantin (Costache) Negruzzi (1808-1868), novella «programmaticamente» a fondo storico ed espressione quindi delle teorie letterarie della generazione pascioptista, pubblicata sul primo numero di «Dacia Literară» (Iași, 1840), rivista fondata da Mihail Kogălniceanu, capofila e teorico del primo movimento letterario romeno moderno, ne proponiamo una nuova traduzione a cura di Mauro Barindi, pubblicando qui i primi due capitoli.



Costache Negruzzi, l'«Alexandru Lăpușneanu» in nuova traduzione (II)

A 86 anni dalla prima traduzione in italiano di uno dei capolavori della letteratura romantica romena, Alexandru Lăpușneanu di Constantin (Costache) Negruzzi (1808-1868), novella «programmaticamente» a fondo storico ed espressione quindi delle teorie letterarie della generazione pascioptista, pubblicata sul primo numero di «Dacia Literară» (Iași, 1840), rivista fondata da Mihail Kogălniceanu, capofila e teorico del primo movimento letterario romeno moderno, ne proponiamo una nuova traduzione a cura di Mauro Barindi, pubblicando qui gli altri due capitoli.



Tatiana Niculescu Bran: «Nella Terra di Dio»

La terra divina cui si fa riferimento nel titolo del libro di Tatiana Niculescu Bran non è quella biblica, ma una ben delimitabile geograficamente, ossia il Corno d’Africa (tra Somalia, Eritrea ed Etiopia). Agli occhi degli antichi Egizi, era una sorta di meraviglioso Eldorado perduto, una Terra di Dio, appunto. Qui, gli Egizi lasciarono in eredità alle popolazioni indigene una pratica ancestrale, successivamente fatta sua dalla religione, che l'ha trasformata in un feroce rito imposto alle donne: l’infibulazione, ossia l'asportazione del clitoride. Presentazione di Mauro Barindi.



Andrei Oișteanu, da «Sessualità e società» (I)

Inauguriamo con questo numero una serie di brani tradotti a cura di Valentia Elia tratti da Sexualitate și societate. Istorie, religie și literatură (Polirom, 2016) del prof. Andrei Oișteanu, uno dei massimi esperti attuali di etnologia, antropologia culturale e di storia delle religioni e delle mentalità. Con l’occasione ci viene proposto un passaggio da Soția infidelă şi jurământul de castitate che apre il secondo capitolo dell'opera e che ci offre un saggio della sua originalità di approccio agli argomenti studiati, fatto di rigore scientifico, erudizione e inventiva espositiva.



Andrei Oișteanu, da «Sessualità e società» (II)

Secondo appuntamento da Sexualitate și societate. Istorie, religie și literatură (Polirom, 2016) di Andrei Oișteanu, massimo esperto di etnologia, antropologia culturale e di storia delle religioni e delle mentalità, con un brano tradotto a cura di Valentina Elia, la quale, in questa sua più che meritoria missione di far conoscere la genialità dello studioso e scrittore romeno e la particolarità di un’opera che non conosce, almeno per ora, una sua versione italiana, ci svela il tema Sessualità e propaganda, sapida incursione nei retaggi del potere maschilista sulla donna.



Andrei Oișteanu, da «Sessualità e società» (III)

Terzo appuntamento da Sexualitate și societate. Istorie, religie și literatură (Polirom, 2016) di Andrei Oișteanu, massimo esperto di etnologia, antropologia culturale e di storia delle religioni e delle mentalità, con un brano tradotto a cura di Valentina Elia. Nuova incursione nei saggi dello studioso che qui affronta il tema dell’omosessualità femminile e maschile, argomento tabù che permea praticamente tutte le culture, e in cui la religione, di qualsiasi credo, infierisce accanita: la «deviazione» sessuale sovverte come poche altre un supposto ordine divino inalterabile.



Andrei Oișteanu, da «Sessualità e società» di Andrei Oișteanu (IV)

Ha termine con questo ultimo brano da Sexualitate și societate. Istorie, religie și literatură (Polirom, 2016), tradotto da Valentina Elia, di Andrei Oișteanu, luminare di etnologia, antropologia culturale e di storia delle religioni e delle mentalità, la nostra incursione in un ambito della cultura romena decisamente poco indagato per gli argomenti «tabù» trattati. Qui, fra gli altri temi, viene toccato quello della preparazione e iniziazione da parte di anziane zingare delle «novelline vergini», «strumenti del piacere» per l’appagamento sessuale dei maschi in «harem» domestici.



Rodica Ojog-Brașoveanu, la «Agatha Christie» romena: «320 gatti neri»

Rodica Ojog-Brașoveanu (1939-2002) è unanimemente considerata come la maggiore, se non l’unica, scrittrice romena di romanzi gialli e per tale ragione è stata soprannominata, a giusta ragione, la «Agatha Christie» romena, la «maestra del romanzo poliziesco romeno». Pubblichiamo qui, a cura di Mauro Barindi, alcuni brani del 320 gatti neri, uno dei suoi gialli più riusciti e amati dal pubblico. La storia cucita con ironia e umorismo, e sorretta con intelligenza, condita da tutte le trovate tipiche del genere, ha come sfondo una Bucarest vintage, quasi irreale e sospesa nel tempo.



Octavian Paler: «Non ho paura di amare ciò che deve morire»

Octavian Paler (1926-2007) è stato uno dei più grandi scrittori del Novecento romeno, figura di grande rilievo della società civile, giornalista e politico. Ha attraversato periodi e stagioni importanti, che hanno lasciato la loro impronta culturale e ideologica sulla sua opera. Ricco di una storia straordinaria e di una formidabile capacità espressiva, Paler è diventato un'emblema dell'ideale classico di tante persone che hanno letto i suoi scritti, intrisi di grandi concetti e verità. Offriamo qui una selezione di aforismi a cura di Alina Breje, come invito alla lettura dell'opera di Paler.



Hortensia Papadat-Bengescu e il suo «Concert din muzică de Bach»

Un concentrato di debolezze e di miserie umane, di cinismo e di arrivismo, di amore e di eros piegati il più delle volte a fini puramente carnali o utilitaristici. Un panorama di introspezione psicologica desolante e spietato, incastonato nella cornice urbana di Bucarest: questo è ciò che offre Hortensia Papadat-Bengescu (1876-1955) in Concert din muzică de Bach (1927), il romanzo più noto di questa scrittrice nonché una delle prove più smaglianti della narrativa romena interbellica. Postilla: un altro «classico» non ancora tradotto in italiano. A cura di Mauro Barindi.



Radu Paraschivescu: «Astăzi este mâinele de care te-ai temut ieri»

Una vicenda che prende lo spunto da un evento calcistico per sviluppare scenari e intrecci quanto mai variegati. Ce la racconta Radu Paraschivescu – prosatore, traduttore, giornalista sportivo – nel suo romanzo Astăzi este mâinele de care te-ai temut ieri (Humanitas, Bucarest, 2012). Sintesi perfetta di finzione e realtà, epopea e agonismo sportivo, anelito alla libertà e caso umano, il romanzo di Paraschivescu sa combinare e trasformare elementi disparati in un racconto originale e accattivante, sospinto da una scrittura vivace e generosa. A cura di Mauro Barindi.



Dora Pavel, eros e ricerca di sé nel nuovo romanzo «Do Not Cross»

Le pulsioni erotiche e la ricerca di se stesso di un giovane omosessuale sono al centro del nuovo e avvincente romanzo, quasi un thriller, di Dora Pavel, intitolato Do Not Cross (Polirom, Iaşi 2013), un romanzo psicologico e forte dove tensione e introspezione si compenetrano sullo sfondo del drammatico rapimento del protagonista ad opera di uno psicolabile. Do Not Cross è certamente uno dei romanzi più interessanti e intensi usciti quest'anno in Romania, dove ha subito ricevuto una positiva accoglienza da parte della critica. A cura di Mauro Barindi.



Camil Petrescu, l'innovatore del romanzo romeno

Nel 2014 ricorrono 120 anni dalla nascita di Camil Petrescu, romanziere, drammaturgo e poeta, membro dell’Accademia Romena. Per i suoi romanzi di analisi psicologica, è considerato «l’innovatore del romanzo romeno». Petrescu è stato proposto in Italia già nel 1956 nella traduzione di Anna Colombo, nell'Antologia della narrativa romena curata da G. Petronio, senza che i suoi romanzi venissero poi editi in volume. Pubblichiamo un brano del romanzo introspettivo Il letto di Procuste (1933), nell'auspicio che venga integralmente tradotto e fatto conoscere al pubblico italiano.



Dinu Pillat e il romanzo postumo «Așteptând ceasul de apoi»

Un ritratto della gioventù smarrita e ammaliata dal demone delle ideologie estremiste (di destra) intrise di misticismo e anarchia che segnarono la storia della Romania interbellica. Ecco il romanzo postumo di Dinu Pillat, Așteptând ceasul de apoi (Humanitas 2010), opera il cui destino è legato strettamente a quello del suo autore, del quale condizionò drammaticamente la vita. Per la macchina repressiva comunista romena degli anni ’50, infatti, questo romanzo avrebbe rappresentato uno dei gravi capi d’accusa nel processo-farsa noto come «lotto Noica-Pillat». A cura di Mauro Barindi.



Andrei Pleşu e la sua Romania: «Farse alle porte dell’Oriente»

Comédii la porțile Orientului di Andrei Pleșu (Humanitas 2005) è un libro carico di graffiante, sarcastica, quasi irriverente verve ironica su vizi e virtù della Romania post-comunista. Il volume raccoglie articoli pubblicati da Pleșu tra il 1991 e il 2004 sulle riviste «Dilema», «Plai cu boi» e sul quotidiano «Jurnalul Național». Con il suo tipico stile, tagliente ma calibrato, senza peli sulla lingua ma mai sopra le righe, Pleșu ci conduce nelle pieghe della società romena ʻorientaleʼ, stordita e orfana di Ceaușescu, libera e smarrita dopo anni di asfissiante regime comunista. A cura di Mauro Barindi.



Andrei Pleşu: «La gioia nell’Est e nell’Ovest»

Le differenze di mentalità tra l’Est e L’Ovest europeo, a partire dal ʻconcettoʼ di gioia. Vengono messe in luce dal testo di Andrei Pleşu che qui proponiamo, scritto appositamente per un pubblico non romeno, al fine di presentare, attraverso una brillante analisi comparativa, aspetti essenziali di mentalità diverse. «Una delle ragioni per cui l’Est e l’Ovest a volte faticano a capirsi segnala Pleşu è il fatto che non si “sottintendono”, che hanno esperienze diverse su quello che, nella vita di tutti i giorni, è “dato per scontato”». Un autore da tradurre. A cura di Natasha Danila.



Andrei Pleşu e i suoi «Minima moralia»

Andrei Pleşu, scrittore di spicco della Romania contemporanea, è ancora in Italia quasi un signor sconosciuto. Eppure la sua prosa, animata da un contrasto formale tra una problematica impegnativa (morale, teologica, esistenziale) e un approccio diretto, spesso ludico e ironico, si segnala per uno stile inconfondibilmente elegante e largamente accessibile. Horia-Corneliu Cicortaş traduce alcuni brani di una nota opera di Pleşu, Minima moralia: elementi per un’etica dell’intervallo. Un aperto invito all’editoria italiana a prestare attenzione a questo raffinato autore.



Andrei Pleşu: «Sulla bellezza dimenticata della vita»

Andrei Pleşu è una personalità di primo piano della cultura romena contemporanea. Scrittore, saggista, storico dell’arte e fondatore di riviste culturali, è autore di opere tradotte in diverse lingue, tra le quali non figura ancora l'italiano. Quasi a mo' di invito per l'editoria del Belpaese, Afrodita Cionchin ne presenta Sulla bellezza dimenticata della vita (Humanitas 2011), godibile opera che, in un singolare mix di acume, raffinatezza e ironia, si sofferma sul «qui ed ora» del nostro vivere quotidiano, in cerca di una risposta alla stringente domanda: «Cosa facciamo della nostra vita?».



Simona Popescu e il suo «Exuvii / Crisalidi»: AAA Cercasi editore

Poetessa, prosatrice, saggista raffinata e imprevedibile, Simona Popescu è una delle figure di spicco dell’attuale scena letteraria romena. Il suo romanzo di debutto, Exuvii (Polirom, 1997) ha avuto un grandissimo successo, ottenendo il prestigioso Premio dell’Associazione degli Scrittori della Romania. Scritto in uno stile immaginifico e ricchissimo di registri e tonalità, in cui si mescolano il comico e il tragico, il libro è uno spettacolo funambolico di storie e di immagini, che sorprende a ogni pagina. Tradotto in varie lingue, attende finalmente un editore in Italia. A cura di Giulia Ambrosi.



«Premi Sofia Nădejde»: Ema Stere e Lavinia Branişte

Intitolati a un’autrice (1856-1946) progressista e femminista, i Premi Sofia Nădejde, alla loro terza edizione e il cui gala si è tenuto a Bucarest il 24 settembre 2020, promuovono la letteratura scritta dalle donne. Quest’anno i premi sono andati a: Deniz Otay (per il debutto in poesia) – Fotocrom Paradise (Ed. OMG, 2020), Ema Stere (per il debutto in prosa) – I figli di Marcel (Polirom, 2020), Gabriella Eftimie (categoria poesia) – Sputnik in giardino (Ed. OMG, 2020), Lavinia Braniște (categoria prosa) – Sonia alza la mano (Polirom, 2019). A cura e traduzione di Clara Mitola.



Lucian Raicu, sguardi sulla Francia in «Cento lettere da Parigi»

Lucian Raicu (Iași 1934 - Parigi 2006) è stato uno dei migliori saggisti romeni della seconda metà del Novecento. Durante gli anni ’90 fu, al microfono del programma in lingua romena della «RFI», la penna e la voce di una serie di cronache settimanali in gran parte riprese da prestigiose riviste culturali romene. Nel 2010 esce a Bucarest una raccolta di un centinaio di queste impressioni «a caldo» sulla vita letteraria parigina: presentazioni di libri, conferenze, mostre, interviste radiofoniche o televisive. Ne pubblichiamo un estratto, a cura di Anca-Domnica Ilea.



Liviu Rebreanu e il suo sorprendente giallo «Amândoi»

«Duplice assassinio in via Speranza»: potrebbe essere questo il sottotitolo dell’ultimo, sorprendente romanzo di Liviu Rebreanu (1885-1944), scrittore noto per il suo realismo. Pubblicato nel 1940 e ambientato nella tranquilla e provinciale città di Pitești, Amândoi è la storia di un efferato omicidio. Un romanzo poliziesco in piena regola, dunque, ricco di suspense, che regala un colpo di scena finale da togliere il respiro, ma che al contempo – come sottolineava la critica già alla sua uscita – racchiude nella sua trama una garbata satira del genere stesso. A cura di Mauro Barindi.



Ligia Ruscu, «O dimineață la vânătoare»: un riuscito debutto letterario

A cavallo tra il «roman de mœurs» e il giallo, con O dimineață la vânătoare (Polirom 2015) Ligia Ruscu, docente di storia all’Università Babeș-Bolyai di Cluj, fonde i due generi in una sintesi di ammirevole efficacia narrativa, in cui dato storico e personale estro letterario convergono in un’opera dallo stile elegante e godibile. Ambientato nella Valacchia dell’Ottocento, all’epoca della dominazione russa, questo romanzo di debutto fotografa il momento in cui nella società romena il modello occidentale si va innestando su quello oriental-balcanico. A cura di Mauro Barindi.



Andrei Ruse con il suo romanzo «Spacciatore per un giorno»

Andrei Ruse è un giovane scrittore romeno, promotore di vari progetti online in ambito culturale. Offriamo per la prima volta in italiano, a cura di Mauro Barindi, un frammento del suo romanzo Dilăr pentru o zi (Spacciatore per un giorno). Radu Călin, agente della Squadra antinarcotici della Polizia di Bucarest, decide di infiltrarsi nel mondo dello spaccio della droga, correndo seri rischi per sé e per la sua famiglia, con ripercussioni imprevedibili. Una trama avvincente, per un romanzo coraggioso e insolito che non mancherà certo anche di far discutere.



Adrian Schiop, l'«altra letteratura» che non frequenta i salotti

pe bune/pe invers, primo vero romanzo apertamente gay della letteratura romena, segnala la singolarità di Adrian Schiop nel paesaggio letterario romeno. Insofferente agli schemi di genere e libero da sovrastrutture ideologiche, Schiop preferisce stare ai margini, frequentare la cultura non ufficiale, quella dei quartieri popolari, invisibile alle cerchie esclusive ed elitiste del mondo letterario bucarestino. Il romanzo che presentiamo può non convincere ancora del tutto ma di sicuro è coraggioso e pionieristico. Presentazione e traduzione di Mauro Barindi.



Adrian Schiop e la Bucarest reietta del suo nuovo «Soldații»

Adrian Schiop è un autore coraggioso, capace di sbatterci in faccia il lato più crudo di chi sta ai margini della città. Con il suo nuovo romanzo, Soldații – Poveste din Ferentari (Polirom 2013), ci si imbarca per un viaggio in un mondo sconosciuto, in quel quartiere-pianeta della Bucarest schivata, nascosta, reietta, chiamato Ferentari: sideralmente lontano dalla Bucarest perbene che, esterrefatta, ci vive accanto e lo guarda dall’alto in basso. Forse Schiop pecca talvolta di ingenuità, ma è proprio questo suo lato innocente e schietto che lo rende unico. A cura di Mauro Barindi.



Mihail Sebastian e le provocazioni del «Diario 1935-1944»

Accolto alla sua pubblicazione (1996) dalla critica internazionale come un vero evento letterario e subito tradotto in numerose lingue, il Diario 1935-1944 di Mihail Sebastian (nome d’arte di Iosef Hechter, di origine ebrea, nato a Brăila nel 1907) custodisce la memoria di un’epoca drammatica e complessa. Eppure non è ancora tradotto in Italia. Mauro Barindi traccia un ampio profilo biografico di questo illustre romeno, imbevuto di cultura francese e contemporaneo degli altri grandi romeni della diaspora parigina (Cioran, Eliade, Ionescu), proponendo alcuni brani della sua opera.



Petre Sirin: «Castelli in Spagna» e la repressione comunista

Amori, illusioni, speranze, drammi e repressione politica dell’élite omosessuale romena degli anni ’50. Tutto ciò è stato vissuto e raccontato in prima persona da un testimone d’eccezione, Petre Sirin, nel suo diario Castele în Spania edito da Humanitas (Bucarest 2013). Il brano che offriamo in traduzione ripercorre le fasi dell’arresto di Petre Sirin in seguito all’azione su ampia scala, da parte del regime, tesa a far piazza pulita degli intellettuali scomodi e degli oppositori politici, con azioni giustizialiste e «moralizzatrici» per colpire l’opinione pubblica. A cura di Mauro Barindi.



Lăcrămioara Stoenescu e il suo no alla nostalgia del comunismo

Si intitola Dedublarea l’ultimo romanzo di Lăcrămioara Stoenescu (Tracus Arte, Bucarest 2015), scritto in forma di diario di viaggio di alcune donne romene in gita in Germania, protagoniste e testimoni insieme di vicende legate al periodo comunista. Con una trovata narrativa particolarmente azzeccata, i fatti e le narrazioni diventano ammonimento per le nuove generazioni contro una certa manfrina del rimpianto per il regime, tiritera spesso ricorrente ad opera di vari smemorati della Romania dei nostri giorni. Presentazione e selezione di testi a cura di Mauro Barindi.



Tatiana Țibuleac, «Vara în care mama a avut ochii verzi»

Vara în care mama a avut ochii verzi (L’estate in cui mia madre ha avuto gli occhi verdi) è un breve e potente romanzo di Tatiana Țibuleac (Cartier Popular 2017) che si snoda dinamico intorno al rapporto, pessimo e già quasi consumato, tra madre e figlio (immigrati polacchi in Inghilterra), raccontando le vicende della strana vacanza estiva che Aleksy, protagonista e voce narrante, passa appunto con la madre in Francia. In poco più di cento pagine si narra la possibilità del perdono ma anche l’impossibilità di una reale salvezza. A cura di Clara Mitola.



Stelian Ţurlea con il giallo «Crimă la Torino»: Salone al cardiopalma

Torino, l’edizione 2013 del Salone sta finendo. Un noto milionario, romeno di nascita ma da tempo cittadino italiano, bandisce un concorso letterario particolare: centomila euro per chi scriverà in dieci giorni un giallo dal titolo Assassinio a Torino… Si impernia attorno a questa storia il giallo nel giallo di Stelian Țurlea – Crimă la Torino (Crime Scene Press, Bucarest 2014) – godibile per l'ironia con cui vengono tratteggiati comportamenti, psicologie e situazioni. Una storia costruita come un intreccio, giocato sull’interazione dei personaggi e sulle loro contraddizioni. A cura di Mauro Barindi.



Cela Varlam: «Muşcând din moarte ca din ciocolată»

Non ancora tradotto in italiano (è uscito nel 2015 a Bucarest), «Mușcând din moarte ca din ciocolată» di Cela Varlam è probabilmente il primo romanzo dedicato al dramma della comunità istroromena. Negli occhi della protagonista, la tredicenne Ena Bataru strappata una notte dalla propria casa nel paesino istroromeno di Sușnievița insieme alla famiglia, gli orrori di violenze immani che investono tutto un popolo. Con una scrittura sensibile ma forte, Cela Varlam disegna una storia impressionante e commovente. A cura e traduzione di Mauro Barindi.



Daniel Vighi e le parodie italo-romene: «Il sex-appeal delle missionarie»

Daniel Vighi è un romanziere, saggista e giornalista romeno appartenente alla schiera degli scrittori postmoderni degli anni Ottanta. Dopo il debutto, nel 1985, numerosi volumi sono venuti a confermarne il profilo di intellettuale interessato all’arte e alla cultura in ogni sua forma. Pubblichiamo un frammento di un suo romanzo inedito che, prendendo spunto da aspetti a dir poco risibili, propone la parodia di una tipologia di personaggi più che improbabili della comunità di affari italo-romena, costituitasi in Romania dopo il 1989. A cura di Mauro Barindi, traduzione di Valentina Elia.



Matei Vişniec: «Sindrome da panico nella Ville Lumière»

Il ruolo dello scrittore e lo choc degli intellettuali dell’Europa dell’est a contatto, negli anni del socialismo reale, con l’Occidente. Sono alcuni dei temi ricorrenti in «Sindrome da panico nella Ville Lumière» (Cartea Românească, 2009), secondo romanzo di Matei Vișniec, poeta, scrittore e drammaturgo nato in Bucovina (1956) ed emigrato in Francia. Libro-puzzle metaforico, (auto-)ironico e autobiografico, labirintico e insieme allegro, ha ricevuto un'ottima accoglienza dalla critica romena e francese, e nel 2012 è stato tradotto in Francia. A cura di Mauro Barindi.



Mircea Vulcănescu: Esiste una «visione romena del mondo»?

Si può parlare di una «visione romena del mondo»? La domanda, problematica e intrigante, si ritrova in alcuni dei più vigorosi pensatori romeni, tra i quali spicca il nome di Mircea Vulcănescu, poliedrico intellettuale della prima metà del Novecento. Nel suo saggio Dimensiunea românească a existenţei (1943) – di cui pubblichiamo in traduzione alcuni passaggi – Vulcănescu delinea una visione romena del mondo e ne propone un'interpretazione filosofica mediante una ricognizione fenomenologica e filologica di cultura e linguaggio. A cura di Francesco Testa.



Mihai Zamfir: «Lisbona per sempre»

Mihai Zamfir, professore di letteratura e autore di romanzi pubblicati da grandi editori romeni, è ancora sconosciuto ai lettori italiani. Proponiamo in traduzione inedita alcuni brani del suo Lisbona per sempre, raffinato romanzo d’amore nel quale l’autore adotta una forma inattesa nella narrativa di oggi, quella epistolare. Affiancato da una tipica tecnica narrativa quella del ritrovamento di un manoscritto (nel nostro caso, di un carteggio) questo artificio serve allo scrittore per imbastire la propria storia, inframmezzata da pause e riflessioni. Presentazione e traduzione di Mauro Barindi.



Daniela Zeca e la sua «Storia romanzata di un safari»

Daniela Zeca pubblica un romanzo che è la storia di un amore impossibile o destinato a un ineludibile fallimento tra una donna europea e un uomo nord-africano. Incontro di due mondi, di due sensibilità, di due mentalità che si offrono in tal modo come metafora dell’«incontro-scontro» di due civiltà, quella europea, occidentale, e quella araba. Il romanzo è un viaggio ed è un’altra angolazione che offre al lettore dentro la personale ricerca dell’amore della protagonista, che si tramuta anche e soprattutto in una ricerca di se stessa. Presentazione a cura di Mauro Barindi.








Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.

Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.