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N. 10/OTTOBRE 2026, ANNO XV - BUONA LETTURA A TUTTI!
SEGNALAZIONI
Ritrovare Dinu Adameșteanu tra la Romania e Policoro
Serafina Pastore presenta Storia d’amore e d’archeologia di Marinella Fiume (Algra Editore, 2025), storia di sentimenti e archeologia con protagonisti Dinu Adameșteanu (1913-2004), l’archeologo romeno naturalizzato italiano fuggito in Italia nel 1939, e l’inglese Daphne Phelps (1911-2005), giunta a Taormina, e che erediterà Casa Cuseni, da cui si snoda la trama della memoria, basata sulla scoperta dell’epistolario tra i due rimasto celato per decenni, composto da missive scritte tra il 1954 e il 1956, in un emozionante percorso di rincontri e scoperte tra Sicilia e Basilicata.

INCHIESTA
Quando la lingua non è scontata. Testimonianze di giovani italo-romeni
Pietro Buoso torna con nuovo articolo sul rapporto dei giovani italo-romeni con la lingua romena. Due le interviste: ad Alessandro, padre italiano e madre romena, a cui una sciagurata imposizione a scuola ha fatto perdere, quasi del tutto, il romeno; nella seconda, l’intervistata, che ha voluto rimanere anonima, presenta il caso opposto: a scuola i docenti hanno suggerito ai suoi genitori di continuare a parlarle in romeno. Nel primo caso quel divieto ha causato a Pietro un inutile disagio psicologico, nel secondo per la ragazza mantenere il romeno è stato un arricchimento poliglotta.

INCONTRI LETTERARI
Intervista al poeta Antonio Spagnuolo
Antonio Spagnuolo (Napoli, 1931) è poeta e instancabile animatore della poesia italiana. Esordisce nel 1953 con Ore del tempo perduto, accolto da una lettera di Umberto Saba; seguono, tra gli altri, Candida, Il tempo scalzato, Il gesto le camelie. Fondatore e direttore di numerose riviste e collane, oggi dirige «Frontiere della poesia contemporanea» per l’editrice la Valle del Tempo e il blog «poetrydream». In questa nuova intervista a cura di Maurizio Vitiello il poeta afferma: «Ogni giorno […] frulla tra le mie circonvoluzioni cerebrali il ritmo di qualche endecasillabo».

MEDAGLIONE RODARI
Essere e avere. La questione dell’emigrazione e l’«errore sociale»
In occasione della nascita di Gianni Rodari (23 ottobre 1920) pubblichiamo il primo dei tre lavori presentati alla III edizione del Convegno studentesco «Italianità e latinità» di maggio all’Università dell’Ovest di Timișoara, coordinato da Afrodita Cionchin. Nicoleta Antonie analizza il racconto Essere e avere in cui lo scrittore sottolinea che «gli errori sono necessari» e che se sbagliando s’impara, sbagliando si inventa anche. Su una sgrammaticatura dell’uso dei verbi ausiliari si sviluppa il dialogo tra il prof. Grammaticus e alcuni emigrati meridionali in viaggio in treno.

La critica agli stereotipi culturali: Il sole nero e Che cosa farò da grande
Andreea Chertes analizza due testi di Gianni Rodari, Il sole nero e Che cosa farò da grande. Il primo si presenta come una filastrocca apparentemente semplice, che racchiude però una riflessione profonda sul rapporto tra realtà e immaginazione. Attraverso un’immagine paradossale e sorprendente, l’autore invita il lettore a mettere in discussione ciò che sembra ovvio e a sviluppare uno sguardo critico e creativo sul mondo. Nel secondo vengono affrontati questioni fondamentali come crescita, identità ed educazione in un’ottica aperta, inclusiva e profondamente umana.

La sirena di Palermo: un manifesto di accoglienza e integrazione
Alexandra Ion ci propone l'analisi del testo La sirena di Palermo di Gianni Rodari, incluso nella raccolta Il libro degli errori (Einaudi, 1964). È un racconto sull’empatia, umana, accompagnata dall’accoglienza dell’altro, anche quando quest’ultimo è diverso. Un tema altrettanto importante riguarda il potere trasformativo dell’immaginazione, illustrato dal talento di Marina nel raccontare storie. Attraverso il contrasto tra povertà materiale e ricchezza umana, l'autore trasmette l’idea che la vera bellezza non risieda nelle apparenze, ma nella bontà e nell’apertura verso gli altri.

ANNIVERSARIO
Il paradosso dell’umiltà in Buzzati
Per i 120 anni dalla nascita di Dino Buzzati (n. 1906) pubblichiamo il lavoro di Gaia Mazzola, incentrato sul racconto L’umiltà del 1958, presentato alla III edizione del Convegno studentesco «Italianità e latinità», svoltosi a maggio all’Università dell’Ovest di Timișoara, coordinato da Afrodita Cionchin. La narrazione ruota attorno al contrasto tra padre Celestino, frate eremita che vive in un vecchio camion, e un prete; dalle interazioni dei due emerge l’ammonimento che «la vera umiltà non è un’esibizione di povertà, ma una battaglia invisibile contro il proprio ego».

TRADUZIONI
Poesie di Vasile Dan
Vasile Dan (n. 1948) è poeta, saggista, caporedattore e fondatore della rivista «Arca». Debutta nel 1967 su «Steaua» mentre in volume continua il suo percorso lirico con la silloge Priveliștile (1977), premio per l’opera prima dell’editrice Facla. Da allora ha al suo attivo più di una ventina di volumi, tra raccolte di poesie, saggi e impressioni di viaggio, incoronati da premi e riconoscimenti tra i più prestigiosi in Romania. La sua ultima raccolta s’intitola Poeme nescrise (Cartea Românească, 2026) da cui Viorel Boldiș ne ha selezionate alcune curandone la traduzione in italiano.

INEDITO
L’eco di lei, un racconto di Alessandro Pertosa
Pubblichiamo L’eco di lei, racconto inedito di Alessandro Pertosa (n. 1980), scrittore, poeta, traduttore e operatore culturale, incentrato sull’incontro tra un anziano custode di cimitero e una giovane donna che visita la stessa tomba. «Da silenzi e gesti nasce un amore impossibile, alimentato dall’immaginazione e dall’attesa. Lei smette di comparire e la sua assenza diventa più forte della presenza e la solitudine assume il peso di una separazione reale. Tra sogno e realtà, il racconto segue il modo in cui il desiderio può trasformare una presenza fugace in un universo interiore».

ORIZZONTI D'ARTE
Magnifica Eleganza alla Casa Memoriale e Museo Paolo e Carolina Zani
Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda è la mostra ideata e coordinata da Massimiliano Capella, aperta nella nuova Sala Esposizioni della Casa Museo di Cellatica (BS) della Fondazione Paolo e Carolina Zani, dal 12 settembre al 6 dicembre 2026, e intreccia storia dell’arte, storia del costume e cultura materiale nella Venezia del Settecento. Sono riunite circa 45 opere tra dipinti e disegni di Longhi, Tiepolo, Guardi e Rotari, insieme ad abiti e manufatti settecenteschi e ai costumi del premio Oscar Danilo Donati per Il Casanova di Fellini. Di Liana Corina Țucu.

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Rivista online edita
dall’Associazione Orizzonti Culturali Italo-Romeni.
Promuove
il dialogo interculturale,
con particolare interesse
verso la traduzione letteraria come opera di mediazione.






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